mercoledì 6 marzo 2013

Pd approva proposta Bersani, un astenuto


Pd approva proposta Bersani, un astenuto

n astenuto, la proposta di pier luigi bersani di un governo di minoranza su 8 punti. no ipotesi b, strada stretta ma chiara


L'intervento di Bersani alla direzione (Youdem)

La direzione del Pd ha approvato, con un astenuto, la proposta di Pier Luigi Bersani di un governo di minoranza su 8 punti.
''Da questa riunione non ho sentito ipotesi B ma iniziativa A. Dopodiche è legittimo vedere le difficoltà, non è proibito, è un sentiero stretto, o lo si supera o almeno sgombreremo sentiero da nebbia". Dopodiché c'é Capo dello Stato e a chi dice governo del presidente lo dice il lessico che non spetta a noi".
"Lo so che mentre noi non pensiamo a ipotesi B c'é mezzo mondo che ci pensa. Ma a questo mezzo mondo noi diciamo che non è che nelle vostre fantasie: noi scompariamo. Noi abbiamo il triplo dei deputati di Grillo e il doppio della destra, non è che scompariamo". Lo ha detto Pier Luigi Bersani nelle conclusioni della direzione.
'Gli altri partiti non possono offrire qualcosa di meglio per la governabilità, non hanno le intenzioni né i numeri. Oltre a qualche idea per sbarrarci la strada, non hanno qualcosa da dire al paese. Tocca a noi fare la proposta al paese e ribaltare lo schema: no accordi politici fuori dal parlamento. La governabilità non è solo avere i seggi sufficienti ma è un rapporto tra istituzioni e società, tra governati e governanti come si diceva una volta. Non vorrei che un'interpretazione formale della governabilità sia un coperchio malposto su una pentola a pressione". Così Pier Luigi Bersani nel suo intervento in direzione mette in guardia dai rischi di certe soluzioni di governo in cui ribadisce: 'Siamo pronti a corresponsabilità istituzionali" ma sul governo non sono "praticabili" accordi politici con il centrodestra'
"Ai commentatori, che da 20 anni ci spiegano il verbo senza prendersi un anno sabbatico, dico: non banalizziamo. Qui non si sta corteggiando Grillo ma si sta interpretando quel che si muove nel profondo per bucare il muro di autoreferenzialità del sistema che comincia ad essere in gioco. La rimonta della destra non è recupero consenso ma è il frutto del mancato risultato nostro. Abbiamo cercatoscelte in controtendenza, rispetto all'incapacità di riforme della politica, parlando in campagna elettorale con le parole del "cambiamento" e con iniziative come le primarie, ma questo non é stato percepito, se non fosse stato così "l'onda d'urto ci avrebbe colpito ancora di più"
"Apriamo questa direzione nel pieno rispetto dei percorsi istituzionali e delle prerogative del Capo dello Stato ma abbiamo il diritto-dovere di pronunciarci con semplicità davanti all'opinione pubblica". C'e' un grande pienone alla direzione del Pd, convocata per votare la proposta del segretario Pier Luigi Bersani su un governo di minoranza che si presenti alle Camere per chiedere la fiducia, in primis al M5S, su un programma di 8 punti.
"Davanti al Paese ognuno si prenderà le sue responsabilità" e "anche chi ha avuto un consenso di 8 milioni elettori e ha scelto la via parlamentare deve dire cosa vuole fare". Lo ha detto Pier Luigi Bersani evidenziando che il Pd non accetta un "accordo spurio" e non farà il bersaglio facendosi "sparare a palle incatenate. Per noi questi punti sono irrinunciabili per qualsiasi prospettiva di governo, e siamo pronti da domani ad aprire un confronto pubblicando in rete i punti. La nostra proposta è anche aperta a contributi".
Nelle sue conclusioni Bersani valuta la direzione del Pd: "E' stato un dibattito ricchissimo, abbiamo mostrato cos'é un dibattito e non vedo particolari esigenze di repliche".
Il Pd non poteva non fare una sua proposta in questo momento ma "abbiamo piena fiducia in Napolitano e nella sua saggezza a guidare un percorso difficile", ha spiegato Bersani ribadendo la fiducia nel capo dello Stato, chiudendo la direzione del Pd.
"Sulla nostra iniziativa avremo forsennati ostacoli, la strada è in salita e dobbiamo trovare il sistema, se siamo convinti e io penso che siamo convinti, di far muovere questa iniziativa". Il segretario del Pd invita cosi' a promuovere la proposta del Pd per un governo di scopo.
"Sul finanziamento ai partiti, sento Renzi e altri dire che dobbiamo fare di più: noi dichiariamo l' assoluta disponibilità ad un superamento dell'attuale sistema e lo mettiamo in connessione con alcune altre norme sulla trasparenza e sul finanziamento democratico dei partiti. Avranno delle idee anche loro".
"Questa nostra iniziativa contiene nella sua forma una piccola ma non banale esemplificazione del rapporto tra responsabilità e cambiamento: ci mettiamo all'aperto per un possibile governo del cambiamento". "Questi - ha aggiunto - non sono più punti di campagna elettorale. Noi stiamo dicendo che questi punti si possono fare. Perché non sono stati fatti prima? Perché non eravamo in condizione" di farli.
BLOG GRILLO, PIU' PUNTI COMUNI CON IL PDL CHE CON M5S - "Pdl e pdmenoelle hanno più punti programmatici in comune tra loro" di quanti non ne abbia il Partito democratico con il MoVimento 5 Stelle. Lo si legge in un intervento sul blog di Beppe Grillo firmato da un militante, Ernesto. Dalla Tav, agli F35, all'articolo 18, se ne contano in tutto dieci: "Ne hanno più loro" in comune di quelli "che afferma Bersani con il M5S (lui dice 8). Non per niente hanno governato per un anno e più insieme".
Nel post che compare sul blog di Grillo vengono elencati dieci punti programmatici che Pd e Pdl avrebbero in comune: "1) entrambi vogliono la Tav, 2) entrambi sono per il Mes, 3) entrambi per il Fiscal Compact, 4) entrambi per il pareggio di bilancio, 5) entrambi per le 'missioni di pace', 6) entrambi per l'acquisto degli F-35, 7) entrambi per lo smantellamento dell'art.18, 8) entrambi per la perdita della sovranità monetaria, 9) entrambi per il finanziamento della scuola privata, 10) entrambi per i rimborsi elettorali".
RENZI LASCIA SEDE DIREZIONE, NON PARLERA'  - Matteo Renzi ha lasciato la sede della direzione nazionale del Pd. Il sindaco di Firenze ha ascoltato la relazione del segretario Pierluigi Bersani ed i primi interventi tra cui quello di Dario Franceschini, e secondo quanto appreso non prenderà la parola.
"Il Pd dimostra di non avere un'idea chiara su come guidare il Paese, rischia di portare l'Italia allo sfascio. Noi li invitiamo a riflettere perché così portano il Paese a sbattere". Così Angelino Alfano, replica in una dichiarazione ai Tg al segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "Non è questo - prosegue il segretario del Pdl - il destino dell'Italia no è questo che milioni di cittadini italiani hanno voluto dire con il loro voto".

Conflitto fuoco con Cc, morto rapinatore


Conflitto fuoco con Cc, morto rapinatore

Banda romeni sorpresa a svaligiare un negozio nel Casertano



(ANSA) - CASERTA, 6 MAR - Un rapinatore e' morto durante un conflitto a fuoco avvenuto la scorsa notte con i Carabinieri che hanno sorpreso una banda di ladri intenti a svaligiare un negozio di telefonia a Cancello Arnone (Caserta).

I rapinatori potrebbero essere tutti di etnia rom e, sorpresi dai militari, avrebbero aperto il fuoco. I Carabinieri hanno risposto ferendo uno dei componenti della banda che poi e' deceduto.

I rapinatori sono stati raggiunti e bloccati e sono in stato di fermo.



Allarme Bankitalia: insufficiente reddito 65% famiglie


Allarme Bankitalia: insufficiente reddito 65% famiglie

In crisi soprattutto i giovani e gli inquilini


Allarme Bankitalia su condizione economica delle famiglie

ROMA  - Il 65% delle famiglie italiane valuta che il proprio reddito è inferiore al necessario ed è aumentata la quota di coloro che hanno un reddito insufficiente a coprire i consumi. E' l'allarme di Bankitalia in due studi in cui avverte che in crisi sono soprattutto giovani e affittuari.

La Banca d'Italia descrive in due Quaderni di Economia e Finanza ('Le difficoltà del risparmio nelle valutazioni delle famiglie italiane e 'Il risparmio e la ricchezza delle famiglie italiane durante la crisi') la difficile situazione delle famiglie italiane sotto gli effetti della crisi. Nel complesso dagli studi emergono "chiari segnali di difficoltà delle famiglie nel riuscire a risparmiare la quantità di risorse desiderata: la quota di quelle che ritengono di avere effettive possibilità di risparmio si è collocata su livelli storicamente bassi, intorno al 30% dalla metà dello scorso decennio (contro il 50% degli inizi degli anni '90). 

E l'incremento più diffuso di coloro che nel 2010 hanno segnalato un reddito inferiore a quanto ritenuto necessario si è verificata tra i nuclei che vivono in affitto, in cui il capo-famiglia è operaio oppure disoccupato, pensionato, impiegato a tempo parziale. Alcune famiglie, rileva Bankitalia, hanno risentito della crisi più di altre: in particolare, per i nuclei a basso reddito, per quelli giovani e per gli affittuari quasi tutti gli indicatori esaminati hanno registrato un peggioramento. E la propensione al risparmio è ulteriormente diminuita dopo il 2008 ed è aumentata la quota di famiglie con reddito insufficiente a coprire i consumi ed è aumentata la quota di famiglie con reddito insufficiente a coprire i consumi, in particolare per le famiglie a basso reddito: la metà dei nuclei appartenenti a questa classe ha entrate insufficienti a ripagare i consumi. 

L'aumento degli squilibri, osservano ancora gli economisti della Banca d'Italia, è messo in luce anche dall'incremento della concentrazione della ricchezza: tra il 2008 e il 2010 la quota di ricchezza netta posseduta dai tre quartili di reddito più bassi è diminuita a vantaggio della classe più elevata. L'esigua frazione di ricchezza detenuta dai nuclei giovani si è ridotta ulteriormente. Se si considera una misurazione della povertà, che oltre al reddito, prenda in considerazione anche la ricchezza, emerge un peggioramento di tali indicatori fra il 2008 e il 2010, in misura particolarmente accentuata tra giovani e affittuari. Nel 2010 le famiglie povere di reddito e ricchezza al netto della casa di residenza erano l'8,8%, in lieve aumento rispetto al 2008. Tra quelle giovani invece l'incidenza della povertà è aumentata di quasi tre punti fino a raggiungere il 15,2%. Per gli affittuari la percentuale è ancora maggiore, pari al 26,1%, in aumento di 3,5 punti tra le ultime due rilevazioni.  

Mediobanca: riacquista bond per 2 mld


Mediobanca: riacquista bond per 2 mld

Per ridurre concentrazione scadenze e impiegare liquidita'



(ANSA) - MILANO, 6 MAR - Mediobanca lancia due offerte di riacquisto di proprie obbligazioni in scadenza nel 2014 per complessivi due miliardi di euro. ''Le offerte volontarie di riacquisto anche parziali consentiranno a Mediobanca - si legge in una nota - di modificare la distribuzione temporale delle proprie passivita' al fine di ridurre il peso relativo e la concentrazione temporale di quelle in scadenza nell'anno solare 2014 nonche' di impiegare in modo efficiente la significativa liquidita'''.

Ballarò: i sondaggi su Beppe Grillo e il MoVimento 5 Stelle


Ballarò: i sondaggi su Beppe Grillo e il MoVimento 5 Stelle


Ballarò: i sondaggi su Beppe Grillo e il  MoVimento 5 Stelle
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Potevano esimersi Floris e Pagnoncelli? No, ed ecco il sondaggione sul M5S e Beppe Grillo, da cui scopriamo che italiani ed elettori M5S vorrebbero il governo con il Pd, ma se si votasse oggi, i grillini vincerebbero a mani basse.