venerdì 1 giugno 2012

Quanti ne hai così,in giro per il mondo??Timothy Dolan, il cardinale che paga i preti pedofili


Timothy Dolan, il cardinale che paga i preti pedofili

Il cardinale Dolan, a capo della diocesi di Milwaukee, parrebbe aver autorizzato il pagamento di 20.000 dollari come "liquidazione" per i sacerdoti accusati di abusi sui minori

Timothy Dolan, il cardinale che paga i preti pedofili
Per mesi aveva rigettato ogni accusa, ma ora che la diocesi di Milwaukee ha dichiarato fallimento, emergono documenti che parrebbero confermare le gravi accuse a carico del cardinale Timothy Dolan.
A quanto risulta da alcuni registri contabili, Dolan avrebbe autorizzato personalmente una "buona uscita" di 20.000 dollari da versare ai sacerdoti accusati di abusi sui minori: una sorta di liquidazione per incentivarli a cambiare lavoro. I sacerdoti accusati di pedofilia, oltre a incassare l'incentivo, avrebbero anche ricevuto una pensione da 1.250 dollari al mese e l'assicurazione sanitaria.

Lega/non hanno ancora capito che ormai sono finiti??Giunta leghista ci (ri)prova: "Via il nome di Impastato"


Giunta leghista ci (ri)prova: "Via il nome di Impastato"

Succede in provincia di Bergamo. Già nel 2009 il sindaco di Ponteranica voleva intitolare lo spazio a una personalità locale, ma la decisione fu frenata dalle polemiche

Giunta leghista ci (ri)prova:
Nel settembre del 2009 il sindaco leghista di Ponteranica, nel Bergamasco, Cristiano Aldegani, aveva cercato di cambiare il nome della biblioteca comunale, intitolata alla memoria di Peppino Impastato. Il primo cittadino voleva sostituire il nome del giovane militante siciliano, ucciso dalla mafia, con quello di Giancarlo Baggi, sacerdote sacramentino, studioso e scrittore nativo di Ponteranica. Ci furono proteste in tutt'Italia e alla fine l’amministrazione comunale ritirò il provvedimento.
A distanza di tre anni, il sindaco Aldegani ci riprova. il primo cittadino ha fissato infatti per il5 giugno una cerimonia per l’intitolazione della biblioteca comunale a padre Giancarlo Baggi.
"Siamo pronti a scendere nuovamente in piazza. Faremo un appello al presidente della Repubblica perché è stato commesso un crimine politico, un’offesa gravissima alla memoria di un eroe dell’antimafia. Questo provvedimento rischia di creare distanze tra le culture del Nord e del Sud d’Italia. Non vogliamo che ciò accada.
Anche i frati carmelitani tre anni fa - prosegue Impastato - si dichiararono contrari all’eliminazione dell’intitolazione a Peppino
A padre Baggi si potrebbe dedicare un'altra struttura"
ha dichiarato Giovanni Impastato, fratello del militante ucciso.
Nel paese, situato ai piedi del monte Maresana, non tutti condividono l'iniziativa del sindaco. L'opposizione in Consiglio comunale ha chiesto infatti il ritiro della decisione, definendo l'iniziativa del sindaco "un gesto di sfida e prevaricazione".
Il gruppo Orizzonti Nuovi interviene sulla decisione del sindaco Aldegani e scrive:
"Ci colpisce in particolare il fatto che mentre l’Italia ed il mondo intero a maggio ricordano con emozione e voglia di giustizia il ventennale dell’eccidio del giudice Falcone e della sua scorta (23 maggio 1992), l’anniversario dell’uccisione di Peppino Impastato (9 maggio 1978) e l’imminente anniversario della strage di via d’Amelio (19 luglio 1992), ove trovarono la morte il giudice Borsellino e la sua scorta, c’è chi ancora offende il ricordo ed il valore di queste morti, patrimonio non della sola Sicilia, ma dell’Italia intera.
Il sindaco di Ponteranica Aldegani e la sua giunta non solo non ricordano con commemorazioni questi fatti, ma con il loro gesto riaprono una ferita mai sanata".

Il bimbo russo che dà una lezione di calcio al mondo


Il bimbo russo che dà una lezione di calcio al mondo

Il video sta facendo il giro del mondo: durante la sua ultima partita il centrocampista del Saturn Mosca abbandona il campo. Lo sostituisce il figlioletto di 5 anni che... segna un incredibile (e commuovente) gol

Seconda divisione del campionato russo: sul campo di gioco si sfidano Saturn Mosca ePskov. I padroni di casa perdono per 4 a 1 e il centrocampista del Saturn Vadim Evseev, 36 anni, abbandona provato il campo. Per Evseev si tratta della sua ultima partita e sembrerebbe un addio amaro, fiaccato com'è dalla fatica fisica.
Ma non finisce qui: perché a sostituire Evseev non è un giocatore qualunque ma il suofiglioletto di 5 anni, pronto a entrare in campo con una divisa regolamentare. Il bambino si dirige a passo deciso verso la palla e... succede la magia: la sportività degli avversari prende il sopravvento sull'agonismo e così il piccolo bomber riesce a segnare il suo primo gol ufficiale in campionato. Una lezione di calcio che sta facendo il giro del mondo e che sicuramente padre e figlio non dimenticheranno mai.

giovedì 31 maggio 2012

La frustata di Visco sulle imprese: fuori i capitali


 La frustata di Visco sulle imprese: fuori i capitali

giovedì 31 maggio 2012
BANKITALIA FLASH/ La frustata di Visco sulle imprese: fuori i capitaliIgnazio Visco (Foto: Infophoto)
Sorpresa: il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, al suo primo 31 maggio, difende (quasi) su tutta la linea le "sue" banche: la crisi non è colpa loro, stanno continuando a fare la loro parte strattonate da ogni lato. E se non sempre arrivano a concedere alle imprese tutto il credito che quest'ultime vorrebbero e' anche perche' gli imprenditori italiani restano cauti nell'immettere tutti i capitali utili e forse necessari. Il Paese, ha detto Visco, ha il diritto "di chiedere ai suoi imprenditori uno sforzo aggiuntivo perchè rafforzino i capitali delle loro aziende in cambio di una semplificazione dell'ambiente normativo e amministrativo: ne beneficeranno gli investimenti, si irrobustirà la struttura produttiva, migliorera' il rapporto con le banche". Pensava alla Fiat o alle Pmi? Ci sara' tempo per capirlo, ma il sasso e' stato gettato. E un po' di rumore lo fara' sicuramente. 
p.s. Visco ,difendi le banche che con i soldi dei clienti ,quindi operando da banche commerciali,hanno utilizzato quei risparmi per diventare banche d'affari?? .
Capisco che le imprese devono impegnarsi di piu' ma tu controllerai bene le banche??

Perché l'Italia non impara da Francia e Germania?


 Perché l'Italia non impara da Francia e Germania?

giovedì 31 maggio 2012
FAMIGLIA/ Perché l'Italia non impara da Francia e Germania?Foto: InfoPhoto


La recente pubblicazione del Rapporto annuale Istat ha certificato - come abbiamo già scritto su Il queste pagine - la perdurante condizione di indebolimento sociale ed economico delle famiglie italiane. Cresce la povertà assoluta, si inverte il trend relativamente alle tipologie famigliari (stanno meglio di prima gli anziani, stanno sempre peggio le famiglie numerose e quelle con un solo genitore), si blocca l’ascensore sociale, si complicano le condizioni di sviluppo per i più giovani.
È possibile ovviamente aggiungere altri tasselli al quadro già di per sé non entusiasmante. Presentando il volume “Familiarmente. Le qualità dei legami familiari” (ed. Vita e Pensiero), nato da un pool di studiosi dell’Università Cattolica sotto l’egida del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla famiglia, l’economista Luigi Campiglio ha rincarato la dose, mostrando una serie di dati freschi di calcolo. Il reddito lordo disponibile delle famiglie italiane è precipitato nell’arco di un decennio, perdendo per strada circa 6.000 euro. Contestualmente è crollata anche la capacità di risparmiare: se nel 1995 le famiglie riuscivano a mettere da parte il 20% di quello che guadagnavano, oggi non riescono ad andare oltre il 9%. Nello stesso periodo, le famiglie francesi e tedesche hanno continuato a risparmiare in modo costante tra il 15% e il 17% del loro reddito. Ed è ovviamente cresciuta la quota di famiglie che devono intaccare i loro risparmi, se è vero che dal 1998 a oggi è cresciuta dal 14% al 16% la quota di famiglie che non hanno un reddito sufficiente a pagarsi lo stretto indispensabile.
Il confronto con i cugini francesi e tedeschi ci pare particolarmente significativo e per certi versi impietoso, documentando in modo inesorabile le ricadute ultime sulla vita comune di tendenze macroeconomiche piuttosto chiare. Se fino al 2007 l’Italia ha tenuto il passo, la crisi ha determinato un drammatico peggioramento delle condizioni generali, certificate dall’impressionante divario del Pil: se si osserva l’andamento dal 2001 al 2010, il Pil italiano è cresciuto di appena lo 0,6%, quello tedesco dell’8,6% e quello francese addirittura dell’11,1%.
In virtù di uno sviluppo economico che non si è mai interrotto, Francia e Germania hanno potuto proseguire sulla strada di una tradizione di politiche famigliari molto generose, ed è evidentemente anche questo che spiega la maggior stabilità economica delle famiglie di quei paesi. Oltre a poter far conto su un sistema fiscale basato sullo strumento del quoziente famigliare, il modello francese può vantare uno schema di intervento per famiglie a basso reddito (il Revenu de solidarité active), finalizzato a favorire il reinserimento lavorativo e sociale. In modo analogo, la Germania può vantare un sistema fiscale fortemente orientato alla famiglia (comprensivo di una franchigia molto ampia calcolata in ragione della numerosità del nucleo) cui si affiancano una serie di misure di sostegno al reddito per le persone in difficoltà economica o lavorativa.
Il risultato finale di questi interventi è sintetizzato nel dato della riduzione del rischio di povertà dopo l’intervento della mano pubblica: se in Francia e Germania questo rischio si dimezza grazie alla redistribuzione statale (abbassandosi rispettivamente di 12 e 10 punti percentuali), in Italia diminuisce soltanto di 5 punti, certificando in questo modo la peggiore efficienza redistributiva tra tutti i paesi europei.
Cosa serve dunque all’Italia per cambiare passo e per aiutare le famiglie a tirarsi fuori dai guai? I dati appena descritti ci dicono che non esiste una ricetta univoca e soprattutto facile a realizzarsi. Non sarà infatti sufficiente neppure un significativo aumento del Pil (cosa che non appare imminente) per poter garantire una svolta nelle politiche di welfare famigliare del nostro Paese. Occorrerebbero infatti contestualmente tre elementi di novità: un abbassamento significativo della pressione fiscale; una almeno parziale ricalibratura della tassazione spostandola dagli individui alle famiglie; un riaggiustamento della spesa pubblica, che liberi risorse da altre voci di spesa per convogliarle su schemi di reddito minimo a misura di famiglia.
Tre obiettivi di grande portata che purtroppo non sembrano essere nell’agenda della politica del nostro Paese. 

Governatore della Regione Lombardia Formigoni,


Governatore della Regione Lombardia Formigoni,

secondo lei,  Rita Pavone quando cantava “Come te non c’è nessuno” tu sei l'unico al mondo, nei tuoi occhi profondi si vede, tanta tristezza (tranne quando sei in barca), pensava al futuro Governatore della Lombardia?  


Governatore Formigoni,


è vero che Daccò quando l’ascoltava parlare pensava : “Come te non c'è nessuno”, così timido e solo hai paura del mondo, …… cosa mai io Daccò posso fare per te? Le vacanze dividi con me!!!!!!




Incredibile, ma purtroppo vero!!!


Formigoni,


ricorda quando ha coniato il neologismo di comportamento corretto, garbato e di buona educazione geografico dicendo ad un giornalista che le  rivolgeva  domande : “Si lombardizzi” un pochino, sia cortese e non aggressivo”, nonostante Berlusconi definisse i suoi avversari politici “coglioni”, la Santanchè, abitante a Milano, milanese e lombarda di adozione, col dito medio sempre in auge, per non parlare del bingo bongo Bossi e dei leghisti? “Si lombardizzi, Sic!!!”






E adesso che tutto il mondo sa che il top dei lombardi, Formigoni, ha toppato viaggiando, mangiando, bevendo, ecc, sistematicamente a sbafo, non ritiene di dover invitare i cittadini a “slombardizzarsi”? Un po’ di decenza, cribbio!!






Un invito: lei che ha fatto il voto di castità, (vergine dai candidi manti,……) ma che ha comperato recentissimamente con un caro amico di vecchissima data una casa con 13 camere, ad un prezzo ultra ribassato grazie all’ intervento del solito Daccò, perché non si toglie dai cosiddetti e smette di sbriciolarceli?






Il suo comportamento è penoso, (il pene non c’entra) nel senso che suscita in noi cittadini imbarazzo e vergogna.






Visto che da bravo cattolico ciellino sé fatto montare sul panfilo un altarino per pregare e chiedere perdono è autorizzato ad espatriare via mare e sparire nella dimensione a lei più congeniale : nel nulla!!!!!





Buon viaggio!!!!!

Petizione PARATA MILITARE 2 GIUGNO 2012


Petizione PARATA MILITARE 2 GIUGNO 2012

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