martedì 25 giugno 2013

Principio incendio in nave da crociera Fiamme nella sala macchine, illesi i passeggeri

Principio incendio in nave da crociera

Fiamme nella sala macchine, illesi i passeggeri



(ANSA) - VENEZIA, 25 GIU - Una nave da crociera con 1500 persone a bordo, la Zenith, è ferma da stamane a 10 miglia al largo di Chioggia dopo aver subito un principio di incendio.


Tutti illesi, secondo quanto si è appreso, i passeggeri. Sul posto la Capitaneria di porto e i Carabinieri. L'incendio, che sarebbe già stato completamente domato, si è sviluppato nella sala macchine.

Mediobanca

Mediobanca si avvia a diventare il 

burattinaio economico del nostro paese 



Mediobanca ha previsto di creare grandi partecipazioni per alcune società italiane, tra cui Telecom Italia SpA e Assicurazioni Generali Spa, una mossa che illumina in gran parte il sipario sul ruolo della banca come burattinaio economico del paese. La decisione da parte della banca potrebbe aprire la porta per gli investitori stranieri che sono stati a lungo spaventati dalle relazioni e dalla mancanza di trasparenza del mondo aziendale in Italia. Venerdì scorso, la banca ha affermato di voler tagliare la sua esposizione azionaria di € 2 miliardi entro giugno 2016. Più di € 400.000.000 della stessa somma arriveranno da svalutazioni, mentre il resto verrà dalle vendite. La banca è stata fondata durante la seconda guerra mondiale e ha avuto un ruolo fondamentale all’interno delle società industriali d’Italia. 

Una soluzione già proposta in Francia e Spagna

Francia e Spagna stanno affrontando crepe simili nel vecchio sistema. In quanto la crisi costringe le banche e i governi a vendere le partecipazioni societarie e ad allentare le partecipazioni incrociate. Ad esempio, le banche spagnole hanno avuto grandi partecipazioni all’interno di società che durante le annate tra il 1980 e il 1990 sono state costrette a vendere le aziende al fine di tappare buchi nei loro bilanci. Il governo francese che detiene partecipazioni in alcune delle più grandi aziende della Francia, ha iniziato lo spargimento delle parti di tali partecipazioni per aiutare a ricostituire le casse dello Stato.
Allo stesso modo, la grave recessione in Italia ha spinto Mediobanca a prendere una svolta storica nella sua strategia. I mercati dei capitali italiani hanno da tempo ammesso che le loro banche devono svolgere un ruolo fuori misura nel settore industriale del paese. Per decenni, molte banche hanno svolto grandi partecipazioni nelle più grandi aziende, dando loro enorme influenza sulla strategia aziendale.

La costruzione di una rete di partecipazioni fa di Mediobanca il principale broker del sistema

Mediobanca rappresenta il broker premier in questo sistema. La costruzione di una rete di partecipazioni sovrapposte deve tirare le corde dei consigli di amministrazione di aziende blue-chip come Fiat, Pirelli e Generali. Ciò significava anche che le decisioni sono state prese a porte chiuse, una situazione che per decenni ha spaventato gli investitori internazionali.
La flessione protratta in Italia ha inferto un duro colpo al vecchio sistema. Con i guadagni industriali in caduta veloce, Mediobanca è stato costretta a scrivere centinaia di milioni di euro nella valutazione della sua holding industriale, soprattutto nel corso dell’ultimo anno. Venerdì scorso, Mediobanca ha affermato di aver registrato una perdita netta di circa € 200 milioni per il suo esercizio al 30 giugno.

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lunedì 24 giugno 2013

Ragusa: PD = Inquisizione?!?!?

Ragusa, con tessera Pd vota M5S. Dirigente regionale su Fb: “Sei decaduta”

Valentina Spata, dirigente dei Giovani democratici nella città siciliana, afferma in un post di sostenere il candidato pentastellato Federico Piccitto e via social network le viene comunicato da Enzo Napoli, coordinatore esecutivo regionale del Pd Regione Sicilia, di essere "decaduta d'ufficio dagli iscritti del Pd". Lui però smentisce: "Il caso non esiste, decide l'organo di Garanzia"

Ragusa, con tessera Pd vota M5S. Dirigente regionale su Fb: “Sei decaduta”



Si tratta di “un’espulsione elegante e diplomatica, come se non facessi più parte del Partito democratico“. Così Valentina Spata, dirigente dei Giovani Democratici e tra le fondatrici del Pd di Ragusanel 2007, racconta al fattoquotidiano.it di come abbia appreso la notizia di “essere decaduta d’ufficio dagli iscritti del partito” dopo aver pubblicamente sostenuto, con un post sul suo profilo Facebook, che al ballottaggio della città siciliana avrebbe votato per il candidato del Movimento 5 Stelle Federico Piccitto invece del candidato Giovanni Cosentini, sostenuto da una grande coalizione che comprende il Pd, il Megafono del presidente Rosario Crocetta, l’Udc e pezzi del Pdl.
Valentina Spata ha spiegato la scelta di appoggiare il candidato pentastellato anche in una lettera pubblicata sul blog di Pippo Civati: “L’attuale segreteria cittadina, in occasione delle elezioni amministrative, invece di dar vita, come da nostra richiesta, ad una coalizione di centrosinistra con Sel ed alcuni movimenti civici già alleati nel 2011, ha preferito aderire alla coalizione della stessa giunta di centrodestrache da otto anni governa Ragusa”, si legge nel blog. “Dico di centrodestra – conferma la fondatrice del Pd Ragusa – perché Giovanni Cosentini è un ex punto di riferimento di Totò Cuffaro in Sicilia”. 
Nessun comunicato ufficiale, però, nessun richiamo o lettera le ha formalizzato l’espulsione. Lei ha comunicato il proprio voto via Facebook e proprio sul social network le è arrivata la notizia: “Ho litigato con uno dei dirigenti regionali del Partito (il coordinatore esecutivo Enzo Napoli, ndr) che sosteneva che fosse inammissibile che io votassi per il Movimento 5 stelle e di fronte alla mia risposta ‘Va bene allora espelleteci tutti perché non sono solo io a pensarla così a Ragusa’, ha affermato: ‘Non c’è bisogno di espulsione perché sei decaduta d’ufficio dal Pd”. Quello che ancora non è chiaro è se la pratica sia regolare. “Ancora non ho trovato la regola precisa nello statuto – ribadisce Spata – comunque lui sostiene che decado in automatico, come se non avessi la tessera, perdendo quindi anche la carica nel coordinamento cittadino”. Poi chiarisce: “La procedura però è più complessa, non posso essere espulsa dal partito democratico regionale ma si deve riunire l’organismo provinciale e deve esserci la maggioranza”.
Quello a cui tiene a precisare, però, è che non si tratta di un “caso Gambaro del Partito democratico”. “Il movimento 5 Stelle ha espulso Adele Gambaro perché ha attaccato Grillo, io ho contestato una scelta politica fatta in Sicilia che io non ho condiviso e che il partito democratico non può avallare. Ma io non sono andata contro il partito, sono andata a favore della mia coscienza“. Non risparmia però una frecciatina ai suoi: “Se il partito democratico critica l’espulsione avvenuta nel Movimento 5 Stelle, non può permettersi di attuare, anche se con metodi diversi, una cosa simile“.
E la giovane promette battaglia. “Rimango nel Pd finché non mi arriva una notifica scritta, poi mi appellerò ai miei legali. Per me sono ancora iscritta e andrò anche a votare al congresso. Non sono io che ho tradito il partito, sono altri”. Sono in molti che le hanno voluto manifestare la propria solidarietà: “Ho ricevuto tante telefonate, tanti messaggi e molti mi hanno detto che in caso di espulsione ufficiale darebbero la tessera indietro. Io, la mia, non la stralcio”. E in caso venisse ufficializzato l’allontanamento? “In caso non dovessi restare, farei un movimento politico nella mia città focalizzato sui problemi locali”. E anche se ha sostenuto il candidato del M5S non pensa di entrare a farne parte: “Per me all’interno del movimento c’è un problema di mancanza di democrazia e di organizzazione”. 
Da Enzo Napoli, però, arriva una secca smentita: “E’ un’idiozia, il caso non esiste”. E dà la sua versione dei fatti:”Io ho scritto un post sulla mia pagina Facebook dove affermavo di non capire come si potessero definire dirigenti e iscritti al Pd persone che sostengono al primo e al secondo turno candidati di Grillo”, sostiene Napoli. 
La “discussione incriminata” però si è svolta in privato. “Quello che ho scritto è una mia opinione che dicevo in forma privata –  ribadisce il dirigente Pd – e la mia opinione è che non ci sia bisogno di espellere nessuno. A mio avviso, però, è chiaro che quando uno pubblicamente non sostiene il candidato della lista del partito democratico, come tra l’altro è previsto dallo statuto, ci sia un fatto di decadenza d’ufficio. E’ successo in tanti altri casi, ma non sono io che decido chi è iscritto e chi decade. Lo fanno gli organi di Garanzia“.

venerdì 21 giugno 2013

Cipro: la verità sui prelievi forzati dai conti correnti

Che cosa sta succedendo davvero a Cipro: la verità sui prelievi forzati dai conti correnti



Ieri il Financial Times riportava uno scoop, oggi ripreso dal Sole 24 ore: “In una lettera Cipro cambia idea e rimette in discussione il prelievo forzoso sui conti correnti. Caso riaperto?“ In realtà, la lettera del premier cipriota Nicos Anastasiades (il cui testo integrale è consultabile sul sito cipriota Stockwatch e in inglese su Openeurope) data di circa una settimana fa e non cambia idea in merito alla tassa sui depositi bancari ma chiede invece all’Europa di rivedere i termini del piano che dovrebbe salvare il suo paese dalla bancarotta. 
Anastasiades vorrebbe riaprire le trattative con la "Troika" (la Commissione europea + la Banca centrale europea + il Fondo monetario internazionale) per il salvataggio finanziario di Cipro. I commissari dell’UE rispondono però che nessuna modifica verrà apportata al piano. 
Quinto paese della zona europea dopo l’Irlanda, il Portogallo, la Grecia e la Spagna a rivolgersi all’Europa per salvarsi dal dissesto finanziario, il 25 giugno 2012 Cipro aveva sollecitato l’aiuto dell’UE chiedendo quasi 18 miliardi di euro. Nel marzo 2013 la Troika ha messo a punto un piano che prevede un’immissione di liquidità fino a 10 miliardi. A Cipro sarebbe spettato approvare durissime riforme di austerità per colmare il restante buco di 7 miliardi.
Tra le misure da attuare, L’Ue ne ha proposta una che in passato era già stata applicata da Italia e Norvegia, rispettivamente nel 1992 e nel 1936, ovvero la tassa una tantum suidepositi bancari. Si prevedeva un prelievo del 9,9% sui depositi superiori a 100mila euro e del 6,75% su quelli inferiori al fine di raccogliere 5,8 miliardi. 
Il 20 marzo il parlamento cipriota ha però rifiutato il prelievo forzoso sui depositi bancari con una votazione netta (36 a 0). Poco dopo però, il 29 marzo, la Banca centrale di Cipro per far fronte al crack finanziario ha previsto un aumento del tasso d'interesse del prelievo sui conti correnti oltre 100mila euro al 37,5%.
Alla fine di aprile il governo cipriota e l’UE hanno raggiunto l’accordo per un nuovo piano di aiuti: il 30 aprile Anastasiades, minacciando il collasso imminente, è riuscito a farlo approvare per un soffio (29 parlamentari contro 27). Le trattative sul prelievo forzoso nel frattempo sono rimaste aperte. 
Per salvarsi e restare nell'Eurozona Cipro dovrebbe raccogliere quasi 6 miliardi di euro, a fianco dei 10 miliardi di aiuti europei. Nella lettera di una settimana fa indirizzata all’UE Anastasiades ha scritto: “Il risultato [delle misure di austerità] è che l’economia si dirige verso una profonda depressione, conducendo a un ulteriore incremento della disoccupazione e rendendo la stabilizzazione fiscale ancora più difficile.“
Anastasiades ribadisce il suo impegno nei confronti dell’UE e la volontà di Cipro di tornare ad essere un partner affidabile per l'Europa e per i mercati. Tuttavia il presidente sottolinea che senza una revisione il piano di aiuto previsto dall'UE non è concretizzabile: “Vi esorto a rivedere le possibilità per definire un prospetto attuabile per Cipro e la sua popolazione

Proteste in Brasile, 500 mila in strada

Proteste in Brasile, 500 mila in strada

Rousseff convoca gabinetto di crisi


Brasilia

RIO DE JANEIRO - La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha convocato venerdì mattina alle 9:30 (le 14:30 in Italia) un gabinetto di crisi con i ministri più vicini, a seguito delle manifestazioni in tutto il paese. Lo hanno reso noto i siti dei tre principali giornali brasiliani (Globo, Folha de Sao Paolo, Estado de Sao Paulo).
Almeno 500 mila persone sono scese in piazza in serata in oltre cento città brasiliane per protestare contro la corruzione dei partiti e le spese per i mondiali di calcio del 2014. A Rio de Janeiro, un pulmino della rete tv SBT è stato dato alle fiamme e cinque tra giornalisti e operatori sono rimasti lievemente feriti. La polizia, che ha usato mezzi blindati, ha caricato i manifestanti che lanciavano molotov contro la sede del comune, già bersaglio di violenze nei giorni scorsi. Alcuni manifestanti sono rimasti feriti da pallottole di gomma, così come un giornalista di GloboNews. Numerosi gli episodi di saccheggio. A Brasilia, circa 25 mila manifestanti si sono accampati sul prato di fronte al parlamento nazionale.
La polizia militare ha circondato il palazzo di Planalto, sede della presidenza, ed ha usato gas lacrimogeni. Alcune frange violente hanno lanciato bombe molotov contro la sede del ministero degli Esteri, ma il principio di incendio è stato prontamente domato dai vigili del fuoco. I manifestanti hanno lanciato pietre contro le vetrate dell'edificio, mandandole in frantumi. A San Paolo, circa 30 mila persone hanno invaso l'Avenida Paulista, principale arteria della città. Alcuni esponenti del Partito dei lavoratori (Pt, di sinistra) della presidente Dilma Rousseff sono stati spintonati e allontanati. I manifestanti hanno anche bruciato bandiere del Pt. A Belo Horizonte, sono scese in strada circa 15 mila persone: i media locali parlano di numerosi saccheggi di negozi e atti di vandalismo. Scontri tra polizia militare e manifestanti anche a Salvador, dove si è giocata la partita Nigeria-Uruguay, valevole per la Confederations Cup. Gli agenti hanno caricato per disperdere la folla che si dirigeva verso lo stadio. Momenti di tensione e scontri tra manifestanti e forze dell'ordine si segnalano anche a Belem, Porto Alegre e Campinas. La presidente Dilma Rousseff ha annunciato di aver annullato il previsto viaggio di domani a Salvador, nello stato di Bahia, e la prevista visita ufficiale in Giappone della prossima settimana.

giovedì 20 giugno 2013

Violenta le figlie,arrestato padre-orco

Violenta le figlie,arrestato padre-orco

Bloccato dalla polizia, a denunciarlo e' stata la più piccola



(ANSA) - CASERTA, 20 GIU - Ha abusato sessualmente delle due figlie isolandole dal resto della famiglia, fin quando la piu' piccola delle due, minorenne, ha trovato la forza di denunciarlo alla polizia. In carcere e' cosi' finito su ordine del gip di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) per violenza sessuale e maltrattamenti, continuati ed aggravati dall'avere commesso il fatto anche in danno di minore, un italiano di 42 anni, residente sul litorale domizio insieme alla moglie, alle due ragazze e ai figli maschi.

Oggi allarme rosso in 13 citta', venerdi' solo in 2

Oggi allarme rosso in 13 citta', venerdi' solo in 2

Tanti i centri urbani contrassegnati dal ministero della Salute


Una turista si rinfresca con l'acqua della fontana a Roma

ROMA - E' allarme rosso per il caldo oggi in 13 città italiane. Tanti, infatti, sono i centri urbani contrassegnati dal ministero della Salute con il bollino rosso, quarto e massimo livello di rischio caldo per la popolazione. Per numero di città coinvolte, è finora l'allarme più esteso registrato quest'anno.
Le 13 città con il bollino rosso - secondo quanto si legge sul bollettino sulle ondate di calore del ministero - sono Bologna, Bolzano, Brescia (l'unica città anche oggi con il bollino rosso), Campobasso, Firenze (ieri città più calda d'Italia) e Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Trieste, Venezia e Verona. In questi centri urbani il livello caldo è tale da costituire un pericolo per tutta la popolazione.
Altri quattro centri urbani hanno invece il bollino arancione (pericolo per le persone più fragili): sono Ancora, Bari, Pescara e Reggio Calabria. Venerdi", invece, il caldo si attenuerà notevolmente e solo due città, Campobasso e Pescara, avranno il bollino rosso e altre due, Bari e Reggio Calabria, quello arancione. La maggior parte dei centri urbani ha comunque il bollino giallo (condizioni meteo che possono precedere un'ondata di calore) e solo una parte il bollino verde (nessun rischio).