venerdì 3 aprile 2015

San Severo, a fuoco pullman Ferrovie del Gargano „San Severo, panico sulla Statale 272: a fuoco autobus delle Ferrovie del Gargano

San Severo, a fuoco pullman Ferrovie del Gargano
San Severo, panico sulla Statale

272: a fuoco autobus delle Ferrovie

del Gargano

San Severo, a fuoco pullman Ferrovie del Gargano
Autista e tutti i passeggeri siano stati tratti in salvo, riuscendo anche a prelevare i bagagli a seguito. Sul posto i vigili del fuoco di San Severo e la polizia




L'autobus distrutto dalle fiamme




San Severo, a fuoco pullman Ferrovie del Gargano
Fuoco e fiamme, lungo la statale 272, in agro di San Severo, dove un pullman di linea delle Ferrovie del Gargano, impiegato per i collegamenti nazionali, è andato a fuoco a pochi chilometri dal casello autostradale A14. Panico a bordo del mezzo, nonostante autista e tutti i passeggeri siano stati tratti in salvo, riuscendo anche a prelevare i bagagli a seguito. In breve tempo, l’autobus è stato divorato dalle fiamme. Ancora da accertare le cause che hanno provocato il rogo. Sul posto è stato necessario l’intervento di una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di San Severo, con l’ausilio di un’autobotte. Per permettere le operazioni di spegnimento delle fiamme, bonifica e messa in sicurezza del sito, il tratto stradale è stato chiuso oltre un’ora, e sulla strada al momento, si procede a senso unico alternato. Sul posto, per le indagini del caso, gli agenti della polizia.


Potrebbe interessarti:http://www.foggiatoday.it/cronaca/incendio-pullman-statale272-san-severo.html
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giovedì 2 aprile 2015

Rc auto, Authority (Finalmente)in campo contro la vendita forzata delle polizze accessorie on line

Rc auto, Authority in campo contro la vendita forzata delle polizze accessorie on line


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Stop alle vendite 'forzata' delle assicurazioni accessorie on line, con l'abbinamento automatico all'rc auto, e ai meccanismi di opt-out che costringono il consumatore a 'deselezionare' le offerte non gradite.Antitrust e Ivass scendono in campo con un’azione coordinata, contro le vendite delle assicurazioni non obbligatorie, come furto e incendio, infortuni del conducente, assistenza stradale e tutela legale. Le due Autorità, si spiega in una nota, hanno rilevato che alcune imprese di assicurazione che operano attraverso internet, nel processo di preventivazione on line abbinano alla copertura rc auto obbligatoria garanzie accessorie, attraverso un meccanismo di preselezione automatica.
L’Antitrust, accettando gli impegni presentati da Linear spa (gruppo Unipol) e Zuritel spa (marchio Zurich Connect) nel corso di procedimenti istruttori avviati ai sensi del Codice del consumo, ha ottenuto il passaggio ad una procedura di acquisto in cui, si spiega, ''il consumatore deve esprimere in modo esplicito la propria volontà di acquistare tali garanzie accessorie selezionando con un click le relative caselle''.
Gli impegni, spiegano Agcm e Ivass, contengono anche misure volte ad introdurre una maggiore trasparenza dei messaggi pubblicitari e della procedura di acquisto on line di polizze, ''incrementando la consapevolezza del consumatore nella scelta, tra le offerte delle varie compagnie, del prodotto più conveniente e conforme alle proprie esigenze''. In contemporanea, l’Ivass annuncia di aver inviato una lettera, indirizzata a tutte le imprese di assicurazione rc auto, richiedendo di eliminare entro 90 giorni dai preventivi on line ogni eventuale abbinamento forzato di garanzie accessorie alla rc auto.

''Antitrust Ue contro Google''

''Antitrust Ue contro Google''


<p>(Xinhua)</p>

Abuso di posizione dominante per Google. Secondo il Wall Street Journal l'Antitrust europea sarebbe pronta a procedere contro il colosso di Mountain View. Il procedimento dovrebbe arrivare nelle prossime settimane, al termine di cinque anni di indagine.
Un caso che riporta alla memoria la maxi stangata per Microsoft, con la commissione europea che tra il 2004 e il 2014 sanzionò Bill Gates per circa due miliardi.

Non c’è nessuna crisi, gli oligarchi vogliono sacrifici umani

Non c’è nessuna crisi, gli oligarchi vogliono sacrifici umani


In passato alcuni lettori mi hanno contestato l’utilizzo dell’espressione “nazisti tecnocratici” in riferimento a certi personaggi che condizionano le leve di potere in Europa. Il tempo, sempre galantuomo, si è preso la briga di validare alcune mie passate intuizioni, rendendo sempre più palesi e scoperte le pulsioni omicidiarie che attraversano il Vecchio Continente. Preliminarmente tengo a precisare i contorni della mia analisi, conoscendo perfettamente le differenze che intercorrono tra il modello operativo del Fuhrer originale rispetto a quello abbracciato dal suo tardo-epigono Mario Draghi, vero dominus del progetto di annichilimento della civiltà europea ora in atto. Le scellerate condotte poste in essere dai nazisti originali traevano ispirazione dall’assorbimento di una filosofia occulta che non riconosceva dignità a tutti gli esseri umani. Il popolo germanico, ieri come oggi, si sentiva colpito nella sua ontologica purezza, minacciato da un meticciato composto da popoli inferiori da schiavizzare e polverizzare.
L’uccisione e la deportazione di neri, zingari ed ebrei, in questa ottica, risultava essere niente di più e niente di meno che un necessitato effetto collaterale da sostenere al fine di salvaguardare un interesse più alto (la salvaguardia della purezza del La Merkel con Schaeublepopolo germanico per l’appunto). I tedeschi di oggi, sempre manipolati da una èlite perversa, sentono di dover difendere con la stessa ottusa foga di allora un altro mito falso: ovvero la purezza del bilancio, messa in discussione adesso non più da neri ed ebrei, ma da imprecisate “cicale mediterranee” pronte a trascinare nella spirale del vizio i virtuosi discendenti di Ario. La pubblica opinione tedesca è palesemente manipolata da quelle stesse penne che, in Italia, tentano pateticamente di addossare al popolo greco la responsabilità della crisi in atto. L’idea del sacrificio rituale come momento “purificante” è da sempre parte della Storia. Oggi, però, in ossequio alle regole formali tipiche di una società apparentemente laica e tecnologica, anche il sacrificio rituale di massa deve giocoforza sublimarsi in maniera apparentemente neutra e incruenta.
Finita la premessa passiamo insieme dalla narrazione astratta al caso concreto. Il neoeletto premier greco Tsipras ha calendarizzato l’approvazione di una legge pensata per affrontare una “emergenza umanitaria”. Il termine “emergenza umanitaria”, utilizzato in termini asettici e non enfatici, testimonia la gravità della situazione. Un numero cospicuo di cittadini ellenici, infatti, rischia di morire di freddo, fame, malattie e stenti a causa delle misure di austerità impartite dalla famigerata Troika. Non c’è nulla di retorico o populista nel sottolineare un dato oggettivo e non contestabile. Molti bambini greci sono effettivamente denutriti; molte famiglie elleniche sono state per davvero gettate in mezzo ad una strada e molti malati sono realmente morti in conseguenza di mali curabili a causa della criminale soppressione del servizio sanitario universale. Cosa fanno i nazisti tecnocratici per impedire che il governo Tsipras spenda pochi spiccioli al fine di salvare la vita di molti suoi concittadini? Minacciano ritorsioni, proprio come i nazisti autentici protagonisti dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. E Francesco Maria Toscanoperché i vari Juncker, Dijsselbloem, Schaeuble, Draghi e Merkel dovrebbero osteggiare l’approvazione di lievi misure umanitarie che appaiono nient’altro che buon senso agli occhi di qualsiasi uomo per bene?
Invito quelli pronti a rispondere perché “non bastano i soldi” a non dire, né pensare, fesserie, considerata anche l’immensa liquidità che il nostro banchiere centrale ha appena promesso di iniettare nel circuito finanziario europeo fino a data da destinarsi. E allora, perché? Perché gli odierni padroni credono di acquisire forza e vigore dal sacrifico del cittadino greco (italiano, portoghese o spagnolo poco importa), espressione di una umanità inferiore e molesta, da tenere sotto il calcagno di un potere crudele e imbellettato che non può rinnegare la sua ferocia senza al contempo negare in radice anche se stesso. Riuscite ora a spiegarvi la ratio di tanta malvagia pervicacia? Mettetevelo bene in tesa, non esiste nessuna crisi economica in atto. E quelli che provano a combattere una “stirpe nera” con le armi della sola macroeconomia sono degli sprovveduti (nella migliore delle ipotesi). La partita è un’altra. E la posta in gioco è decisamente più alta di quanto non sembri. Come oramai sanno i tantissimi cittadini che hanno letto e meditato sulle pagine del libro “Massoni”, recentemente pubblicato da Gioele Magaldi per Chiarelettere editore.

mercoledì 1 aprile 2015

Nuovi ribassi sulla rete dei carburanti, dopo Eni tagliano Tamoil e Q8-Shell

Nuovi ribassi sulla rete dei carburanti, dopo Eni tagliano Tamoil e Q8-Shell


<p>INFOPHOTO</p>

Nuovi ribassi per i prezzi raccomandati sulla rete carburanti nazionale. Con i mercati internazionali dei prodotti petroliferi senza una direzione precisa in attesa dell'esito dei colloqui sul nucleare iraniano (benzina in calo e diesel in lieve aumento), infatti, Tamoil e l'accoppiata Q8-Shell hanno seguito l'impulso dato ieri da Eni: la prima con un taglio di 1 cent/litro su verde e gasolio e le seconde con ribassi sui due carburanti di 1 e di 0,5 cent. E' quanto sottolinea 'Quotidiano Energia'.
Sul territorio intanto, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina oscilla, a seconda dei diversi marchi, da 1,575 a 1,600 euro/litro (no-logo 1,542). Per il diesel si registrano prezzi medi che passano da 1,431 a 1,443 euro/litro (no-logo a 1,409). Quanto al servito, per la verde i prezzi medi nazionali praticati sugli impianti colorati vanno da 1,634 a 1,736 euro/litro (no-logo a 1,570), il diesel da 1,481 a 1,584 euro/litro (no-logo a 1,434) e il Gpl da 0,633 a 0,659 euro/litro (no-logo a 0,620).


Becchiamoli.it, nasce un sito per ritrovare gli oggetti rubati

Becchiamoli.it, nasce un sito per ritrovare gli oggetti rubati


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Sarà attivo da oggi 'Becchiamoli.it', il primo sito web in Italia nato per ritrovare oggetti rubati e/o smarriti e contrastare, così, il mercato dell'usato di illecita provenienza. Una vera e propria piattaforma virtuale - che racchiude tutte le regioni italiane - su cui in modo facile, veloce e gratuito, si potrà segnalare ogni cosa che è andata persa o è stata sottratta e allo stesso tempo, in caso di acquisti, verificarne l'origine.
Protagonisti e motore di Becchiamoli.it saranno gli stessi utenti che, attraverso le condivisioni sui social e il tam-tam, consentiranno di fare network per ritrovare ciò che è stato taccheggiato o semplicemente smarrito. Una potente, dinamica e interattiva rete di 'argonauti' che, attraverso le proprie segnalazioni, permetterà di creare un movimento di denuncia nel nome della legalità e degli acquisti etici.
''L'idea di fondo di Becchiamoli.it è che chi è stato derubato o ha semplicemente perso un oggetto a cui tiene, farebbe spesso qualsiasi cosa per riaverlo - spiega l'ideatore Daniele Di Gregoli, della D&C Management, società di comunicazione e di marketing dai contenuti non convenzionali - Attraverso questa nuova realtà, si potrà quindi contribuire a smantellare il sistema di vendite illecite e a restituire ai legittimi proprietari gli oggetti sottratti. Siamo fiduciosi e crediamo di avere creato un servizio utile per tutti, un nuovo modo di pensare e usare i social network. Non soltanto, quindi, come strumento di svago ma anche come mezzo di crescita della coscienza morale e sociale''.
Il meccanismo è molto semplice: Per segnalare un furto o uno smarrimento basterà, registrarsi (al fine di avere una tracciabilità del denunciante), inserire il proprio oggetto da denunciare e attendere. Anche a distanza di mesi, si potrebbe ricevere l'e-mail da Becchiamoli.it, ''forse li abbiamo beccati, controlla se l'oggetto segnalato è di tua proprietà''.
Per chi, invece, volesse accertarsi della legalità della provenienza di un oggetto in vendita su siti di e-commerce e non incorrere così nel reato di ''ricettazione e incauto acquisto'', basterà inserire nell'apposito campo, il modello, la tipologia e un codice. Se dovesse risultare smarrito o rubato, potrà segnalarlo al proprietario - con la libera scelta di rimanere nell'anonimato - facendo un copia/incolla del link del sito dove ha visionato l'oggetto. Da qui il payoff Acquisti etici.
Più di venti le categorie, inserite nel menù a tendina della homepage, previste per le segnalazioni: si va dagli accessori auto e moto, all'abbigliamento, dagli oggetti preziosi agli animali, dagli articoli e accessori per la casa allo sport e l'elettronica, dagli strumenti musicali alla telefonia passando per il collezionismo e le chiavi di casa, auto o moto. L'inaugurazione virtuale di Becchiamoli.it, si terrà oggi alle 10,30.

Le banche (e i loro politici) ci stanno rubando tutto

Le banche (e i loro politici) ci stanno rubando tutto


Non è mai accaduto niente di simile nella storia del mondo. Sotto gli occhi di tutti, e a spese di tutti, i governi continuano a razziare ingenti ricchezze per arricchire i responsabili dei più efferati crimini e nefandezze economico-finanziarie. Prima c’era la Tarp. Come pretesto per arginare le turbolenze nel mercato azionario dopo il collasso di Lehman Brothers nel settembre 2008, il presidente George W. Bush approvò solo un mese dopo il “Troubled Asset Relief Program”. Il piano permise al Tesoro degli Stati Uniti di assicurare 700 miliardi di dollari di “beni in difficoltà”, un eufemismo che in realtà significa coprire le nefandezze finanziarie commesse dalle grandi banche e dai grandi speculatori di Wall Street. Poco dopo, il neo-eletto presidente Barack Obama appioppò alla sua nazione nel 2009 il “Recovery and Reinvestment Act”, un piano da 900 miliardi, il più vasto programma finanziario del genere nell’interastoria americana.
Obama dichiarò: «Quattrocentomila uomini e donne stanno per mettersi al lavoro per la ricostruzione delle nostre strade e dei nostri ponti fatiscenti, per la riparazione delle nostre dighe e i nostri argini instabili, per portare la banda larga alle imprese e Barack Obamaalle famiglie in quasi tutte le comunità degli Stati Uniti d’America, per ammodernare i nostri sistemi di trasporto di massa e per la costruzione di linee ferroviarie ad alta velocità in grado di migliorare gli spostamenti e il commercio in tutta la nostra nazione». Le uniche ‘strade’ che quel trilione di dollari ha riparato veramente sono quelle di Wall Street. Allo stesso tempo, la Federal Reserve statunitense ha portato i tassi di interesse ai minimi storici e ha lanciato politiche di allentamento monetario senza precedenti, che hanno alimentato un boom di Wall Street al costo di Main Street. Il Dow è salito da 8.000 nel 2009 a 18.000 nel 2014, mentre si stima che il 95% dei guadagni è andato all’1% della popolazione degli Stati Uniti.
Tuttavia, nello stesso periodo, il prodotto interno lordo ha arrancato intorno a una media del 2,2 %, senza mai dar segno di quel rialzo di cui tanto parlano e si vantano quelli di Washington e la stampa finanziaria. A seguito del piano della Fed, il programma monetario ‘Abenomico’ giapponese annunciato nel dicembre del 2012, ha ottenuto risultati simili. Il Nikkei recentemente ha raggiunto picchi mai toccati da 15 anni a questa parte, mentre il Pil del Giappone oscilla tra cadute improvvise e tiepidi rialzi. Ora, la Banca Centrale Europea ha avviato un programma di Qe (quantitative easing, allentamento monetario) che inietterà 1.300 miliardi di dollari nel sistema finanziario nel corso dei prossimi 16 mesi – e forse anche più a lungo, se sarà ritenuto necessario. Il risultato finale, come per Usa e Giappone, sarà lo stesso: i tassi d’interesse ai minimi storici e il flusso di Shinzo Abedenaro ‘facile’ faranno rialzare temporaneamente i mercati azionari, mentre le economie dell’Eurozona oscilleranno tra moderata crescita e nuova recessione.
I più grandi perdenti in tutto questo saranno i comuni cittadini, senza più un posto sicuro dove mettere i propri risparmi e con sempre più banche europee che ‘pagano’ alcuni selezionati clienti per poter tenere il loro denaro. E con le obbligazioni che ripagano i rendimenti negativi, le compagnie di assicurazione che vendono prodotti e rendite e investono quel denaro in obbligazioni governative e societarie – con l’aspettativa che il rendimento delle obbligazioni sia maggiore di quello che dovranno pagare per l’assicurato – il danno è assicurato. In previsione del piano di Qe del presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, che ammette si tratti di un piano “non convenzionale”, gli investitori (o meglio i giocatori d’azzardo di alto bordo) hanno già pompato circa 36 miliardi di dollari nei mercati azionari europei.
Nel frattempo, l’uomo della strada ha appena visto il suo potere d’acquisto scendere drammaticamente a mano a mano che l’euro continua la sua caduta libera, da 1,39 dollari lo scorso marzo a un recente minimo di 1,04 , con la  previsione che nel Gerald Celentefuturo – non troppo lontano – vada in parità o scenda anche al di sotto del dollaro. Breaking Point 2.0. Le iniezioni multi-trilionarie di dollari da parte delle banche centrali, le politiche a tasso zero, i tassi d’interesse negativi, i rendimenti obbligazionari negativi e i fiumi di dollari a basso prezzo che gonfiano artificialmente i mercati azionari e alimentano i giochi perversi di investimenti di capitali/private equity/hedge fund, hanno già avuto dei precedenti nella storia del mondo. E quando sulla terra esplode la Grande Bolla Speculativa, lo scoppio si avverte in tutto il mondo – e per generazioni.