mercoledì 28 marzo 2012

Audiovisivi in streaming, negli Usa il sorpasso rispetto alla vendita di DVD e Blu-ray


Audiovisivi in streaming, negli Usa il sorpasso rispetto alla vendita di DVD e Blu-ray

Audiovisivi in streaming, negli Usa il sorpasso rispetto alla vendita di DVD e Blu-ray
© Joe Raedle/Getty Images

Negli Stati Uniti il 2012 sarà l'anno di un sorpasso storico, per la prima volta la visione di film in streamingsupererà il dato delle vendite di DVD e Blu-ray. Secondo il report di IHS Screen Digest quest'anno il volume di film che gli statunitensi guarderanno online toccherà quota 3,4 miliardi, raddoppiando rispetto al 2011 ma soprattutto superando di slancio il dato delle vendite di supporti fisici, che dai 2,6 miliardi circa di unità del 2011 scenderà a 2,4 miliardi per l'anno in corso.
L'analisi mette in evidenza il fatto che i vincitori di questa svolta epocale sono sostanzialmente due,Amazon e Netflix. I colossi della vendita online monopolizzano infatti il mercato con una quota pari al 95%. Se, come sottolineano gli autori del report, è presto per dichiarare ufficialmente la morte dei DVD, di certo lo scarto che c'è tra il prezzo di un supporto fisico e quello di un prodotto audiovisivo in streaming rischia di penalizzare fortemente i cari e vecchi dischi ottici. Se infatti per l'acquisto di un film da piattaforme online l'utente americano spende in media 51 centesimi di dollaro, per portarsi a casa un DVD la spesa media sale a 4,72 dollari.

EnemyGraph, l'app che crea i "nemici" su Facebook


EnemyGraph, l'app che crea i "nemici" su Facebook

EnemyGraph, l'app che crea i

Facebook è limitato, fittizio e semplicistico, siamo tutti amici e possiamo esprimere solo il nostro apprezzamento per i post altrui: partendo da queste idee ne è nata un'altra, quella di EnemyGraph. Dietro la nuova applicazione c'è il direttore del programma sui nuovi media all'Università del Texas di Dallas, Dean Terry, meglio conosciuto come il creatore di Undertweetable (un'applicazione che riportava alla luce i tweet cancellati da Twitter) aiutato dallo studenteBradley Griffith
Scaricando l'applicazione è possibile indicare come nemici non solo altri utenti singoli privati, ma anche personalità famose, squadre di calcio, organizzazioni e qualunque altra entità contro la quale si provi odio, fino ad arrivare alla qualifica estrema di "Lex Luthor", il nemico supremo. Inoltre EnemyGraph avvisa l'utente ogni volta che un suo contatto diventa amico con uno dei suoi nemici, e registra tramite ilsito ufficiale i trend mondiali dei nemici.
Insomma dall'odio non si scampa, anche se Terry ribadisce con forza il perché del progetto e ci tiene alla chiarezza terminologica: Enemygraph serve a dimostrare come la gamma delle relazioni umane sia incredibilmente più complicata di come viene espressa in Facebook, e non è stato possibile usare un più blando "dislike" al posto di "nemico" perché il termine è bandito dalle indicazioni date agli sviluppatori indipendenti da parte del colosso di Zuckerberg.
"D'altronde, ciò che proponiamo è una blasfemia per i social media: invitare a condividere non solo ciò che ti piace, ma anche le persone o le cose che non ti piacciono"
spiega il professore, conscio che EnemyGraph rimarrà probabilmente una provocazione come Undertweetable (rimossa in pochi giorni da Twitter) e avrà vita breve: non solo per un blocco da parte di Facebook, ma anche perché si presta a riprodurre con un click fenomeni come il bullismo o le discriminazioni.

La sonda Messenger della NASA scopre il ghiaccio ai poli di Mercurio


La sonda Messenger della NASA scopre il ghiaccio ai poli di Mercurio

La sonda Messenger della NASA scopre il ghiaccio ai poli di Mercurio

La sonda Messenger della NASA ha confermato una delle ipotesi degli scienziati sulla conformazione diMercurio ovvero la presenza di acqua ghiacciata nelle zone polari del Pianeta più vicino al Sole.
La scoperta conferma quindi quanto già noto dalla mappatura radar che aveva evidenziato delle zone di riflessione simili appunto a quelle causate dal ghiaccio. Quello che si attendava erano delle prove a favore di questa tesi ora raccolte da Messenger che ha scrutato da vicino la superficie del Pianeta che raggiunge anche i 425 gradi centigradi.
Come riporta la BBC, nonostante la temperatura superficiale superiore ai 400 gradi centigradi, alcuni crateri costituiscono una cosiddetta "trappola fredda": le immagini fornite dalla sonda - la seconda a visitare il pianeta più interno del sistema solare dopo Mariner 10, negli anni Settanta - hanno confermato che le zone d'ombra coincidono con quelle a maggiore riflessione radar.
Ma le scoperte della sonda Messenger non finiscono qui: un secondo studio, guidato da David Smith del Massachusset Institute of Technology, ha analizzato i risultati delle prime misure del campo gravitazionale di Mercurio ed è riuscito ad ottenerne un primo modello, insieme a un sorta di mappa della struttura interna del Pianeta.
La mappa del campo magnetico di Mercurio, ha permesso di "compiere un viaggio" nelle viscere del Pianeta e di dedurre informazioni sulla sua composizione interna. Dalla ricerca è emerso, ad esempio, che il nucleo di Mercurio occupa una grande frazione del pianeta, pari all'85% del raggio. Date le piccole dimensioni del pianeta, finora si pensava che il suo nucleo si fosse raffreddato al punto tale da diventare solido, ma proprio le rilevazioni della sonda Messenger hanno smentito questa teoria dimostrando che il nucleo è parzialmente liquido e molto diverso dai nuclei degli altri pianeti rocciosi del Sistema Solare. Il "nocciolo" di Mercurio sarebbe infatti composto da tre strati: il primo solido di solfuro di ferro, un altro liquido e un nucleo più interno solido.
Gabriele Cremonese, dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Padova, che ha partecipato alla ricerca ha spiegato:
"È stato ottenuto un primo modello del campo gravitazionale e della struttura interna di Mercurio, rivelando la possibile presenza di uno strato solido di solfuro ferroso sopra il nucleo, che avrebbe un importante impatto sulla storia termica del pianeta e sull’evoluzione tettonica, quindi riferita alle grandi strutture che osserviamo sulla superficie".

Brava Ikea,insegna ai politici italiani cosa significa la meritocrazia


L'Ikea ai politici: "Basta raccomandazioni per i nuovi assunti"

L'Ikea ai politici:
© DIMITAR DILKOFF/AFP
I vertici di Ikea avrebbero inviato una lettera a esponenti politici abruzzesi, invitando a non fare segnalazioni e pressioni per eventuali assunzioni, in vista dell’apertura, nei prossimi mesi, del punto vendita di San Giovanni Teatino, vicino a Chieti.
Ikea vuole chiarire che le raccomandazioni e le pressioni sulle candidature non fanno parte della storia dell'azienza. A diffondere la notizia sarebbe stato il coordinatore regionale giovani dell’Italia dei Valori,Giampiero Riccardo. Sottolineando di essere venuto a conoscenza dell’episodio, Riccardo afferma che:
"I vertici della multinazionale hanno invitato il politico in questione a non intromettersi nell’ambito delle assunzioni, perché la politica aziendale è lontana da logiche di questo tipo"
Giampiero Riccardo si è affidato a Twitter dove ha scritto:  
"Ikea manda lettere a politici abruzzesi per intimarli di smettere con le raccomandazioni. La spintarella soffoca il merito. Ben fatto Ikea!"
Ma il giovane segretario regionale dei Giovani dell'Italia dei Valori, ha raccontato anche sul suo blog la vicenda:
"Tu pensa a me, che poi io contraccambio: troppo spesso, il rapporto tra politica, aziende e elettorato, è stato regolato da questa legge non scritta; che laddove si insinua nel tessuto economico-sociale, porta sempre alla sfiducia nei confronti della politica fatta da persone perbene, alla mortificazione della meritocrazia e, di conseguenza, al dissesto finanziario.
L'Ikea di prossima apertura a San Giovanni Teatino ha ancora le fondamenta fresche e già una certa politica abruzzese s'è mobilitata per caldeggiare l'assunzione dei propri fedelissimi. Non sono così ingenuo da ritenere che ciò sia stato fatto, senza l'auspicio di trarne qualche tornaconto a livello personale. Spero che alla mia denuncia dell'ennesimo caso di questo diffuso malcostume, farà seguito una presa di coscienza generale sulla necessità di scardinare la mentalità dell'aiutino, che umilia sia il politico che se ne fa promotore, sia il beneficiario che ne trae immediato vantaggio"
Il responsabile di Ikea Italia, Valerio Di Bussolo ha però smentito:
"Non mi risulta che il nostro gruppo abbia mandato alcuna lettera. È vero invece che un politico abruzzese ha chiesto come stavano andando i colloqui di alcuni candidati. Ovviamente non diamo informazioni a terzi di questo tipo, visto che abbiamo un rapporto diretto e unico con ciascun candidato, a cui diamo notizie a selezione avvenuta".

The Hunger Games: esordio record al botteghino per il film che consacra Jennifer Lawrence


The Hunger Games: esordio record al botteghino per il film che consacra Jennifer Lawrence

The Hunger Games: esordio record al botteghino per il film che consacra Jennifer Lawrence
155 milioni  di dollari in 72 ore di programmazione: ecco i numeri da capogiro ottenuti ai botteghini americani da The Hunger Games, film diretto da Gary Ross (Pleasantville, Seabiscuit) e tratto dal primo romanzo dell'omonima trilogia di fantascienza scritta da Suzanne Collins. 
Ma cos'ha The Hunger Games per attirare spettatori a frotte, specialmente tra i più giovani? Ecco in breve la trama: in un futuro distopico gli Stati Uniti non esistono più, al loro posto c'è Panem, una super-nazione governata da un regime totalitario. A causa di un precedente tentativo di ribellione, ogni anno si tengono gli Hunger Games, una sorta di reality show dove 24 ragazzi tra i 12 e i 18 anni sono costretti a combattere l'uno contro l'altro per vincere e rimanere in vita. 
Per salvare la sorellina da un orrendo destino, la sedicenne Katniss Everdeen si offre "come tributo" al governo e va volontaria agli Hunger Games. Accanto a lei c'è Peeta Mellark, suo amico d'infanzia e segretamente innamorato di lei. Ma durante le terribili prove che i due dovranno affrontare in diretta tv e sotto l'egida di un governo che spettacolarizza e mistifica ogni cosa, anche l'amore dei due giovani può diventare finzione... persino ai loro stessi occhi. (GUARDA IL TRAILER)
Insomma, gli elementi per fare di The Hunger Games un "caso" cinematografico del 2012 ci sono tutti: azione, post-apocalisse, amore. Basti pensare che l'esordio ai botteghini americani ha distrutto il record di Twilight, di Spiderman 3 e persino dell'ultimo Harry Potter e che, in seguito al successo di questo film, la Imagine Entertainment di Ron Howard starebbe pensando di riportare al cinema anche 1984 di George Orwell.
Da noi uscirà il 13 aprile: farà presa anche sul pubblico italiano?

Il 2020 sarà l'anno delle applicazioni, lo studio sul futuro della Rete di Pew Research Center Project © EMMANUEL DUNAND/AFP APPROFONDISCI: THE FUTURE OF APPS AND WEB


Il 2020 sarà l'anno delle applicazioni, lo studio sul futuro della Rete di Pew Research Center Project

Il 2020 sarà l'anno delle applicazioni, lo studio sul futuro della Rete di Pew Research Center Project
© EMMANUEL DUNAND/AFP
Entro il 2020 Internet rischia di essere meno aperto. È l'avvertimento del Pew Research Center Project che ha condotto uno studio sul futuro della Rete raccogliendo le opinioni degli esperti.
Dati dati raccolti emerge che il Cloud computing e HTML5 ridisigneranno la Rete del futuro, ma sarà la convergenza di Web e app, grazie alla quinta generazione dell'Html, a modificare radicalmente lo scenario.
Per il 35% degli intervistati infatti "nel 2020, il grosso degli utenti preferirà usare applicazioni accessibili online per realizzare la maggior parte delle proprie attività come il lavoro, il gioco, la comunicazione o la creazione di contenuti" mentre il 59% degli intervistati si continuerà a preferire il Web.
Nonostante la discrepanza, sottolineano gli analisti di Pew, resta la forte preoccupazione di molto esperti ICT:
"Invece di avere dei 'Couch Potatoes', avremo degli 'App Potatoes'" ha commentatoGiacomo Mazzone, Direttore Audit Strategico della European Broadcasting Union. “Il modello basato sulle apps di Amazon, Apple e Google - ha sottolineato Mazzone – ridurrà l'importanza e l'utilità di un internet aperto. Ci sarà un nuovo digital divide tra quelli che preferiscono le applicazioni 'ready-made' e quelli che invece cercano per conto loro la soluzione più adatta alle loro esigenze"
In questo scenario, tra cinque anni, sette al massimo, il browser non sarà più il sistema più usato per accedere a Internet e le app dunque la faranno da padrone, con grande vantaggio dei fornitori e degli sviluppatori e di quegli utenti che cercano un'esperienza di navigazione più ricca.
Jeff Jarvis, blogger e professore all'Università di New York, sostiene che:
"Il browser, o un suo epigono, continuerà ad avere vantaggi rispetto alle app. È collegato alla Rete intera ed offre piena interoperabilità, lasciando all'utente più potere rispetto a sviluppatori o editori"
Sul fronte opposto si schiera chi è convinto della prossima vittoria delle app e punta sulla facilità di utilizzo e sulla spinta proprio degli imprenditori e degli editori che ne intravedono un mezzo e un'opportunità per riprendere il controllo dei contenuti.

Che Matto!!!!Anzi che coraggio


Sull'Everest in bici, l'ex inviato di Striscia tenta l'impresa. Ma il Cai di Bergamo non ci sta

Sull'Everest in bici, l'ex inviato di Striscia tenta l'impresa. Ma il Cai di Bergamo non ci sta
© Vittorio Zunino Celotto/Getty Images News
La pazza idea di Vittorio Brumotti si appresta a diventare realtà. Il muscolato ex inviato di Striscia la Notizia (già campione di bike trial nel 2006) è partito per Katmandu, da dove partirà l'avventura che dovrebbe portarlo in vetta all'Everest in sella alla sua bicicletta. Brumotti si prepara da oltre un anno all'impresa, si è allenato sui monti della Valtellina ed in Kirghizistan. Al suo fianco l'alpinista bergamasco Simone Moro, che lo ha aiutato nella preparazione e che lo seguirà in Nepal.
Dopo il trasferimento a Lukla (2.800 metri di altezza) Brumotti comincerà a percorrere il lungo percorso che porta al campo base dell'Everest utilizzando una speciale bici chiodata, che nei punti più impervi trasporterà in spalla. Una volta raggiunto l'Island Peak (6.200 m) comincerà la parte più impegnativa, oltre alla carenza di ossigeno il biker dovrà affrontare la temibile Ice Fall, un ghiacciaio in continuo movimento che lo condurrà verso la vetta. Tra gli obiettivi del 32enne ligure c'è anche quello di effettuare il maggior numero di salti sulla ruota posteriore una volta raggiunti gli 8848 metri della cima.
L'idea di Brumotti non è stata presa bene dal Club Alpino Italiano, che ha criticato l'impresa. Nel corso dell'assemblea generale della sezione bergamasca del Cai di sabato 24 marzo il presidente Piermario Marcolin ha espresso il proprio disappunto facendo proprio un editoriale pubblicato su Terzotempomagazine intitolato "La montagna presa in giro":
"Premesso che la Montagna è e deve rimanere il terreno pulito e fecondo per la libertà di pensiero, azione e sogno per ciascuno, la spedizione all'Everest del campione di bike trial Brumotti avrà sicuramente una veste spettacolare, grazie alla presenza costante di cineoperatori al seguito, ma rischia certamente di banalizzare il significato stesso dell'approccio all'inerpicata sul Tetto del Mondo. Dietro ogni spedizione sugli Ottomila, come pure alla conquista delle cime più aspre e difficili, è sostenuto da una profonda componente umana che fa dell'alpinismo una scuola di vita. Infondere l'idea che si possano fare acrobazie laddove, in altre circostanze, la fatica dell'uomo accompagna il cammino lungo i campi base, appare obiettivamente fuorviante"
A suscitare il disappunto del Cai è soprattutto il fatto che alla spedizione prenda parte Simone Moro, bergamasco e hymalaista tra i più esperti al mondo (unico alpinista della storia ad aver scalato tre 8mila in invernale) che seguirà Brumotti in veste di trainer. Intervistato dalla Gazzetta Sportiva, Moro ha dichiarato di non condividere le riflessioni del Cai:
"Scandalo e immoralità? Io non vedo nulla di tutto ciò. Se qualcuno vuole il suo Everest selvaggio, sacro e tutto per sé, basta che ci vada in inverno, o durante i monsoni o per le pareti e le vie più difficili senza proibire agli altri di andarci e agli sherpa di guadagnarsi da vivere. Le Dolomiti sono un esempio dove da sempre condividono business e ambiente, non è con i divieti e le riserve che si salva la montagna".