martedì 8 gennaio 2013

Ue: Imu sia progressiva In Italia rischio povertà


Ue: Imu sia progressiva In Italia rischio povertà
Rapporto Ue 2012 su occupazione e sviluppi sociali. In 'trappola' anche Grecia e Spagna




BRUXELLES  - In Italia, con il peggiorare della crisi, c'é un "rischio elevato" di cadere in una "enorme trappola della povertà": una volta che una persona entra in difficoltà, è molto difficile che riesca ad uscirne. E' quanto emerge dal Rapporto Ue 2012 su occupazione e sviluppi sociali.

La protratta crisi economica che ha colpito l'Ue ha "drammaticamente aumentato i rischi di esclusione sociale di lungo periodo", e questi, si legge nel rapporto, "variano enormemente" tra i diversi stati membri. L'Italia, insieme a Grecia, Spagna, Malta e i paesi Baltici, fa parte del gruppo di paesi in cui "c'é un alto rischio di entrare nella povertà e basse possibilità di uscirne, con la creazione di una massiccia trappola della povertà". E, avverte Bruxelles, "la situazione sta peggiorando dato che le prospettive attuali sono cupe" per questo gruppo di paesi.
"E' improbabile che l'Europa vedrà molti miglioramenti socioeconomici nel 2013 a meno che non faccia maggiori progressi anche nella risoluzione credibile della crisi, trovi risorse per gli investimenti necessari e faccia funzionare l'economia reale". E' l'allarme del commissario Ue agli affari sociali Lazslo Andor.

Poi sull'Imu: per essere più equa ed avere un effetto redistributivo, deve essere modificata in senso più progressivo. Secondo il rapporto la vecchia Ici non aveva impatto sulle disuguaglianze e aumentava leggermente la povertà.
L'Imu, ricorda il rapporto Ue, è stata introdotta nel 2012 "a seguito di raccomandazioni sulla riduzione di un trattamento fiscale favorevole per le abitazioni" e "basata sull'effetto distorsivo relativamente basso delle tasse sulla proprietà e il basso tasso di evasione". Nella sua architettura, l'Imu, riconosce Bruxelles, "include alcuni aspetti di equità", come la deduzione di 200 euro per la prima casa, le deduzioni supplementari in caso di figli a carico, e una marcata differenziazione del tasso di imposizione tra prima e seconda casa. Ma, avverte la Commissione, "altri aspetti potrebbero essere ulteriormente migliorati in modo da aumentarne la progressività". Per esempio, dovrebbero essere aggiornati i valori catastali degli immobili: nonostante sia già stato un passo in avanti l'aumento del 60% dei valori del reddito catastale, si tratta di un aumento proporzionale e non progressivo legato al reale valore di mercato degli immobili, e che quindi non riduce le disuguaglianze di reddito. Dovrebbero poi essere introdotte deduzioni non basate sul reddito e migliorata la definizione di residenza principale e secondaria. Sulla base di simulazioni effettuate con i dati relativi alla vecchia Ici, il rapporto Ue sottolinea che "le tasse sulla proprietà non hanno impatto sulla diseguaglianza in Estonia e in Italia, e sembrano aumentare leggermente la povertà in Italia".

Ci vendono di tutto, tranne quello che ci serve: la felicità

Ci vendono di tutto, tranne quello che ci serve: la felicità

Come governanti, esprimiamo la sincera volontà di accompagnare tutti gli accordi che questa nostra povera umanità possa sottoscrivere. Tuttavia, ci venga concesso di porci qualche domanda a voce alta. Per tutto il pomeriggio si è parlato di “sviluppo sostenibile”, per togliere masse immense dalla povertà. A cosa ci riferiamo? Il modello di sviluppo e di consumo che abbiamo in mente è quello attuale delle società ricche? Un’altra domanda: cosa succederebbe, a questo pianeta, se gli indiani avessero la stessa proporzione di auto per famiglia che hanno i tedeschi? Quanto ossigeno ci rimarrebbe per respirare? In altre parole: il mondo possiede oggi gli elementi materiali per fare in modo che 7-8.000 milioni di persone possano avere lo stesso livello di consumo e di spreco delle più ricche società occidentali? Sarà possibile, o dovremmo forse mettere la discussione su un altro piano?
Perché abbiamo creato una civilità, quella in cui viviamo, figlia del mercato e della concorrenza, che ci ha portato un progresso materiale portentoso ed Jose Mujica, presidente dell'Uruguayesplosivo. Ma ciò che è nato come “economia di mercato” è diventato “società di mercato”. E ci ha portato questa globalizzazione, che significa doversi occupare di tutto il pianeta. La stiamo governando, la globalizzazione, o è la globalizzazione a governare noi? E’ possibile parlare di solidarietà e dire che siamo tutti uniti, in una economia basata sulla competizione spietata? Fino a che punto arriva la nostra fraternità? La sfida che abbiamo davanti è di una dimensione epocale. E la grande crisi non è ecologica: è politica. L’uomo, oggi, non governa le forze che ha creato; sono queste ultime a governare l’uomo e la nostra vita.
Non veniamo al mondo per “svilupparci” in termini generici; veniamo al mondo con il proposito di essere felici. Perché la vita è breve e ci sfugge tra le mani. E nessun bene vale quanto la vita, questo è elementare. Ma se la vita finisce per sfuggirmi, lavorando e lavorando per consumare un di più, la società del consumo è il motore di tutto questo. In definitiva, se si paralizza o si rallenta il consumo, si rallenta l’economia; e se rallenta l’economia, è il fantasma della stagnazione per ciascuno di noi. Ma è proprio l’iperconsumo che sta aggredendo il pianeta. Ed è proprio l’iperconsumo a generare cose che durano poco, perché bisogna vendere molto. Una lampadina elettrica non può durare più di mille ore. Ci sono lampadine che possono durare centomila, duecentomila ore, ma non possono essere fabbricate, perché il problema è il mercato, perché dobbiamo lavorare e dobbiamo avere una civiltà usa e getta.
Siamo in un circolo vizioso: questi sono problemi di carattere politico, che ci portano a comprendere la necessità di lottare per un’altra cultura. Non si tratta di tornare all’uomo delle caverne, né di fare un monumento al regresso. E’ che non possiamo continuare indefinitamente ad essere governati dal mercato: dobbiamo governarlo noi, il mercato. Per questo, nel mio umile modo di vedere, dico che il problema è di tipo politico. I vecchi pensatori – Epicuro, Seneca, gli Aymara – dicevano: povero non è colui che ha poco, ma chi ha indefinitamente bisogno di molto – e desidera e desidera, sempre di più. Questa è una chiave di carattere culturale. Dobbiamo Una donna Aymararenderci conto che la crisi dell’acqua e la crisi dell’aggressione all’ambiente non sono una causa: la causa è il modello di civiltà che abbiamo costruito. E ciò che dobbiamo rivedere è il nostro modo di vivere.
Appartengo a un piccolo paese, ricco di risorse naturali per vivere. Il mio paese ha poco più di tre milioni di abitanti, ma ci sono 13 milioni di vacche tra le migliori al mondo. Abbiamo 10 milioni di pecore stupende. Il mio paese esporta cibo, latticini, carne. E’ un territorio pianeggiante, utilizzabile quasi al 90%. I miei compagni lavoratori hanno lottato molto per le 8 ore di lavoro, e adesso stanno ottenendo le 6 ore. Ma chi lavora solo 6 ore si trova un altro lavoro, e quindi lavora più di prima. Perché? Perché deve pagare una serie di rate, la bella moto, la bella macchina. E paga e paga, alla fine è un vecchio reumatico come me, e la sua vita gli è sfuggita. Domando: è questo il destino della vita umana? Queste cose sono elementari. Lo sviluppo non può andare contro la felicità: dev’essere a favore della felicità umana, dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane, della cura dei figli, dell’avere amici, del non privarsi dell’indispensabile. Proprio perché questo è il tesoro più prezioso che abbiamo, ricordiamocelo; quando lottiamo per l’ambiente, il primo elemento dell’ambiente si chiama: felicità umana.
(Jose Mujica, presidente dell’Uruguay; estratti del discorso pronunciato alla conferenza mondiale “Rio+20” il 21 giugno 2012 a Rio de Janeiro).


Giulietto Chiesa: attenti ai cretini che sperano di vincere


Giulietto Chiesa: attenti ai cretini che sperano di vincere






Non vorrei fare il menagramo, come al solito. Ma mi sento come un aiutante di campo di un generale d’altri tempi, che guarda da un’altura la battaglia. E ascolta, senza poter interloquire, cosa si dicono i comandanti. Qualcuno la pensa come me: stiamo perdendo. Sul fianco sinistro non c’è quasi nessuno. Regna la confusione. Bisognerebbe mandare rinforzi, ma non ce n’è. I capi dei reparti sembrano tutti rimbambiti. Qualcuno dei nostri generali, laggiù è passato al nemico. Che fare? Ma c’è di peggio. Vicino al generale c’è qualche cretino – mi permetterei di dire – che pensa che stiamo vincendo. E insiste per un’offensiva. Ma come? Non vedono che, poco più oltre, il nemico dispone di riserve enormi, che entreranno tra poco in battaglia, mentre noi abbiamo soltanto qualche drappello di volonterosi sparsi, con piccole armi a disposizione?

I politici giocano e i Giovani senza lavoro al 37,1%, record assoluto dal 1992 A novembre il tasso di disoccupazione resta all'11%, ancora ai massimi da gennaio 2004


Giovani senza lavoro al 37,1%, record assoluto dal 1992

A novembre il tasso di disoccupazione resta all'11%, ancora ai massimi da gennaio 2004




ROMA  - Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a novembre è pari al 37,1%, si tratta del record assoluto, ai massimi sia dalle serie mensili, ovvero da gennaio 2004, sia dalle trimestrali, cominciate nel quarto trimestre '92. Lo rileva l'Istat (dati destagionalizzati e provvisori).

Invece il tasso di disoccupazione a novembre resta all'11,1%, lo stesso livello di ottobre e quindi ancora ai massimi da gennaio 2004, inizio serie mensili, e dal primo trimestre del '99, guardando alle serie trimestrali. Lo rileva l'Istat (dati destagionalizzati e provvisori). Su base annua il tasso è in aumento di 1,8 punti.

A novembre 2012 tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro, ovvero disoccupate, sono 641 mila e rappresentano il 10,6% della popolazione nella stessa fascia d'età.

E a novembre il numero di disoccupati resta vicino ai 2,9 milioni, precisamente pari a 2 milioni 870 mila, in lieve calo (-2 mila) rispetto a ottobre (la diminuzione riguarda la sola componente femminile). Su base annua, invece, la disoccupazione cresce del 21,4%, ovvero di 507 mila unità. Lo rileva l'Istat, in base a dati provvisori e destagionalizzati.

Nel mese di novembre gli occupati sono 22 milioni 873 mila, in diminuzione dello 0,2% sia rispetto a ottobre, con un calo di 42 mila unità, sia su base annua, con una diminuzione di 37 mila unità.

Il tasso d'occupazione maschile a novembre scende al 66,3%, si tratta del livello più basso sia dall'inizio delle serie storiche mensili, ovvero da gennaio 2004, sia dall'avvio delle trimestrali, cominciate nel quarto trimestre del 1992.

Generali compra tutta Ppf


Generali compra tutta Ppf


MILANO  - Generali acquista in due tranche il 49% dell'alleanza nell'Europa dell'Est stretta con Peter Kellner e sale al 100% di Generali Ppf Holding per 2,5 miliardi. Dopo uno scambio di asset il gruppo del Leone alato avrà poi tutto il 38,5% della compagnia russa Ingosstrakh, oggi diviso con l'imprenditore ceco. Lo si legge in una nota.

Dopo l'accordo per concludere la joint venture in Europa dell'Est con Peter Kellner, Generali Ppf Holding, il group ceo delle Generali Mario Greco sottolinea come con l'operazione tolga incertezza sulle strategie future del gruppo all'est. "Con questa operazione eliminiamo ogni incertezza sulla nostra strategia di sviluppo in Europa Centro-orientale e sulle risorse necessarie per il gruppo a realizzarla - afferma nella nota sulle intese appena raggiunte -. Oggi siamo diventati uno degli operatori leader in un'area a crescita elevata. Con il pieno controllo di Gph, potremo beneficiare appieno dei nostri investimenti e focalizzarci nello sviluppo del core business assicurativo migliorando la nostra posizione competitiva e la redditività ".

Generali e Ppf Group hanno sottoscritto nel dettaglio un accordo per concludere la joint venture nell'Europa dell'Est, Gph, che permetterà a Generali di ottenere il pieno controllo azionario e gestionale. Generali ha oggi il 51% di Gph e acquisterà in due tranche da Ppf Group il rimanente 49% a un prezzo stabilito a 2.521 milioni. Gph cederà a Ppf per 80 milioni di euro le attività assicurative per il credito al consumo in Russia, Ucraina, Bielorussia e Kazakistan. Quanto allo scambio relativo alla quota del 38,46% nella compagnia russa Ingosstrakh si realizzerà con l'acquisto da parte di Generali da Ppf Investments del controllo del fondo Ppf Beta (titolare della partecipazione in Ingosstrakh). Ppf acquisterà invece da Generali il 27,5% che il gruppo triestino ha nella società di gestione di fondi di investimento. Su Gph non sono previste nuove opzioni ma il prezzo è stato concordato in via definitiva (in precedenza era previsto un diritto per Ppf a vendere a un prezzo corrispondente al pià elevato tra il fair market value della partecipazione e un prezzo minimo). La prima tranche del 25% verrà acquistata da Generali per 1.286 milioni entro il 28 marzo. Ppf destinerà l'ammontare al rimborso di circa il 51% del prestito obbligazionario di 400 milioni di euro sottoscritto dalle Generali ed emesso da una società controllata da Ppf Group nel 2009 e del 51% del finanziamento bancario di circa 2,1 miliardi ottenuto nel 2007. Per Generali l'esborso sarà in questa fase di 1,1 miliardi, finanziati anche con l'emissione obbligazionaria subordinata per 1,25 miliardi emessa il 5 dicembre scorso. Intorno al 31 dicembre 2014 Generali potrà rilevare, grazie a un'opzione di acquisto, il restante 24% di Generali Ppf Holding per oltre 1.234 milioni, con il contestuale rimborso del residuo ammontare del prestito obbligazionario e del finanziamento. Ppf e, in subordine, le sue banche finanziatrici avranno un diritto di opzione di vendita della stessa partecipazione. Con Gph, sottolinea Generali, i premi raccolti nell'area dell'Europa centro orientale sono cresciuti a 4 miliardi di euro a fine 2011 da circa 1 miliardo a fine 2007, con un aumento dei clienti da 4 a 14 milioni. L'area è ora il quarto mercato di Generali dopo Italia, Francia e Germania.

BORSE E MERCATI - Lo spread tra Btp e Bund tedesco viaggia poco mosso a 284,4 punti, contro i 283 della chiusura di ieri. Il rendimento del Btp a 10 anni è pari al 4,351%.

Avvio in calo per Piazza Affari. In apertura di contrattazioni l'indice Ftse Mib cede lo 0,27% a 16.848 punti. Male Autogrill (-2,71%) e Intesa (-1,85%), salgono le Generali (+0,49%) dopo l'accordo per rilevare Ppf.

ASIA IN CALO, VENDITE SU SAMSUNG E HTC  - Seduta negativa per le borse asiatiche che pagano un po' di delusione sulle trimestrali di Samsung e Htc. Hong Kong cede lo 0,94%, ribassi attorno al mezzo punto percentuale per Sydney, Seul, Taiwan e Singapore. Tokyo ha chiuso in calo dello 0,86% mentre lo yen ha perso terreno sull'euro dopo che il ministro delle Finanze nipponico, Taro Aso, ha annunciato che il Giappone acquisterà i bond dell'European Stability Mechanism con l'obiettivo, tra l'altro, di indebolire la sua moneta. In attesa che Alcoa apra oggi la stagione delle trimestrali negli Usa, il balzo dei profitti operativi di Samsung a 8,3 miliardi di dollari (+89%) non è bastato ad evitare una battuta d'arresto (-1,2%) a fronte delle attese, da parte di alcuni analisti, di un risultato ancora superiore. Sul gruppo coreano sono arrivate anche le prese di beneficio dopo il record storico toccato la scorsa settimana. Male anche il produttore di Smartphone Htc (-4%) che ha generato nel trimestre un utile operativo di circa 21 milioni di dollari contro i quasi 40 attesi.

Conseguenze della concorrenza ferroviaria Prezzi mediamente più bassi, più persone prendono il treno, meno persone prendono l'aereo (e infatti ne soffre soprattutto Alitali


Conseguenze della concorrenza ferroviaria

Prezzi mediamente più bassi, più persone prendono il treno, meno persone prendono l'aereo (e infatti ne soffre soprattutto Alitalia)


Conseguenze della concorrenza ferroviaria

Dall’inizio del servizio, avvenuto nell’aprile di quest’anno, a tutto novembre, il nuovo treno Italo di NTV ha totalizzato oltre 1.600.000 viaggiatori, con un record giornaliero di 10.333 passeggeri. E anche il load factor (tasso di riempimento medio) è passato dal 41 al 46 per cento, contro il 30 per cento programmato, inducendo ormai a puntare al 65 per cento per il 2014. Ma dall’ufficio stampa di Trenitalia ribattono di non riscontrare per ora mutamenti di rilievo nelle cifre della loro clientela (25 milioni nel 2011), a dimostrazione che la concorrenza sui binari italiani funge anche da moltiplicatore degli utenti serviti.
Sciarrone, amministratore delegato di NTV afferma ora con orgoglio che: “Il nostro arrivo ha spinto il concorrente a fare del suo meglio. Non spetta a noi dire se ci sia riuscito, ma un fatto è certo: il servizio di Trenitalia è migliorato grazie alla nostra concorrenza”. Prima della fine dell’anno avremo trasportato 2 milioni di passeggeri”, aggiungendo: “L’anno prossimo contiamo di trasportare 6 milioni di viaggiatori”. “Ma – si è chiesto l’ad di NTV – dove li abbiamo presi questi passeggeri e a chi li abbiamo tolti? A quale mezzo di trasporto? Oppure abbiamo incentivato i cittadini a muoversi di più in treno perché il servizio ferroviario è migliorato?”. E allora, “andando a vedere i dati dei nostri concorrenti di Trenitalia”, emerge che il competitor ha dichiarato “che il loro mercato è cresciuto del 6-7%, e cioè di 2 milioni di viaggiatori. Se questi si aggiungono ai nostri, si ha una crescita del mercato di 4 milioni di passeggeri, per un +10-15% di persone a bordo dell’Alta velocità”. Un dato che “sarebbe poco in una fase di stabilità economica ma che a nostro avviso in un periodo di crisi economica è un’enormità”, ha segnalato Sciarrone. “Per la prima volta in 60 anni di storia le autostrade mostrano un segno meno” e inoltre il mercato auto risulta in calo”. Insomma, “in questa tendenza negativa di tutti i settori risalta lo straordinario +15% sull’Alta velocità“.
Se l’ingresso di Italo nel mercato dell’alta velocità ferroviaria non ha danneggiato Trenitalia, sicuramente i due vettori ferroviari stanno però mettendo in grave difficoltà il trasporto aereo e, in particolare, Alitalia. Nel 2008, anno di inaugurazione dell’alta velocità, sulla tratta Roma – Milano, il treno aveva una quota di mercato del 36%, l’aereo il 51%, l’auto il 13%. Alla fine del 2011 invece i rapporti sono completamente ribaltati, con le ferrovie che conquistano il 56% dei passeggeri trasportati, mentre l’aereo arretra al 32% e l’auto si stabilizza al 12%. Ma, per quanto detto in precedenza, alla fine del 2012 il servizio di alta velocità ferroviaria raggiungerà probabilmente il 60% e questa quota è destinata ad aumentare ulteriormente quando saranno completati i lavori di adeguamento tecnologico e miglioramento infrastrutturale sulla rete, che consentiranno di ridurre ulteriormente i tempi di percorrenza tra le due città.

La neve a Istanbul


La neve a Istanbul


La neve a Istanbul

Domenica sera ha iniziato a nevicare a Istanbul, in Turchia: la neve è caduta anche oggi, ricoprendo le strade e i tetti delle case e provocando numerosi rallentamenti al traffico. La compagnia aerea nazionale Turkish Airlines ha cancellato circa quaranta voli, di cui nove internazionali. Circa 2.600 dipendenti comunali hanno lavorato per liberare le strade e risolvere i disagi causati dalla neve, impiegando quasi mille veicoli. Ha nevicato anche nel resto della Turchia e le scuole sono rimaste chiuse in nove province del paese.