lunedì 22 ottobre 2012

Fornero ai giovani:Per il primo impiego non siate troppo esigenti..ma tua figlia??cosa ha fatto??


Fornero ai giovani: ''Per il primo impiego non siate troppo esigenti''

(Adnkronos)


Milano -- Il ministro del Lavoro poi precisa: "I giovani italiani oggi sono disposti a prendere qualunque lavoro. Non sono nelle condizioni di essere schizzinosi". E aggiunge: ''Il sistema accetti il fatto che l'impiego si può perdere''. Alla Cgil: ''Se mi invitano in piazza, vengo. Al mio ministero porte sempre aperte''. Esodati, Mastrapasqua assicura: "Avranno sicuramente la pensione". Camusso: "Le politiche di austerità sono fallite"

 "I giovani escono dalla scuola e devono trovare un'occupazione. Devono anche non essere troppo 'choosy' (aggettivo traducibile con esigente, schizzinoso, ndr), come dicono gli inglesi". Lo dice il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, oggi a un convegno a Milano.

"Lo dicevo sempre - prosegue Fornero - ai miei studenti: 'Prendete la prima offerta, poi da dentro vi guardate intorno'. Bisogna entrare però nel mercato del lavoro. Anche se adesso non è più così in un mercato tanto difficile e debole come quello che abbiamo in questo momento, ma abbiamo visto tutti dei laureati che stavano lì in attesa del posto ideale. Non è così, nel mercato ti devi attivare: devi entrare e magari migliorare, con la formazione, e devi metterti in gioco".
"I giovani italiani - precisa poi il ministro - oggi sono disposti a prendere qualunque lavoro, tanto è vero che oggi sono in condizioni di precarietà. Ho detto che, in passato, qualche volta poteva capitare, quando il mercato consentiva cose diverse. Oggi i giovani italiani non sono nelle condizioni di essere schizzinosi".
Quanto alla riforma del lavoro, "il ministro passa, la riforma resterà per un po' - dice Fornero - Spero che non la cambino, perché gli obiettivi sono buoni". Nei confronti della riforma, "noto qualche cambiamento in positivo. All'inizio - spiega - ho masticato amaro su questa riforma, che è stata presa male dai datori di lavoro, dai sindacati e illustrata abbastanza malamente dai giornali", ma ora "vedo qualche impercettibile cambiamento".
La riforma del lavoro varata dal governo mira a costruire "un percorso lavorativo che sia più inclusivo, ma anche più dinamico, che accetti il dato di fatto che oggi, purtroppo, il lavoro si può anche perdere" sottolinea Fornero, secondo la quale la "concezione proprietaria del posto di lavoro non funziona più. L'associazione tra lavoratore e posto di lavoro va tenuta finché ha un senso economico. Non ha senso usare risorse pubbliche su posti di lavoro che sono ormai scomparsi. Per questo abbiamo creato l'assicurazione sociale per l'impiego: se perdi il lavoro, puoi avere un sussidio, per un periodo di tempo limitato, un anno se hai meno di cinquant'anni, 18 mesi se ne hai più di 50. Ti aiutiamo a riqualificarti e a trovare una nuova occupazione".
Fornero commenta anche le iniziative annunciate dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso per il prossimo 14 novembre. "Se mi invitano in piazza, vengo anche in piazza" afferma il ministro. Tra i sindacati, aggiunge, "qualcuno è più propenso al dialogo, qualcuno meno. Al mio ministero le porte sono sempre aperte, purché arrivino in delegazione e non tutti insieme".
Poi le pensioni. Fornero prevede che il numero di quelle nuove erogate in Italia, calato nei primi 9 mesi del 2012 del 35,5% anno su anno, continuerà probabilmente a seguire l'attuale trend. ''Mi attendo - dice il ministro - che ci sia una continuazione di quello che era già un trend dovuto alle riforme precedenti. Ho sempre detto che la riforma si innestava su quelle precedenti. Quelle precedenti avevano un gradualismo che la crisi finanziaria non ci consentiva di sostenere. Vedo una perfetta coerenza tra i dati di questi giorni e quelli prossimi. La riforma ha dato un'accelerata, non c'è contraddizione''.
Il ministro corregge anche il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua, che oggi ha affermato che tutti gli esodati avranno una pensione. "Beh - risponde a margine del convegno - come potrei non confermare? Tutte le persone che hanno avuto un percorso lavorativo e andranno in pensione, certamente avranno la pensione. Quindi non so come interpretare questo".
"Forse - continua Fornero - possiamo correggere così: tutte le persone che sono state salvaguardate avranno sicuramente la pensione, secondo i vecchi requisiti. Se ci saranno altre salvaguardie, e noi ne stiamo adesso discutendo una che riguarda un certo numero di persone che magari sono arrivate nelle maglie di decreti precedenti un po' troppo severi, anche questi andranno in pensione secondo le vecchie regole, per gli altri potranno andare in pensione con le nuove regole". "Oppure - conclude - gli altri lavoratori potranno andare in pensione con le nuove regole. Questo però dipenderà dai prossimi governi".

Stipendi d´oro: ecco i manager più pagati in provincia di Foggia


Stipendi d´oro: ecco i manager più pagati in provincia di Foggia 


Continua la polemica sulle ricchissime retribuzioni dei manager della pubblica amministrazione in Puglia, che ha preso avvio dalla rivelazione dello stipendio del segretario generale della Camera di Commercio di Foggia, Matteo Di Mauro, con 315.429 euro all'anno. Di Mauro non è il manager pubblico più pagato di Capitanata, ma solo il secondo in Puglia, preceduto da Marco Franchini, direttore generale di Aeroporti Puglia, che percepisce 323.360 euro all'anno. Nell'elenco degli stipendi d'oro pugliesi, una dozzina di posizioni sono riservate a postazioni foggiane. La parte del leone la fa sempre la camera di Commercio di Foggia: i due vicesegretari di Matteo di Di Mauro, Giuseppe Santoro e Michele Villani guadagnano rispettivamente 177mila euro e 129mila euro. Il manager più pagato in provincia di Foggia dopo Di Mauro è Nino Falcone, commissario dell'autorità portuale diManfredonia, con un compenso di 160mila euro all'anno. 130mila euro per il Commissario aggiunto della stessa Autorità, Guido Capurso. Ottimi stipendi anche per i manager delle  disastrate aziende del Comune di Foggia: Marcello Iafelice, direttore generale di Amgas, con 134mila euro, Michele Simone, dirigente della fallita Amica spa, con 130mila, Massimo Dicecca, presidente di Ataf, con 120mila. Tra i manager super pagati non potevanomancare quelli della sanità: Tommaso Moretti e Attilio Manfrini, l'uno alla guida degli Ospedali Riuniti, l'altro della Azienda sanitaria, incassano un compenso annuo di 113mila euro. Chiude la top ten a sei cifre il direttore generale dell'Università Costantino Quartucci.
 Un gradino sotto il segretario generale dell'Ente Fiera, Raimondo Ursitti, che si ferma a 93mila euro l'anno. 

Ma paghiamo il canone per le schifezze razziali !! o va via il giornalista o noi non paghiamo il canone..


Il web si indigna per il razzismo del Tg Rai

Prima della partita Juventus-Napoli un giornalista chiede se "i napoletani li distinguete dalla puzza"; su Twitter e Facebook gli utenti chiedono le sue dimissioni


Il web si indigna per il razzismo del Tg Rai










Cresce l’indignazione, soprattutto sul web, per un servizio del Tg regionale del Piemonteandato in onda sabato, che avrebbe dato l’ennesima prova di un vecchio classico italiano, ilrazzismo nei confronti dei napoletani.
Nel servizio sulla partita Juventus-Napoli, realizzato fuori dallo stadio prima del match, non mancavano gli esempi di cori piuttosto imbarazzanti (“Vesuvio lavali tu”, ad esempio).
Ma il passaggio incriminato è un altro: dopo aver parlato con un tifoso juventino dei supporter avversari, il giornalista Giampiero Amandola dice (in tono probabilmente sarcastico, va detto): “E [i napoletani] li distinguete dalla puzza, con grande signorilità”.
Le reazioni indignate non si sono ovviamente fatte attendere. Su YouTube, Facebook eTwitter sono tantissimi quelli che chiedono il licenziamento del giornalista colpevole o l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti.
Il Comitato di redazione della sede regionale della Rai di Torino si è già scusato, sottolineando come “il collega protagonista dell’episodio abbia riconosciuto di essere incorso in un incidente dovuto alla fretta con la quale ha dovuto montare il servizio”.
Ma agli indignati le scuse non sono evidentemente bastate. Su Facebook i gruppi che chiedono il suo licenziamento proliferano con vario successo.



Il web si indigna per il razzismo del Tg Rai

Norma “anti Gabanelli”, appello di Articolo 21: oltre 5mila firme in 24 ore

Norma “anti Gabanelli”, appello di Articolo 21: oltre 5mila firme in 24 ore

L'associazione per la libertà di stampa: "Se dovesse passare toglierebbe ogni paracadute ai giornalisti, rischiando di colpire chi tenta di fare il mestiere del cronista e stroncando il giornalismo d'inchiesta. Il nostro è un no a nuovi bavagli contro chi, come Report, non esita a contrastare mafie, logge e intrecci"

Norma “anti Gabanelli”, appello di Articolo 21: oltre 5mila firme in 24 ore
Oltre 5mila firme in meno di 24 ore per dire no all’emendamento “ammazza Gabanelli“. Le ha raccolte finora l’associazione Articolo 21. L’emendamento, presentato dal senatore del Pdl Giacomo Caliendo (ex sottosegretario alla Giustizia) nel quadro della legge sulla responsabilità civile dei magistrati, porta il nome della conduttrice di Report perché, come spiegano il direttore e il portavoce di Articolo 21 Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti “se dovesse passare renderebbe ‘nulle’ tutte le clausole contrattuali che prevedono che l’editore tuteli il giornalista accollandosi le conseguenze economiche delle sanzioni in seguito al lavoro giornalistico”. Un appello (“Nessuno tocchi la Gabanelli e l’articolo21 della Costituzione”) che è possibile sostenere firmando su www.articolo21.it.
Si tratta, aggiungono Corradino e Giulietti, di una “grande manifestazione di solidarietà in rete e profondo dissenso nei confronti di una norma sulla responsabilità civile che toglierebbe, in pratica, ogni paracadute ai giornalisti, dipendenti o collaboratori esterni, rischierebbe di colpire chiunque tenti di fare davvero il mestiere del cronista e di stroncare il giornalismo d’inchiesta azzerando addirittura i free lance, colpendo non solo nomi famosi ma anche chi indaga contro criminalità e corruzione”. “Il nostro – concludono – è un netto no a nuovi bavagli contro quelli che, come Report, non hanno mai esitato a contrastare mafie e logge di ogni sorta e i loro intrecci perversi. Ad Acquasparta il 9, 10 e 11 novembre metteremo a punto una specifica proposta su questo tema che presenteremo a tutte le forze politiche”.

Ragazzini violentati per anni,un arresto Nel milanese in manette 26/enne, svolge attivita' in parrocchia

Ragazzini violentati per anni,un arresto

Nel milanese in manette 26/enne, svolge attivita' in parrocchia 

 

 22 OTT - Un giovane di 26 anni e' stato arrestato con l'accusa di aver violentato per anni 3 ragazzini, 2 dodicenni e un tredicenne. Il giovane, incensurato, abita nello stesso quartiere in cui vivono i ragazzi e svolge attivita' sociali nella stessa parrocchia. La notizia e' emersa oggi dopo che i carabinieri di Seregno (Monza) hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare. I tre, secondo le indagini, subivano violenze sessuali da almeno 3 anni.

Allora perche' la riforma Fornero?? per preparare l'italia al super capitalismo??Pensioni: Superinps, -35,5% nuovi assegni in 9 mesi 2012 Non c'e' ancora effetto Fornero. Tra Inps e Inpdap gli assegni sono stati 199.555

Pensioni: Superinps, -35,5% nuovi assegni in 9 mesi 2012

Non c'e' ancora effetto Fornero. Tra Inps e Inpdap gli assegni sono stati 199.555

 

 Crollo delle nuove pensioni nei primi nove mesi del 2012: gli assegni liquidati dall'Inps, compresi quelli dell'ex Inpdap, sono stati 199.555 con un calo del 35,5% rispetto ai 309.468 dello stesso periodo del 2011. Il dato e' l'effetto della finestra mobile e dello scalino scattati nel 2011 mentre la riforma Fornero ha effetti dal 2013.

Il dato che tiene conto delle pensioni Inpdap, dal 2012 incorporato nell'Inps, è il risultato soprattutto dell'introduzione nel 2011 della finestra mobile (12 mesi di attesa per i dipendenti, 18 per gli autonomi una volta raggiunti i requisiti) e dello "scalino" previsto dalla riforma Damiano sempre per il 2011 per la pensione di anzianità con le quote (da 59 a 60 anni l'età minima a fronte di almeno 36 anni di contributi). Gli effetti della riforma Fornero invece si avvertiranno dal 2013 quando si esauriranno la gran parte delle uscite con le vecchie regole (chi ha raggiunto i requisiti entro il 2011 e poi ha atteso le finestre). Nei primi nove mesi dell'anno, secondo i dati che l'ANSA è in grado di anticipare,l'Inps ha liquidato 140.616 pensioni nel settore privato (-37,4% rispetto alle 224.869 erogate nello stesso periodo del 2011) e 58.939 nel settore pubblico, quello finora gestito dall'Inpdap, ora incorporato nell'Inps (-22,2% rispetto alle 84.599 erogate nello stesso periodo del 2011). Nel complesso i nuovi assegni liquidati sono stati 110.000 in meno rispetto a quelli liquidati nei primi nove mesi dell'anno scorso dai due enti L'età media di uscita dal lavoro nel settore privato è cresciuta di un anno (da 60,3 anni a 61,3 anni) mentre nel settore pubblico si è passati da 60,8 anni a 61,2 anni. Il calo più consistente è stato registrato per le pensioni di anzianità nel privato (-44,1%) passate da 127.855 dei primi 9 mesi del 2011 a 71.491 dei primi nove mesi del 2012. Le pensioni di vecchiaia, sempre nel privato, sono diminuite del 28,7% passando da 97.014 a 69.125. Sono diminuiti soprattutto i nuovi assegni per i lavoratori autonomi mentre per i dipendenti (sempre del privato) il calo è stato del 21,69% (da 132.801 nuove pensioni liquidate tra vecchiaia e anzianità nei primi nove mesi del 2011 a 103.996). Per i coltivatori diretti il calo nel periodo è stato del 67,6% da 20.526 a 6.637 mentre per gli artigiani si è avuto un crollo del 59,6% (da 38.567 assegni a 15.580). Per i commercianti si è passati da 32.975 assegni liquidati a 14.403 (-56,3%). Nel complesso del settore privato (140.616 nuovi assegni) il risultato delle nuove pensioni è stato migliore anche rispetto al previsto (148.948 assegni per i primi 9 mesi). E' probabile, visto quanto accaduto nel 2011, che la percentuale di calo complessiva si rafforzi per la fine dell'anno. Dall'anno prossimo si esauriranno le uscite di coloro che possono andare in pensione con le vecchie regole e si comincerà ad uscire con le regole previste dalla riforma Fornero. Per le donne dipendenti del settore privato bisognerà avere compiuto almeno 62 anni e tre mesi nel 2013 (o 62 anni nel 2012 ma a quel punto si poteva uscire con le regole precedenti avendone 61 nel 2011 e avendo quindi anche scavallato la finestra mobile).
MASTRAPASQUA, CONTI IN SICUREZZA - I dati sull'andamento delle pensioni nei primi nove mesi del 2012 (-35,5% sullo stesso periodo del 2011) confermano che "le riforme funzionano" e che i conti "sono stati messi in sicurezza". Lo ha detto il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua in un colloquio con l'ANSA.
L'Inps non è in grado di garantire tutti i servizi e di tenere aperte le sedi sul territorio con un taglio degli organici di 4.000 persone così come previsto dalla spending review (su 33.000 lavoratori complessivi nel SuperInps). A dirlo e' Mastrapasqua spiegando di aver chiesto al Governo un confronto perché l'Inps sia escluso dal taglio degli organici nella PA. "In assenza di un tavolo,ha detto,non mando la delibera sul taglio organici. Penso che i nostri interlocutori ci ascolteranno".
Nei primi 9 mesi del 2012 l'età media di uscita dal lavoro è stata di 61,3 anni, un anno in più rispetto allo stesso periodo del 2011 (60,3 anni). Lo sottolinea il presidente dell'Inps. "Penso che l'anno prossimo - afferma in un colloquio con l'Ansa - raggiungeremo e supereremo la Germania". I tedeschi in media vanno in pensione a 61,7 anni ma il loro tasso di sostituzione é del 58,4% dell'ultima retribuzione mentre per i lavoratori italiani, grazie all'uso del metodo retributivo, si aggira ancora sull'80%. In Francia l'età media di uscita dal lavoro è 59,3 anni ma il tasso di sostituzione è del 60,8% rispetto all'ultima retribuzione.

domenica 21 ottobre 2012

Primarie PD

BERSANI-RENZI, È ANCORA SCONTRO. SERRA: 'IO BANDITO? QUERELO IL LEADER PD'

"Essere definito 'bandito' da lei mi offende" e anche se "in Italia lei è... immune" ci penseranno "i miei legali italiani e inglesi che chiameranno i giudici a decidere sulle sue parole". Così Davide Serra, fondatore di Algebris e sostenitore della campagna di Matteo Renzi, risponde a Pier Luigi Bersani in una lettera aperta all'ANSA. "Ma prima o poi - assicura Serra nella lettera - non lo sarà più (immune, ndr) e io procederò inesorabilmente, ho molto tempo e voglio che la verità venga ristabilita".
"Caro Onorevole Bersani - scrive Serra - trovo incredibile che in un Paese con un'evasione fiscale da record, che nessuno dei politici sembra abbia, sinora, voluto veramente combattere, venga definito "bandito" un investitore istituzionle basato a Londra, regolato dall'Fsa e dalla Sec (rispettivamente la Consob inglese e Usa, ndr) e tassato dall'Inland revenue".
"Non c'è nulla da offendersi, se si offende problemi suoi". Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, replica a Serra. "Non so dove l'ho offeso, perché si è offeso, io parlo solo di Cayman", sottolinea. "Dove e come Bersani avrebbe detto che Serra è un bandito? Il segretario del Pd ha parlato di Cayman e non di Davide Serra che non ha il piacere di conoscere", aggiunge il portavoce di Bersani.
"Con la gente basata alle Cayman non deve parlare nessuno, è ora di finirla perché c'é gente che lavora e paga le tasse", ribadisce Bersani che, a margine della forum della Coldiretti a Cernobbio, torna sulla sua posizione sulla cena di Renzi con l'imprenditore Serra. "Non ci si deve fare dare consigli da chi viene dai paradisi fiscali. Non è una polemica con Renzi ma è un impegno che dobbiamo prenderci tutti", sottolinea il leader del Pd.
"Io e Matteo Renzi non siamo nemici, ma competitori", aggiunge il segretario. "Non siamo a un pranzo di gala ma stiamo facendo le primarie - ha spiegato - si discute, e tutto questo sta facendo bene al Pd".
"Se uno non vuole parlare con tutti coloro che hanno una sede alle Cayman vuol dire che non vuole parlare con quelli che ci comprano i nostri titoli di Stato", è la replica del sindaco di Firenze, Matteo Renzi. "Chi di slogan ferisce, di slogan rischia...non faccio la rima", aggiunge Renzi. "Rinnovo il mio appello al mio segretario che su questo ha fatto polemica: non importa andare alle isole Cayman scelga una Casa del popolo in provincia di Modena e confrontiamoci davanti ai cittadini".
"La mia campagna elettorale è ovviamente basata sul finanziamento privato. Finora sono stati raccolti 81mila euro per sostenerla", precisa Renzi. "Le Cayman?", si chiede poi tornando sulle polemiche del suo incontro con il mondo della finanza e delle banche: "una barzelletta. Non sapevo neppure dove fossero, sono andato a cercarle sulla cartina. Non è con gli slogan che si governa questo paese".
"Inviterò a cena banchieri e alta finanza. Dirò che voglio tassare loro per diminuire tasse a imprese e lavoratori. Temo che cenerò da solo". Scrive su Twitter l'altro candidato alle primarie, Nichi Vendola.
RENZI, CON STORIA DELLA FINANZA SIAMO BARZELLETTA - In sala nel Teatro Municipale di Piacenza, tappa del tour in camper di Matteo Renzi, non si sono visti finanzieri, gli è stato detto ironicamente: "Su questa storia della finanza stiamo rischiando la barzelletta perché se non parliamo con il mondo della finanza non siamo credibili, non siamo autorevoli, che dirà la Merkel di noi? Ma se incontriamo il mondo della finanza, allora diventa il nemico e siamo accusati di chissà quale complottismo". "Molto semplicemente è fisiologico, è logico parlare ed ascoltare tutti - ha aggiunto Renzi - il giorno in cui abbiamo parlato con la finanza abbiamo parlato anche con il sociale solo che ai media è interessato di più sottolineare l'incontro con la finanza. Nella finanza c'é chi fa il furbo e quelli vanno presi e stangati ma c'é chi rispetta le regole e le regole prevedono la possibilità di pagare le tasse nel proprio Paese d'origine e utilizzare anche vettori che hanno regolamentazione in uso alle isole Cayman. Questo chi si occupa di finanza lo sa benissimo e io credo che un candidato premier debba conoscere la finanza".