lunedì 23 aprile 2012

Bergamini fu evirato e mori' dissanguato


Bergamini fu evirato e mori' dissanguato

Secondo una perizia, e' la terribile fine del calciatore del Cosenza morto nel 1989 ed il cui decesso fu attribuito a suicidio

22 aprile, 19:29
Bergamini fu evirato e mori' dissanguato
CATANZARO - Si fa sempre meno credibile la tesi secondo la quale Denis Bergamini, il calciatore del Cosenza morto il 18 novembre del 1989, si sia suicidato. Bergamini, secondo quanto stabilì l'inchiesta condotta all'epoca dei fatti dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, si sarebbe ucciso facendosi investire volontariamente da un camion lungo la statale 106 jonica, a Roseto Capo Spulico
La tesi del suicidio sarebbe stata avvalorata dalle testimonianze della fidanzata di Bergamini, che era insieme a lui quando morì, e del camionista che era alla guida del mezzo che avrebbe investito il calciatore, provocandone la morte. Una serie di elementi che stanno emergendo dalla nuova inchiesta aperta sulla morte di Bergamini dalla stessa Procura di Castrovillari fanno vacillare la tesi del suicidio ed avvalorano sempre più quella che in realtà il calciatore sia stato ucciso.
Trovano sempre maggiore riscontro, così, i sospetti sulle circostanze della morte di Bergamini che hanno sempre avuto i familiari del calciatore, originario di Boccaleone di Argenta (Ferrara). Il padre e la sorella di Bergamini, in particolare, non hanno mai creduto al suicidio e hanno presentato un esposto sulla base del quale è stata aperta la nuova inchiesta. L'ultima novità, riferita, come altre in passato, dal Quotidiano della Calabria, è che Bergamini fu evirato e morì dissanguato. E' quanto si afferma in una perizia redatta nel 1990 dal medico legale Francesco Maria Avato che venne ignorata dai magistrati che hanno svolto la prima inchiesta sulla morte di Bergamini. Perché la perizia non fu presa in considerazione dagli inquirenti rappresenta un altro dei tanti misteri che circondano questa vicenda sulla quale, in tutti questi anni, si sono fatte mille ipotesi.
Adesso la circostanza dell'evirazione, cui sarebbe seguita la morte per dissanguamento di Bergamini, avvalora un tipo di movente in passato mai emerso, e cioé che il calciatore del Cosenza sia rimasto vittima di una vendetta per questioni legate a fatti passionali e ad una relazione sentimentale che Bergamini avrebbe pagato con la morte. L'ipotesi sempre più credibile, in ogni caso, è che quella del camion sia stata una messinscena attuata attraverso una vasto giro di complicità che la Procura di Castrovillari sta cercando adesso di svelare. La circostanza che sta emergendo con sempre maggiore evidenza é che Bergamini, quando fu travolto dal camion, in realtà fosse già morto.
A questa conclusione, tra l'altro, è giunto il prof. Roberto Testi, il perito nominato dalla Procura di Castrovillari, analizzando i reperti conservati in occasione dell'autopsia eseguita nel gennaio del 1990 dal prof. Francesco Maria Avato su delega dell'allora Procuratore di Castrovillari dopo che erano emersi i primi dubbi sulla tesi del suicidio del calciatore. Ciò che si attende, adesso, è l'informativa conclusiva dei carabinieri in merito alle indagini sulla morte di Bergamini che dovrebbe dire una parola definitiva sulle effettive modalità della morte del calciatore.

Gp Bahrain,con questa è la dimostrazione che la F! se ne frega dei problemi dei popoli


Gp Bahrain, rombo motori sovrasta proteste

Proteste in piazza, tensione e oltre cento arresti tra sciiti alla vigilia della gara

22 aprile, 20:18
di Lorenzo Trombetta
BEIRUT - Il circo sportivo e mediatico del Gran Premio di Formula Uno, che per tre giorni ha riportato l'attenzione del mondo sulle proteste popolari dei musulmani sciiti in Bahrain, si è chiuso con la vittoria di Sebastian Vettel e con sporadici incidenti lontano dal circuito di Sakhir. Ma le gradinate sono rimaste semivuote. Il re (musulmano sunnita) del Bahrain, Hamad al Khalifa, è quindi riuscito solo in parte nell'intento di dimostrare che nel regno è "tornata la normalità" dopo più di un anno di violenze e tensioni. Tant'é che proprio oggi ha nuovamente promesso "riforme" e un "dialogo sincero" con l'opposizione, dominata dalla piazza sciita che costituisce la maggioranza della popolazione. "Voglio rendere chiaro il mio impegno per le riforme e la riconciliazione nel nostro grande Paese", ha detto il re. "La porta è sempre aperta per un dialogo sincero fra la nostra gente", ha aggiunto prima di assistere alla gara. Promesse analoghe però, sono state finora sempre disattese. Nella primavera 2011 più di 30 persone, dimostranti ma anche qualche agente, rimasero uccise nella violenta reazione delle autorità alle proteste. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, alleati regionali del Bahrain, parteciparono con blindati e poliziotti alla repressione in nome della solidarietà "sunnita" di fronte a una presunta "minaccia sciita" rappresentata dal vicino Iran. Nella notte, poche ore prima del discorso alla nazione del re Khalifa, era stata arrestata la figlia di un noto attivista incarcerato, Abdul Hadi Khawaja, da due mesi in sciopero della fame (e da venerdì anche della sete) in segno di protesta. Zainab Khawaja era stata più volte fermata dalla polizia nei mesi scorsi durante sit-in e manifestazioni, detenuta per alcune ore e poi rilasciata. Il padre, che secondo i media ufficiali "é in buona salute", dovrebbe comparire in tribunale domani per l'appello contro la condanna all'ergastolo con l'accusa di cospirare contro il governo. Dopo due giorni di guerriglia urbana alla periferia di Manama e di proteste per lo svolgimento del Gran Premio, anche stamani si sono verificati scontri, in alcuni casi violenti, tra manifestanti e forze di sicurezza in diverse località sciite del Paese. Nonostante l'ingente spiegamento di forze che controllava le vie di accesso al circuito di Sakhir, alcuni giovani sono riusciti ad interrompere per brevi periodi di tempo alcune strade, bruciando copertoni di auto e cassonetti. In particolare in villaggi come Malkiya, Karzakan, Sadad e Damistan, i manifestanti hanno issato striscioni e urlato slogan contro "la Formula Uno di sangue", lo slogan della campagna di 'tre giorni di collera' indetta in occasione del Gran Premio. Nei disordini dell'altro ieri notte inoltre un manifestante era morto, decine erano rimasti feriti ed un centinaio erano stati arrestati. Previsti in un primo momento per oggi, i funerali del "martire" Salah Habib, 36 anni, sono stati rimandati sine die dalla famiglia, che aspetta la restituzione della salma da parte delle autorità. Queste ultime, come è già avvenuto in passato, faranno passare del tempo prima di consegnare il corpo in modo da evitare che nel clima di tensione di questi giorni il corteo funebre si trasformi nell'ennesimo corteo di protesta.

Questa è follia!! Lo sport è divertimento non ricatto dei tifosi


Ripresa Genoa-Siena dopo stop per fumogeni

Sullo 0-4 Genoa-Siena sospesa per 45' per fumogeni. Poi squadre tornano in campoFOTO

23 aprile, 05:51
Ripresa Genoa-Siena dopo stop per fumogeni
GENOVA - Follia ultrà a Genova. Era un'immagine di due anni fa, Italia-Serbia e Ivan Bogdanov protagonista. E' tornata come un fantasma - il più brutto del calcio - per un Genoa-Siena che decideva di promozione e salvezza. Anche questa volta a Marassi l'hanno fatta da padroni gli ultrà, genoani e non serbi, fermando la partita 45' e non facendola sospendere definitivamente. Rabbia e sdegno del calcio é però lo stesso. "Vergogna", grida tre volte Petrucci. "Mai più quelle persone dentro uno stadio". Mentre è polemica tra Questore e Preziosi su chi abbia ceduto alla richiesta degli ultrà di far spogliare i giocatori delle maglie, e il presidente del Genoa si augura una lunga squalifica del campo per poter giocare in tranquillità, lontano da Genova.
Tre gol subiti dal Siena nel primo tempo e uno a inizio ripresa hanno gettato il Genoa nel dramma sportivo e fatto scattare una contestazione dei tifosi di livello tale da ricordare quella di Italia-Serbia, con la partita sospesa per il lancio di fumogeni e bombe carta. Stesso stadio, stesso clima: gli ultras genoani come quelli serbi, che in cima alle recinzioni, guidati da 'Ivan (Bodganov) il Terribile', costrinsero l'arbitro ad annullare la gara minacciando l'invasione di campo. Oggi al Ferraris è successo più o meno la stessa cosa. La gara è stata interrotta per 45' minuti, al 9' della ripresa, poi è ricominciata. Per "motivi di sicurezza" ha poi detto l'allenatore del Siena Sannino, spiegando che è stato chiesto di ricominciare per non fare salire ancora di più la tensione. Il Siena ha trascorso l'attesa negli spogliatoi, uscendo tra gli applausi, su richiesta delle forze dell'ordine, che avevano anche suggerito al Genoa di restare sul prato. La contestazione è esplosa poco dopo l'intervallo, quattro minuti dopo il quarto gol del Siena, che nel primo tempo ne aveva fatti tre con una facilità disarmante. Doveva essere la partita della riscossa per il Genoa, doveva servire a fare punti per allontanare l'incubo della retrocessione. Invece il primo tempo è finito 0-3 per i gol di Brienza (2) e Destro. Al quarto, di Giorgi, i tifosi estremisti hanno prima iniziato a insultare l'allenatore rossoblù Malesani, poi i giocatori. Poi la follia, la scelta di bloccare tutto, arrivata subito dopo l'entrata in campo di Kaladze al posto di Sculli. Un centinaio circa di estremisti si è spostato dalla 'Gradinata Nord', dietro la porta, fino al lato dei Distinti, dove c'é l'ingresso degli spogliatoi. Hanno cominciato a lanciare fumogeni e bombe carta in campo, sono saliti sulle recinzioni, hanno minacciato una invasione di campo. Come per Italia-Serbia L'arbitro Tagliavento ha fermato subito la gara, i giocatori si sono radunati a centrocampo e sul Ferraris è calato un clima surreale. Molti tifosi del settore 'invaso' si sono allontanati impauriti, tra loro tante famiglie con ragazzini al seguito. Gli stewards hanno cercato di controllare la situazione, ma non sono riusciti ad evitare l'invasione nei distinti.
Quella in campo sì. Uno di loro però è rimasto ferito. Dagli spalti hanno così cominciato a piovere in campo minacce e urla portassero fino alla richiesta di una umiliazione pubblica dei giocatori: che si levassero la maglia, non erano degni di portarla. In molti hanno acconsentito. Inutile il tentativo di capitan Rossi che è andato a parlamentare con gli ultras, inutile il lungo faccia a faccia di Sculli con i tifosi. Inutili le urla di Frey, che si è però rifiutato di cedere alle richieste degli esagitati: "questa maglia è mia. Mia!" ha detto battendosi la mano sul petto. A centrocampo le maglie sono state levate, appoggiate l'una sull'altra, messe in un mucchietto e prese in consegna da Rossi. Una scena umiliante per i giocatori, imbarazzante per il presidente Preziosi, a sua volta sceso sul terreno di gioco. I responsabili delle forze dell'ordine hanno sconsigliato ai giocatori di prestarsi alle richieste dei "tifosi", ma la società ha invece acconsentito. Dopo la lunga, imbarazzante pausa, e una trattativa Sculli-ultrà sotto gli occhi delle telecamere, la partita è ripresa. La notizia del provvisorio vantaggio della Lazio sul Lecce ha un po' rasserenato il clima, ma si è giocata una gara ormai surreale. Il Siena si è accontentato del largo vantaggio e ha pensato a difendersi. Ha anche subito un autogol su cross di Palacio. Il Genoa ha giochicchiato per arrivare in qualche modo alla fine. Il Lecce nel frattempo ha pareggiato incrinando la già delicata posizione dei rossoblù. Ora la B è lì. Ma quel che è peggio, la follia ultrà ha comunque vinto.

Digitale terrestre, dal 2015 servirà un nuovo decoder con lo standard DVB-T2


Digitale terrestre, dal 2015 servirà un nuovo decoder con lo standard DVB-T2

Digitale terrestre, dal 2015 servirà un nuovo decoder con lo standard DVB-T2
© Sean Gallup/Getty Images News
Il decreto del permier Monti sulla semplificazione fiscale porterà novità anche per quel che riguarda il digitale terrestre. Nel testo si spiega infatti che dal 1 gennaio 2015 le case che producono televisori dovranno integrare nei loro modelli un decoder con standard dvb-t2 e il supporto al formato mpeg-4 che, tradotto per il consumatore, vuol dire che ci toccherà cambiare ancora una volta il sintonizzatore per ricevere i canali del digitale terrestre.
Come di consueto, promettono gli esperti, il cambiamento sarà graduale e scatterà dal primo luglio 2015, quando non potranno più essere venduti televisori privi del nuovo tipo di decoder.
Come riporta Wired:
"Il dvb-t2 (che sta per Digital Video Broadcasting – Terrestrial) permetterà per esempio di triplicare i canali hd di uno stesso multiplex (6, contro i 2 attuali), dando più spazio agli editori tv e agli utenti della telefonia. Muovendo gli spettatori verso questo standard, Rai, Mediaset e compagnia bella non avranno problemi di restringimento della banda.
Tutto ciò significa anche l'avvicinamento graduale ai programmi in alta definizione e in 3D. In realtà, sia chiaro che se Samsung, Sony e tutti i produttori avranno l'obbligo di dotare i loro pannelli del nuovo decoder, noi potremo usare ancora per molti anni il sintonizzatore digitale terrestre che già abbiamo, che sia integrato nel televisore o indipendente da esso"
La cosa più importante è di cui tener conto quindi è che le due tecnologie, quella attuale e quella futura, saranno in grado di convivere almeno per altri 10/15 anni. L'unico problema reale è legato all'acquisto di nuovi televisori che nel giro di pochi anni potrebbero diventare un "ferro vecchio".

sabato 21 aprile 2012

I pone 5 come sará?

Più sottile, più leggero e più resistente. Secondo i rumors intercettati in Rete, potrebbero essere questi i punti forti del nuovo smartphone di Apple.
A rivelare la notizia è il sito coreano ETNews che ha appreso da fonti dell'industria locale che sia Samsung, sia Apple adotteranno nuovi materiali per i prossimi smartphone di punta, ovvero una scocca ceramica per il nuovo Galaxy S III ed una scocca in Liquidmetal per il nuovo iPhone.
GUARDA LE FOTO DEI PROTOTIPI
Obiettivo comune alle due aziende è quello di immettere sul mercato uno smartphone più resistente agli urti e alle cadute accidentali. D'altra parte il vetro anteriore e posteriore di iPhone 4 e iPhone 4S ha dimostrato più di una volta di non essere infrangibile.
Cos'è il Liquidmetal?
Come riporta Wikipedia, si tratti di "una serie di leghe di metallo amorfo sviluppate da un gruppo di ricerca del California Institute of Technology, ora commercializzato dalla ditta Liquidmetal Technologies", azienda con cui la Apple ha un contratto di licenza su questa tecnologia dal 2010.
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I suoi attuali impieghi sono molteplici e gli ambiti più popolari sono quelli sportivi. Ad esempio Head fino a poco tempo fa aveva a listino sci e racchette da tennis basate su liquidmetal. Il tutto per fornire ad appassionati e atleti, leggerezza, resistenza e flessibilità, una soluzione superiore ad alluminio e titanio e comunque non costosa come i materiali compositi.

Lilli Gruber

Lilli Gruber all'Huffington Post Italia
© Foto Roberto Monaldo/LaPresse
Lilli Gruber direttore dell'Huffington Post in Italia. A dirlo è Prima Comunicazione:
"Lilli Gruber è la candidata del Gruppo Editoriale L’Espresso per la direzione dell’Huffington Post Italia"
Tre mesi fa la notizia dell'accordo tra Arianna Huffington e il Gruppo L'Espresso aveva confermato che l'Hufington Post Italia sarebbe stato inserito nel gruppo editoriale di Repubblica. Poi si erano sbizzarriti in tanti per cercare di dare un nome al direttore. Da Roberto Saviano a Umberto Eco, avevano proposto da New York, ma anche Cicciolina, le sorelle Comencini o Giada De Laurentiis?
Huffington Post ha già lanciato una campagna di espansione all'estero e ha già aperto una edizione in francia in collaborazione con Le Monde. Anche l'Huffington post francese è diretto da una giornalista della tv, Anne Sinclair, moglie dell'ex direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn.

Federal reserve

SEQUESTRATI TITOLI DI STATO AMERICANI PER 1,5 MILIARDI
(ANSA) - ROMA, 21 APR - La Guardia di Finanza ha sequestrato titoli di credito di Stato americani per un valore nominale di circa 1,5 miliardi di dollari e certificati di deposito per mille tonnellate d'oro per un controvalore di oltre 3 miliardi di euro, poiché ritenuti di dubbia provenienza.

Il sequestro rientra nell'ambito di un'operazione denominata 'Million dollar', che ha interessato le province di Roma e Viterbo e arriva a conclusione di un'indagine condotta dai militari delle Fiamme gialle durata diversi mesi su un giro di titoli del debito pubblico Usa emessi 'al portatore'.
Titoli che sono stati emessi dalla Federal Reserve negli anni Trenta e tuttora in circolazione. Secondo gli investigatori, i titoli erano presumibilmente destinati a garanzia di prestiti o per realizzare opache transazioni finanziarie internazionali.