venerdì 7 dicembre 2012

L'auto di James Bond diventa italiana Aston Martin nelle mani di Investindustria


L'auto di James Bond diventa italiana
Aston Martin nelle mani di Investindustrial



Prestige Motor Holdings, società controllata da Investindustrial, e Investment Dar hanno annunciato che Investindustrial acquisirà per circa 190 milioni di euro il 37,5% del capitale di Aston Martin Holdings attraverso un aumento di capitale che consentirà alla società di investimento europea Investindustrial di diventare il principale azionista di Aston Martin. L'operazione - soggetta all'approvazione dell'Antitrust prevista nel primo trimestre del 2013 - implica un Enterprise Value della Società di circa 940 milioni di euro. È quanto si legge in una nota del fondo di Andrea Bonomi.
L'INVESTIMENTO - Nei prossimi 5 anni Aston Martin investirà oltre 625 milioni di euro in nuovi prodotti e in programmi per lo sviluppo tecnologico. Con il supporto di Investindustrial e di Investment Dar, Aston Martin potrà quindi realizzare il suo ambizioso piano di crescita ed espansione a livello mondiale. Fondata nel 1913 a Londra, Aston Martin è uno dei marchi più esclusivi di auto sportive di lusso in tutto il mondo. Lo status di icona che ha accompagnato negli anni Aston Martin e la fama che si è guadagnata a livello mondiale si basano sulle prestazioni e sull'elegante design delle vetture che produce, vetture che sono state rese leggendarie negli ultimi 50 anni come le auto di 007 in 11 dei film che hanno come protagonista James Bond.
I CONTI - Nel 2011 Aston Martin ha generato un fatturato di 634 milioni di euro e un Ebitda pari a 101 milioni di euro. «Siamo davvero orgogliosi di iniziare questa avventura e investire in una icona globale, oltre che in uno dei marchi simbolo del British style. - ha commentato Andrea C. Bonomi, Senior Principal di Investindustrial - Non vediamo l'ora di lavorare con il management e con Investment Dar per realizzare anche con Aston Martin quel processo di trasformazione e ammodernamento che abbiamo ottenuto con successo in Ducati, grazie all'ampliamento della gamma di modelli e al rafforzamento della rete distributiva in tutto il mondo».
LE REAZIONI - Il Presidente di Aston Martin, David Richards, ha dichiarato: «Siamo lieti che Investindustrial abbia deciso di diventare l'azionista di riferimento di Aston Martin. Con il supporto di Investment Dar, nel corso degli ultimi cinque anni abbiamo posto le basi per affermarci come uno dei leader a livello mondiale nel settore delle automobili sportive di lusso. L'investimento effettuato da Investindustrial valorizza il posizionamento unico raggiunto da Aston Martin nel proprio segmento di mercato. Con questa partnership e il rinnovato impegno di Investment Dar, non vediamo l'ora di lavorare con i nostri azionisti, condividere la nostra visione e realizzare i nostri progetti futuri».

Deutsche Bank, buco nero da 12 mld,quindi coinvolti tutti anche i ""virtuosi tedeschi""


Deutsche Bank, buco nero da 12 mld

Per evitare la nazionalizzazione, truccati i conti dalla banca tedesca. La Consob Usa indaga anche su altre operazioni.

Nella migliore delle ipotesi è un'altra grana - la peggiore - per la Deutsche Bank di fronte alle autorità Usa. Nella peggiore, un vaso di Pandora che, scoperchiato, può esporre la maggiore banca d'Europa al vaglio scrupoloso delle autorità statali tedesche.
Un buco nascosto di 12 miliardi di dollari in perdite, truccando i conti, non è poco. Ma, se la denuncia dei tre dipendenti silurati dal gruppo alla Sec (l'autorità di controllo sulle banche del governo americano) si rivelasse vera, sotto il tappeto gli investigatori potrebbero trovare di più di un maneggio pericoloso per evitare il salvataggio di Berlino, preservando così un'immagine immacolata rispetto alla concorrenza.
L'ONTA DELLA NAZIONALIZZAZIONE. Per l'ex boss Josef Ackermann, prima di ritirarsi a maggio era considerato l'uomo più potente della finanza tedesca, una nazionalizzazione forzata, come quella che nel 2009 toccò alle disastrate Hypo Real Estate e Commerzbank, sarebbe stata una «vergogna». E non solo in Germania.
Guai a prendere soldi dal governo, come aveva fatto, in Gran Bretagna, la Royal Bank of Scotland sull'orlo della bancarotta. O, negli Usa, giganti come Citigroup e Bank of America.
MAXI PERDITE TRA I «COLLATERALI». Meglio allora, per i vertici dell'istituto di Francoforte, mascherare le «discrepanze pazzesche» con un'imponente operazione di finanza creativa: ammortizzare le perdite da derivati nel capitolo dei leveraged super senior trades, per un portafoglio di circa 130 miliardi di dollari di operazioni collaterali (comprensive dell'assicurazione strette con la Berkshire Bank del magnate Warren Buffett), complessivamente sopravvalutate. Registrate cioè non ai valori correnti di mercato.

I dipendenti cacciati: «Ackermann mentiva»

Pochi mesi dopo l'esplosione nel 2008 del bubbone dei crac da derivati, Ackermann raccontò entusiasta che la sua banca aveva una sorprendente «abbondanza di capitale». Alla fine del nuovo anno, sarebbe addirittura tornata in grande attivo. Sulle «suggestioni» di «perdite da nascondere» sarebbe stata fatta «maggior chiarezza possibile».
Tutte balle, secondo gli accusatori - due manager dei dipartimenti dei rischi e un trader, andati a vuotare il sacco alla Sec - che, di fronte alla Consob americana, avrebbero più volte ribadito come i loro superiori ai vertici fossero ben consapevoli delle irregolarità nei registri di bilancio.
TRE DIPENDENTI SILURATI. Prima di essere allontanati forzatamente dal gruppo, i tre dipendenti (uno dei quali in Deutsche Bank da 10 anni) avrebbero evidenziato quanto rilevato ai capi, facendo loro presente la falsa valutazione delle perdite.
Il buco, se correttamente indicato, avrebbe fatto precipitare il capitale del gruppo al di sotto la soglia critica per il salvataggio di Stato in Germania, trasformando Deutsche Bank in una nuova Lehman Brothers.
DEUTSCHE BANK SMENTISCE. Venuta alla luce la vicenda grazie a un'inchiesta delFinancial Times, il quartier generale di Francoforte ha smentito qualsiasi maneggio, dichiarando che le denunce in oggetto, risalenti ai due anni precedenti, erano già state «pubblicamente riportate e approfonditamente investigate nel 2011», salvo poi rivelarsi «completamente infondate».

Stretta negli Usa e in Germania: Deutsche Bank rischia

Per il quotidiano britannico la versione è però diversa. In corso dal 2010, le indagini delle autorità americane hanno raccolto testimonianze indipendenti l'una dall'altra.
«Secondo fonti bene informate, ciascun accusatore ha trascorso ore con i legali della Sec, fornendo documenti interni bancari in ripetuti incontri».
Molto, in materia, potrebbe saperne l'ex consigliere generale della Deutsche Bank Robert Khuzami, attualmente alla direzione della divisione esecutiva sui controllo della Sec. Niente meno che in lizza per sostituire, alla fine del mese, il presidente dell'organismo Mary Schapiro.
LE INDAGINI SUL LIBOR. In virtù del conflitto d'interessi, si è chiamato fuori da ogni inchiesta in corso, ma la sua è una presenza che pesa.
Invischiata nello scandalo Libor di Barclays, al pari di altri istituti quali Citigroup, Hsbc e Jp Morgan, finora il colosso di Francoforte se l'è cavata scaricando sui pesci piccoli, anche attraverso indagini interne, le responsabilità di aver taroccato i tassi variabili. Oppure, come nel 2010 e nel 2011, accettando di pagare maxi-multe al governo americano, nell'ambito di svariate inchieste, aperte o in via di apertura negli Usa per frode, evasione fiscale e illeciti associati a operazioni finanziarie disinvolte, negli anni precedenti alla crisi del 2008.
GERMANIA, CONTROLLI A TAPPETO. Stavolta la faccenda sembra però più grossa. E anche in Germania le acque sono parecchio agitate.
Per uno dei reati patteggiati Oltreoceano da Deutsche Bank - aiutare i clienti a sottrarre svariati milioni al fisco - a novembre la polizia tributaria tedesca ha condotto, un'operazione in grande stile nella sede centrale di Monaco della Hypovereinsbank, controllata di Unicredit.
Perquisizioni a tappeto, per contrastare l'evasione in Germania, sono scattate anche tra i tedeschi dell'Ubs e, in estate, nelle filiali di Credit Suisse.

Maltempo: Veneto, -21 a Passo Cimabanche


Maltempo: Veneto, -21 a Passo Cimabanche

Minime in montagna sotto la media di 7 gradi, Cortina -12



VENEZIA, 7 DIC - Bel tempo in montagna ma tra un paio d'ore arriveranno le nuvole con nevicate, anche se di intensita' ridotta, mentre in pianura la neve dovrebbe arrivare soprattutto verso sera. Queste le indicazioni del centro meteo di Arabba (Belluno).

Le minime in montagna sono sotto la media stagionale di 7 gradi, con punte a Passo Cimabanche di -21 gradi e -20 a Pian di Marcesina. -14 gradi ad Asiago, Arabba e Sappada e -12 a Cortina. A Belluno -6.

Scossa di 7.4 in Giappone: arriva lo tsunami


Scossa di 7.4 in Giappone: arriva lo tsunami

Onde di 1 metro a Miyagi 



Una forte scossa di terremoto, di magnitudo 7.4 secondo l'americana Usgs (7.3 per la Japan Meteorological Agency), è stata registrata oggi nel nord est del Giappone. Le autorità hanno lanciato l'allerta tsunami.
Uno tsunami con altezza massima di circa un metro è stato registrato alle 18.02 locali (le 10.02 in Italia) nella città di Ishinomaki, nella prefettura di Miyagi, quella considerata più minacciata con l'ipotesi di maremoti fino a 2 metri. La tv pubblica giapponese, la Nhk, che ha avviato una diretta, ha messo in guardia dal rischio che, come accaduto a marzo 2011, le onde anomale potrebbero ripetersi più volte, anche a distanza di tempo l'una dall'altra. La prefettura di Miyagi fu coinvolta dal sisma e dallo tsunami dell'11 marzo 2011.
L'allerta tsunami è solo locale e non riguarda il resto del Pacifico. Lo ha riferito il servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs).
Nessuna anomalia è stata finora registrata alla centrale nucleare di Fukushima, già gravemente colpita dal sisma/tsunami del 2011. La Nuclear Regulation Authority, l'agenzia nucleare nipponica, ha riferito che non sono state rilevate anomalie anche negli altri impianti del nordest interessati dal sisma.
La scossa, misurata dalla U.S. Geological Survey in magnitudo 7.4 (e invece di 7.3 secondo la Japan Meteorological Agency, Jma), si è verificata alle 17.18 locali (le 9.18 in Italia), con epicentro a 240 km dalle coste della prefettura di Miyagi e ipocentro a 10 km di profondità, in base alle rilevazioni della Jma. Sempre l'agenzia nipponica ha stimato in 5- l'intensità del sisma sulla scala di rilevazione nipponica di 7 massimi, così come misurato nelle prefetture di Iwate, Miyagi, Aomori, Ibaraki e Tochigi. I treni veloci 'shinkansen' sono stati fermati per precauzione, mentre anche l'aeroporto internazionale di Tokyo Narita è stata chiuso per poter consentire le ispezioni sulla sicurezza.
Nella capitale nipponica la scossa è stata avvertita in modo netto. La stessa Tokyo Tower, la cui antenna è stata appena riparata dopo i danni subiti dal terremoto dell'11 marzo 2011, ha oscillato, con un effetto ben visibile a occhio nudo malgrado fosse già buio.

giovedì 6 dicembre 2012

Egitto:Battaglia islamisti-laici, 7 morti Anche il presidente della tv di Stato si dimette in polemica con Morsi


Battaglia islamisti-laici, 7 morti
Anche il presidente della tv di Stato
si dimette in polemica con Morsi

Si dimettono i consiglieri di Morsi
Almeno sette manifestanti sono morti nella notte durante scontri tra sostenitori e avversari del presidente Mohamed Morsi al Cairo. Una vera e propria battaglia con bastoni, bombe molotov e lancio di pietre si è svolta attorno al palazzo presidenziale.  

Il ministero della Sanità egiziano ha fatto sapere che più di 300 persone sono rimaste ferite negli scontri. Cinquanta sono state arrestate dalle forze dell’ordine. Sul loro profilo twitter, i Fratelli Musulmani, che sostengono Morsi, hanno definito i loro avversari nostalgici del regime di Mubarak, suscitando la rabbia dell’opposizione che ha lanciato accuse di “fascismo” ed ha parlato di “milizie islamiche”. La tensione resta elevata. Almeno tre carri armati e due blindati si sono posizionati davanti al Palazzo Presidenziale, nel centro del Cairo. 

Ieri, in una conferenza congiunta, i leader dell’opposizione hanno rinnovato la richiesta al presidente di ritirare il decreto e di cancellare il referendum costituzionale fissato per il 15 dicembre. «Il regime perde legittimità giorno dopo giorno», ha dichiarato il Premio Nobel per la Pace Mohamed ElBaradei, ora capo del partito el Dostour, e ha annunciato la disponibilità dell’opposizione a dialogare sulla nuova Costituzione, a condizione che Morsi ritiri il decreto con cui ha allargato i poteri presidenziali. Da parte sua, il vicepresidente egiziano ha ribadito che il referendum si terrà come previsto, invitando l’opposizione a presentare i propri emendamenti per cambiamenti da apportare dopo il voto. 

L’onda lunga delle proteste è arrivata fino all’interno del palazzo presidenziale che Morsi ha lasciato nel tardo pomeriggio perché, hanno detto fonti della presidenza, aveva terminato le sue attività della giornata. Ma è il secondo giorno consecutivo che il presidente abbandona l’edificio mentre intorno è scatenato l’inferno. 
Primo uno, poi a seguire tutti i consiglieri di Morsi hanno deciso di dimettersi per protestare contro le morti dei manifestanti e perché, come ha scritto uno di loro su twitter, non si vede una via di uscita alla crisi. 

Intanto l’apparato di potere di Morsi perde i pezzi. Dopo le dimissioni di ieri dei consiglieri del presidente, oggi sono arrivare quelle del presidente della televisione di Stato egiziana. Essam el Amir ha annunciato di aver presentato le sue dimissioni al ministro dell’informazione Salah Abdel Maksoud, per protestare contro «la gestione del Paese».  

Lavori Autostrade, perquisizioni Dia: indagati alcuni imprenditori campani







Perquisizioni in varie città italiane sono in corso da parte della Dia di Firenze, nei confronti di un gruppo di imprenditori campani “responsabili della reiterata, viziata esecuzione di alcuni lavori presso i caselli autostradali di Firenze Nord (A1), Valdarno (A1), Viareggio, Rosignano (LI) (A12), del nuovo cavalcavia in ferro e del nuovo casello autostradale di Capannori (LU), Frizzone (A11)” . All’operazione partecipano i carabinieri di Napoli e dell’Aquila. Secondo gli investigatori gli imprenditori avrebbero tentato di corrompere alcuni “rappresentanti degli enti committenti” per ottenere “modifiche fraudolente dei disegni progettuali, soprattutto nella parte relativa alle saldature delle pensiline, da parte degli imprenditori indagati e di alcuni tecnici collusi, per ovviare alle ripetute contestazioni di non conformità dei lavori da parte delle varie stazioni appaltanti e l’esistenza di diversi procedimenti penali sulla comprovata cattiva esecuzione delle opere pubbliche realizzate”.

È morto Oscar Niemeyer,uno dei piu' grandi architetti del novecento


È morto Oscar Niemeyer


È morto Oscar Niemeyer

Aveva 104 anni, era il leggendario architetto brasiliano che inventò Brasilia, palazzi che sembrano astronavi e la Mondadori di Segrate: le foto delle sue opere

È morto a 104 anni il grande architetto brasiliano Oscar Niemeyer, che ha progettato alcuni dei più famosi edifici modernisti del Ventesimo secolo. Niemeyer era ricoverato in ospedale, i suoi funerali si terranno nel palazzo presidenziale di Brasilia per decisione della presidente del Brasile, Dilma Rousseff. Il sindaco di Rio de Janeiro, la città natale di Niemeyer, ha indetto tre giorni di lutto cittadino.
Niemeyer diventò famoso a livello internazionale con la progettazione (in un’équipe) del quartier generale delle Nazioni Unite a New York e la monumentale costruzione di Brasilia, nuova capitale del Brasile, tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta. Le sue simpatie per il partito comunista lo costrinsero all’esilio in Europa negli anni della dittatura militare in Brasile. Alla fine degli studi iniziò a lavorare nello studio degli architetti Lucio Costa e Carlos Leao. I suoi primi lavori importanti risalgono agli anni Trenta: nel 1939 disegnò il padiglione brasiliano alla Fiera Internazionale di New York, attirando l’attenzione del sindaco di allora Fiorello La Guardia che lo premiò con le chiavi della città.
Nel 1939, quando era ancora dipendente di Lucio Costa, fu a capo della commissione di architetti che doveva progettare, con la consulenza di Le Corbusier, la sede di Rio de Janeiro del ministero dell’Istruzione e della Sanità. Il palazzo è stato il primo grattacielo utilizzato come sede ufficiale governativa, ed è conosciuto oggi come palazzo Gustavo Capanema, dal nome del primo ministro dell’Istruzione in Brasile.
Nel 1940 Niemeyer incontrò Juscelino Kubitschek, che allora era sindaco della città di Belo Horizonte. Kubitschek gli affidò il compito di progettare alcuni edifici di un nuovo quartiere nella parte nord della città, Pampulha. Niemeyer disegnò una chiesa, che fu completata nel 1943. Le autorità della Chiesa Cattolica, però, si rifiutarono di consacrare l’edificio fino al 1959 per la sua “forma non ortodossa”.
Nel 1947 fece parte, di nuovo insieme a Le Corbusier, del team internazionale di architetti che progettarono il quartier generale delle Nazioni Unite a New York. Negli anni successivi la Yale University gli offrì una cattedra e la Harvard Graduate School of Design la posizione di rettore, ma gli fu rifiutato il visto di ingresso negli Stati Uniti per le sue posizioni di sinistra (pare che Fidel Castro abbia detto una volta: «Niemeyer e io siamo gli ultimi comunisti»).
Il periodo più importante nella vita e nella carriera di Niemeyer arrivò però nel 1956. In quell’anno Juscelino Kubitschek venne eletto presidente del Brasile e lo convocò per il progetto di una nuova capitale, Brasilia. Kubitschek affidò l’organizzazione del concorso per il progetto della città a Niemeyer; il concorso fu vinto dall’architetto Lucio Costa, il vecchio maestro di Niemeyer, che disegnò la pianta della città lasciando a Niemeyer gli edifici principali, tra cui la residenza del Presidente (Palácio da Alvorada), la casa dei deputati, il Congresso Nazionale, la Cattedrale di Brasilia, diversi ministeri e diversi edifici residenziali. Brasilia fu progettata, costruita e inaugurata in quattro anni; Niemeyer fu nominato capo responsabile del collegio di architettura dell’Università di Brasilia.
Nel 1961 un colpo di stato portò i militari al potere e instaurò una dittatura che sarebbe durata fino al 1985. In quel periodo Niemeyer si trasferì in Europa, a Parigi. Nel 1988 vinse il Premio Pritzker per l’architettura e tornò in Brasile. Da allora ha continuato a lavorare: tra le altre cose ha progettato altri due edifici minori a Brasilia e nel 1996, a 89 anni, ha disegnato il Museo di arte contemporanea di Niteroi (la città che fronteggia Rio de Janeiro sulla baia di Guanabara), uno dei suoi lavori più famosi.
In Italia ha progettato l’Auditorium di Ravello, inaugurato nel 2010 e da allora praticamente sempre chiuso, e la sede di Mondadori a Segrate, vicino a Milano.