lunedì 22 ottobre 2012

Stipendi d´oro: ecco i manager più pagati in provincia di Foggia


Stipendi d´oro: ecco i manager più pagati in provincia di Foggia 


Continua la polemica sulle ricchissime retribuzioni dei manager della pubblica amministrazione in Puglia, che ha preso avvio dalla rivelazione dello stipendio del segretario generale della Camera di Commercio di Foggia, Matteo Di Mauro, con 315.429 euro all'anno. Di Mauro non è il manager pubblico più pagato di Capitanata, ma solo il secondo in Puglia, preceduto da Marco Franchini, direttore generale di Aeroporti Puglia, che percepisce 323.360 euro all'anno. Nell'elenco degli stipendi d'oro pugliesi, una dozzina di posizioni sono riservate a postazioni foggiane. La parte del leone la fa sempre la camera di Commercio di Foggia: i due vicesegretari di Matteo di Di Mauro, Giuseppe Santoro e Michele Villani guadagnano rispettivamente 177mila euro e 129mila euro. Il manager più pagato in provincia di Foggia dopo Di Mauro è Nino Falcone, commissario dell'autorità portuale diManfredonia, con un compenso di 160mila euro all'anno. 130mila euro per il Commissario aggiunto della stessa Autorità, Guido Capurso. Ottimi stipendi anche per i manager delle  disastrate aziende del Comune di Foggia: Marcello Iafelice, direttore generale di Amgas, con 134mila euro, Michele Simone, dirigente della fallita Amica spa, con 130mila, Massimo Dicecca, presidente di Ataf, con 120mila. Tra i manager super pagati non potevanomancare quelli della sanità: Tommaso Moretti e Attilio Manfrini, l'uno alla guida degli Ospedali Riuniti, l'altro della Azienda sanitaria, incassano un compenso annuo di 113mila euro. Chiude la top ten a sei cifre il direttore generale dell'Università Costantino Quartucci.
 Un gradino sotto il segretario generale dell'Ente Fiera, Raimondo Ursitti, che si ferma a 93mila euro l'anno. 

Ma paghiamo il canone per le schifezze razziali !! o va via il giornalista o noi non paghiamo il canone..


Il web si indigna per il razzismo del Tg Rai

Prima della partita Juventus-Napoli un giornalista chiede se "i napoletani li distinguete dalla puzza"; su Twitter e Facebook gli utenti chiedono le sue dimissioni


Il web si indigna per il razzismo del Tg Rai










Cresce l’indignazione, soprattutto sul web, per un servizio del Tg regionale del Piemonteandato in onda sabato, che avrebbe dato l’ennesima prova di un vecchio classico italiano, ilrazzismo nei confronti dei napoletani.
Nel servizio sulla partita Juventus-Napoli, realizzato fuori dallo stadio prima del match, non mancavano gli esempi di cori piuttosto imbarazzanti (“Vesuvio lavali tu”, ad esempio).
Ma il passaggio incriminato è un altro: dopo aver parlato con un tifoso juventino dei supporter avversari, il giornalista Giampiero Amandola dice (in tono probabilmente sarcastico, va detto): “E [i napoletani] li distinguete dalla puzza, con grande signorilità”.
Le reazioni indignate non si sono ovviamente fatte attendere. Su YouTube, Facebook eTwitter sono tantissimi quelli che chiedono il licenziamento del giornalista colpevole o l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti.
Il Comitato di redazione della sede regionale della Rai di Torino si è già scusato, sottolineando come “il collega protagonista dell’episodio abbia riconosciuto di essere incorso in un incidente dovuto alla fretta con la quale ha dovuto montare il servizio”.
Ma agli indignati le scuse non sono evidentemente bastate. Su Facebook i gruppi che chiedono il suo licenziamento proliferano con vario successo.



Il web si indigna per il razzismo del Tg Rai

Norma “anti Gabanelli”, appello di Articolo 21: oltre 5mila firme in 24 ore

Norma “anti Gabanelli”, appello di Articolo 21: oltre 5mila firme in 24 ore

L'associazione per la libertà di stampa: "Se dovesse passare toglierebbe ogni paracadute ai giornalisti, rischiando di colpire chi tenta di fare il mestiere del cronista e stroncando il giornalismo d'inchiesta. Il nostro è un no a nuovi bavagli contro chi, come Report, non esita a contrastare mafie, logge e intrecci"

Norma “anti Gabanelli”, appello di Articolo 21: oltre 5mila firme in 24 ore
Oltre 5mila firme in meno di 24 ore per dire no all’emendamento “ammazza Gabanelli“. Le ha raccolte finora l’associazione Articolo 21. L’emendamento, presentato dal senatore del Pdl Giacomo Caliendo (ex sottosegretario alla Giustizia) nel quadro della legge sulla responsabilità civile dei magistrati, porta il nome della conduttrice di Report perché, come spiegano il direttore e il portavoce di Articolo 21 Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti “se dovesse passare renderebbe ‘nulle’ tutte le clausole contrattuali che prevedono che l’editore tuteli il giornalista accollandosi le conseguenze economiche delle sanzioni in seguito al lavoro giornalistico”. Un appello (“Nessuno tocchi la Gabanelli e l’articolo21 della Costituzione”) che è possibile sostenere firmando su www.articolo21.it.
Si tratta, aggiungono Corradino e Giulietti, di una “grande manifestazione di solidarietà in rete e profondo dissenso nei confronti di una norma sulla responsabilità civile che toglierebbe, in pratica, ogni paracadute ai giornalisti, dipendenti o collaboratori esterni, rischierebbe di colpire chiunque tenti di fare davvero il mestiere del cronista e di stroncare il giornalismo d’inchiesta azzerando addirittura i free lance, colpendo non solo nomi famosi ma anche chi indaga contro criminalità e corruzione”. “Il nostro – concludono – è un netto no a nuovi bavagli contro quelli che, come Report, non hanno mai esitato a contrastare mafie e logge di ogni sorta e i loro intrecci perversi. Ad Acquasparta il 9, 10 e 11 novembre metteremo a punto una specifica proposta su questo tema che presenteremo a tutte le forze politiche”.

Ragazzini violentati per anni,un arresto Nel milanese in manette 26/enne, svolge attivita' in parrocchia

Ragazzini violentati per anni,un arresto

Nel milanese in manette 26/enne, svolge attivita' in parrocchia 

 

 22 OTT - Un giovane di 26 anni e' stato arrestato con l'accusa di aver violentato per anni 3 ragazzini, 2 dodicenni e un tredicenne. Il giovane, incensurato, abita nello stesso quartiere in cui vivono i ragazzi e svolge attivita' sociali nella stessa parrocchia. La notizia e' emersa oggi dopo che i carabinieri di Seregno (Monza) hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare. I tre, secondo le indagini, subivano violenze sessuali da almeno 3 anni.

Allora perche' la riforma Fornero?? per preparare l'italia al super capitalismo??Pensioni: Superinps, -35,5% nuovi assegni in 9 mesi 2012 Non c'e' ancora effetto Fornero. Tra Inps e Inpdap gli assegni sono stati 199.555

Pensioni: Superinps, -35,5% nuovi assegni in 9 mesi 2012

Non c'e' ancora effetto Fornero. Tra Inps e Inpdap gli assegni sono stati 199.555

 

 Crollo delle nuove pensioni nei primi nove mesi del 2012: gli assegni liquidati dall'Inps, compresi quelli dell'ex Inpdap, sono stati 199.555 con un calo del 35,5% rispetto ai 309.468 dello stesso periodo del 2011. Il dato e' l'effetto della finestra mobile e dello scalino scattati nel 2011 mentre la riforma Fornero ha effetti dal 2013.

Il dato che tiene conto delle pensioni Inpdap, dal 2012 incorporato nell'Inps, è il risultato soprattutto dell'introduzione nel 2011 della finestra mobile (12 mesi di attesa per i dipendenti, 18 per gli autonomi una volta raggiunti i requisiti) e dello "scalino" previsto dalla riforma Damiano sempre per il 2011 per la pensione di anzianità con le quote (da 59 a 60 anni l'età minima a fronte di almeno 36 anni di contributi). Gli effetti della riforma Fornero invece si avvertiranno dal 2013 quando si esauriranno la gran parte delle uscite con le vecchie regole (chi ha raggiunto i requisiti entro il 2011 e poi ha atteso le finestre). Nei primi nove mesi dell'anno, secondo i dati che l'ANSA è in grado di anticipare,l'Inps ha liquidato 140.616 pensioni nel settore privato (-37,4% rispetto alle 224.869 erogate nello stesso periodo del 2011) e 58.939 nel settore pubblico, quello finora gestito dall'Inpdap, ora incorporato nell'Inps (-22,2% rispetto alle 84.599 erogate nello stesso periodo del 2011). Nel complesso i nuovi assegni liquidati sono stati 110.000 in meno rispetto a quelli liquidati nei primi nove mesi dell'anno scorso dai due enti L'età media di uscita dal lavoro nel settore privato è cresciuta di un anno (da 60,3 anni a 61,3 anni) mentre nel settore pubblico si è passati da 60,8 anni a 61,2 anni. Il calo più consistente è stato registrato per le pensioni di anzianità nel privato (-44,1%) passate da 127.855 dei primi 9 mesi del 2011 a 71.491 dei primi nove mesi del 2012. Le pensioni di vecchiaia, sempre nel privato, sono diminuite del 28,7% passando da 97.014 a 69.125. Sono diminuiti soprattutto i nuovi assegni per i lavoratori autonomi mentre per i dipendenti (sempre del privato) il calo è stato del 21,69% (da 132.801 nuove pensioni liquidate tra vecchiaia e anzianità nei primi nove mesi del 2011 a 103.996). Per i coltivatori diretti il calo nel periodo è stato del 67,6% da 20.526 a 6.637 mentre per gli artigiani si è avuto un crollo del 59,6% (da 38.567 assegni a 15.580). Per i commercianti si è passati da 32.975 assegni liquidati a 14.403 (-56,3%). Nel complesso del settore privato (140.616 nuovi assegni) il risultato delle nuove pensioni è stato migliore anche rispetto al previsto (148.948 assegni per i primi 9 mesi). E' probabile, visto quanto accaduto nel 2011, che la percentuale di calo complessiva si rafforzi per la fine dell'anno. Dall'anno prossimo si esauriranno le uscite di coloro che possono andare in pensione con le vecchie regole e si comincerà ad uscire con le regole previste dalla riforma Fornero. Per le donne dipendenti del settore privato bisognerà avere compiuto almeno 62 anni e tre mesi nel 2013 (o 62 anni nel 2012 ma a quel punto si poteva uscire con le regole precedenti avendone 61 nel 2011 e avendo quindi anche scavallato la finestra mobile).
MASTRAPASQUA, CONTI IN SICUREZZA - I dati sull'andamento delle pensioni nei primi nove mesi del 2012 (-35,5% sullo stesso periodo del 2011) confermano che "le riforme funzionano" e che i conti "sono stati messi in sicurezza". Lo ha detto il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua in un colloquio con l'ANSA.
L'Inps non è in grado di garantire tutti i servizi e di tenere aperte le sedi sul territorio con un taglio degli organici di 4.000 persone così come previsto dalla spending review (su 33.000 lavoratori complessivi nel SuperInps). A dirlo e' Mastrapasqua spiegando di aver chiesto al Governo un confronto perché l'Inps sia escluso dal taglio degli organici nella PA. "In assenza di un tavolo,ha detto,non mando la delibera sul taglio organici. Penso che i nostri interlocutori ci ascolteranno".
Nei primi 9 mesi del 2012 l'età media di uscita dal lavoro è stata di 61,3 anni, un anno in più rispetto allo stesso periodo del 2011 (60,3 anni). Lo sottolinea il presidente dell'Inps. "Penso che l'anno prossimo - afferma in un colloquio con l'Ansa - raggiungeremo e supereremo la Germania". I tedeschi in media vanno in pensione a 61,7 anni ma il loro tasso di sostituzione é del 58,4% dell'ultima retribuzione mentre per i lavoratori italiani, grazie all'uso del metodo retributivo, si aggira ancora sull'80%. In Francia l'età media di uscita dal lavoro è 59,3 anni ma il tasso di sostituzione è del 60,8% rispetto all'ultima retribuzione.

domenica 21 ottobre 2012

Primarie PD

BERSANI-RENZI, È ANCORA SCONTRO. SERRA: 'IO BANDITO? QUERELO IL LEADER PD'

"Essere definito 'bandito' da lei mi offende" e anche se "in Italia lei è... immune" ci penseranno "i miei legali italiani e inglesi che chiameranno i giudici a decidere sulle sue parole". Così Davide Serra, fondatore di Algebris e sostenitore della campagna di Matteo Renzi, risponde a Pier Luigi Bersani in una lettera aperta all'ANSA. "Ma prima o poi - assicura Serra nella lettera - non lo sarà più (immune, ndr) e io procederò inesorabilmente, ho molto tempo e voglio che la verità venga ristabilita".
"Caro Onorevole Bersani - scrive Serra - trovo incredibile che in un Paese con un'evasione fiscale da record, che nessuno dei politici sembra abbia, sinora, voluto veramente combattere, venga definito "bandito" un investitore istituzionle basato a Londra, regolato dall'Fsa e dalla Sec (rispettivamente la Consob inglese e Usa, ndr) e tassato dall'Inland revenue".
"Non c'è nulla da offendersi, se si offende problemi suoi". Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, replica a Serra. "Non so dove l'ho offeso, perché si è offeso, io parlo solo di Cayman", sottolinea. "Dove e come Bersani avrebbe detto che Serra è un bandito? Il segretario del Pd ha parlato di Cayman e non di Davide Serra che non ha il piacere di conoscere", aggiunge il portavoce di Bersani.
"Con la gente basata alle Cayman non deve parlare nessuno, è ora di finirla perché c'é gente che lavora e paga le tasse", ribadisce Bersani che, a margine della forum della Coldiretti a Cernobbio, torna sulla sua posizione sulla cena di Renzi con l'imprenditore Serra. "Non ci si deve fare dare consigli da chi viene dai paradisi fiscali. Non è una polemica con Renzi ma è un impegno che dobbiamo prenderci tutti", sottolinea il leader del Pd.
"Io e Matteo Renzi non siamo nemici, ma competitori", aggiunge il segretario. "Non siamo a un pranzo di gala ma stiamo facendo le primarie - ha spiegato - si discute, e tutto questo sta facendo bene al Pd".
"Se uno non vuole parlare con tutti coloro che hanno una sede alle Cayman vuol dire che non vuole parlare con quelli che ci comprano i nostri titoli di Stato", è la replica del sindaco di Firenze, Matteo Renzi. "Chi di slogan ferisce, di slogan rischia...non faccio la rima", aggiunge Renzi. "Rinnovo il mio appello al mio segretario che su questo ha fatto polemica: non importa andare alle isole Cayman scelga una Casa del popolo in provincia di Modena e confrontiamoci davanti ai cittadini".
"La mia campagna elettorale è ovviamente basata sul finanziamento privato. Finora sono stati raccolti 81mila euro per sostenerla", precisa Renzi. "Le Cayman?", si chiede poi tornando sulle polemiche del suo incontro con il mondo della finanza e delle banche: "una barzelletta. Non sapevo neppure dove fossero, sono andato a cercarle sulla cartina. Non è con gli slogan che si governa questo paese".
"Inviterò a cena banchieri e alta finanza. Dirò che voglio tassare loro per diminuire tasse a imprese e lavoratori. Temo che cenerò da solo". Scrive su Twitter l'altro candidato alle primarie, Nichi Vendola.
RENZI, CON STORIA DELLA FINANZA SIAMO BARZELLETTA - In sala nel Teatro Municipale di Piacenza, tappa del tour in camper di Matteo Renzi, non si sono visti finanzieri, gli è stato detto ironicamente: "Su questa storia della finanza stiamo rischiando la barzelletta perché se non parliamo con il mondo della finanza non siamo credibili, non siamo autorevoli, che dirà la Merkel di noi? Ma se incontriamo il mondo della finanza, allora diventa il nemico e siamo accusati di chissà quale complottismo". "Molto semplicemente è fisiologico, è logico parlare ed ascoltare tutti - ha aggiunto Renzi - il giorno in cui abbiamo parlato con la finanza abbiamo parlato anche con il sociale solo che ai media è interessato di più sottolineare l'incontro con la finanza. Nella finanza c'é chi fa il furbo e quelli vanno presi e stangati ma c'é chi rispetta le regole e le regole prevedono la possibilità di pagare le tasse nel proprio Paese d'origine e utilizzare anche vettori che hanno regolamentazione in uso alle isole Cayman. Questo chi si occupa di finanza lo sa benissimo e io credo che un candidato premier debba conoscere la finanza".


sabato 20 ottobre 2012

Cancellieri!!Devi destituire il prefetto di Napoli,una vergogna per l' Italia

Napoli, 20 ottobre 2012 - Uno “spiacevole incidente” che sta facendo discutere la rete. E’ quello che vede come protagonisti il prefetto di Napoli Andrea De Martino e don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano (Napoli), impegnato sul fronte anti-roghi tossici, avvenuto nel corso di una riunione, qualche settimana fa in Prefettura, alla presenza dei sindaci della cosiddetta ‘terra dei fuochi’.
Nell’intervento il parroco si rivolge al prefetto di Caserta Carmela Pagano chiamandola “signora”, scatenando l’ira di De Martino che lo invita bruscamente a chiamarla “signora prefetto”.
Il video ha fatto il giro della rete. A quest’ultimo il prefetto ha risposto dando quella che definisce “la giusta connotazione dei fatti”.
LA REPLICA DEL PREFETTO - “Eravamo tutti riuniti nell’intento condiviso di contrastare il fenomeno dei roghi di rifiuti - ha detto - Al contrario di quanto è stato evidenziato, al di là dei toni anche accesi, e dei quali mi dolgo, dettati dalla forte partecipazione di tutti alla problematica, nell’occasione non si è registrata alcuna distanza tra istituzioni e cittadini ma un clima di intensa e proficua collaborazione, pur se nell’ambito di un confronto dialettico, che sono certo darà ancora una volta ulteriori risultati importanti anche con il contributo di don Patriciello”.
Quanto all’episodio, scrive De Martino, “tengo a precisare che il parroco don Maurizio Patriciello conosceva il prefetto Carmela Pagano e il suo ruolo perché era stato ricevuto in più occasioni presso la prefettura di Caserta. Pertanto dopo averla chiamata per ben tre volte signora in presenza dei rappresentanti di altre istituzioni, più di 20 sindaci, il questore, i comandanti dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, i rappresentanti della Regione, della Provincia e delle Asl, ho ritenuto doveroso invitare don Patriciello a rivolgersi al responsabile della prefettura di Caserta utilizzando il titolo di prefetto, perché riconoscesse nel suo interlocutore, agli occhi di tutti, il ruolo e le responsabilità che sono affidate al rappresentante del Governo”.
“Il rispetto dei ruoli ancor più se di livello istituzionale e connessi a incarichi di elevata responsabilità - aggiunge De Martino - è la prima regola per aver un confronto costruttivo. Don Patriciello è stato invitato alla riunione per offrire il proprio contributo nella lotta al fenomeno dei roghi riconoscendo in lui quel ruolo di sacerdote capace di impegnarsi attivamente nella necessaria forte opera di sensibilizzazione di tutti i cittadini a rispettare e far rispettare l’ambiente. Se qualcuno si fosse rivolto a don Patriciello, appellandolo come signore, avrei chiesto ugualmente il rispetto per l’istituzione che rappresenta e per le funzioni che svolge e sono certo che nessuno avrebbe avuto nulla da ridire’’.
"Il tavolo a cui ha preso parte ultimamente anche don Patriciello ha prodotto, ancora una volta grazie allo straordinario impegno delle Forze di polizia, risultati importanti. Solo nell’ultimo anno, le persone controllate sono state oltre 3.500 e 800 quelle denunciate e arrestate per crimini ambientali. Gli altri dati sono riepilogati nell’allegato prospetto - continua - Ma proprio le operazioni delle Forze di polizia hanno evidenziato che per superare il problema dei roghi non basta la repressione. A monte dei roghi c’e’ lo sversamento abusivo di rifiuti che a sua volta trae origine dal comportamento scorretto di quanti quotidianamente offendono l’ambiente procurando danni irreparabili all’intera comunita’. Molti scarichi abusivi sono frutto di cicli di produzione clandestina nel settore dei gommisti, delle lavorazioni agricole, del tessile e della pelletteria, delle ristrutturazioni edilizie”.
Per il prefetto “occorre allora una partecipazione attiva di tutti i cittadini chiamati a non rivolgersi al mercato abusivo perché dietro un’apparente opportunità, dietro un piccolo risparmio si celano danni gravissimi per l’ambiente e quindi per la salute e il benessere dell’intera comunita’. E’ questo lo spirito giusto che deve vedere ancora una volta cittadini e istituzioni uniti nell’affrontare ogni forma di illegalita’ e di abuso”.
“Si è trattato, in conclusione, di un incidente di lavoro davvero spiacevole, lo riconosco, chiusosi però sul momento e suggellato ieri a Cardito, in occasione del funerale della giovane vittima Pasquale Romano, quando intravisto don Patriciello di spalle, l’ho avvicinato facendogli una carezza sulla nuca”, conclude De Martino.
SAVIANO - "Il prefetto di Napoli Andrea De Martino si scusi con don Maurizio Patriciello o bisognerà chiedere le sue dimissioni immediate’’. A sostenerlo è Roberto Saviano. "Da anni don Maurizio è presidio di legalità e umanità in terre difficilissime. Don Maurizio - conclude Saviano - è lo Stato in quel territorio".