lunedì 14 maggio 2012

Grecia: nessun accordo a tre sul piano di rigore


smaller_text

“Faccio appello alla logica e al senso patriottico di tutti i cittadini e della leadership politica” ha dichiarato il leader socialista Evangelos Venizelos. “Anche adesso, malgrado l’impasse dopo l’incontro con il presidente, mantengo un cauto ottimismo sulla possibile formazione di un governo”.Situazione ancora in fase di stallo in Grecia. Smentito infatti da sinistra un accordo di coalizione governativa a tre per l’applicazione del piano di rigore. 
Il leader del partito Syriza aveva annunciato che Nea Demokratia, Syriza e Pasok si erano accordati su un piano del governo della durata di due anni con l’obiettivo di rispettare il piano di salvataggio della Grecia. 
Il partito di sinistra Dimar ha definito quest’affermazione una vergogna e una bugia diffamatoria.

L’obiettivo del summit del capo dello stato coi tre leader politici era evitare elezioni che potrebbero portare il paese fuori dall’eurozona.
Categorico il leader del partito Syriza Alexis Tsipras:
“Il problema del paese è e continua a essere la mancanza di armonia tra l’attuale politica e la volontà del paese. Finché insisteranno sul salvataggio, su una politica che la gente rifiuta, non potrà essere garantita la stabilità sociale”.

Syriza rifiuta dal canto suo di sostenere qualunque coalizione che applichi il progranma di austerità.
Sempre più probabile quindi il ricorso a nuove elezioni, che potrebbero tenersi il 10 o il 17 giugno.

sabato 12 maggio 2012

Anarchia, Brigate Rosse, Equitalia, Nadal, Ale E Franz


Anarchia, Brigate Rosse, Equitalia, Nadal, Ale E Franz

“Comico è ogni fenomeno capace di suscitare un riso comico,” scrive Gian Pietro Calasso in Ipotesi sulla Natura del Comico. Le situazioni e le battute volontariamente o involontariamente comiche suscitano ilarità. Però il riso è qualcosa di più sconvolgente e misterioso, spesso non associato alla comicità. C’è la risata che nasce da una situazione ridicola ma anche quella che deriva da disprezzo, paura, rabbia, imbarazzo, senso di superiorità, rassegnazione, eccitazione erotica e via dicendo.
A vedere quanto costa la benzina, viene da ridere. Così pensando a quando, se e quanto prenderemo di pensione. C’è chi ha riso con il proprio nonno quando hanno sentito insieme che per gli esami ci voleva un anno di attesa e il medico curante, il giorno prima, aveva pronosticato otto mesi di vita.
Con mio nonno abbiamo riso di suo padre, ucciso il giorno stesso in cui è arrivato al fronte nel lontano 1916. Rido tutte le volte che si celebra l’inutile primo conflitto mondiale come una guerra di eroi e democrazia.
Queste risate sono amare, peccaminose. Come il peggiore superalcolico tenuto sotto chiave in tempi di proibizionismo. Sono liberatorie. Così oltre alle battute migliori questa settimana ci saranno anche le peggiori. Perché si ride anche della morte.

RIDERE AMARO
Fa ridere il linguaggio della Federazione Anarchica Informale, cellula Olga, che in un comunicato recapitato al Corriere della Sera rivendica l’attentato all’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi.
C’è tutta la fragranza retorica di chi ama la violenza. Una ridondanza puerile e spietata come l’intelligenza omicida di un ultrà nazista. Il nemico è disumanizzato: “Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell’atomo.”

Una volta creato l’orco cattivo si passa alle frasi ad effetto: “Solo la radicalizzazione del conflitto può condurre a percorsi di libertà individuale e sociale,” come uccidere, ammazzare, scannare.
Si usano anche i giochi di parole: “Far lavorare di pari passo le armi della critica e la critica delle armi,” come dire Ambarabà ciccì coccò tre civette sul comò che facevano l’amore con la figlia del dottore il dottore si ammalò ambarabà ciccì coccò!

E poi il capolavoro di oratoria: “Pur non amando la retorica violentista con una certa gradevolezza abbiamo armato le nostre mani, con piacere abbiamo riempito il caricatore. Piombo nelle gambe per lasciare un imperituro ricordo di quello che è un grigio assassino.”
Sembra la parodia di un volantino scritto per burlarsi del prototipo anarco insurrezionalista. Solo uno psicopatico può di fatto amare il momento in cui riempie il proprio caricatore, pur dichiarando di non amare la “retorica violentista.” Disciplina quest’ultima che neanche l’università albanese del Trota annovera tra i suoi magnifici insegnamenti. Insomma questa è proprio una caricatura del già ridicolo ossimoro e organizzazione militare e anarchia.
Al secondo posto non si può fare a meno di sorridere dei volantini delle presunteBrigate Rosse trovati a Legnano e Parabiago. Anche qui il linguaggio è sconclusionato, retorico, tronfio. Come si chiamano in codice i due che lo hanno scritto Peppino e Totò?
“Portare l’attacco allo Stato imperialista delle multinazionali; disarticolare la struttura della controguerriglia attiva; colpire gli uomini e i simboli della guerra psicologica; costruire l’unità del movimento rivoluzionario nel partito.”
Se qualcuno mi telefonasse invitandomi a disarticolare la struttura della controguerriglia attiva come farei a non ghignargli senza ritegno in faccia?

Terzo posto alla reazione di Equitalia (51% in mano all’Agenzia delle Entrate e per il 49% all’Inps) che si sente vittima di una campagna mediatica.
“La troppa superficialità con cui negli ultimi tempi si è associato a Equitalia il termine suicidio sta avendo come effetto di alimentare tensioni sociali, oggetto di facili strumentalizzazioni, che sfociano in vere e proprie guerriglie.”

Nella sua nota Equitalia chiede impegno per “ripristinare un clima di dialogo e collaborazione indispensabile per placare tensioni.”
Perché non limitarsi a evitare scrupolosamente di perseguitare le fasce sociali più deboli e tutti quelli che pur avendo già pagato le loro tasse amerebbero essere lasciati in pace?

Bene, dopo questo sfogo. Godiamoci le 15 battute migliori della settimana.
Geppi Cucciari  G’Day speciale elezioni
In Abruzzo, nel comune di Rosello, Moccia è stato votato dal 90% degli abitanti l’altro 10% evidentemente ha già letto i suoi libri.

Beppe Grillo  Dalle piazze d’Italia
Alfano vuole fare il Pdl.2 il nuovo partito dell’onestà. Pdl.2? Onestà? E poi il comico sarei io?

Vauro  Servizio Pubblico
“Grillo ha detto: i Grillini fuori dalla televisione.”
“Ancora non è al governo e già emana editti bulgari!”

Sabina Guzzanti  Un Due Tre Stella (nei panni di Giorgio Napolitano)
Benchè non spetti a questa Presidenza della Repubblica, sento altresì il forte dovere morale di lanciare in questo momento difficile per il Paese un segnale forte e chiaro: Tu…tu…tu…tu…tu…tu…tuuut… Ore 16 e 49 minuti, ore 16 e 49 minuti.

Maurizio Crozza  Ballarò
“Alfano qualche giorno fa ha detto che il Pdl stava preparando la più grande novità politica dal dopoguerra. L’estinzione.”

Sabina Began  la Zanzara
“A Silvio ho pure baciato i piedi. Stavamo passeggiando a piedi nudi nel parco e gli ho baciato i piedi. I suoi piedi sono belli e profumati. È un uomo eccezionale. È superman.”

Antonio Ornano  Zelig
“Perché tutti gli esemplari femminili della nostra specie prima di dartela se la palleggiano a centrocampo come i giocatori del Barcellona?”

Nuzzo e Dibiase  Zelig
“Mio marito è un pezzo di merda. È un incapace, non sa fare niente e ho paura che non muoia perché non ci riesce. Gli darò una mano io.”

Nadal  Il marziano del tennis eliminato dal torneo di Madrid.
“Tutta colpa della terra blu.”

Giulio Tremonti  Servizio Pubblico
“Adesso dobbiamo voltare pagina.”
L’ex ministro dell’Economia è in tour per presentare il suo ultimo libro.

Silvio Berlusconi  Dichiarazioni da Mosca sull’amico Vladimir Putin.
“È una persona straordinaria con gli amici, ha umanità e capacità di legarsi agli altri e di farli legare.”
Farli legare?

Gianluca De Angelis  Zelig
Intercettazione telefonica tra Il Gladiatore Russell Crowe e Silvio Berlusconi.
Gladiatore: “Quello che abbiamo fatto nella vita riecheggia per l’eternità.”
Berlusconi: “No dai, non scherziamo. Dopo dieci anni cade in prescrizione.”

Maurizio Crozza  Ballarò
“Come è possibile che per fare i tagli alla politica il governo abbia assunto altri tecnici? È come se un giocatore mentre sta per battere un calcio di rigore dicesse: Beh, ma qua ci vuole un calciatore!”

Luciana Littizzetto  Che Tempo Che Fa
Come si chiama la ramazza leghista? Mocio vilega!

Ale e Franz  Zelig
“Buongiorno! Oggi per venire qui da lei mi sono fatto in quattro.”
“Perché non ha mandato qualcuno degli altri tre?”
“Ha comprato le uova?”
“Sì, ne avevo bisogno e ho comprato le uova.”
“Da mangiare?”
“No da covare! Mi metto in soggiorno sul persiano davanti il televisore e covo per ore e ore.”
“Mi scusi… il persiano… Sul gatto o sul tappeto?”
“C’è bisogno di dirlo? Sul gatto.”
“Allora si può dire che qui gatta ci cova!”

Niente governo in Grecia


Niente governo in Grecia

Fallisce anche il leader dei socialisti che sabato rimetterà il mandato: nuove elezioni sono sempre più vicine

11 maggio 2012
Il socialista Evangelos Venizelos incaricato di formare un governo di unità per il Paese ha detto che sabato rimetterà il suo mandato nelle mani del presidente Karolos Paopulias. Prima di lui avevano tentato Alexiz Tsipras, leader della coalizione di sinistra radicale SYRIZA e Antonis Samaras di Nuova Democrazia, il partito di centrodestra uscito “vincitore” dalle elezioni legislative in Grecia.
Il leader del PASOK, che alle elezioni era arrivato terzo con il 13,18 per cento dei voti, non è riuscito a trovare un accordo con la sinistra radicale di SYRIZA: Tsipras ha ribadito oggi il suo rifiuto di partecipare a un esecutivo che voglia applicare il piano di salvataggio negoziato con l’Europa.
La Grecia continua a ricevere mensilmente le rate del prestito internazionale garantito da Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale, senza le quali il paese andrebbe rapidamente in crisi di liquidità. L’erogazione del denaro è però soggetta al rigore dei conti e all’approvazione di riforme, che larga parte dei partiti greci rigetta: il cosiddetto “memorandum”, contestato da destra e da sinistra, che molti vorrebbero rinegoziare. La Grecia deve approvare il mese prossimo un nuovo pacchetto di tagli da 14,5 miliardi di euro, per assicurarsi la nuova tranche.
Dopo la rinuncia di Evangelos Venizelos, il presidente della Repubblica Karolos Papoulias riunirà tutti i partiti per un ultimo tentativo formale di formare un governo, dopodiché indirà nuove elezioni che probabilmente si svolgeranno a giugno.

Che schifo Monti adesso Basta Gianni De Gennaro: sottosegretario alla Presidenza del Consiglio


Gianni De Gennaro: sottosegretario alla Presidenza del Consiglio



 Do you remember Diaz and Bolzaneto?

 Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio Mario Monti, «ha deliberato la nomina a sottosegretario di Stato della presidenza del Consiglio del Prefetto Gianni De Gennaro, che cessa dalle funzioni di Direttore del Dis». A darne conferma è il comunicato di Palazzo Chigi, emesso al termine del Consiglio dei Ministri.
Un'altra promozione nei confronti di uno dei principali protagonisti degli abusi nei confronti dei manifestanti inermi durante le contestazioni al g8 di Genova del 2001. E una promozione a capo di un settore chiave: i servizi segreti. Infatti De Gennaro assumerà la guida della Autorità delegata all'intelligence.


Nel giorno in cui il Governo Monti nomina come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni De Gennaro - il responsabile numero uno delle torture, le violenze, le sevizie e i soprusi compiuti durante il vertice del G8 a Genova nel luglio 2001 contro manifestanti inermi - , il Gip del Tribunale di Genova Nadia Magrini ha rinviato a giudizio il vice questore Luca Cinti per falsa testimonianza.

I processi del G8 di Genova sembrano non finire mai. Mentre a giugno a Roma si terrà davanti alla Corte di Cassazione la fase conclusiva del processo Diaz e mentre ancora si attende una data per il processo di Bolzaneto, anche il Tribunale di Genova è ancora impegnato con il G8 di 11 anni fa.

Questa mattina infatti il gip Nadia Magrini ha rinviato a giudizio per falsa testimonianza il vice questore della polizia di Stato Luca Cinti . Il 20 luglio, poi dopo le 15, il reparto mobile di Bologna, comandato da Conti, caricò i manifestanti pacifici riuniti nella piazza e arrestò due ragazzi spagnoli accusandoli di resistenza. I due furono poi prosciolti da ogni accusa mentre sono stati condannati in via definitiva per “falso e calunnia” quattro poliziotti di quel reparto (Antonio Cecere, Luciano Berretti, Marco Neri e Simone Volpini), oggi sospesi dal servizio.

Nell’ambito del processo d’appello contro i quattro Cinti, che era il loro superiore, testimoniò in aula di aver visto il momento dell’arresto aggiungendo che uno dei due arrestati aveva in mano una spranga. Fatto non vero che ha spinto il presidente della corte d’appello a rinviare gli atti alla Procura di Genova. Oggi il rinvio a giudizio, chiesto dal pubblico ministero Francesco Cardona Albini e dagli avvocati di parte civile Emanuele Tambuscio e Laura Tartarini.

“Sono nove fino a oggi gli appartenenti alle forze dell’ordine condannati in via definitiva per falso e calunnia nell’ambito dei processi relativi ai fatti del 2001 e oltre una ventina fra Diaz e Bolzaneto. E’ un fatto che non può passare inosservato” ha commentato l’avvocato Tambuscio. “Anche nell’ambito del processo a 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio – racconta il legale – ci furono 4 appartenenti alle forze dell’ordine che testimoniarono il falso e per i quali il tribunale chiese la trasmissione degli atti. In quel caso, però, la procura non si mosse per tempo, lasciando cadere il reato in prescrizione”.

La prima udienza del processo si terrà il prossimo 18 ottobre

DIAZ : Don't clean up this blood






venerdì 11 maggio 2012

Alec Ross: “Le startup di chi ha 20 anni ci salveranno”

Alec Ross: “Le startup di chi ha 20 anni ci salveranno”

Oggi e domani al Digital Economy Forum di Venezia, si incontrano gli innovatori di Stati Uniti e Italia. Per l’occasione riproponiamo il testo dell’editoriale apparso su Repubblica.it firmato da Alec Ross, consigliere speciale per l’innovazione per Hillary Clinton.
Ho appena compiuto quarant’anni ed è stato un compleanno interessante per chi, come me, ha l’incarico di Consigliere Speciale per l’Innovazione per il Segretario di Stato Hillary Clinton. Per un verso, nelle alte sfere del governo questo compleanno coincide con il raggiungimento dell’età adulta. L’immagine di un diplomatico di carriera o del ministro di un governo evoca il concetto di esperienza ed è in qualche modo legato ai capelli grigi. D’altro canto, a volte mi sento troppo vecchio per far parte dell’altra comunità, quella con cui passo una buona parte della mia vita professionale: gli innovatori e gli imprenditori che sono la forza propulsiva dell’economia del XXI secolo. Mi colpisce constatare quanto siano sempre più giovani questi nuovi capitani d’industria e quanto il loro lavoro appaia distante dalle attività dei funzionari governativi che risiedono nella capitali, dove il rafforzamento delle nostre economie è il più importante argomento di discussione.
Trovandomi al punto d’intersezione tra gli alti funzionari governativi e gli imprenditori del XXI secolo penso che sia necessario avvicinare gli uni agli altri. È sempre più chiaro che se negli Stati Uniti e in Europa l’economia si riprenderà sarà grazie alla capacità dei nostri paesi di supportare e dare spazio all’innovazione. Appare evidente che l’innovazione può immettere nuova energia nella macchina dei nostri sistemi economici, e la maggior parte di quest’innovazione verrà dalle menti e dall’impegno di questi giovani uomini e donne tra i venti e i trent’anni.
Esiste un precedente. Oggi in America il 40% per Prodotto Interno Lordo deriva da aziende che non esistevano prima del 1980. Sono dati statistici sorprendenti. Ciò significa che ogni anno nel mio paese quasi 6000 miliardi derivano da aziende che fino a poco tempo fa erano solo idee nella mente di qualche ambizioso imprenditore.
Come è potuto accadere? Un primo fattore è rappresentato dall’enorme spostamento di potere reso possibile dalla tecnologia e in special modo da Internet. Competenze che un tempo erano appannaggio di potenti gerarchie come i governi o le grandi compagnie nel settore dei media sono ora a disposizione di singoli cittadini o di reti di cittadini. La tecnologia rende più facile creare un grande business, in fretta e senza il grande capitale iniziale che un tempo era necessario. Dieci anni fa l’utilizzo di un’applicazione base di Internet costava 100mila euro al mese. Oggi, attraverso ilcloud, quella stessa applicazione costa 1000 euro.
Da un punto di vista pratico questo significa che ora uno studente universitario può aprire un’azienda senza bisogno del supporto delle banche o degli investitori.
In secondo luogo, gli imprenditori che si collocano nella fascia d’età compresa tra venti e trent’anni sono la prima generazione digitale e globale insieme. Per loro il periodo di rapida globalizzazione vissuto negli Anni Settanta, Ottanta e Novanta è storia antica quanto un mondo senza Internet. Per questo, sono cresciuti con codici culturali diversi e con idee e approcci nuovi al mercato. I giovani che oggi creano aziende sono si sentono in modo intuitivo, a proprio agio con le nuove tecnologie, i mercati emergenti e con il sistema globalizzato in cui tutti ci troviamo ora a vivere. Hanno utilizzato queste conoscenze per creare modelli di business che si adattano facilmente a un mondo assai più interconnesso di quanto non fosse trent’anni fa.
In America l’88% di piccoli e medi imprenditori sotto i quarant’anni utilizza i social network per il proprio business, contro il 66% di persone di quarant’anni o più.Usando questo tipo di tecnologie le giovani generazioni si trovano ad avere un vantaggio competitivo sulle loro controparti più adulte perché sono in grado di raggiungere una clientela più ampia. Possono connettersi con più persone più velocemente.
Se noi che facciamo parte dei governi saremo in grado di capire come creare un’economia prospera per il futuro ciò sarà in larga misura dovuto al fatto che avremo compreso e dato spazio agli impulsi imprenditoriali e innovativi di questi imprenditori emergenti.
Questo vuol dire molte cose. Primo, che dobbiamo essere disposti ad accettare il profilo di rischio più alto che questa nuova forma d’imprenditoria comporta. Ciò significa non considerare il fallimento imprenditoriale come una disgrazia che rovina una persona e la sua reputazione. Una delle più importanti caratteristiche culturali della Silicon Valley, e una delle principali ragioni per cui tanta parte dell’innovazione mondiale continua ad arrivare da questa striscia di terra californiana lunga 90 chilometri, è proprio l’accettazione del rischio. Questo ha generato una florida attività di venture capital che riconosce che solo due o al massimo tre investimenti su dieci produrranno un ritorno di capitale, ma quei due o tre saranno così grandi da giustificare il rischio. E se sostenere che investire sui neolaureati può essere una bella teoria, sappiamo nella pratica che questo significa andare inevitabilmente incontro a qualche fallimento.
Questo atteggiamento implica l’accettazione che i giovani hanno il diritto a sedersi al tavolo della discussione ricoprendo un ruolo determinante. Coloro che occupano importanti posizioni governative o nelle elite del mondo del business devono cominciare a considerare seriamente le prospettive dei ventenni e dei trentenni che troppo spesso vengono ignorate. Dovremmo trarre beneficio dalla loro visione del mondo perché questi giovani sono una generazione globale e digitale allo stesso tempo. Dovremmo farli entrare nella discussione e nelle decisioni politiche dalle quali sarebbero di norma esclusi.
Infine, per favorire la crescita dobbiamo guardare alle nuove attività industriali che si svilupperanno nel futuro. Così come negli ultimi anni l’industria informatica ha sostenuto l’innovazione, in futuro si consolideranno nuove aree industriali di grande impatto economico come le nanotecnologie, la robotica, le biotecnologie, le tecnologie verdi e la scienza del genoma.
Nel mondo economico di oggi dobbiamo aggiornare le osservazione di Charles Darwin ed ammettere che non è il più forte della specie a sopravvivere, ma colui che più si adatta al cambiamento. Al Digital Economy Forum, organizzato a Venezia il 10 e l’11 maggio dall’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, spero di incontrare la nuova generazione di innovatori in Italia.

viva la grecia


Berlino molla Atene, Euro sopravvive senza

Duro messaggio del ministro Finanze tedesco Mandato a Venizelos: 'Tenteremo ogni strada'

11 maggio, 11:16
Il ministro tedesco Wolfgang SchaeubleGuarda le foto1 di 6Il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble
Berlino molla Atene, Euro sopravvive senza
ROMA - La zona euro può sopportare un'uscita della Grecia dalla moneta unica: lo ha detto oggi il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble. In un'intervista al quotidiano regionale tedesco Rheinische Post, Schaeuble ha dichiarato che la zona euro è più solida di due anni fa. "Abbiamo imparato molto da questi ultimi due anni e costruito dei meccanismi di protezione. I pericoli di contaminazione per gli altri Paesi della zona euro si sono indeboliti e l'area euro è nel suo insieme diventata più resistente", ha spiegato. "La crisi ha dimostrato che quando bisogna agire in fretta, l'Europa può reagire rapidamente. L'idea che non siamo in grado di reagire a breve termine di fronte a un imprevisto è falsa", ha concluso il ministro.
WESTERWELLE, SENZA RIFORME BASTA SOLDI A GRECIA- Nuovi aiuti alla Grecia solo se rispetterà gli impegni presi. Lo ha detto il ministro degli esteri tedesco Guido Westervelle nel suo intervento al Bundestag. "Noi intendiamo mantenere le nostre promesse di aiuto. Ma questo significa che la Grecia deve varare le riforme che abbiamo concordato".
BARROSO, VIA SE NON RISPETTA IMPEGNI - "Se un membro del club non rispetta le regole, è meglio che se ne vada dal club". Lo ha detto il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, riferendosi alla Grecia, in una intervista a Sky Tg24.

"Ho molto rispetto per la democrazia greca e il parlamento greco. Ma devo anche rispettare gli altri 16 parlamenti nazionali che hanno approvato il programma per la Grecia", ha spiegato Barroso, sottolineando che "tutti devono rispettare gli accordi". Ma se questi "non sono rispettati", ha concluso, "vuol dire che non esistono più le condizioni per continuare" a far parte dell'eurozona.
STAMPA, TIMORE URNE E PRESSING UE FAVORISCE ACCORDI - Il timore dei risultati di nuove elezioni e le forti pressioni da parte dei partner europei potrebbero produrre un risultato positivo durante la riunione dei leader dei partiti sotto la presidenza del capo dello Stato Karolos Papoulias che potrebbe svolgersi fra domenica 13 e lunedì 14. E' quanto riferiscono oggi in prima quasi tutti i giornali ateniesi ricordando che stamani il leader del Pasok, Evanghelos Venizelos, riprenderà le consultazioni per la formazione di un nuovo governo incontrando prima il leader di Nea Dimocratia, Antonis Samaras, e quindi Alexis Tsipras di Syriza. Le preoccupazioni per un eventuale nuovo ricorso alle urne si basano sui risultati dei primi sondaggi di opinione condotti in Grecia a quattro giorni dalle consultazioni secondo cui, in caso di nuove elezioni, la Coalizione delle Sinistre radicali (Syriza) avrebbe il maggior numero di voti (23,8%) scavalcando di 6,4 punti percentuali Nea Democratia che passerebbe al secondo posto con il 17,4% delle preferenze. Seguirebbero il Pasok al terzo posto con il 10,8%, Greci Indipendenti (Anexartiti Ellines) al quarto posto con l'8,7%, seguito dal Partito Comunista di Grecia (Kke) con il 6%, Alba Dorata (Chrisi Avghì) con il 4,9% e infine Sinistra Democratica con il 4,2%. La proposta, ieri, del leader di Sinistra Democratica Fotis Kouvelis, per la formazione di un nuovo esecutivo "ecumenico" di cui farebbero parte tutti i partiti, potrebbe essere un buon punto di partenza. A prescindere dalla formula della proposta, l'obiettivo principale è quello di formare un governo di coalizione fra Nea Dimocratia, Pasok e Sinistra Democratica, che disporrebbe di una maggioranza di 168 parlamentari e che potrebbe durare fino alle elezioni europee del 2014. Da un tale esecutivo sarebbero naturalmente esclusi il filo-nazista Chisi Avghì, il partito comunista e i Greci Indipendenti (nazionalista) in quanto non interessati a partecipare ad un governo che avrebbe come obiettivo la revisione e non l'abolizione completa del Memorandum. Per quanto riguarda Syriza, gli analisti politici sostengono che molto difficilmente parteciperebbe a un governo "ecumenico", specialmente dopo i risultati degli ultimi sondaggi.