mercoledì 11 aprile 2012

Crisi: spread apre a 400 punti


Crisi: spread apre a 400 punti

Rendimento decennale al 5,73%

11 aprile, 08:16
Crisi: spread apre a 400 punti(ANSA) - ROMA, 11 APR - Sempre tensione sui titoli di stato decennali italiani che aprono la giornata a 400 punti. Ieri il differenziale aveva chiuso a 404 punti con un rendimento del 5,68%. Per la Spagna lo spread apre a 428 punti.
Caro Monti
tu che sei un professore ,perche' stai operando come se fossi una persona normale??in inghilterra ,impara stanno effettuando delle manovre utili alla crescita.
Come ti stai muovendo è solo per suicidarsi secondo le regole della germania, grazie professore stai immolando un popolo ,e le sue industrie, per fare un favore dei sassoni.
La vuoi capire che dalla crisi si esce in un'altro modo??minaccia di uscire dall'europa per stampare piu' lire,cosi' compreremo i prodotti italiani
La vuoi capire che alla germania conviene che stiamo in europa per sfruttare l'euro??
La vuoi capire che in questa maniera ci affami???
Spero che ti dai una mossa

Tensione sui mercati, attesa per asta dei Bot


Tensione sui mercati, attesa per asta dei Bot

Ieri giornata nera per le Borse con Milano a picco -4,98%. Torna a volare lo spread Btp-Bund

11 aprile, 07:59

Tensione sui mercati, attesa per asta dei Bot
Si apre con un 'martedi' nero per l'Europa, Italia e Spagna in testa, la ripresa dopo le ferie pasquali. La borsa di Milano, maglia nera d'Europa trascinata giù dal tracollo dei bancari, ha chiuso con -4,98%, mentre lo spread dei Btp italiani tornato per la prima volta in due mesi sopra i 400 punti base, fra paure di un effetto contagio da Madrid e timori per le aste di questa settimana. Per le borse d'Europa è un tracollo, fra nuove paure per la crisi del debito e occupazione al palo negli Usa.

Occhi puntati quindi sull'Italia, dopo l'asta spagnola non esaltante della scorsa settimana. Oggi il Tesoro offre 11 miliardi di Bot a tre mesi e un anno. Domani - giornata più critica - sono in asta i Btp, in particolare il tre anni marzo 2015 che ieri offriva il 3,909% contro il 2,76% risultato all'asta del mese scorso: un rialzo che, se confermato oggi, indicherebbe una spiacevole inversione di tendenza
.

Passera convoca Abi e imprese,dovra' iniziare a pensare come fare a sanare tutti i morti dopo la crisi. gli iscritti alla crif e centrale rischi


Crisi: Passera convoca Abi e imprese

Incontro prossima settimana, anche crescita su tavolo

10 aprile, 20:22
Crisi: Passera convoca Abi e imprese(ANSA) - ROMA, 10 APR - Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, a quanto si apprende, convochera' la prossima settimana l'Abi e le principali associazioni di categoria per fare il punto sulle misure per la crescita economica e per affrontare le problematiche relative all'accesso al credito.

Lega/il pianto del coccodrillo


Rosy Mauro: 'Non lascio'. Maroni: 'La dimetteremo noi'

Il Senatur a Bergamo: 'Uniti non scompariremo'. L'ex ministro: 'Il Congresso si fara' a giugno'

11 aprile, 07:57
La commozione di Umberto Bossi La commozione di Umberto Bossi
Rosy Mauro: 'Non lascio'. Maroni: 'La dimetteremo noi'

"Non vedo perché dovrei dimettermi". Rosi Mauro, la 'pasionaria' padana dai natali pugliesi, non si smentisce. E in barba alle pressioni dello stesso Umberto Bossi, non abbandona lo scranno di vicepresidente del Senato. Almeno, non ancora. Perché da lì vuole difendere la sua verità: "Non ho mai preso un euro", dice 'la Rosi', che "per la prima volta" dice 'no' al Senatur e non fa l'invocato passo indietro. Ma Roberto Maroni è categorico: "Ci penserà la Lega a dimetterla". Le poche righe della lettera di dimissioni, raccontano in ambienti della Lega, fin dal mattino sono scritte e pronte per essere inviate al presidente Schifani.
L'annuncio è atteso. Il triumvirato Calderoli-Maroni-Dal Lago che adesso regge il partito, sollecita "ufficialmente" il passo indietro. 'La Rosi' sente al telefono Umberto Bossi e con lui lamenta accuse infondate e un vero accerchiamento mediatico. Il Senatur, racconta anche Maroni, le chiede comunque di lasciare. Ma Mauro spiazza tutti. Osa sottrarsi a quell'uscita di scena toccata pure a Renzo, figlio del 'capo'. E annuncia: "Non mi dimetto. Ho tutti gli elementi per difendermi e lo farò anche nell'Aula del Senato. Ho parlato con Bossi e la Dal Lago. Mi dicono che per opportunità politica dovrei dimettermi. Ma per la prima volta - racconta - ho detto no a Bossi". Si sente accerchiata, la senatrice del Carroccio. "Come se mi avessero messo in croce...", confessa a Porta a Porta. "Io non ho fatto niente di male, di illegale. Non vedo perché mi dovrei dimettere per dimostrarlo".
Ma come, obietta Vespa, anche Bossi e suo figlio si sono fatti da parte... "Ognuno fa ciò che si sente", replica Mauro. "Mi costa molto dire no al partito", assicura. E si fa sfuggire qualche lacrima. Lei, la dura che Bossi volle alla testa del sindacato padano e poi al suo fianco (fino a guadagnarle i galloni di 'badante') per l'irruenza e la voce tonante ("A un'assemblea di tranvieri - racconta il primo incontro il Senatur - stà ragazzetta sale su un tavolo e urla mettendo tutti a tacere..."). Eccola, dunque, l'autodifesa, recitata davanti alle telecamere. "La Lega non mi ha mai dato un euro". I soldi di cui si parla erano "donazioni del partito al Sindacato padano". Ma "tutti lo sapevano, anche Bossi, perché non c'era niente di illegale".
E i "29 mila franchi alla nera", citati nelle intercettazioni? Mauro, che nel Carroccio ha anche il nomignolo di 'nera', assicura: "Non sono io: è l'infermiera svizzera di Bossi". E la laurea comprata con soldi del partito? "Ero asina a scuola, non mi ha mai neppure sfiorato l'idea di iscrivermi a una università. Posso escluderlo anche per il mio caposcorta, Paolo Moscagiuro", che "non è il mio compagno".
Ma all'autodifesa della Rosi sembrano sordi leghisti e avversari politici. Da Bergamo, dove i 'barbari sognanti' si preparano ad accogliere Bossi e Maroni, si levano gli slogan furenti: "Chi non salta Rosi Mauro è", "Badante puttana lo hai fatto per la grana". Molto più istituzionali, ma altrettanto dure, le reazioni di Pd e Idv (mentre il Pdl fa registrare un imbarazzato silenzio). Domani mattina la capogruppo democrat Anna Finocchiaro solleverà in Aula la questione delle dimissioni. E il partito di Di Pietro, annuncia il capogruppo Felice Belisario, uscirà dall'emiciclo ogni volta che Mauro presiederà.
E' sola contro tutti, 'la Rosi'. Lo 'ufficializza' il triumviro Calderoli: se non si dimetterà, anche in extremis, "il movimento dovrà assumere decisioni nei suoi confronti". Dal palco dell'orgoglio leghista di Bergamo Maroni (Bossi è a pochi metri, ma non fa cenno alla vicenda) tuona: "Mi spiace non abbia accolto la richiesta. Ci penserà la Lega a dimetterla". Ma dalle barricate la 'pasionaria' non scende: "Prima voglio difendermi. Faccio a modo mio"
.

Addio Mr Commodore 64: è morto Jack Tramie


Addio Mr Commodore 64: è morto Jack Tramiel

Ebreo polacco sopravvissuto ad Auschwitz, inventò il celebre computer (oltre al Vic 20 e al 128). E ne vendette a milioni 

Tramiel e la sua celebre creaturaTramiel e la sua celebre creatura
MILANO - Quella tastiera squadrata e quello schermo viola, hanno segnato l'infanzia di tantissimi italiani tra i 35 e i 45. Oltre ad aver alfabetizzato all'informatica milioni di persone in tutto il resto del mondo. Già, il Commodore 64, il leggendario e monolitico computer (ma anche il cugino Vic 20 e il concorrente Atari) non esisterebbero se non li avesse inventati Jack Tramiel. Che se ne è andato, domenica sera, all'età di 83 anni.
LA COMMODORE INC. - Figlio di ebrei polacchi, sopravvissuto ad Auschwitz, Tramiel emigrò negli Usa all'inseguimento di un sogno. Come tanti che poi avrebbero sfondato nell'informatica, iniziò anche lui con le macchine da scrivere. Prima facendo manutenzione per l'esercito americano, poi mettendosi in proprio e fondando appunto la Commodore Inc. Leggenda vuole che la chiamasse così perchè innamorato del gergo militaresco. E perché admiral coronel erano già stati presi da altre società.
INVASE IL PIANETA- Tramiel passò poi alla vendita di calcolatori elettronici e, con l'aiuto di valenti tecnici, lanciò all'inizio degli anni'80 prima il Vic 20, poi il Commodore 64 e infine il 128. Abbassando i prezzi e popolarizzando il computer per tutti, quando i contemporanei Pc e Mac erano fuori portata, la Commodore invase il pianeta. Ma con questa politica aggressiva spinse forse troppo l'acceleratore Tramiel, litigò con i soci e mollò l'azienda per passare alla nemica Atari, nel 1984. Poi il lento declino di questa generazione di computer coincise con il declino personale di Tramiel, mentre il testimone della missione telematica veniva trasmesso definitivamente a Microsoft e Apple. Ma se non ci fosse stato lui, con quella tastiera squadrata e quello schermo viola....

martedì 10 aprile 2012

“Magna Lega”: Napoli dedica la pizza ai leghisti ladroni


“Magna Lega”: Napoli dedica la pizza ai leghisti ladroni


La pizza dedicata alla Lega Nord dopo lo scandalo: Magna Lega
La pizza dedicata alla Lega Nord dopo lo scandalo: Magna Lega
“Magna Lega”, magna. Ovvero, mangia Lega, mangia. E’ la nuova pizza coniata nei vicoli di Napoli dopo lo scandalo della Lega, le dimissioni diUmberto Bossi e del figlio, Renzo, detto il Trota.
“Nella mia pizzeria come in altri locali a Napoli i leghisti non sono graditi e se vogliono mangiare la pizza adesso devono pagare 10 euro in più come rimborso nei confronti dei napoletani- spiega a Panorama.it, il pizzaioloGino Sorbillo- questi soldi serviranno anche a finanziare le spese legali della mega causa contro gli sprechi e le ruberie leghiste. I leghisti si sono mangiati l’ Italia e adesso è giunta l’ora che la smettano di “abbuffarsi”sulle nostre spalle”.
Ma a Napoli , forse più che in altre città d’Italia, lo scandalo dei fondi della Lega ha suscitato rabbia e malumori.
“Per anni ci hanno insultati ed umiliati proponendoci una superiorità morale di fatto inesistente- commenta Francesco Emilio Borrelli, commissario regionale dei Verdi Ecologisti - se le accuse saranno confermate Bossi e tutta la combriccola dei leghisti ci dovranno delle scuse pubbliche e dovranno restituire il “malloppo” agli italiani ed in particolare ai napoletani”.
Nel cuore della città partenopea questa mattina si è svolta una manifestazione contro la Lega Nord durante la quale sono state raccolte oltre 400 firme: “Oggi non è la giornata dell’ orgoglio padano- continua Borrelli-ma della vergogna leghista. Per questo i napoletani hanno firmato e continueranno a firmare per potersi costituire parte civile nel processo contro la Lega”.
“La vera palla al piede dell’ Italia - prosegue Borrelli - non sono i meridionali ma i leghisti, la Padania e tutte queste stupidaggini che hanno portato danni per oltre 86 miliardi di euro negli ultimi 10 anni. Solo di quote latte stiamo pagando 5,1 miliardi euro di multe all’ Unione Europea a causa dei leghisti. Per non parlare dei fondi sottratti al Sud, circa 7 miliardi di euro all’ anno che hanno depresso ulteriormente l’ economia del Mezzogiono e dell’ intera Italia; i costi della politica con la realizzazione di nuove microscopiche province e fantomatiche ed inutili sedi distaccate dei Ministeri. Questo, solo per fare qualche esempio”.
Ma dopo la pizza “Magna Lega” e la manifestazione in piazza dei napoletani con raccolta di firme, non poteva mancare nel folcklore tipico partenopeo, il pastorello Bossi.  “Ho realizzato un pastore con Bossi in ginocchio - racconta l’artigiano, Genny Virgilio - perchè deve umiliarsi davanti agli italiani ed ai napoletani. Ha tentato di rubarci l’ onore e la dignità ed invece ha dimostrato a tutti di essere uguale se non peggiore degli altri”.

LEGA/ Che figura da trota!!!


Renzo Bossi si dimette ed al Pirellone si festeggia, tranne i leghisti

Renzo Bossi sui banchi del Consiglio Regionale lombardo (Credits: Gian Mattia D'Alberto/LaPresse)
Renzo Bossi sui banchi del Consiglio Regionale lombardo (Credits: Gian Mattia D'Alberto/LaPresse)
“In Consiglio e soprattutto nel gruppo della Lega Nord c’è sempre stato un bel clima, con tutti, Renzo compreso. E, soprattutto, non ci sono state fazioni, si dialoga, si discute.. Nessuno nel gruppo ce l’aveva con lui, nessuno di noi oggi festeggia…”
Si dice che al Pirellone da ieri sia tutto uno stappare di spumante e champagne. Perchè Renzo Bossi non era proprio il consigliere più amato dai colleghi (eufemismo se ce n’è mai stato uno). Fin dall’insediamento in Consiglio le invidie e le ire di chi aveva fatto politica per anni sul territorio e non per imposizione paterna in pochi mesi aveva creato non pochi malumori. E non solo tra i banchi dell’opposizione. Perchè anche in passato si vociferava di problemi interni al suo stesso partito. Massimiliano Romeo, altro consigliere regionale leghista, smentisce però pettegolezzi e malelingue, anzi..
“Renzo è arrivato poco fa in ufficio ed ha scritto la lettera di dimissioni, lettera che verrà protocollata, poi ufficializzata alla prossima seduta del Consiglio, forse il 17. Posso solo dire che, al di là della scelta strettamente personale le sue dimissioni e quelle di Umberto Bossi sono segnali importanti per fare vedere che siamo diversi dagli altri, chi sbaglia nella Lega Nord paga; molti altri, anche qui in Regione invece, non hanno mai avuto la stessa forza, lo stesso coraggio”.
Ma qual’è l’umore oggi al Pirellone?
“Inutile negare che è un periodo difficile ma la Lega Nord anche in passato ha dato il meglio di sè stessa proprio nei momento brutti. Soprattutto la base ci sta spingendo in questa direzione. Siamo caduti, siamo a terra ma siamo già pronti a rialzarci. L’umore è tutti stasera a Bergamo, per la manifestazione, per recuperare lo spirito unitario del partito. Giusto fare pulizia per poi prepararsi per i congressi regionali e quello federale dove, spero, ci si possa presentare con un candidato unico, forte”.
Forse un ritorno del Senatùr in prima persona?
“Bossi paga per una responsabilità che non è sua… qualcuno si è chiaramente approfittato di lui e della sua buona fede. Ma pagherà, ne sono certo. Poi bisogna anche avere il coraggio di dire che tutta questa vicenda è un po’ troppo strana: le intercettazioni, i verbali usciti così rapidamente, i processi mediatici, ora anche i filmati dellex autista. Verrebbe da pensare che davvero sia stato studiato tutto a tavolino. I tempi, i bersagli, le parole….”
Lei è impegnato in campagna elettorale per le amministrative. Cosa vi dicono ai gazebo i vostri militanti?
“C’è molto socncerto, molto un rammarico, almeno il primo giorno. POi da quello seguente si torna a parlare di problemi del territorio, del nord, perché Bossi, Renzo, l’inchiesta di certo non cancellano domande e bisogni della nostra gente. e comunque, se proprio dobbiamo fare un’analisi dei commenti di militanti e simpatizzanti, emerghe senza dubbi chi siamo ancora tutti con il capo…”
Restando al Pirellone c’è chi, nel nome della “pulizia” chiede un passo indietro anche a Boni ed all’assessore Rizzi
“Quelle del presidente del Consiglio Regionale, Davide Boni e dell’assessore allo Sport, Monica Rizzi sono questioni completamente diverse da quella di Renzo Bossi e già verificate dal partito oltre che in Regione. Meglio soprattutto tenere i nervi saldi ed equilibrio. Prima si accertano le responsabilità poi se qualcuno ha sbagliato, pegherà…. Però ci vuole calma e tempo, nel bene come nel male; non possiamo pensare di mettere tutto a posto in 10 giorni….”
Ha detto che stasera sarà anche lei alla manifestazione di Bergamo. Ci andarà con la scopa o senza?
“Vado senza scopa ma apprezzo lo spirito di chi la porterà, che è anche il mio”.