lunedì 11 marzo 2013

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Grillo: Pd rinunci a finanziamento Pd: prima riunione 408 parlamentari con Bersani


Grillo: Pd rinunci a finanziamento

Pd: prima riunione 408 parlamentari con Bersani


Pier Luigi BersaniGuarda le foto1 di 15Pier Luigi Bersani
Grillo: Pd rinunci a finanziamento
Dialogo con il Pd? "Un dialogo in trasparenza sì, perché in Parlamento si dialoga" ma l'accordo sulla fiducia "non ci sarà ". "Lo escludo categoricamente. Se c'é chi deciderà di farlo sarà fuori dal movimento". Così Roberta Lombardi, capogruppo in pectore alla Camera per il M5S, parlando con i cronisti a Montecitorio.
La decisione di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio di lasciare il M5S se i neoletti 'a cinque stelle' votassero la fiducia ad un governo Bersani "é un gesto di una ricchezza incredibile". Così Roberta Lombardi, capogruppo in pectore del M5S alla Camera. "E' assolutamente interessante - aggiunge - hanno diritto di esprimere la propria opinione ma noi andiamo per la nostra strada. Non sono il 'deus ex machina', come scrive qualcuno, ma due persone nella rete come noi. Hanno dato tanto ma il M5S ha una sua vita".
Beppe Grillo ha pubblicato sul blog e su Twitter un appello al Pdperchè rinunci al finanziamento pubblico (#BersaniFirmaQui), così come ha fatto il Movimento 5 Stelle.
"Il MoVimento 5 Stelle rinuncia ai contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore, per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l'attività politica - scrive Grillo -. Si tratta di 42.782.512,50 di euro che appartengono ai cittadini, anche in virtù di un referendum. Il M5S li rifiuta esattamente come per le elezioni amministrative". "Le spese per la campagna elettorale sono state integralmente sostenute grazie ai contributi volontari raccolti e verranno comunque rendicontate - ha proseguito Grillo -. Il MoVimento 5 Stelle, anche tramite i propri eletti, svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti non vengano erogati ad altre forze politiche, ma trattenuti all'Erario". "Il mio auspicio è che tutte le forze politiche seguano il nostro esempio, in particolare il pdmenoelle al quale spetta la quota più rilevante: oltre 45 milioni di euro (al pdl "solo" 38) - ha concluso Grillo -. Non è necessaria una legge, è sufficiente che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma. Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti".
Intanto a Roma riunione dei nuovi parlamentari del Pd. Presente anche il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani.
"Non siamo in condizione da soli di garantire un governo in questo Paese" ma "tanto meno gli altri, nemmeno gli altri. Abbiamo la difficile responsabilità di essere i primi senza poter essere i soli". Lo ha detto Pier Luigi Bersani all'assemblea degli eletti del Pd. Gli eletti sono complessivamente 408 tra Camera dei Deputati e Senato, 260 dei quali sono alla loro prima esperienza in Parlamento mentre le donne elette nelle liste democratiche sono il 40%.
Dobbiamo tenere "gli occhi sul Paese, avremo passaggi dentro a una crisi galoppante", ha sottolineato Bersani, spiegando che "quando dicevo la polvere sotto tappeti dicevo questo: che il 2013 sarà l'anno peggiore dal 2007 e questo abbiamo davanti".
L'elettorato chiede "un grande cambiamento", richiesta che arriva non solo dal M5S bensì anche dall'elettorato del Pd. Bersani ha però ammonito che "il cambiamento non è un belletto" ma "una cosa profonda".
''Non sono in corso delle diplomazie noi vogliamo coltivare all'aperto una idea: avviare una legislatura all'insegna del cambiamento''. Bersani ha ammonito: ''non si diffonda l'idea nemmeno da casa nostra che noi stiamo andando a cercare deputati senatori, non l'accetto, ci interessano le posizioni davanti al Paese''.
"Il nostro tentativo è una porta stretta. Verissimo, ma vorrei capire quale è più larga. Non abbiamo in giro autostrade". "Sappiamo che arriveranno sbarramenti tutti i giorni - ha aggiunto Bersani - non solo di chi pensa di tenersi libere le mani".
"Sentiamo che è possibile una nuova centralità del Parlamento, che in questi anni è stato il luogo della sfiducia, il bersaglio dell'anti politica, dello svilimento fino al ridicolo della politica".
Quando si discute degli incarichi istituzionali "non si fa scambio di poltrone" visto che si tratta di un compito costituzionale. Cosi' Bersani aggiungendo che "questo non c'entra con il governo". Noi, ha aggiunto "diciamo che attorno a questi incarichi lavoriamo per una corresponsabilità"

Incendiano auto vicesindaco Pd in Puglia Secondo attentato nel giro pochi mesi. Indagini dei carabinieri


Incendiano auto vicesindaco Pd in Puglia

Secondo attentato nel giro pochi mesi. Indagini dei carabinieri



(ANSA) - RODI GARGANICO (FOGGIA), 11 MAR - Un atto intimidatorio - il secondo in pochi mesi - è stato commesso la notte scorsa ai danni del vice sindaco di Rodi Garganico, Pino Veneziani (Pd): la sua auto, una Opel Corsa, è stata data alle fiamme da persone non ancora identificate. L'incendio è stato spento dai vigili del fuoco. L'episodio segue un altro atto intimidatorio avvenuto qualche mese fa quando ignoti imbrattarono le pareti dello stabilimento balneare gestito dalla famiglia Veneziani con olio esausto.

Unipol!


 Unipol!


UNIPOL-FONSAI: operazione immorale
(06:50)
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Intervista a Marco Piazza e Max Bugani, consiglieri comunali M5S Bologna, e a Stefano.

Max Bugani: Vi vogliamo raccontare una situazione, una storia molto antipatica che si è venuta a creare nel luglio 2012, nel momento in cui Unipol ha acquistato la compagnia assicurativa Fondiaria SAI. Questa colossale operazione, descritta da esperti della finanza come un' operazione dalle tinte cupe, ha fatto perdere tantissimi capitali, in alcuni casi il 100%, investiti dai piccoli e medi azionisti, che ci stanno scrivendo in questi giorni chiedendo di dare voce a ciò che è accaduto.

Marco Piazza: Noi non sappiamo se questa sia un'operazione legale, ma sicuramente quando i cittadini perdono il 99.9% dei loro risparmi è fortemente immorale.

Stefano: Innanzitutto abbiamo assistito a un aumento di capitale, per ricapitalizzare la società in crisi, da parte di Fonsai, la preda dell'operazione Unipol, sproporzionato rispetto alla dimensione dell'azienda. La dimensione, già di per sé é la prima anomalia dell'operazione.

Marco Piazza: L'aumento di capitale è quell'operazione che viene fatta quando una società ha bisogno di soldi freschi. Incamera dei nuovi liquidi per fare operazioni o per ricapitalizzarsi.

Max Bugani: Persone che avevano 100, 200 azioni, ci stanno scrivendo persone che hanno perso 20.000, 30.000, 50.000 euro. Questa mattina ci ha scritto una persona cheha perso 200.000 euro. Nel momento in cui c'è stato l'aumento di capitale, hanno avuto il diritto di opzione ...

Stefano: Esatto. L'azione ante capitale valeva 45 euro. Poi ogni singola azione Fonsai è stata spezzata in due. E' rimasta un'azione ordinaria di un euro, e 44 euro sono stati spostati sul diritto di esercitare l'opzione sull'aumento di capitale. Questo diritto, che poi entra nel mercato e che va in contrattazione, ha subito un deterioramento in pochissimi giorni, si è praticamente azzerato. Questo azzeramento ha portato, per chi non ha venduto in tempo, l'azzeramento del capitale di questi piccoli azionisti.

Marco Piazza: Quando si fanno gli aumenti del capitale le azioni possono raddoppiare o triplicare. In questo caso è aumentato di 252 volte il numero di azioni. Quando c'è un aumento di capitale la torta viene divisa in più parti, quindi ci saranno più azionisti e il titolo normalmente cala. Se cala un po' quando si fa un aumento di capitale normale, pensate di quanto può calare il titolo con un aumento di capitale di dimensioni sproporzionate. Non so se ce ne sono stati mai di così rilevanti in passato, sicuramente per la finanza italiana è uno dei più alti. Il valore dell'azione è passato da 45 euro e un euro, è crollato.

Max Bugani: C'è un passaggio oscuro, che riguarda il crollo del titolo qualche giorno prima che ci fosse l'aumento del capitale. Ma noi non vogliamo ipotizzare l'insider trading.

Marco Piazza: No, ma gli investitori istituzionali sono stati veramente fortunati perchésenza sapere niente hanno avuto la fortuna di vendere le loro quote proprio poco prima che venisse annunciato l'aumento di capitale e quindi sono riusciti a vendere a prezzo di mercato a un fondo di pensioni americano che ha acquistato il 2% del capitale totale. Ecco, sono stati proprio fortunati.

Stefano: In un mercato normale dove si sconta la diminuzione di valore in un aumento di capitale ci può stare che l'azionista si trovi in mano titoli del genere, sta nel gioco del mercato. Ma i piccoli risparmiatori che avevano in mano queste opzioni che è la stragrande maggioranza della quota di capitale che avevano nella vecchia azione ordinaria, hanno fatto fatica. Se non erano proprio impossibilitati, a poterlo vendere sul mercato. Il valore di questo diritto si è azzerato in un lasso di tempo brevissimo e sul mercato è rimasto un inoptato, cioè persone che non hanno aderito all'aumento di capitale, di quantità enorme e questo ha creato un danno di immagine alla societàche si stava costruendo in quel momento. Se molti azionisti non sono disposti a mettere soldi nella nuova società sicuramente non è un bell'inizio.

Max Bugani: L'operazione è brutta, è poco chiara, ci teniamo a parlarne. Chiediamo alle associazioni dei consumatori, agli organi di controllo, a tutta la stampa di parlarne il più possibile. Non tanto per individuare i colpevoli, perché gli esperti che hanno parlato con noi ci hanno dipinto un quadro di legalità, però queste cose non devono accadere più. Tutti i cittadini devono essere sempre informati di modo che davanti a future operazioni del genere effettuate da altre compagnie sappiano come comportarsi. Qui stiamo parlando di milioni e milioni di euro bruciati di famiglie che magari avevano in queste azioni tutti i loro risparmi. E questo è molto triste.

"Gli 8 punti del pd sono acqua calda"


"Gli 8 punti del pd sono acqua calda"


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""Cari amici, anche io sarei favorevole a una intesa tra M5S e PD, ma devo riconoscere che gli 8 punti del PD sono acqua calda. Manca il tema della riduzione dei costi della politica, l'eliminazione del finanziamento pubblico dei partiti, le indennità parlamentari sproporzionate, i rimborsi elettorali anche a chi è stato sconfitto; poi c'è il problema delle spese enormi degli organi costituzionali : fa bene Grillo a non accettarli; sarebbe un suicidio." Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione