domenica 1 aprile 2012

Monti..Monti..Tra veti incrociati e pantano ideologico, dov'è finita la "fase due


 Tra veti incrociati e pantano ideologico, dov'è finita la "fase due"?

domenica 1 aprile 2012
SCENARIO/ Tra veti incrociati e pantano ideologico, dov'è finita la fase due?
E' due giorni che il Corriere della Sera, quello che un tempo si chiamava la “corazzata di via Solferino”, fa le pulci al “governo dei tecnici” di Mario Monti. Venerdì, con Dario Di Vico, si spiegava che mentre nelle piccole e medie imprese arrivavano le cartelle di Equitalia, quelle stesse imprese vantavano crediti nei confronti dello Stato. Sabato con l'accoppiata Giavazzi e Alesina che, anche loro, si sono accorti che esiste “La trappola delle tasse”. Bisognerebbe aggiungere un “pezzo” di Piero Ostellino, relegato a pagina 61, dal titolo quanto mai significativo “L'Italia dei miracoli e delle contraddizioni”. Che cosa sta succedendo a questo “governo”? Ci sono fatti contraddittori. Il primo è che la cosiddetta “fase due”, quella della crescita, sembra smentita dal dato che lancia oggi la Cgia di Mestre. “Nel 2011, 11.615 aziende hanno chiuso i battenti per fallimento, un dato mai toccato in questi ultimi quattro anni di crisi”. Il secondo è la sensazione di una situazione bloccata tra partiti della grande maggioranza, confermato indirettamente dalla necessità di una lettera al Corriere dello stesso Mario Monti. Il terzo è rappresentato, forse, da un momento di intiepidimento verso il Governo da parte dello stesso Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che di fatto ha “consigliato”, sulla riforma del lavoro e sul “tormentone” dell'articolo 18, non il decreto (che a Monti e al governo andavano benissimo), ma il disegno di legge per via parlamentare.
Paolo Preti, direttore del Master piccole imprese della Bocconi, spiega che, ogni tanto, sfoglia alcuni giornali dei mesi scorsi. Ha rivisto un Corriere dell'11 gennaio con una considerazione di Sergio Romano che evidenziava le differenze tra il “governo dei tecnici di Monti” e l'operato del cancelliere della Repubblica di Weimar. Dice il professor Preti: «Si sottolineava che la differenza consisteva soprattutto nel fatto che Monti aveva varato il decreto “CresciItalia”. Ora, sono passati quasi tre mesi, ma io di crescita non vedo traccia. E indubbiamente il dato della Cgia di Mestre è vero e preoccupante. Tuttavia, al riguardo, non per contrapporre un altro dato confortante, ma per giusta precisazione, occorre dire che la “morte” delle aziende in Italia è sempre compensata da una maggiore nascita di altre imprese. E' quello che attesta Unioncamere. Certo, in un periodo di crisi esiste una sorta di “ripulitura” di alcune forme di produzione, ma c'è anche il tentativo dei singoli di mettersi in proprio, magari senza avere le capacità imprenditoriali per cominciare una simile avventura».
C’è, poi, il drammatico problema della pressione fiscale che per le imprese in particolare - i produttori di ricchezza - è la più alta di tutti i Paesi Ocse.
Questo è vero purtroppo e non si riesce a comprendere perché un problema come questo, che è il vero problema, non venga affrontato. Personalmente faccio fatica a capire come un “governo di tecnici”, che dovrebbe essere libero da incrostazioni e bardature politiche, non vada al nodo del problema italiano. Anche questo esecutivo, come qualunque altro di centrodestra o di centrosinistra, sta rituffandosi in questioni di carattere ideologico. E’ quanto appare, ad esempio, sulla riforma del mercato del lavoro e dell'articolo 18.
I toni sono di nuovo concitati. Non c'è solo la Cgil di Susanna Camusso, ma anche il Pd con Rosy Bindi che parla di “punto irrinunciabile”. In sostanza l'articolo 18 non si tocca.
Si gira sempre intorno a questo articolo 18 che poi, in sostanza, ha una portata veramente relativa rispetto ai veri problemi, come abbiamo detto più volte. Ma il fatto che il “governo dei tecnici” sia rimasto quasi prigioniero di questo scontro, che lo stesso Presidente Napolitano abbia indicato la via parlamentare e non il decreto, in un modo non proprio bipartisan, fa pensare a un governo bloccato. E questo è l'aspetto più preoccupante.
Da anni si parla in termini negativi di una tassa come l'Irap. Non si potrebbe abbassare l'aliquota almeno di qualche punto?
Il problema è che l'Irap per le imprese scatta come l'Irpef. E' una tassa certa. E in un momento come questo nessuno ha il coraggio di andare a toccare un'entrata certa e sicura.
In sostanza, pare che la crescita non parta, la pressione fiscale rimanga inalterata o addirittura rischi di aumentare, con un'impennata dei prezzi, e nello stesso tempo il governo resti bloccato.
Beh, in questo momento, pur precisando quel dato sul fallimento delle imprese nel 2011, con relativa nascita di un numero maggiore di altre imprese, non si vede nulla di nuovo all'orizzonte. E la situazione è problematica. Non enfatizzerei i casi di cronaca che si sono verificati, pur con tutto il rispetto e la dovuta attenzione che si deve a queste persone. E' l'impressione di fondo che lascia perplessi. Alla fine, questo governo ha recuperato una buona credibilità internazionale. E va bene. Ma si sono fermati lì, per il resto la situazione non è mutata. In più, sulle discussioni che stanno emergendo in questi giorni, la sensazione è che il governo non solo sia bloccato, ma vada a infilarsi, soprattutto sulla vicenda del mercato del lavoro e dell'articolo 18, in una specie di pantomima ideologica.
Sta emergendo anche un problema di liquidità, cioè di credit crunch. Le banche sono state finanziate dalla Banca centrale europea, ma di denaro nell'economia reale, di finanziamenti alle imprese ne arriva poco.
Difficile documentare, nei particolari, questo fatto che,  indubbiamente, esiste. E' possibile che vi concorrano una serie di fattori. Che le banche, cioè, abbiano lasciato il denaro alla Bce per rifinanziarsi, che siano preoccupate dai parametri di Basilea 3 e dell'Eba. Va tenuto presente che, ormai, le nostre due banche maggiori, per i valori della capitalizzazione che hanno oggi, rischiano di essere oggetto di un'opa da parte di investitori esteri.

sabato 31 marzo 2012

Sanita': Balduzzi chiede ispezione al S.F. Neri su caso embrioni


Sanita': Balduzzi chiede ispezione al S.F. Neri su caso embrioni

Cronaca

Roma, 31 mar. (Adnkronos) - "Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, e' stato informato dell'incidente avvenuto al Centro di procreazione medicalmente assistita dell'ospedale San Filippo Neri di Roma" e ha chiesto una "immediata relazione al Centro Nazionale Trapianti, che ha disposto una ispezione che avra' luogo nella giornata di martedi' prossimo 3 aprile". E' quanto si legge in una nota.
"Il ministro -si legge- ha chiesto anche un rapporto dettagliato al Dipartimento della sanita' pubblica e dell'innovazione. Nel corso della mattinata di oggi ha avuto un colloquio con il presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Il ministero precisa che sono state applicate tutte le norme in vigore nel cas

FARMACI KILLER/ Citarella (NAS): ecco il giro d'affari che fa guadagnare più della droga


FARMACI KILLER/ Citarella (NAS): ecco il giro d'affari che fa guadagnare più della droga

sabato 31 marzo 2012
FARMACI KILLER/ Citarella (NAS): ecco il giro d'affari che fa guadagnare più della drogaImmagine d'archivio

«L’ipotesi di reato che la Procura della Repubblica ha formulato nei confronti dei medici di Barletta, cioè quella di omicidio colposo, è legata soprattutto alla negligenza per la quale un professionista dell’area sanitaria, un medico gastroenterologo, ha acquistato un preparato su Internet, quindi attraverso canali poco ortodossi e controllati, che poi ha utilizzato nella pratica clinica medica». Il Capitano Antonio Citarella, Comandante presso il Nas (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) di Bari, commenta la tragedia avvenuta a Barletta, in cui Teresa Sunna, commercialista di 28 anni, è morta dopo aver assunto del sorbitolo, sostanza usata nel corso di un test per verificare eventuali intolleranze alimentari. Parliamo poi del dilagante fenomeno della compravendita di farmaci online che, come ci spiegherà il Capitano Citarella, nasconde un giro d’affari molto più ingente di quanto si possa pensare.
Capitano, cosa può dirci del sorbitolo, la sostanza acquistata online dai medici di quello studio di gastroenterologia di Barletta?
Il sorbitolo, o altre materie prime che vengono utilizzate per fare quel tipo di test, sono e devono essere di qualità farmaceutica, e non di derivazione alimentare, così come era stato commercializzato su Internet quel prodotto che il medico ha poi acquistato. I fatti hanno poi permesso di accertare che in realtà è arrivato altro nello studio del medico, ma certamente questo fa individuare altri profili di responsabilità.
Come mai i carabinieri del Nas di Padova hanno effettuato sequestri di sorbitolo in due aziende di Rovigo e Mantova?
Il sequestro del sorbitolo avvenuto in questi giorni è ovviamente scaturito dalle primissime notizie che avevamo a seguito del decesso della donna. La sostanza che il medico pensava di aver acquistato su Ebay era stata infatti accompagnata da un certificato di analisi di un sorbitolo prodotto proprio dall’azienda di Rovigo. I contatti immediati con i carabinieri del posto e il Nas di Padova ci hanno quindi permesso, già a poche ore dalla morte della donna, di bloccare immediatamente nello stabilimento circa mille tonnellate di sorbitolo che stavano per essere commercializzate. Questo ovviamente è stato fatto in via precauzionale, e l’azienda è tutt’ora estranea da ogni responsabilità, ma questo ce lo hanno fatto scoprire i fatti nei momenti immediatamente successivi delle indagini.
Cosa può dirci della vendita di farmaci online?
Per quanto riguarda la vendita online di farmaci e altri prodotti, come integratori alimentari e additivi, il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute è impegnato in un progetto, che va avanti ormai da dieci anni, di contrasto a tale fenomeno. I dati di cui disponiamo e i sequestri fatti in campo nazionale ci permettono di avere un quadro abbastanza chiaro di quanto accade.
Ce ne parli.
Alle spalle di questo fenomeno c’è certamente la criminalità organizzata. Basti pensare al volume d’affari di questo tipo di mercato illecito, che permette di moltiplicare l’investimento iniziale fino a 2.500 volte, ben 150 volte in più di quello che può far guadagnare il mercato illecito degli stupefacenti. Questo fa quindi capire quali siano gli interessi economici legati a questo fenomeno.
Quali sono i maggiori ostacoli che si incontrano nel contrasto di tale fenomeno?
Accertamenti effettuati in altri contesti investigativi ci hanno permesso di capire il modus operandi di queste organizzazioni, che spesso è molto complesso. Per fare un esempio e per far capire la vastità del fenomeno, farmaci fabbricati in India hanno poi un sito americano e un dominio russo, e questo mostra le difficoltà operative che si incontrano per intervenire e impedire che vengano commercializzati farmaci killer. Per contrastare tale fenomeno, è quindi necessario un coordinamento internazionale fra le varie autorità giudiziarie e forze di polizia che operano in questo contesto.
Quali sono i principali rischi di queste cosiddette farmacie online?
Non esistono farmacie su Internet, e quanto dichiarato da determinati siti trae in inganno chi approccia allo schermo del proprio computer. In Italia inoltre è anche vietato per legge acquistare questo tipo di prodotti online. I profili di pericolosità che emergono da una prassi del genere sono facilmente intuibili: innanzitutto si perde completamente il contatto con la figura del medico, decidendo di essere medici di sé stessi, e non essendoci più la mediazione di un professionista e dello stesso farmacista, è quanto mai pericoloso ricorrere a questo tipo di pratiche.
Una volta acquistato il farmaco online, cosa ci arriva a casa nella maggior parte dei casi?
Ci sono diverse casistiche che possono essere verificate: può trattarsi di un farmaco che non contiene il principio attivo che viene reclamizzato, di un farmaco che è parzialmente contraffatto o di un farmaco che proprio non arriva. Basti pensare che un acquisto su tre fatto su Internet non giunge mai a destinazione, nonostante sia stato pagato. Nella migliore delle ipotesi, quindi, si è vittime di una truffa e non si riceve nulla per posta.
Quali sostanze pericolose possiamo trovare nei farmaci contraffatti?
Attraverso analisi di laboratorio, abbiamo notato che spesso il principio attivo è stato sostituito con altre sostanze, come metalli e solventi in quantità eccessiva o comunque non autorizzati per la preparazione di un tipo specifico di medicinale.
Quanto sono ingenti i sequestri che effettuate ogni anno?
A livello nazionale, nell’ultimo anno sono state sequestrate un milione e 500 mila compresse. Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha avviato un fortissimo rapporto di collaborazione con le dogane, e i maggiori punti di ingresso sono gli aeroporti di Malpensa e Linate, dove, sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria, abbiamo sequestrato circa 700 mila compresse solo nell’ultimo anno.

Da Samoa alle Cook partita 'Ora della Terra'


Da Samoa alle Cook partita 'Ora della Terra'

Da Samoa alle Cook, Wwf spegne luci pianeta. Vedi Canale Ambiente

31 marzo,
Roma Roma
Da Samoa alle Cook partita 'Ora della Terra'
ROMA - Da Samoa alle Cook, adesione record di 147 Paesi, più di 5.000 città, oltre 2 miliardi di cittadini e migliaia di organizzazioni, comunità e imprese. E' partita l' 'ora della Terra' (Earth Hour), il giro del mondo a luci spente, sessanta minuti al buio dalle 20,30 di ciascun Paese, organizzato dal Wwf per puntare l'attenzione sul risparmio energetico e l'emergenza clima.
E l'iniziativa va anche in orbita con foto e 'tweet'. In Italia 400 le città che hanno aderito. Tra i monumenti Castel Sant'Angelo, Cupola San Pietro, Torre di Pisa, Scala di Milano, Palazzo Ducale a Venezia, Basilica di San Francesco di Assisi, Quirinale. E a Roma, alle 20,30, l'etoile della danza Roberto Bolle e Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf Italia, spengono Castel Sant'Angelo, con Elisa, Niccolò Fabi e 128 biker per il 'Palco a pedali - Goodbike' dei Tetes del Bois.
Un'edizione tanto più importante perché guarda al vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Rio+20 (20-22 giugno). Un'ondata di partecipazione record, dice il Wwf, che in 24 ore di mobilitazione planetaria attraverserà tutti i fusi orari: dall'Australia, con l'Opera House e l'Harbour Bridge di Sidney, passerà in Giappone con la Torre di Tokyo e il Taipei 101, in Cina la Grande Muraglia e lo Stadio Nazionale di Pechino (Nido d'uccello), il Giardino Sacro di Lumbini in Nepal, il 'Gateway of India', simbolo della città di Mumbai, il BurjKhalifa il grattacielo più alto del mondo in Dubai, per passare all'Africa con la Table Mountain di CapeTown, all'Europa con le mura di Dubrovnik, la Tour Eiffel e il Louvre a Parigi, la Porta di Brandeburgo, l'Allianz Arena di Monaco, Buckingham Palace, il Tower Bridge e il Big Ben a Londra, mentre in America andranno al buio la statua del Cristo Redentore di Rio, la CN Tower di Toronto, e poi Times Square e l'Empire State Building.

E siamo solo all'inizio Imprese in ginocchio, record fallimenti nel 2011


Imprese in ginocchio, record fallimenti nel 2011

Oltre 11.660 aziende hanno chiuso, mai così tante negli ultimi quattro anni di crisi

31 marzo, 18:20

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VENEZIA - Ogni giorno lo scorso anno, domeniche e Natale compresi, 31 aziende, soprattutto di piccole dimensioni, hanno portato i libri in tribunale per dichiarare fallimento. Nella sola Lombardia hanno chiuso 2.613 imprese, mentre alla fine della classifica regionale di un'ecatombe che ha fatto 11.615 vittime e lasciato a casa almeno 50mila persone, si pone la Valle d'Aosta con 9 aziende che hanno chiuso i battenti.
A stilare l'elenco e a lanciare l'allarme fallimenti, la Cgia di Mestre che parla di un dato mai toccato in questi ultimi 4 anni di crisi. Un dramma, dice la Cgia, vissuto da datori di lavoro e dipendenti. Per Giuseppe Bortolussi, segretario dell'associazione artigiana, tre i 'virus' letali per una realta' che continua ''a rimanere il motore occupazionale ed economico del Paese'': la stretta creditizia, i ritardi nei pagamenti e il forte calo della domanda interna. Sul piano percentuale, secondo una recente stima sempre della Cgia, quasi un fallimento su tre e' stato causato proprio dai ritardi nei pagamenti (3.600 aziende). Le cronache di questi mesi indicano che il fallimento di un imprenditore non e' solo economico: ''spesso - ricorda la Cgia - viene vissuto da queste persone come un fallimento personale che, in casi estremi, ha portato decine e decine di piccoli imprenditori a togliersi la vita''.
Ma la disperazione, come il caso del muratore marocchino a Verona che ha cercato di darsi fuoco, non guarda al ruolo nell'impresa. ''La sequenza di suicidi e di tentativi di suicidio avvenuta tra i piccoli imprenditori in questi ultimi mesi - evidenzia Bortolussi - sembra non sia destinata a fermarsi. Solo in questa settimana, due artigiani, a Bologna e a Novara, hanno tentato di farla finita per ragioni economiche. Bisogna intervenire subito e dare una risposta emergenziale a questa situazione che rischia di esplodere. Per questo invitiamo il Governo ad istituire un fondo di solidarieta' che corra in aiuto a chi si trova a corto di liquidita'''. E da Cortina, arriva un nuovo grido d'allarme sul mondo delle imprese. Questa volta sono i Giovani di Confindustria a lamentare le crescenti difficolta' ad avviare un'attivita', con la sensazione sempre piu' forte di essere abbandonati dal Paese. Per il 68% degli imprenditori, infatti, non c'e' nessun aiuto alla nascita di start-up, con 6 su 10 secondo i quali la crisi ha ulteriormente peggiorato l'adozione di strategie a favore delle aziende in avvio di attivita'.

Corteo 'occupyamo Piazza Affari'


Corteo 'occupyamo Piazza Affari' fino alla Borsa

31 marzo, 17:44
Corteo 'occupyamo Piazza Affari' fino alla Borsa
MILANO - E' arrivato davanti a Borsa Italiana a Milano il corteo 'Occupyamo Piazza Affari' partito verso le 15 da piazza Medaglie d'Oro. La piazza si sta riempiendo mentre un elicottero della polizia e alcuni reparti antisommossa vigilano sulla manifestazione che per il momento,salvo un po' di tensione e il danneggiamento delle vetrine di una banca, si sta svolgendo senza grandi problemi. Molti gli slogan contro ''il governo Monti-Napolitano'' e per la liberazione ''dei compagni arrestati in Val di Susa''.
Tante le bandiere dei sindacati di base, dei partiti extraparlamentari e dei movimenti No-Tav. Ora dal camion da cui e' stata diffusa musica durante tutto il percorso nel centro della citta', si stanno alternando dichiarazioni di esponenti politici e sindacali. Alla protesta stanno prendendo parte anche studenti, pensionati, militanti dei centri sociali e alcuni genitori con i bambini al seguito.

Muore Francesco Mancini portiere del Foggia di Zeman


Muore Francesco Mancini portiere del Foggia di Zeman


Di Samuel, in FoggiaPortie
Lutto nel mondo del calcio: nel pomeriggio di venerdì 30 marzo 2012, infatti, è deceduto per un improvviso malore (le ultimissime parlano di un infarto) Francesco Mancini, attualmente preparatore dei portieri del Pescara allenato daZdenek Zeman ed ex estremo difensore del Foggia negli anni in cui proprio il boemo era alla guida del club, che impazzava nella serie A.
Mancini è morto nella sua casa di via Gobetti a Pescara: aveva 44 anni e nella mattina di oggi aveva diretto regolarmente l’allenamento della squadra biancazzurra proprio con Zeman prima di rientrare nella sua abitazione, dove poi si è sentito male.
Soccorso dai sanitari del 118, è deceduto prima di essere trasportato in ospedale. L’ex portiere, da diversi anni braccio destro di Zeman, aveva militato da giocatore nella Lazio e nel Napoli.
Ha indossato – conclude l’Ansa che ne annuncia il decesso – anche le maglie di Matera, Bisceglie, Bari, Napoli, Pisa, Sambenedettese, Teramo, Salernitana, Martina e Fortis Trani.