venerdì 7 dicembre 2012

Terremoto, scossa 2.3 nel Sannio: è terrore


Terremoto, scossa 2.3 nel Sannio: è terrore

Ipocentro a 10,9 km. Epicentro in prossimità di Benevento e Paduli.


Un sismografo.

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.3 è stata registrata all'1.22 di venerdì 6 dicembre in Campania, nella zona del Sannio in provincia di Benevento.
IPOCENTRO A 10,9 KM. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 10,9 chilometri di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Apice, Benevento, Calvi, Paduli, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pietrelcina, San Giorgio del Sannio, San Martino Sannita, San Nicola Manfredi e Sant'Arcangelo Trimonte.
Non si hanno avute segnalazioni di danni a persone o cose.

E’ morto Dave Brubeck, la leggenda del jazz di “Take Five”




Talvolta il destino gioca proprio dei brutti scherzi, questo è il caso del pianista Dave Brubeck, spentosi qualche ora fa al Norwalk Hospital in Connecticut, in seguito ad un arresto cardiaco. Domani avrebbe compiuto 92 anni e una festa era già pronta in suo onore ma, purtroppo, Dave non ce l’ha fatta e si è spento qualche ora prima del suo compleanno. Molti volti della musica americana avevano già dato il loro consenso e accettato la partecipazione per il party organizzato per il suo compleanno. Nonostante Dave Brubeck avesse una longeva età, la sua voglia di suonare non è mai venuta meno ed infatti solo qualche mese fa aveva suonato con diversi musicisti della scena americana. David Warren Brubeck, nato a Concord il 6 Dicembre 1920, è stato un personaggio di profondo impatto per la musica jazz sia come pianista sia come compositore. Scomparso a Norwalk, il 5 Dicembre 2012, gli omaggi a Dave Brubeck sono già iniziati, soprattutto provenienti dagli appassionati di jazz.
A dare la notizia della morte di Brubeck è stato il Chicago Tribune ed immediatamente la voce ha raggiunto tutto il globo. Il manager nonché amico di Brubeck, Russel Gloyd, ha diffuso la nota che il musicista si era recato in ospedale per un controllo di routine dal suo cardiologo e proprio lì ha avuto un attacco cardiaco. Una vita dedicata alla musica, una vita che si è spenta proprio con la musica nel cuore in quanto Dave Brubeck ha suonato fino agli ultimi mesi della sua vita. Riassumendo brevemente la storia dell’artista, l’apice del successo avvenne nel 1959 grazie a “Take Five”, realizzato assieme al sassofonista Paul Desmond. Arrangiato con il tempo di cinque quarti, Brubeck fu un profondo sperimentatore della musica jazz a cui applicò determinate caratteristiche della musica classica.
David Warren Brubeck, nato in California, aveva iniziato a suonare il pianoforte fin da bambino, approfondendo immediatamente la musica classica. Dopo la laurea andò in Europa dove iniziarono le prime sperimentazioni musicali. Fu il 1951 l’anno di fondazione del Dave Brubeck Quarter dove fu accompagnato da Paul Desmond al sassofono contralto, Bob Bates al contrabbasso e Joe Dodge alla batteria. Brubeck si esibì praticamente ovunque, dai piccoli locali passando per i campus universitari. Nel 1953 David fondò la “Fantasy Records” e il quartetto finalmente registrò il primo album “Jazz at Oberlin”, il primo di una storia gloriosa. Dopo Louis Armstrong, Brubeck fu il secondo personaggio del mondo del jazz ad apparire sulla copertina del Time.
Fu il 1959 quando Brubeck pubblicò il primo pezzo jazz ad aver venduto più di un milione di copie. “Time out” non fu solo un brano jazz ma fu un contenitore d’innovazioni, con l’uso di un tempo particolare e molto insolito per l’epoca. “Time out”, “Take five” e “Blue Rondo à la Turk” sono solo alcuni dei brani celebri del quartetto che si sciolse nel 1967. Pioniere di vere e proprie tournéé, dopo lo scioglimento del quartetto David Brubeck ha continuato a realizzare musica, fondando un nuovo gruppo che incluse anche due suoi figli ossia Darius e Chris. Nel corso dei decenni Brubeck si è dimostrato essere un grande sperimentatore, scrivendo balletti, messe e oratori. Una icona del jazz che ha suonato davvero con i più grandi, lui, considerato uno dei capisaldi del genere. Nonostante avesse 92 anni, Brubeck non aveva mai smesso di fare musica, il suo spirito aleggia ancora nelle sue note. Le note rimangono qui, in mezzo a noi.

Famiglie, reddito indietro di 20 anni Redditi tornati ai livelli del 1993. Lo rileva il Censis. Boom di chi cerca lavoro: +34% rispetto al 2011.


Famiglie, reddito indietro di 20 anni

Redditi tornati ai livelli del 1993. Lo rileva il Censis. Boom di chi cerca lavoro: +34% rispetto al 2011.

Spese natalizie in calo per le famiglie italiane.

Una vera e propria lotta per la sopravvivenza quotidiana.
È quello che affrontano ogni giorno le famiglie italiane così come è emerso dal quarantaseiesimo rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese.
REDDITI DEL 1993. Per contrastare la crisi hanno venduto i «gioielli» di famiglia, oro, mobili e opere d'arte, hanno eliminato sprechi ed eccessi nei consumi, mentre i redditi sono tornati indietro di vent'anni.
Nello studio si legge che «negli anni '90 il reddito medio pro-capite delle famiglie è aumentato, passando da circa 17.500 a 18.500 euro, si è mantenuto stabile nella prima metà degli anni 2000, ma a partire dal 2007 è sceso ai livelli del 1993: -0,6% in termini reali tra il 1993 e il 2011».
SMOTTAMENTO CETO MEDIO. Inoltre secondo il Censis, «2,5 milioni di famiglie hanno venduto oro o altri oggetti preziosi negli ultimi due anni, 300 mila famiglie mobili e opere d'arte, l'85% ha eliminato sprechi ed eccessi nei consumi, il 73% va a caccia di offerte e alimenti poco costosi». Dati che configurano, nella definizione del Censis, un vero e proprio «smottamento del ceto medio».
FORMAZIONE TECNICA. Gli italiani però non si sono rassegnati. Se si chiede loro qual è la reazione alla crisi della politica, indicata come la causa prima del disastro attuale, la risposta prevalente è «rabbia», per il 52,3%.
La rabbia è anche superiore alla voglia di reagire (20,1%), che però non manca. Gli italiani stanno cercando faticosamente di «riposizionarsi».
I giovani si orientano verso «percorsi di formazione tecnico-professionale dalle prospettive di inserimento occupazionale più certe». 

Sempre meno under 35 al lavoro: 26,4%

Il settore lavoro è quello più preoccupante. Tra primo semestre 2011 e il primo semestre 2012 il numero delle persone in cerca di occupazione è aumentato di oltre 700 mila unità, a 2,75 milioni.
«Incremento davvero eccezionale, +34%», ha rilevato il Censis nel rapporto annuale.
Inoltre nei primi sei mesi del 2012 il numero degli occupati ha registrato una flessione dello 0,3%. In sostanza «sono stati bruciati più di 240mila posti di lavoro destinati ai giovani».
SALGONO LE LAVORATRICI. Mentre è definita «anticiclica» la dinamica dell'occupazione femminile, con 110mila nuovi posti tra 2010 e 2011, +1,2%.
Tendenze destinate a consolidarsi ancora di più nel 2012, con un saldo di +118mila unità nel primo semestre. In controtendenza anche l'occupazione nelle coop.
La crisi «ha dato una netta accelerazione ad un processo di invecchiamento già in corso da tempo». La quota di under 35 al lavoro scende al 26,4% nel 2011 dal 37,8% di dieci anni fa.

Si cerca di risparmiare su benzina e viaggi, meglio la bici

I consumi delle famiglie, incapaci di elaborare strategie innovative di sopravvivenza e prostrate dalla crisi, sono ritornati ai livelli del 1997:.
Si tratta di 15.700 euro annui pro capite, complice anche una flessione tendenziale del 2,8% nel primo trimestre di quest'anno, e del 4% nel secondo.
La propensione al risparmio si è ridotta al lumicino, passando dal 12% del 2008 all'attuale 8%.
PANE E GELATI FATTI IN CASA. L'83% delle famiglie ha riorganizzato la spesa alimentare cercando offerte speciali e cibi meno costosi, il 65,8% ha ridotto gli spostamenti per risparmiare sulla benzina, il 42% ha rinunciato ai viaggi e il 39,7% all'acquisto di abbigliamento e calzature.
Le parole d'ordine sono «risparmio, rinuncio, rinvio». Con qualche operazione straordinaria di sopravvivenza: 2,5 milioni di famiglie hanno venduto oro o altri oggetti preziosi, 2,7 milioni di italiani coltivano ortaggi e verdura per l'autoconsumo, 11 milioni di italiani preparano tutto in casa, dal pane ai gelati.

Lettera minatoria per il ministro Fornero


Lettera minatoria per il ministro Fornero



I carabinieri stanno indagando su una lettera di minacce spedita il 3 dicembre e inviata alla Facoltà di Economia e Commercio di Torino. La lettera è però indirizzata al ministro Elsa Fornero.
Nel messaggio ci sono minacce dirette al ministro e viene contestata duramente la politica sul lavoro, sulle pensioni e sul welfare del governo.
Insieme al biglietto c’è il ritaglio di una pagina di giornale con la foto del ministro cerchiata di rosso e cancellata con una croce sopra.
Si sta indagando anche per scoprire eventuali tracce o impronte che possano portare a scoprire l’autore del biglietto.

Unipol-Bnl, annullate le assoluzioni


Unipol-Bnl, annullate le assoluzioni .Ma imputati salvi per prescrizione



Cancellata la sentenza anche per altri dieci imputati
ma il 19 dicembre scatta la prescrizione

La Cassazione ha annullato, con rinvio a nuovo processo, l'assoluzione degli undici imputati, tra cui l'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, per la tentata scalata di Unipol a Bnl. Confermate invece le condanne per Ivano Sacchetti (un anno e sei mesi) e Giovanni Consorte (un anno e sette mesi) per insider trading.
PRESCRIZIONE IL 19 DICEMBRE - Il processo d'appello bis disposto dalla Cassazione dovrebbe essere incentrato sul reato di aggiotaggio, su cui però scatterà la prescrizione il prossimo 19 dicembre, secondo calcoli della stessa Cassazione. Insieme a Fazio dovrebbero tornare a processo Vito Bonsignore, Francesco Gaetano Caltagirone, Carlo Cimbri, Danilo Coppola, Guido Leoni, Ettore e Tiberio Lonati, Stefano Ricucci e Giuseppe Statuto.
IL RICORSO - I giudici della Quinta Sezione Penale della Cassazione hanno accolto il ricorso della Procura generale di Milano: la Corte d'Appello del capoluogo lombardo il 30 maggio scorso aveva fatto cadere il reato di aggiotaggio con le 11 assoluzioni, riducendo anche le pene per Consorte e Sacchetti (condannati rispettivamente a tre anni e dieci mesi e a tre anni e sette mesi in primo grado). Con la sentenza di oggi è stata anche confermata la condanna della società Unipol al pagamento di 420mila euro.
L'ACCUSA - Unipol, insieme ad altre società, era accusata di violazione della legge 231 del 2001 che impone alle aziende di predisporre modelli organizzativi atti a prevenire reati. Unipol e alcune banche amiche nell'estate del 2005 avrebbero stretto irregolarmente un patto per garantire al gruppo di via Stalingrado il controllo dell'ex banca del Tesoro. Il 23 settembre 2005 la prima audizione di Consorte, allora presidente Unipol:qui le varie tappe della vicenda.

L'auto di James Bond diventa italiana Aston Martin nelle mani di Investindustria


L'auto di James Bond diventa italiana
Aston Martin nelle mani di Investindustrial



Prestige Motor Holdings, società controllata da Investindustrial, e Investment Dar hanno annunciato che Investindustrial acquisirà per circa 190 milioni di euro il 37,5% del capitale di Aston Martin Holdings attraverso un aumento di capitale che consentirà alla società di investimento europea Investindustrial di diventare il principale azionista di Aston Martin. L'operazione - soggetta all'approvazione dell'Antitrust prevista nel primo trimestre del 2013 - implica un Enterprise Value della Società di circa 940 milioni di euro. È quanto si legge in una nota del fondo di Andrea Bonomi.
L'INVESTIMENTO - Nei prossimi 5 anni Aston Martin investirà oltre 625 milioni di euro in nuovi prodotti e in programmi per lo sviluppo tecnologico. Con il supporto di Investindustrial e di Investment Dar, Aston Martin potrà quindi realizzare il suo ambizioso piano di crescita ed espansione a livello mondiale. Fondata nel 1913 a Londra, Aston Martin è uno dei marchi più esclusivi di auto sportive di lusso in tutto il mondo. Lo status di icona che ha accompagnato negli anni Aston Martin e la fama che si è guadagnata a livello mondiale si basano sulle prestazioni e sull'elegante design delle vetture che produce, vetture che sono state rese leggendarie negli ultimi 50 anni come le auto di 007 in 11 dei film che hanno come protagonista James Bond.
I CONTI - Nel 2011 Aston Martin ha generato un fatturato di 634 milioni di euro e un Ebitda pari a 101 milioni di euro. «Siamo davvero orgogliosi di iniziare questa avventura e investire in una icona globale, oltre che in uno dei marchi simbolo del British style. - ha commentato Andrea C. Bonomi, Senior Principal di Investindustrial - Non vediamo l'ora di lavorare con il management e con Investment Dar per realizzare anche con Aston Martin quel processo di trasformazione e ammodernamento che abbiamo ottenuto con successo in Ducati, grazie all'ampliamento della gamma di modelli e al rafforzamento della rete distributiva in tutto il mondo».
LE REAZIONI - Il Presidente di Aston Martin, David Richards, ha dichiarato: «Siamo lieti che Investindustrial abbia deciso di diventare l'azionista di riferimento di Aston Martin. Con il supporto di Investment Dar, nel corso degli ultimi cinque anni abbiamo posto le basi per affermarci come uno dei leader a livello mondiale nel settore delle automobili sportive di lusso. L'investimento effettuato da Investindustrial valorizza il posizionamento unico raggiunto da Aston Martin nel proprio segmento di mercato. Con questa partnership e il rinnovato impegno di Investment Dar, non vediamo l'ora di lavorare con i nostri azionisti, condividere la nostra visione e realizzare i nostri progetti futuri».

Deutsche Bank, buco nero da 12 mld,quindi coinvolti tutti anche i ""virtuosi tedeschi""


Deutsche Bank, buco nero da 12 mld

Per evitare la nazionalizzazione, truccati i conti dalla banca tedesca. La Consob Usa indaga anche su altre operazioni.

Nella migliore delle ipotesi è un'altra grana - la peggiore - per la Deutsche Bank di fronte alle autorità Usa. Nella peggiore, un vaso di Pandora che, scoperchiato, può esporre la maggiore banca d'Europa al vaglio scrupoloso delle autorità statali tedesche.
Un buco nascosto di 12 miliardi di dollari in perdite, truccando i conti, non è poco. Ma, se la denuncia dei tre dipendenti silurati dal gruppo alla Sec (l'autorità di controllo sulle banche del governo americano) si rivelasse vera, sotto il tappeto gli investigatori potrebbero trovare di più di un maneggio pericoloso per evitare il salvataggio di Berlino, preservando così un'immagine immacolata rispetto alla concorrenza.
L'ONTA DELLA NAZIONALIZZAZIONE. Per l'ex boss Josef Ackermann, prima di ritirarsi a maggio era considerato l'uomo più potente della finanza tedesca, una nazionalizzazione forzata, come quella che nel 2009 toccò alle disastrate Hypo Real Estate e Commerzbank, sarebbe stata una «vergogna». E non solo in Germania.
Guai a prendere soldi dal governo, come aveva fatto, in Gran Bretagna, la Royal Bank of Scotland sull'orlo della bancarotta. O, negli Usa, giganti come Citigroup e Bank of America.
MAXI PERDITE TRA I «COLLATERALI». Meglio allora, per i vertici dell'istituto di Francoforte, mascherare le «discrepanze pazzesche» con un'imponente operazione di finanza creativa: ammortizzare le perdite da derivati nel capitolo dei leveraged super senior trades, per un portafoglio di circa 130 miliardi di dollari di operazioni collaterali (comprensive dell'assicurazione strette con la Berkshire Bank del magnate Warren Buffett), complessivamente sopravvalutate. Registrate cioè non ai valori correnti di mercato.

I dipendenti cacciati: «Ackermann mentiva»

Pochi mesi dopo l'esplosione nel 2008 del bubbone dei crac da derivati, Ackermann raccontò entusiasta che la sua banca aveva una sorprendente «abbondanza di capitale». Alla fine del nuovo anno, sarebbe addirittura tornata in grande attivo. Sulle «suggestioni» di «perdite da nascondere» sarebbe stata fatta «maggior chiarezza possibile».
Tutte balle, secondo gli accusatori - due manager dei dipartimenti dei rischi e un trader, andati a vuotare il sacco alla Sec - che, di fronte alla Consob americana, avrebbero più volte ribadito come i loro superiori ai vertici fossero ben consapevoli delle irregolarità nei registri di bilancio.
TRE DIPENDENTI SILURATI. Prima di essere allontanati forzatamente dal gruppo, i tre dipendenti (uno dei quali in Deutsche Bank da 10 anni) avrebbero evidenziato quanto rilevato ai capi, facendo loro presente la falsa valutazione delle perdite.
Il buco, se correttamente indicato, avrebbe fatto precipitare il capitale del gruppo al di sotto la soglia critica per il salvataggio di Stato in Germania, trasformando Deutsche Bank in una nuova Lehman Brothers.
DEUTSCHE BANK SMENTISCE. Venuta alla luce la vicenda grazie a un'inchiesta delFinancial Times, il quartier generale di Francoforte ha smentito qualsiasi maneggio, dichiarando che le denunce in oggetto, risalenti ai due anni precedenti, erano già state «pubblicamente riportate e approfonditamente investigate nel 2011», salvo poi rivelarsi «completamente infondate».

Stretta negli Usa e in Germania: Deutsche Bank rischia

Per il quotidiano britannico la versione è però diversa. In corso dal 2010, le indagini delle autorità americane hanno raccolto testimonianze indipendenti l'una dall'altra.
«Secondo fonti bene informate, ciascun accusatore ha trascorso ore con i legali della Sec, fornendo documenti interni bancari in ripetuti incontri».
Molto, in materia, potrebbe saperne l'ex consigliere generale della Deutsche Bank Robert Khuzami, attualmente alla direzione della divisione esecutiva sui controllo della Sec. Niente meno che in lizza per sostituire, alla fine del mese, il presidente dell'organismo Mary Schapiro.
LE INDAGINI SUL LIBOR. In virtù del conflitto d'interessi, si è chiamato fuori da ogni inchiesta in corso, ma la sua è una presenza che pesa.
Invischiata nello scandalo Libor di Barclays, al pari di altri istituti quali Citigroup, Hsbc e Jp Morgan, finora il colosso di Francoforte se l'è cavata scaricando sui pesci piccoli, anche attraverso indagini interne, le responsabilità di aver taroccato i tassi variabili. Oppure, come nel 2010 e nel 2011, accettando di pagare maxi-multe al governo americano, nell'ambito di svariate inchieste, aperte o in via di apertura negli Usa per frode, evasione fiscale e illeciti associati a operazioni finanziarie disinvolte, negli anni precedenti alla crisi del 2008.
GERMANIA, CONTROLLI A TAPPETO. Stavolta la faccenda sembra però più grossa. E anche in Germania le acque sono parecchio agitate.
Per uno dei reati patteggiati Oltreoceano da Deutsche Bank - aiutare i clienti a sottrarre svariati milioni al fisco - a novembre la polizia tributaria tedesca ha condotto, un'operazione in grande stile nella sede centrale di Monaco della Hypovereinsbank, controllata di Unicredit.
Perquisizioni a tappeto, per contrastare l'evasione in Germania, sono scattate anche tra i tedeschi dell'Ubs e, in estate, nelle filiali di Credit Suisse.

Maltempo: Veneto, -21 a Passo Cimabanche


Maltempo: Veneto, -21 a Passo Cimabanche

Minime in montagna sotto la media di 7 gradi, Cortina -12



VENEZIA, 7 DIC - Bel tempo in montagna ma tra un paio d'ore arriveranno le nuvole con nevicate, anche se di intensita' ridotta, mentre in pianura la neve dovrebbe arrivare soprattutto verso sera. Queste le indicazioni del centro meteo di Arabba (Belluno).

Le minime in montagna sono sotto la media stagionale di 7 gradi, con punte a Passo Cimabanche di -21 gradi e -20 a Pian di Marcesina. -14 gradi ad Asiago, Arabba e Sappada e -12 a Cortina. A Belluno -6.

Scossa di 7.4 in Giappone: arriva lo tsunami


Scossa di 7.4 in Giappone: arriva lo tsunami

Onde di 1 metro a Miyagi 



Una forte scossa di terremoto, di magnitudo 7.4 secondo l'americana Usgs (7.3 per la Japan Meteorological Agency), è stata registrata oggi nel nord est del Giappone. Le autorità hanno lanciato l'allerta tsunami.
Uno tsunami con altezza massima di circa un metro è stato registrato alle 18.02 locali (le 10.02 in Italia) nella città di Ishinomaki, nella prefettura di Miyagi, quella considerata più minacciata con l'ipotesi di maremoti fino a 2 metri. La tv pubblica giapponese, la Nhk, che ha avviato una diretta, ha messo in guardia dal rischio che, come accaduto a marzo 2011, le onde anomale potrebbero ripetersi più volte, anche a distanza di tempo l'una dall'altra. La prefettura di Miyagi fu coinvolta dal sisma e dallo tsunami dell'11 marzo 2011.
L'allerta tsunami è solo locale e non riguarda il resto del Pacifico. Lo ha riferito il servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs).
Nessuna anomalia è stata finora registrata alla centrale nucleare di Fukushima, già gravemente colpita dal sisma/tsunami del 2011. La Nuclear Regulation Authority, l'agenzia nucleare nipponica, ha riferito che non sono state rilevate anomalie anche negli altri impianti del nordest interessati dal sisma.
La scossa, misurata dalla U.S. Geological Survey in magnitudo 7.4 (e invece di 7.3 secondo la Japan Meteorological Agency, Jma), si è verificata alle 17.18 locali (le 9.18 in Italia), con epicentro a 240 km dalle coste della prefettura di Miyagi e ipocentro a 10 km di profondità, in base alle rilevazioni della Jma. Sempre l'agenzia nipponica ha stimato in 5- l'intensità del sisma sulla scala di rilevazione nipponica di 7 massimi, così come misurato nelle prefetture di Iwate, Miyagi, Aomori, Ibaraki e Tochigi. I treni veloci 'shinkansen' sono stati fermati per precauzione, mentre anche l'aeroporto internazionale di Tokyo Narita è stata chiuso per poter consentire le ispezioni sulla sicurezza.
Nella capitale nipponica la scossa è stata avvertita in modo netto. La stessa Tokyo Tower, la cui antenna è stata appena riparata dopo i danni subiti dal terremoto dell'11 marzo 2011, ha oscillato, con un effetto ben visibile a occhio nudo malgrado fosse già buio.