giovedì 7 marzo 2013
In Calabria nebbia fitta e pioggia
In Calabria nebbia fitta e pioggia
Il traffico e' regolare, in Sila molti turisti a sciare

(ANSA) - CATANZARO, 7 MAR - Nebbia fitta e pioggia stanno caratterizzando il maltempo su tutta la Calabria. Nelle ultime ore le temperature hanno subito un rapida riduzione. Il traffico sul tratto calabrese dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria e sulle statali e' regolare. A causa della nebbia fitta la polizia stradale ha intensificato i controlli per evitare disagi. Sono numerosi i turisti che hanno raggiunto le principali localita' della Sila dove tutti gli impianti sciistici sono aperti.
Sfruttamento prostituzione, 40 arresti
Sfruttamento prostituzione, 40 arresti
Carabinieri di Vigevano sgominano organizzazione italo-romena

(ANSA) - ROMA, 7 MAR -Una vasta operazione dei Carabinieri di vigevano (Pv) ha portato alla scoperta di un'organizzazione criminale transnazionale, composta da italiani, romeni ed albanesi, dedita allo sfruttamento della prostituzione nell'hinterland milanese. Sequestrati veicoli, immobili e strutture commerciali di ingente valore. Trenta misure cautelari sono state eseguite in Lombardia ed altre 10 in Romania dove la banda preparava, organizzava e gestiva le attivita' per l'Italia, reclutando giovani donne.
Yara, riesumata salma padre assassino
Yara, riesumata salma padre assassino
Da Gorno a Bergamo per accertamenti decisi dalla procura

(ANSA) - GORNO, 7 MAR - E' stata riesumata la salma di Giuseppe Guerinoni, il bergamasco di Gorno che, secondo gli inquirenti, sarebbe il padre dell'assassino di Yara Gambirasio.
La salma e' stata portata a Bergamo, dove verra' sottoposta agli accertamenti disposti dalla procura. Secondo il pm Letizia Ruggeri, si tratterebbe di uno ''scrupolo'' per confermare quanto gia' dato per certo e cioe' che Guerinoni sia al 99,9% il padre dell'uomo che ha lasciato tracce biologiche sugli slip e i leggings di Yara.
Bomba carta contro casa imprenditore
Bomba carta contro casa imprenditore
Nella notte a Santa Maria Capua Vetere, vicino al tribunale

(ANSA) - SANTA MARIA CAPUA VETERE (CASERTA), 7 MAR - Una bomba carta e' esplosa nella notte a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), alle spalle del Tribunale penale, non molto distante dal punto di sorveglianza armata dell'Esercito.
L'ordigno - secondo quando accertato dalla Polizia - e' stato posizionato vicino al portoncino dell'abitazione dell'imprenditore Marco Natale, 41 anni, nipote di Mario Natale, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul clan dei Casalesi Spartacus 3.
L'ordigno - secondo quando accertato dalla Polizia - e' stato posizionato vicino al portoncino dell'abitazione dell'imprenditore Marco Natale, 41 anni, nipote di Mario Natale, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul clan dei Casalesi Spartacus 3.
Blitz contro clan Casalesi, 17 arresti
Blitz contro clan Casalesi, 17 arresti
Per indagini stava organizzando attentati a due caserme dei CC

(ANSA) - CASERTA, 7 MAR - I carabinieri stanno eseguendo nel Casertano 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone ritenute appartenenti a una frangia del clan dei Casalesi che estorceva denaro agli imprenditori. Contestati i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e detenzione illegale di armi ed esplosivi. Il gruppo stava organizzando due attentati alle stazioni dei carabinieri di Grazzanise e alla compagnia di Santa Maria Capua Vetere.
Sangue sul Monte dei Paschi di Siena
David Rossi, 51 anni, capo area comunicazione della banca, si è buttato dalla finestra del suo ufficio
Dal Banco Ambrosiano a Parmalat, i casi di suicidio dei 'custodi dei segreti' negli scandali finanziari
Dal Banco Ambrosiano a Parmalat, i casi di suicidio dei 'custodi dei segreti' negli scandali finanziari
Porta aperta, computer acceso, giacca appoggiata su una sedia. Così gli agenti hanno trovato l'ufficio di David Rossi, capo dell’area comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, pochi minuti dopo il suo suicidio, avvenuto alle 20.40. Il fedelissimo di Giuseppe Mussari si è gettato da una finestra della sede senese di Rocca Salimbeni. Nel cestino accanto alla scrivania un foglio accartocciato con la scritta: "Ho fatto una cavolata". Rossi era stato perquisito il 19 febbraio, ma non era tra gli indagati
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