venerdì 10 maggio 2013

Vergogna Italia basta con la violenza alle donne,Donna ustionata con acido da uomini incappucciati


Donna ustionata con acido da uomini incappucciati

E' accaduto a VIcenza. Due gli aggressori, la donna non è grave, presenta leggere ustioni


Immagine simbolica di violenza sulle donne

Una donna di 31 anni è stata aggredita con il lancio di una sostanza caustica da due uomini incappucciati che avevano suonato alla sua porta di casa. La vittima aveva presentato ieri una denuncia per minacce. Non è in gravi condizioni, ed è già stata dimessa dalla rianimazione la donna colpita con dell'acido da due sconosciuti. Lo riferisce la Questura di Vicenza. La 31enne è stata accolta in rianimazione, come da protocollo medico in questi casi, ma ne è uscita subito. Avrebbe leggere ustioni ad un braccio e ad un gluteo.
La donna, sposata, abita in una villetta alla periferia di Vicenza. Secondo il racconto che lei stessa ha fatto agli investigatori, verso le 14.30 ha sentito suonare alla porta e convinta che fossero alcuni parenti, che abitano a fianco, ha aperto senza timore. Due persone incappucciate l'avrebbero bloccata, fatta stendere a terra e mentre uno la teneva ferma l'altro avrebbe gettato una sostanza caustica sul braccio. Divincolandosi, la donna si sarebbe ustionata anche ad un gluteo.

IL DOCUMENTO DEL PD: "MOLLIAMO BERLUSCONI, ANDIAMO CON GRILLO"


IL DOCUMENTO DEL PD: "MOLLIAMO BERLUSCONI, ANDIAMO CON GRILLO"

Laura Puppato è il volto della ribellione interna al partito. Cercherà di convincere l'area di Civati a cambiare definitivamente rotta


renzi_puppato.jpgLaura Puppato ex candidata alle primarie per la premiership, vuole convincere i ribelli di Civati e dei prodiani a dare nuova forma al Pd con due elementi assolutamente nuovi: l'antiberlusconismo e un'alleanza di governo con Cinque Stelle e Sel.

Nel documento che sarà presentato all'assemblea alla Fiera di Roma si legge chiaramente che l'idea del nuovo Pd per la Puppato passa dalla ineleggibilità di Berlusconi ad un governo con Grillo. Chissà se il PD è pronto a frantumarsi definitivamente. 

L’Italia usi il suo oro per minacciare l’uscita dall’Eurozona


L’Italia usi il suo oro per minacciare l’uscita dall’Eurozona


L’Italia ha tutti i mezzi per resistere alla crisi, a patto che voglia davvero farlo: deve cioè minacciare l’uscita dall’unione monetaria europea, che la sta strangolando. Lo sostiene l’inglese Ambrose Evans-Pritchard, di fronte alla recente proposta del World Gold Council: utilizzare la riserva aurea italiana, la quarta al mondo, per mitigare i dettami di austerità imposti dall’Eurozona. Duemila tonnellate d’oro, come garanzia di una prima tranche per le eventuali perdite degli obbligazionisti: in questo modo, l’Italia potrebbe raccogliere sul mercato dei capitali almeno 400 miliardi di euro e sfuggire al ricatto del debito per un paio d’anni. Ma se a monte non cambiano le regole di Bruxelles – avverte l’economista del “Telegraph” – dopo una boccata d’ossigeno biennale l’Italia potrebbe trovarsi definitivamente nei guai. E senza più neppure il salvagente dei suoi lingotti d’oro.
La riserva aurea come garanzia, ricorda Evans-Pritchard in un intervento ripreso da “Come Don Chisciotte”, è già stata utilizzata nel 1974, quando Ambrose Evans-Pritchardl’Italia chiese un prestito di due miliardi di dollari alla Bundesbank. Stessa cosa fece il Portogallo, che sempre negli anni ‘70 ottenne un miliardo di dollari dalla Banca dei Regolamenti Internazionali. E così anche l’India, che nel ’91 usò il suo oro per ricevere un prestito dal Giappone. Un sondaggio congiunto Wgc-Ipsos ha rilevato che il 61% degli imprenditori italiani e il 52% del pubblico sosterrebbe questa idea, mentre solo una piccola minoranza sarebbe contraria. Il rapporto dice: con l’Italia che deve ancora affrontare importanti sfide finanziarie, il patrimonio dello Stato – come ad esempio le riserve d’oro – costituisce una possibilità per conquistarsi un certo spazio vitale. Un debito sovrano garantito con “obbligazioni auree” costituirebbe un debito sostenuto da garanzie reali come l’oro. In questo modo, utilizzando una parte delle riserve auree, gli Stati sovrani possono ottenere prestiti con minori interessi, senza (eventualmente) dover vendere un’oncia del loro oro.
L’uso dell’oro sarebbe comunque un ripiego: sostituirebbe il valore “naturale” dello Stato sovrano, cioè la libera creazione di moneta – cosa che avviene nel resto del mondo, da Londra a Washington, da Mosca a Pechino. La riserva aurea aiuterebbe i governi dell’Eurozona a recuperare parte della sovranità perduta, prima con la “privatizzazione” delle banche centrali e poi con quella della moneta. Così, si riconquisterebbe la “fiducia” dei mercati obbligazionari a costi di finanziamento più bassi. Misura temporanea, ovviamente: mentre la moneta sovrana garantisce potenzialità di emissione teoricamente illimitate, per sostenere il costo del deficit, il “tesoretto” aureo non è ovviamente infinito. Ricorrendovi, le nazioni azzoppate dall’euro potrebbero persino guadagnarci, e cioè «aumentare tra quattro e cinque volte il valore delle loro riserve in oro», dal momento che «un prestito obbligazionario Lingotti d'orogarantito al 20% con oro potrebbe raccogliere fondi sufficienti per coprire circa l’80% del rifinanziamento di cui ha bisogno l’Italia per due anni».
In questo modo, riferisce Evans-Pritchard, si potrebbe attendere più serenamente la famosa “ripresa”: «Si potrebbe abbassare il livello del debito sovrano senza far aumentare l’inflazione e si darebbe all’Italia tempo e risorse per lavorare su riforme e rilancio dell’economia». In altre parole, utilizzando l’oro per emettere titoli di debito sovrano si otterrebbe una maggiore flessibilità senza infierire oltre con l’austerità. «Questo è esattamente il modo di pensare che dovrebbe attecchire negli Stati occupati dall’unione monetaria europea», dice il giornalista inglese, «e l’Italia è sotto occupazione da quando la Bce ha effettivamente rovesciato il governo eletto con il colpo di Stato del novembre 2011 – con la complicità attiva del presidente Napolitano, un ex stalinista che ha poi trasferito la sua mania ideologica nel progetto dell’Unione Europea».
Debito garantito con l’oro: il disegno è stato presentato lo scorso ottobre da Alessandro di Carpegna Brivio, amministratore delegato della Camperio Sim. Soluzione inevitabile? Tutt’altro, secondo Evans-Pritchard: «Basterebbe che il nuovo premier Enrico Letta dicesse all’Europa di andare a buttarsi a fiume», perché la “reflazione” – cioè la somma tra inflazione e recessione – se avvenisse in un solo paese violerebbe le regole dell’unione monetaria europea. «Ma è altamente improbabile che Mr. Letta lo faccia», essendo cresciuto nell’entourage di Romano Prodi e in particolare alla scuola di Beniamino Andreatta, l’architetto della “grande privatizzazione” che preparò lo smantellamento storico dell’industria pubblica italiana, il motore strategico dello sviluppo che faceva paura alla concorrenza francese e tedesca. L’atteggiamento di Letta, aggiunge il notista del “Telegraph”, ricorda quello di Hollande: con la sua politicafiscale, il presidente francese «sta tentando di far contrarre il Pil di quest’anno del 2%, in modo anticiclico durante una recessione, perché è così intriso del suo europeismo che non se Hollandela sente di mandare al diavolo i sapientoni di Bruxelles e di Francoforte, anche se qualcuno del suo Partito Socialista vorrebbe farlo».
Ambrose Evans-Pritchard teme che il piano del World Gold Council finirebbe solo per «puntellare l’impalcatura di questa impraticabile Unione il più a lungo possibile, per poi lasciare l’Italia ancora più vulnerabile, dopo essersi giocata anche la sua ultima carta», la quarta riserva aurea mondiale. «Nemmeno questa strategia, comunque, risolverebbe il problema fondamentale di una Italia che ha perso costantemente competitività». Tentare un recupero con una “svalutazione interna” metterebbe a dura prova la coesione sociale, «che potrebbe arrivare fino al punto di rottura». E quindi? «Quello che dovrebbe fare l’Italia sarebbe dire alla Germania che non continuerà ad essere un membro dell’Uem a meno che il Nord non “si riadegui-reflettendo” con una “rivalutazione interna” che riporti il divario Nord-Sud a valori accettabili». In questo caso – allora sì – l’Italia «potrebbe anche usare le sue riserve d’oro per rendere questa minaccia veramente credibile». La Germania, conclude Pritchard, dovrebbe sapere che l’Italia ha tutti i mezzi per stabilizzare il mercato obbligazionario «appena liberatasi dai cappi dell’Europa». Con l’avanzo primario di bilancio al 2,5% del Pil, «non si troverebbe ad affrontare nessuna crisi di finanziamento». La parola a Berlino, dove si voterà a settembre: «Aspettiamo che l’Imperatore del Sacro Romano Impero venga a Canossa».

Truffa: 80 indagati in Teatro Bellini


Truffa: 80 indagati in Teatro Bellini

Reati in attestazione straordinario e uso scorretto 'badge'



(ANSA) - CATANIA, 10 MAG - Sono in corso di notifica avvisi di conclusione indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato nei confronti di 80 dipendenti del Teatro Massimo Bellini di Catania. I reati sarebbero stati commessi nelle attestazioni di straordinario dal 2007 al luglio 2009 e per l'uso scorretto di badge di entrata e uscita. Avvisi di conclusione indagini sono stati emessi anche per episodi di assegnazione di appalti di sgombero di materiali di scena.

giovedì 9 maggio 2013

Fermiamo la Germania,vuole solo depredarci


Chomsky: fermate la Germania, vuole solo depredarvi


E’ rimasto celeberrimo il momento in cui il presidente venezuelano Hugo Chávez, durante un discorso all’assemblea delle Nazioni Unite, mostrò al mondo il libro “Egemonia o sopravvivenza”. L’autore, Noam Chomsky, è considerato uno dei filosofi che hanno ispirato il movimento no-global nel 2000 e comunque uno dei più grandi portatori di una chiave interpretativa diversa del nostro momento storico. E infatti, scrive Debora Billi su “Crisis”, Chomsky non rinuncia ad esprimersi anche sulla crisi che sta imperversando in Europa, e la sua opinione è come sempre chiara e controcorrente: «Lo scopo ultimo delle richieste della Germania ad Atene, nella gestione della crisi del debito, è il depredare le risorse della Grecia. La Germania sta imponendo condizioni di schiavitù e pressione psicologica sulla Grecia».
Dichiarazioni, spiega la Billi nel suo seguitissimo blog, che sono state rilasciate durante una recente conferenza a Dublino, in occasione di un Noam Chomskyincontro europeo informale. «Non è la prima volta che Chomsky si esprime su troika e compari: nello scorso anno aveva già sostenuto che la Grecia stava finendo trascinata indietro al 1960». La posizione del grande filosofo statunitense sull’Europa è chiara: secondo Chomsky, i paesi del Sud dovrebbero fare fronte comune, con Italia, Spagna, Grecia e Portogallo che si uniscono per porre fine alle «inumane richieste del Nord», approfittando anche dei sentimenti antitedeschi che si stanno diffondendo negli ultimi mesi, da quando cioè è diventato evidente che la perdita di sovranità dello Stato – costretto al guinzaglio della Bce e impossibilitato a sostenere i costi dei servizi – si tra trasformando in una catastrofe senza uscita anche per il settore privato, seminando disoccupazione.
Un’idea persino ovvia, l’Alleanza del Sud, alla quale però si oppongono le nomenklature politiche al potere, accuratamente selezionate dal sistema che, dagli anni ’80 – con la definitiva vittoria dei neoliberlisti – ha letteralmente sradicato dalla cultura europea la centralità vitale della spesa pubblica, considerando lo Stato un semplice intralcio agli affari del grande business, quello delle multinazionali che dominano l’Unione Europea. Un piano di “colonizzazione” capillare, che ha “infiltrato” partiti, sindacati e media: fino a far diventare una “colpa” il debito pubblico, cioè lo strumento-chiave dello sviluppo sociale. Di fronte alla proposta di Chomsky, la Billi si domanda: «Chissà quanto avrebbero da ridire coloro che sono disposti a sacrificare (gli altri) pur di sedere al “tavolo dei grandi”». Proprio la gravità della crisi, però, potrebbe riaprire la partita europea.


Bankitalia: accelera caduta prestiti In calo sia per famiglie che aziende, sale crescita sofferenze


Bankitalia: accelera caduta prestiti

In calo sia per famiglie che aziende, sale crescita sofferenze


" I professori al governo hanno creato questo caos,ma se avessero chiesto ad una massaia come uscire dal pantano economico l'Italia avrebbe fatto meglio.Loro hanno voluto aiutare le banche tralasciando 60.000.000 di persone senza risorse.Se non si adottera' una moratoria sulle varie banche dati,se non si adottera' un sistema soft per le sofferenze ,non riusciremo a sopravvivere a questa crisi..Grazie Monti"


(ANSA) - ROMA, 9 MAG - Aumenta la contrazione dei prestiti bancari ai privati. A marzo, informa la Banca d'Italia, sono scesi su base annua dell'1,6% (1,4% a febbraio). I prestiti alle famiglie sono scesi dello 0,8% sui 12 mesi (-0,7% a febbraio), quelli alle societa' non finanziarie sono diminuiti del 2,8% (-2,7% a febbraio). Accelera, a marzo, il tasso di crescita sui 12 mesi delle sofferenze bancarie che e' aumentato al 21,7% rispetto al 18,6% del mese precedente.

Vergogna RAI


VAURO REALIZZA UN REPORTAGE SUI BAMBINI DI CHERNOBYL, LA RAI LO RIFIUTA

Il vignettista costretto a cederlo gratuitamente ad Italia 1 per mandarlo in onda. Per la Rai "era un argomento troppo triste"


vauro-home.jpeg
Una brutta notizia per Vauro e per tutti noi. Sembra incredibile, ma è la pura verità raccontata dal Fatto racconta. Un reportage di Vauro Senesi sui bambini di Chernobyl non andrà in onda sulla Rai, troppo scomodo. Il vignettista, per poter mostrare la preziosa verità documentata, è stato costretto a cedere il filmato gratuitamente ad Italia 1. Lo racconta il quotidiano: 


Dove la satira non c'entra proprio nulla. Considerando che quanto vedremo da lui realizzato stasera nell'ambito del programma Confessione Reporter (su Italia 1, seconda serata), va a toccare una ferita ancora aperta, per non dire infetta: quella dei "figli di Chernobyl". Il reportage da un quarto d'ora che il vignettista toscano ha dato gratuitamente alla trasmissione in onda sul canale Mediaset - dopo che Rai 3 gliel'ha rifiutato perché "è un argomento troppo triste" - è stato realizzato lo scorso giugno insieme alla Ong Sole Terre, che si (pre)occupa di tumori dei bambini nel mondo. 

"È un'associazione serissima e di cui andare orgogliosi come lo siamo di Emergency, perché è rispettosa delle persone e dei luoghi in cui interviene", spiega Senesi, rimasto una decina di giorni presso la zona rossa e nel quartiere di Chernobyl dove Sole Terre ha edificato la sua "casa-famiglia" per tutti coloro che, "poverissimi, non possono permettersi un tetto sopra un letto quando devono portare i figli a fare le chemioterapie e la cui unica alternativa sarebbe dormire nelle stazioni ferroviarie". 


Questo è lo stato comatoso del nostro servizio pubblico televisivo.