martedì 24 aprile 2012

Un trojan potrebbe causare il black out della Rete. L'FBI lancia l'allarme per il 9 luglio


Un trojan potrebbe causare il black out della Rete. L'FBI lancia l'allarme per il 9 luglio

Un trojan potrebbe causare il black out della Rete. L'FBI lancia l'allarme per il 9 luglio
Il prossimo 9 luglio centinaia di migliaia di persone potrebbero rimanere senza collegamento a Internet. A lanciare l'allarme è l'FBI che, dopo una serie di controlli a tappeto, ha scoperto che un gruppo di hacker ha fatto circolare in tutto il mondo una falsa pubblicità dietro la quale si mascherava un trojan in grado di prendere il controllo dei computer di chi veniva colpito.
Il virus in questione sarebbe il già conosciuto DNSChanger, salito agli onori della cronaca alcuni mesi fa in occasione di un probabile black-out previsto per l'8 marzo.
A novembre l'Fbi e altre autorità erano già pronte a fermare gli hacker che gestivano la truffa, ma hanno poi scoperto che non era così semplice:
"Abbiamo capito che avevamo un problema piuttosto grande perché, se avessimo staccato la spina alla struttura criminale e messo i responsabili in prigione, avremmo tolto la connessione anche alle vittime del raggiro", ha detto Tom Grasso, agente speciale supervisore dell'FBI
Per fronteggiare l'emergenza, l'FBI ha invitato tutti a visitare il sito www.dcwg.org, dove è possibile scoprire se il proprio computer è stato infettato e trovare le guide e appositi tool per rimuovere il DNSChanger dai propri terminali.

Silvio Berlusconi deriso dalla Fox in New Girl


Silvio Berlusconi deriso dalla Fox in New Girl

Ormai in molti paesi del mondo Silvio Berlusconi è sinonimo di corteggiatore di ragazze e ragazzine? Questa volta a dimostrarlo sarebbe una battuta che ha fatto il giro del mondo. Si tratta di una frase pronunciata dalla protagonista della 21esima puntata della prima stagione di New Girl, in onda sulla Fox.
Nella scena Jessica Day si raccomanda con i suoi coinquilini di comportarsi bene visto che dovrà ospitare a casa sua la figlia del suo nuovo compagno:
"Tra qualche minuto arriverà Sarah, quindi comportatevi bene. Sarah è la figlia di Russell, quindi... niente parolacce con la C o con la P. Anzi, niente parolacce tra la B e la S, nessuna parolaccia in assoluto. E non portare a casa ragazze minorenni, Berlusconi"
Letteralmente la ragazza nella serie dice "And no bringing home college girls, Berlusconi". Il termine college girls si riferisce all'età delle ragazze preferite dal protagonista della serie, il Casanova Nick e naturalmente all'ex premier italiano.

Caine Monroy, la bella storia di un piccolo genio del fai da te


Caine Monroy, la bella  storia di un piccolo genio del fai da te

Caine Monroy è un bambino di 9 anni che vive a Los Angeles. Suo padre ha un negozio di ricambi per auto, per far passare i lunghi pomeriggi estivi in attesa della ripresa della scuola Caine si è inventato una particolarissima sala giochi. Utilizzando scotch, scatole di cartone e pescando nella sua riserva di vecchi giocattoli ha ricreato una serie di arcade, i videogames che si trovano abitualmente nelle sale giochi. Per non farsi mancare nulla, e per riuscire a tirar su qualche soldo, Caine ha anche pensato ad un sistema di biglietti e mini-abbonamenti.
Alla fine dell'estate i clienti sono pochi, ma uno di questi viene colpito dall'energia creativa e dalla passione del bambino. Il caso vuole che sia un documentarista, che apprezza le doti di Caine e decide di dedicare un video di 10 minuti a quella che considera una storia degna di essere raccontata.
Il gioco è fatto, grazie alla notorietà arrivata con il documentario di Nirvan Mullick il piccolo Caine si ritrova con la fila davanti all'ingresso della "sala giochi" e con le telecamere di NBC News che lo vogliono intervistare. Non solo, Mullick si appassiona così tanto alla vicenda che lancia una raccolta fondi per finanziare gli studi del bambino e per creare una fondazione che aiuti a scovare i giovani creativi dotati del genio imprenditoriale che anima Caine. Ad oggi sono stati raccolti più di 185.000 dollari, niente male per un bambino che voleva racimolare qualche dollaro durante le vacanze estive.

Il luna park... nel reattore nucleare: succede al Wunderland di Kalkar, in Germania


Il luna park... nel reattore nucleare: succede al Wunderland di Kalkar, in Germania

Il relitto di un impianto nucleare mai partito è stato riconvertito in luna park: era il 1972 quando a Kalkar iniziarono i lavori per costruire la struttura, che in seguito all'ondata di paura scatenata dall'incidente di Cernobyl non vide mai la luce come centrale nucleare. Ad avere l'idea di sdrammatizzare il luogo trasformandolo in una mecca del divertimento fu l'imprenditore olandese Hennie Van der Most, che nel 1995 acquistò il sito. 

Twitter, i profili fake da Berlusconi, Sarkozy, Ahmadinejad a Babbo Natale e Gesù


Twitter, i profili fake da Berlusconi, Sarkozy, Ahmadinejad a Babbo Natale e Gesù

Twitter, i profili fake da Berlusconi, Sarkozy, Ahmadinejad a Babbo Natale e Gesù
© AFP
Torniamo a parlare di Twitter e di falsi profili e cerchiamo di capire da chi è meglio stare alla larga.
Twitter ha da poco compiuto sei anni, era il 21 marzo 2006 quando Jack Dorsey pubblicò il primo inconsapevole tweet: "just setting up my twttr" e da poco è anche stata pubblicata una ricerca che fornisce unelenco di con i volti noti italiani su Twitter. In lista nomi come Arianna Ciccone, Beppe Grillo, Beppe, Giuseppe Civati grazie al blog politico Ciwati, ma anche Giuliano Pisapia, Gianni Riotta e Roberto Saviano.
Insomma celebrità, politici, scrittori, giornalisti sono arrivati da tempo sul social nwtwork cinguettante, ma Wired ci consiglia di stare attenti: Twitter è popolato da replicanti e ci fornisce una "piccola guida per non incappare in qualche bufala".
I profili fake di personaggi noti sono un fenomeno già noto su Internet e Wired specifica come Twitter risulti un terreno fertile:
"Perché oltre a quello ufficiale della Casa Bianca non seguire anche lo zombie di Obama? O la versione ammiccante e lasciva di Bill Clinton?"
si chiede Wired. Ma ci sono alcuni fake palesi, esagerati, platealmente falsi. Ma ne esistono anche di più sottili e meno immediati, in cui l'utente può inciampare e rimanere vittima di brutti scherzi. Nella lista di Wired compaiono per esempio:
Thee Buddha, un profilo divertente sul fondatore del buddismo
Kris Kringle, un profilo di un falso Babbo Natale: "Pensate sia facile essere lui? Indaffarato per una settimana l'anno e disoccupato e, pare, alcolizzato per undici mesi?"
Mahmoud Ahmadinejad, si presenta come il più compassionevole, il presidente dell'Iran che cerca di darsi un'immagine da compagnone
Silvio Berlusconi, l'ex presidente del Consiglio ha diversi fake su Twitter e Wired consiglia questo che dice: "Giuro sulla testa dei miei figli"
Noam Chomsky, simpatico e palese fake del politologo e linguista americano
Steve Jobs, anche Jobs ha diversi fake su Twitter, e su questo dice: "Ho inventato l'iPhone, ne hai sentito parlare?" 
Romano Prodi, anche l'ex Presidente del Consiglio e leader dell'Ulivo ha un suo fake
Lelo Messi, un fake del noto giocatore argentino
Baby Carter, si tratta del fake della figlia dela cantante Beyoncé e di Jay Z. Il profilo esisteva già da prima che nascesse
Gianni Riotta, o meglio Gianni Ricotta: "Fratello gemello di @riotta, io sono quello buono. Yale e Hogwarts. Tifoso Yankees e pizzottelle. Circonciso. Le opinioni espresse sono espresse"

Ma non ci sono solo personaggi, nella classifica troviamo anche:
BP Public Relations, un fake ispirato all'azienda che si è fatta odiare dopo l'incidente nel Golfo del Messico
Darth Vader, un fake del celebre personaggio di Guerre Stellari
Jesus Christ, che dice: "Sapete chi sono, se no guardate su Google"
Drunk Predator Drone, si tratta degli aerei senza pilota dell'esercito americano che spesso alzano un po' il gomito
Fake Science, una falsa guida scientifica "Per quanto i fatti sono troppo confusi"
Drunk Hulk, il personaggio dei fumetti su Twitter manifesta problemi con la bottiglia

Annie Clark: La bimba senza mani vince il premio di bella calligrafia


Annie Clark: La bimba senza mani vince il premio di bella calligrafia

Una lezione di vita per tutti quelli che vedono i propri problemi come insormontabili: Annie Clark ha sette anni ed è nata senza mani. Questo però non le ha impedito di vincere il premio nazionale a un concorso di bella scrittura.

La piccola, di origine cinese, è stata adottata da una coppia di West Mifflin in Pennsylvaniae frequenta una scuola per disabili. Il suo grave handicap non le ha impedito di crescere normalmente, sviluppando una tecnica tutta particolare per compiere i piccoli movimenti quotidiani: vestirsi, mangiare, aprire una lattina. Ma anche nuotare, andare in bicicletta, usare un iPod. E scrivere. Scrivere con una calligrafia pulita e chiara, che l'ha portata vincere il Premio Speciale Nicholas Maxim, un concorso nazionale di calligrafia sponsorizzato da una casa editrice di libri di testo, aperto anche agli studenti disabili. 

lunedì 23 aprile 2012

IL CASO/ Del Turco: Formigoni? Hanno eliminato anche me quando ho toccato la sanità...


IL CASO/ Del Turco: Formigoni? Hanno eliminato anche me quando ho toccato la sanità...

lunedì 23 aprile 2012
IL CASO/ Del Turco: Formigoni? Hanno eliminato anche me quando ho toccato la sanità...Ottaviano Del Turco (Infophoto)

Sono passati quasi quattro anni dal giorno in cui venne arrestato dalla Guardia di Finanza per un’inchiesta sulla sanità regionale avviata dalla Procura della Repubblica di Pescara. All’umiliazione delle manette seguirono ventotto giorni in regime di isolamento nel carcere di Sulmona. Poi i domiciliari, l’obbligo di residenza e una reputazione fatta a pezzi sui giornali di tutta Italia. Quel giorno, il 14 luglio del 2008, Ottaviano Del Turco era ancora Presidente della Regione Abruzzo, dopo una lunga carriera politica iniziata come sindacalista, poi come deputato, senatore, ministro e Presidente della Commissione parlamentare Antimafia. «Le mie dimissioni furono inevitabili – racconta Del Turco a IlSussidiario.net –. Non era più possibile fare il mio dovere in quelle condizioni, anche se, pochi anni prima, il 60% dei cittadini abruzzesi aveva votato per me. Ad oggi, però, della “montagna di prove schiaccianti” annunciate in conferenza stampa da un Procuratore della Repubblica, non si è ancora vista traccia, nonostante le centinaia di persone convocate inutilmente. Non solo, negli ultimi mesi le udienze sono state pochissime. E così sono ancora un indagato sottoposto a giudizio per una lunga serie di reati».

Spesso si parla di un uso disinvolto della carcerazione preventiva. Lei l’ha pagato sulla sua pelle…

Credo che sia una vergogna per il nostro Paese, a livello internazionale. Ricordo ancora la porta della mia cella: aveva le grate trasparenti. Ero osservato a vista, 24 al giorno, per sei turni di guardia. A qualunque ora della notte mi svegliassi, trovavo due occhi pronti a fissarmi. Non so se Al Capone subì lo stesso trattamento nel carcere di Chicago…

Di cosa deve rispondere davanti alla legge?

L’accusa  più pesante è senz’altro quella di concussione. Mi incolpano in pratica di aver favorito, attraverso le mie leggi, l’attività di imprenditore che operava nel settore della sanità. Il fatto è che quella persona è stata così “favorita” da finire in una bancarotta da 200 milioni di euro. Contro di me quindi c’è la sua parola, anche se ormai si è scoperto che non sapeva come giustificare il buco causato dalla sua mania compulsiva di spendere i soldi. Peccato che nessuno, giornali compresi, fece un’inchiesta per capire come stava cambiando la sanità in Abruzzo.

A cosa si riferisce?

Nei tre anni della mia presidenza la Regione passò da un deficit di bilancio assolutamente intollerabile, che infatti giustificava il commissariamento, al pareggio. L’Abruzzo iniziava in pratica ad avere un sistema di controllo sull’appropriatezza dei ricoveri che produceva un recupero di 210.000 euro all’anno di fatture da non pagare alle cliniche. Una cifra che raggiunse addirittura i 31 milioni di euro.
Credo di essere il primo presidente di Regione che viene messo in carcere per aver risanato il bilancio. Spero di essere l’ultimo…

La gestione della sanità a livello regionale è nel mirino delle indagini e sulle prime pagine dei giornali: dalla Puglia di Nichi Vendola, raggiunto da un avviso di garanzia, alla Lombardia di Roberto Formigoni, nella quale invece si indaga sulle fondazioni private.

Un motivo c’è: la sanità rappresenta l’80% del bilancio di una regione. Per questo le indagini si concentrano su questo ambito, anche se in futuro prevedo che in parte si sposteranno sulla raccolta rifiuti. 
Dico questo perché, a mio avviso, non c’è un rapporto tra la collocazione politica di Vendola o di Formigoni e le inchieste. Ma il buon governo della sanità, che nel caso di Formigoni è innegabile, impedisce a certi sistemi di potere di esercitare la propria attività in totale autonomia. Di conseguenza si cerca di sostituire chi fa le regole. 

Mi scusi, quali sistemi di potere?

Non è ancora chiaro chi ci sia dietro, ma vedo un diffuso desiderio di commissariare l’attività più importante che è in mano alle regioni. In molti fingono di non ricordare, ma nel mio caso quell’inchiesta fece cadere una Regione e un governo nazionale democraticamente eletti. Oggi, a giudicare da quanto leggo sui giornali e dalle cadenze di questa campagna mediatica, dico che la vicenda lombarda procede verso un finale già scritto. 

Cosa intende dire?

Formigoni ricorda, giustamente,  di non essere indagato e di non aver ricevuto avvisi di garanzia. Quello che è accaduto in questi mesi, però, costituisce evidentemente un’attività preparatoria. 
Non serve che lo spieghi io a Formigoni, perché è una persona intelligente e lo sa benissimo.

Secondo lei è in arrivo un avviso di garanzia per il Presidente della Regione?

Mi auguro di no. Non voglio che il popolo dei presidenti di regione diventi un popolo di indagati, anche se in questo Paese, ormai tutti i sindaci sono pronti, una volta eletti, a essere indagati per abuso d’ufficio. Detto questo è chiaro che la grande stampa ci sta puntando. Si prepara a dire “noi l’avevamo detto”... 

Insiste a coinvolgere la stampa. 

Certo, perché questo è uno degli aspetti più grotteschi della giustizia italiana. Qualunque carta nasca da un’inchiesta finisce automaticamente sui giornali. Credo che sia un cortocircuito da denunciare, anche se dire queste cose significa essere accusati di ledere il diritto di informazione e ostacolare l’attività inquirente della magistratura. A mio avviso, comunque, il giudice che conduce le indagini deve essere ritenuto responsabile delle fughe di notizie, perché non conoscono molti giornalisti che scassinano i cassetti delle procure…

Tornando a Formigoni, cosa gli consiglierebbe se venisse indagato?

Non posso consigliargli di fare come me, perché il mio caso è molto diverso e fui obbligato alle dimissioni. Anzi, le dirò di più, fu chiarissimo fin dal principio che se non mi fossi dimesso avrei passato ancora molto tempo dietro le sbarre. 
Detto questo, mi auguro che, proprio a partire da Vendola e Formigoni (due casi molto diversi sia per il tipo di accuse, che per la loro storia politica) si ripristini un dettato costituzionale: l’avviso di garanzia non costituisce né una prova, né una condanna. Dopodiché si facciano i processi, e in fretta. Davanti alle condanne nessuno può esimersi dal fare passi indietro. 
Certo, non ho molte speranze, perché questo è il Paese nel quale il Parlamento vota l’arresto di un proprio membro anche se poi si scopre che il Tribunale del Riesame giudica quell’arresto illegale, ingiusto e inutile. 

Un’ultima cosa, in questi quattro anni cosa l’ha tenuta in piedi?

In realtà non glielo so dire, ho maturato una forza che sta stupendo anche me. Forse sono talmente convinto dell’assurdità delle accuse da non potermi permettere di mollare, anche perché presto la verità sarà chiara a tutti.  
Vede, hanno sconfitto Berlusconi, non con la politica, né con i voti in Parlamento, ma con gli scandali. E pensano  di replicare questo schema con le amministrazioni locali. Per questo le dico, che di fronte al “burlesque della giustizia” io resto ai posti di combattimento...
(Carlo Melato)