lunedì 28 maggio 2012

CINA/ quando diventera' un grande paese??


Tibet: due giovani si danno fuoco per protesta

lunedì 28 maggio 2012
Pechino, 28 mag. (Adnkronos/Dpa) - Due giovani tibetani si sono dati fuoco nel centro di Lhasa, davanti al tempio Jokhang, per protestare contro la repressione cinese nel Tibet. Pochi minuti dopo l'inizio della protesta e' intervenuta la polizia che ha spento le fiamme e portato via i due, uno dei quali e' morto per le conseguenze delle ustioni riportate. L'altro versa in gravi condizioni, ha reso noto la Xinhua citando funzionari locali. "Alcune persone che hanno tentato di avvicinarsi al luogo in cui si svolgeva la protesta sono state arrestate", ha reso noto Radio Free Asia citando testimoni. Il governo cinese ha rafforzato negli ultimi mesi le misure di sicurezza in Tibet dopo un aumento delle manifestazioni e dopo le oltre 30 auto-immolazioni, la maggior parte delle quali da parte di monaci.

Calcioscommesse..Basta per questo motivo non seguiamo piu' il calcio..tanto è truccato


Calcioscommesse: Raffica di arresti, anche Mauri e Milanetto. La polizia a Coverciano, indagato Criscito

Nuovo blitz in Italia e all'estero, 19 i provvedimenti emessi della Procura di Cremona

Nuovo blitz della polizia contro il calcioscommesse. Gli agenti di diverse squadre mobili e del Servizio centrale operativo stanno eseguendo una serie di arresti e perquisizioni in Italia e all'estero nei confronti di soggetti appartenenti ad un'organizzazione transnazionale dedita alle combine degli incontri di calcio.
19 provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip del tribunale di Cremona Guido Salvini nell'ambito dell'inchiesta 'Last Bet', coordinata dal procuratore Roberto Di Martino che nel giugno e nel dicembre dell'anno scorso ha portato a diversi arresti. L'operazione di oggi è stata condotta dalle squadre mobili di Cremona, Brescia, Alessandria e Bologna, coordinate dagli uomini del Servizio centrale operativo Anche gli indagati di questa nuova tranche dell'inchiesta devono rispondere dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.
Ci sono anche calciatori di serie A tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Cremona nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse. Complessivamente sono stati emessi 19 provvedimenti, 10 dei quali riguardano ex giocatori e calciatori di A, B e Lega Pro.
Perquisizioni sono state compiute dalla polizia nei confronti dell'allenatore della Juventus, Antonio Conte, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Cremona sul calcioscommesse. Secondo quanto si apprende, Conte è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.
Il capitano della Lazio, Stefano Mauri, è stato arrestato dalla polizia nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Cremona sul calcioscommesse. Lo apprende l'ANSA da fonti qualificate. Tra i destinatari del provvedimento d'arresto ci sarebbe anche l'ex giocatore del Genoa, ora al Padova Omar Milanetto.
Blitz della polizia nel ritiro della Nazionale. Secondo quanto apprende l'ANSA, agenti sono andati nel centro sportivo di Coverciano per eseguire perquisizioni nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse condotta dalla procura di Cremona.
Era Domenico Criscito il destinatario della perquisizione effettuata dalla polizia nel ritiro della Nazionale a Coverciano. Secondo quanto si apprende, il difensore azzurro è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla frode e alla truffa sportiva nell'ambito dell'indagine cremonese che ha portato a diversi arresti.

Formigoni e le cene pagate da Daccò Il governatore: non cedo ai ricatti


Formigoni e le cene pagate da Daccò
Il governatore: non cedo ai ricatti

Il Pd e Verdi all'attacco: si dimetta






ROMA - Le cene a cinque stelle «erano destinate a mostrare ai miei conoscenti e clienti le mie conoscenze importanti con politici, esponenti delle forze dell'ordine,professori universitari nelle facoltà di medicina». È uno dei passaggi dell'interrogatorio dello scorso 19 maggio di Pierangelo Daccò, il faccendiere legato da una «grande amicizia» con il presidente della Lombardia Roberto Formigoni e in carcere nell'ambito delle inchieste sui casi San Raffaele e Maugeri.

Le cene. Daccò al procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco e ai pm Laura Pedio e Antonio Pastore ha riferito delle cene da lui offerte in ristoranti come «Lo Squero» di Rimini in occasione del meeting di Cl o come quella da Sadler a Milano. A proposito di quest'ultima Daccò ha aggiunto:«Si tratta di una delle cene che organizzo per le mie pubbliche relazioni» alla quale era presente anche Formigoni.

«Non cederò al ricatto», replica Formigoni in una lettera aperta diffusa oggi dopo le dichiarazioni del faccendiere Daccò. Il presidente della Lombardia sostiene che «probabilmente la pubblicazione illegale di atti» continuerà anche nei prossimi giorni ma che si tratta di atti che non contengono niente di penalmente rilevante ma che «danno spazio a speculazioni e attacchi politici senza precedenti, infondati, che hanno l'evidente scopo di mirare la credibilità mia e del governo di Regione. Dico subito che questi attacchi falliranno come sono falliti finora: non cederò al ricatto». In un altro passaggio il governatore ribadisce che Daccò non ha avuto «indebiti vantaggi» dalla Regione Lombardia grazie al fatto di conoscere lo stesso Formigoni e conferma che si assumerà tutte le sue responsabilità «se la stampa dimostrerà il contrario». «Ma ciò, mi si creda - conclude - è impossibile, ripeto, impossibile».

«Le spese al Meeting di Piero Daccò mi riguardano solo molto parzialmente». Fra quanto Formigoni intende «smentire o correggere» dopo la pubblicazione dei verbali dell'interrogatorio del faccendiere Daccò, ci sono anche le spese sostenute per il Meeting di Rimini, tradizionale appuntamento di Comunione e Liberazione. «Ho partecipato a tutte le 31 edizioni del Meeting - scrive il governatore in una lettera aperta diffusa oggi - e sono stato a colazioni o a cene con centinaia di ospiti; con Daccò soltanto 2 o 3 volte in tutto. E basta». Poi poche righe per correggere il tiro su altre vicende.

Primo: «Mai stato a Rio de Janeiro con Piero Daccò».Secondo: «Le spese attribuite a Daccò nei resoconti giornalistici non riguardano certo me o solo me. Ricordo che Piero Daccò è stato in tutti questi anni un imprenditore in campo sanitario soprattutto all'estero (Cile, Argentina, Israele...) con migliaia di rapporti in tutto il mondo». Terzo: «51mila euro per un volo da Milano a Nizza come oggi pubblicato??? Questa è una di quelle cifre inverosimili che tolgono ulteriore credibilità al tutto».

Formigoni ammette poi di esser stato «talora» ospite sulla barca «Ad Maiora di Antonio Simone» (ex assessore arrestato) un «amico da 40 anni», sempre su suo invito e «spesso» in compagnia di parenti o amici di Simone e di Daccò o di loro stessi. Ma solo «qualche weekend di giugno o luglio, alcuni giorni durante le vacanze di agosto. Altro che barche a totale disposizione per mesi e mesi». Il governatore spiega poi di limitarsi a «correggere o smentire» solo «alcune delle più grandi falsità che sono state scritte in questi giorni» perché «sarebbe impossibile per chiunque rispondere agli infiniti nuovi particolari verosimili, inverosimili o di fantasia».

Il Pd: ceda il passo. «La resistenza di Formigoni non ha più nessun rapporto con la situazione politica, è unicamente attaccamento alla poltrona mentre tutto il resto intorno crolla. Le ultime elezioni amministrative hanno dimostrato che il primo partito della Lombardia è il Pd, che la maggioranza consiliare che sorregge la giunta non è più maggioranza elettorale tra i lombardi, essendo franata in quasi tutti i Comuni al voto». Lo afferma in una nota Emanuele Fiano (Pd) osservando come «intorno a Formigoni, in questi anni, molti dei suoi assessori siano stati colpiti da provvedimenti d'indagine giudiziaria o addirittura d'arresto. E in più in questi giorni la cronaca continua ad aggiungere sospetti sempre più pesanti sui rapporti tra lui e Pierluigi Daccò». «Proprio oggi il leader in pectore della Lega Roberto Maroni, seppur annunciando di non voler far cadere la giunta lombarda, indica con chiarezza a Formigoni la strada di votare in Lombardia insieme alle elezioni politiche nel 2013. Infine anche gli esponenti del rinnovamento interno al Pdl, come quelle del sindaco di Pavia Cattaneo, invocano per la Lombardia e per Formigoni il tempo del ricambio. La resistenza di Roberto Formigoni - conclude - sta creando un blocco politico dannoso per la Lombardia e i suoi cittadini. Se ne renda conto e ceda il passo».

«Invece di prendersela con i giornalisti che fanno proprio mestiere - ossia quello di informare i cittadini - il presidente della Regione Lombardia farebbe meglio a dimettersi». Lo dichiara il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: «Ormai è evidente che in Lombardia è necessario un gesto di ecologia politica che porti all'azzeramento dell'attuale sistema che ormai sta nauseando i cittadini. L'unica strada per uscire da una situazione ormai insostenibile è quella di restituire la parola ai cittadini che, ormai, non ne possono più - conclude Bonelli -. Formigoni si dimetta e in Lombardia si vada a nuove elezioni ad ottobre».

sabato 26 maggio 2012

EGITTO/ Farouq: la paura regala il Paese ai Fratelli musulmani


EGITTO/ Farouq: la paura regala il Paese ai Fratelli musulmani

sabato 26 maggio 2012
EGITTO/ Farouq: la paura regala il Paese ai Fratelli musulmaniUna donna egiziana vota per le presidenziali

A uscire vincitori dalle elezioni egiziane sono i Fratelli musulmani e i sostenitori dell’ex presidente Mubarak. I due candidati che si sfideranno al ballottaggio sono il leader islamista Mohamed Morsi, che ha ottenuto il 26%, e Ahmed Shafiq, ultimo premier durante la dittatura, al 23%. Tutti i nomi legati alla rivoluzione di piazza Tahrir sono scivolati alle loro spalle e quindi sono esclusi dal secondo turno. Per Wael Farouq i cristiani egiziani, terrorizzati dall’idea di una vittoria dei Fratelli musulmani, hanno votato in massa per Shafiq che però non ha il carisma per battere Morsi. La paura consegna quindi l’Egitto all’islamismo radicale che ora potrà inasprire la Sharia e rendere la vita ancora più difficile per i cristiani già marginalizzati. Per Farouq, “l’errore di prospettiva dei copti è che cercano sempre un protettore in grado di garantire i loro diritti. I cristiani dovrebbero invece confidare solo nelle loro forze, perché nessun musulmano offrirà mai loro quella piena cittadinanza cui giustamente aspirano”.

Professor Farouq, quello di ieri è il peggiore dei risultati possibili …

A uscire sconfitti sono i candidati liberali, ma non il liberalismo. Sommando i voti degli esponenti laici si arriva al 75%, contro solo il 40% delle elezioni parlamentari di questo inverno. I sostenitori della rivoluzione avevano raggiunto il 23% al referendum del marzo 2011, il 38% alle elezioni parlamentari e il 51% a quelle presidenziali di ieri.

Intanto però al ballottaggio passano Morsi e Shafiq …

Il fatto stesso che si siano tenute le elezioni è la migliore vittoria per la rivoluzione. Per la prima volta nella storia egiziana siamo davanti alla tv, seguendo in diretta i risultati consci del fatto che anche il villaggio più sperduto può decidere chi sarà il nuovo presidente. Sia che a diventare capo di Stato sarà il leader dei Fratelli musulmani, sia che si tratti dell’ex primo ministro di Mubarak, non saranno un grave rischio per il Paese perché la rivoluzione continuerà a spingere l’Egitto nella giusta direzione.

Se i liberali si fossero uniti avrebbero vinto le elezioni al primo turno …

E’ quello che accade in qualsiasi democrazia al mondo, ci sono diversi candidati e quello che prende più voti vince. I fatti positivi sono la partecipazione delle persone e la percentuale di voti andata ai candidati laici. Le stesse elezioni hanno rappresentato un enorme cambiamento, a prescindere dal nome del vincitore.

A votare è stato solo il 50% …

Per molti egiziani è stato impossibile votare. Il numero dei seggi e il tempo a disposizione ha impedito a una parte dei 52 milioni di aventi diritto di esprimere la loro preferenza. Solo in 27 milioni sono riusciti a farlo, cioè il 50%, che è comunque una percentuale superiore rispetto a Paesi come Stati Uniti e Italia. Questo non significa che in Occidente ci sia disaffezione nei confronti della democrazia, in Egitto come in Europa.

Come si spiega che Shafiq abbia conquistato quasi il 23% dei voti?

Non mi stupisce affatto. Sia perché una parte della società ha beneficiato del regime di Mubarak, o è stata influenzata dalla propaganda martellante dei media ufficiali contro la rivoluzione, sia perché Shafiq era sostenuto dai cristiani.

Ne è così certo?

Purtroppo la Chiesa copta ha spinto i fedeli a votare per Shafiq, che ha ottenuto la percentuale di voti più elevata nelle aree dove c’è una presenza più significativa di cristiani. E’ successo ad Assiout, Shubra e in tutte le città dove si concentra il maggior numero di elettori copti. Fondamentalmente, Shafiq è riuscito a superare il primo turno grazie ai voti degli ex membri del Partito Nazionale Democratico e dei cristiani. E d’altra parte ha ottenuto il 23% dei voti, ma il 77% si è espresso contro di lui, sostenendo i candidati che fino a un anno e mezzo fa erano all’opposizione, inclusi i Fratelli musulmani.

Perché molti cristiani hanno scelto Shafiq?

Purtroppo i cristiani in Egitto sono rappresentati politicamente dalla Chiesa ortodossa, e questo è il loro principale problema. E’ difficile che tra i copti si trovino dei liberali, dei conservatori, delle persone di sinistra: il loro voto è sempre su base religiosa. Quasi sempre una volta al seggio elettorale i cristiani obbediscono a una sorta di patto stipulato da un lato dalla Chiesa ortodossa e dall’altra da un’autorità politica che può variare nel tempo. Nelle ultime due settimane tutti hanno parlato di un accordo tra i vescovi e Shafiq, ma del resto è quanto è avvenuto negli ultimi 50 anni e ciò che avverrà ancora. I liberali egiziani si trovano a disagio per queste prese di posizione.

Come vede il futuro dei cristiani dopo le elezioni di ieri?

Temo che nel loro futuro ci sia un vistoso peggioramento. Di fatto, il risultato del loro voto sarà quello di consegnare il Paese nelle mani dei Fratelli musulmani. Nel ballottaggio tra Shafiq e Morsi vincerà inevitabilmente il secondo. Chi ha votato per i candidati liberali al secondo turno sosterrà Morsi. La Chiesa ortodossa ha agito per la paura dei Fratelli musulmani, ma in questo modo suo malgrado ha regalato la vittoria agli islamisti.

Possibile che i vescovi copti ortodossi non sappiano ciò che è meglio per i cristiani?

Il loro atteggiamento è sempre quello di chi cerca un protettore in grado di garantire i diritti dei copti. Mentre questa conquista potrà essere realizzata solo grazie a una maturazione e un cambiamento all’interno della stessa comunità cristiana. I copti devono confidare soltanto nelle loro forze, e non in un aiuto esterno che possa venire da un musulmano, chiunque esso sia.

venerdì 25 maggio 2012

Spagna in ginocchio per la crisi


Spagna in ginocchio per la crisi: a Madrid si rubano anche i tombini dalle strade e le portiere delle auto




(Corbis)(Corbis)
Portiere delle automobili, ruote, specchietti retrovisori, qualsiasia cosa si possa rubare non viene tralasciata, nemmeno i tombini. Accade sia nelle vie della capitale Madrid, sia in altre città spagnole dove i furti sono in aumento.
Nella calle Santiago de Compostela vicino a un ufficio della polizia, racconta El Mundo, da settimane è parcheggiata un'auto Volvo a cui sono state tolte le portiere, ma non è l'unico episodio. Se a Madrid la razzia nelle strade includono anche l'arredo urbano, qualsiasi cosa che possa avere un mercato, a Bilbao tre ragazzi di 24 e 26 anni sono stati arrestati mentre caricavano su un furgone decine di tombini prelevati dalle strade. A Toledo invece sono le ruote ad essere prese di mira, soprattutto nei parcheggi di scambio vicino alle stazioni ferroviarie.
Anche il borseggio sta modificando le sue modalità operative. A Marbella è stata arrestata una cinese che offriva massaggi ai bagnanti e approfittando della loro scarsa attenzione rubava i portafogli. Tra i crimini segnalati nelle sezioni di cronaca dei siti locali in questi giorni ci sono poi il furto di cavi per la fibra ottica, benzina dai serbatoi dai camion e dalle barche ormeggiate. Ma il caso più eclatante è il furto in diretta del telefono cellulare di una giornalista che stava seguendo la manifestazione degli indignados a Puerta del Sol a Madrid.
Nella capitale secondo i dati raccolti dal ministero degli Interni spagnolo riferiti al primo trimestre 2012 il crimine violento è aumentato del 12,9 %, da 5.644 casi nel primo trimestre del 2011 a 6.373 di quest'anno. Tra questi, furti e intimidazioni hanno avuto un'impennata del +14,5% (da 5.079 a 5.813 casi). L.B.

A Siviglia pensionati e famiglie occupano un condominio sfitto da anni


A Siviglia pensionati e famiglie occupano un condominio sfitto da anni


Non sono artisti, né giovani: sono semplicemente famiglie, vecchi senza più una casa che, dal 15 maggio, hanno deciso di occupare un condominio a Siviglia. La piccola colonia, aiutata dal movimento degli indignados, ha fatto irruzione in una palazzina di 4 piani, mai abitata e mai venduta, che fa parte della speculazione edilizia travolta dallosboom immobiliare.

Ana Lopez Corrales, 67 anni, un marito settantenne malato e infermo, racconta la sua storia: «Le donne che come me hanno preso questa decisione sono rimaste senza casa. Ad alcune è stata pignorata, altre sono state buttate fuori perché non riuscivano più a pagare 500 euro di affitto. Non c'era altra soluzione per continuare a vivere con dignità».
«Questa palazzina è chiusa da almeno un paio di anni. Nessuno la reclama, il costruttore probabilmente è fallito, perché continuare a tenere chiusa questa proprietà, mentre molti di noi vivono sulla strada?».

Si calcola che ci siano in Spagna almeno un milione di immobili invenduti, e 58.000 famiglie sono state sfrattate solo nel 2011. L'Andalusia è tra le regioni più colpite dalla crisi con almeno 10.00 sfratti avvenuti nell'ultimo anno. Le famiglie, sono consapevoli che quando arriverà l'ordine di sgombero non potranno fare niente per opporsi, ma nel frattempo cercano di vivere questa situazione nella normalità -dice Ana «ogni mattina accompagno i miei tre figli a scuola e vado a lavorare»- grazie anche a un atteggiamento benevolo della polizia che per il momento li "protegge"
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Come negli anni 50/60 E' 'corsa' a emigrare in Australia


E' 'corsa' a emigrare in Australia

Opportunità per tecnici e specializzati lavoro_curriculum_296Un salto indietro nel tempo, a cent'anni fa. Sì, perché se ai primi del '900 erano migliaia e migliaia gli italiani che partivano alla ricerca di fortuna verso l'Australia, oggi l'assenza di lavoro e la recessione, spingono tanti nostri connazionali a 'vestire' i panni degli emigranti, come tanti anni prima i loro nonni e trisavoli, per cercare una 'nuova frontiera' verso la terra dei canguri. O almeno a provarci.

"Certo, negli ultimi tempi -spiega Vincenzo Romiti, presidente dell'associazione 'Italia-Australia', attiva dal 1976- c'è stato un forte incremento delle persone che cercano informazioni e dati, rivolgendosi anche a noi, su come trasferirsi in Australia per lavoro. Anche se poi alla fine il numero di chi decide davvero di emigrare, e ci riesce, non supera, da quanto ne sappiamo, le 300-400 unità all'anno".

Infatti, è possibile emigrare in Australia per lavoro solo se si è in possesso di una serie di requisiti sulla base dell'età' (che deve essere inferiore a 45 anni), studio, esperienza professionale e conoscenza della lingua. La conoscenza dell'inglese infatti è fondamentale non solo per ottenere un lavoro, ma anche per sostenere un colloquio.

"Si deve capire che andare in Australia -sottolinea Romiti- non vuol dire trasferirsi in un'altra provincia italiana, ma recarsi in un paese anglo-sassone e anche un po' asiatico. Se non conosci bene l'inglese non puoi fare l'impiegato in Australia. E i titoli di studio conseguiti in Italia devono essere prima riconosciuti in Australia, altrimenti non hanno alcun valore, non vi è alcun riconoscimento automatico".

Quindi attenzione a non scambiare l'Australia per un Eldorado che non c'è. Anche se, come, e forse più, di tanti anni fa, resta un Paese con tante opportunità per chi le sa cogliere. "Chi ha idee e tecnologie, e un po' di capitale da poter investire - sottolinea Romiti- ha in quel Paese la possibilità per potere crescere, a differenza che in Italia dove invece non praticamente è possibile. Prendiamo tecnici e operai specializzati restati in questi mesi senza lavoro per via della crisi in Italia. Sono loro a possedere delle competenze fondamentali – aggiunge - che, unite con un piccolo capitale iniziale, potrebbero utilizzare per lanciare qualche nuova attività produttiva in Australia".

Mentre, per chi invece sceglie di provare a fare l'impiegato o comunque il lavoratore dipendente, "ci deve pensare bene, perché ha sì magari uno stipendio più alto, ma si trova ad avere a che fare con un costo delle vita più alto, e in un Paese straniero".

Ma per chi non ha intenzione di abbandonare l'Italia, ma solo di conoscere un Paese nuovo, e fare un po' di esperienza, l'Australia ha più o meno le 'porte aperte'.

I cittadini italiani tra i 18 e i 30 anni possono ottenere, infatti, un visto vacanze-lavoro valido per un anno, rinnovabile una seconda volta se nel primo anno si svolgono attività nelle zone rurali per almeno tre mesi come bracciante, raccoglitore di frutta, giardiniere.

"Nel settore agricolo -conclude Romiti- c'e' molta possibilità per il lavoro stagionale. Ci sono 1.400-1.500 fattorie australiane, che in collaborazione con la nostra associazione, offrono vitto e alloggio in cambio di collaborazione nel lavoro in fattoria. Ma le richieste dall'Italia sono al massimo qualche decina all'anno".