lunedì 13 febbraio 2012

Scusa Giovanardi..ma quello che ha fatto berlusconi è normale???

Giovanardi, donne che si baciano come pipi' per strada

Bufera sul senatore Pdl. Bindi, offende dignita' donne

13 febbraio, 00:06
Carlo Giovanardi Carlo Giovanardi
Giovanardi, donne che si baciano come pipi' per strada
Per Carlo Giovanardi il sesso non è certo un tabù e ne parla a ruota libera, forse troppo. E' accaduto che intervistato da Radio 24 il senatore del Pdl sia partito con una nuova invettiva contro gli omosessuali, producendosi peraltro in una curiosa lezione di anatomia. "Ci sono organi costruiti per ricevere e organi costruiti per espellere", ha affermato, mettendo in guardia da "certe pratiche". D'altra parte "gli organi dell'uomo e della donna sono stati creati per certe determinate funzioni, e non è altrettanto naturale il rapporto tra due uomini o due donne".
"Se il ministro Fornero avesse inteso diversamente di insegnare che sono naturali anche i rapporti tra omosessuali - ha risposto poi Giovanardi - avrebbe la rivolta del Parlamento". E alla domanda della conduttrice: Ma a lei, onorevole, che effetto farebbero due ragazze che si baciano alla stazione? Giovanardi, anche in questo caso ha risposto. "A lei che effetto fa se uno fa pipì? Se lo fa in bagno va bene, ma se uno fa la pipì per strada davanti a lei, può darle fastidio". Valutazioni e similitudini che hanno fatto arrabbiare il popolo gay ma anche le forze politiche del centrosinistra: 'razzista', 'omofobo', e 'psicolabile' le definizioni con cui è stato bollato Giovanardi. Anche Rosy' Bindi ci ha messo il carico: "Giovanardi non cessa di stupire per la sua mancanza di pudore e di equilibrio e per la sua pochezza.
Anche oggi ha sfoderato il suo becero maschilismo, e ha offeso senza riguardo la dignità di tutte le donne". Flavia Perina (Fli) ha chiesto al senatore di scusarsi. Anna Paola Concia, deputata Pd, ha detto che quelle affermazioni "fanno ribollire il sangue" e ha invitato tutti i cittadini omosessuali e le associazioni LGBT a contattarla tramite mail "per proporre tutti insieme azioni collettive contro Giovanardi". "Cialtronerie omofobiche degne del peggior Bar sport", ha attaccato anche Franco Grillini. Accuse che Giovanardi ha "rispedito al mittente". Il senatore ha confermato infatti le sue parole prendendosela con il "giornalismo cialtrone che manipola e deforma il pensiero degli avversari per sollevare polemiche strumentali". E se l'é presa soprattutto con Rosy Bindi che "rinnega l'educazione cattolica e persino le regole della più banale buona educazione per associarsi al solito coro dei trasgressori professionisti". "La mia educazione cattolica? - gli ha ribattuto l'esponente Pd - mi ha insegnato a rispettare ogni persona".
10 anni di Berlusca

Ue, Italia maglia nera per squilibri economici

12 febbraio, 13:20

BRUXELLES, 12 FEB - L'Italia fa parte del gruppo di Paesi Ue che presentano i maggiori squilibri macro-economici. Questa, secondo quanto appreso dall'Ansa, l'indicazione contenuta nel primo rapporto sul meccanismo d'allerta messo in piedi da Bruxelles per la prevenzione e la correzione degli squilibri macro-economici che sarà reso noto martedì.
E se l'europa usasse la Grecia per ammonire gli altri paesi????

Grecia, ok piano austerity. Guerriglia e feriti a Atene

Papademos condanna i disordini e afferma: 'Rischio catastrofico default e uscita da euro'

13 febbraio, 08:08
Atene, black bloc in azione Atene, black bloc in azione
Grecia, ok piano austerity. Guerriglia e feriti a Atene
dall'inviato Patrizio Nissirio
ATENE - Mentre Atene era in fiamme, il Parlamento ellenico ha votato stanotte a favore della legge che introduce le nuove, durissime misure di austerità ed apre la strada a un nuovo prestito dal 130 miliardi di euro concordato con la troika, vitale per salvare l'economia ellenica dal collasso. Il drammatico voto (199 Sì, 74 No, con 278 deputati presenti) al termine di ore di dibattito, è avvenuto in un edificio assediato da migliaia di manifestanti e da violentissimi scontri tra polizia e gruppi di Black Bloc, che nel corso della protesta hanno dato alle fiamme palazzi, cinema, bar e banche. Mai ad Atene, una città che ha conosciuto molte dimostrazioni violente, una protesta aveva avuto conseguenze così devastanti. I palazzi ardevano ancora, a notte tarda. Il voto era stato preceduto dagli interventi dei massimi leader politici, da Giorgos Papandreou (Pasok) a Antonis Samaras (Nea Dimokratia), che avevano lanciato forti appelli alla compattezza e al Sì alla legge che contiene i tre articoli (misure di austerità, via libera a negoziato per riduzione debito, ok alla richiesta del prestito). E che, al termine della votazione hanno 'cacciato' 40 dei loro parlamentari che non hanno aderito all'appello. A chiudere il dibattito, prima del voto, era stato il premier Lucas Papademos, che ha innanzitutto condannato le violenze affermando che "il vandalismo e la distruzione non hanno un posto nella democrazia", ha invitato tutti alla calma.

"E' l'ora delle decisioni", ha poi affermato il premier, aggiungendo che "abbiamo davanti un piano che ci aiuterà ad uscire dalla crisi economica". Il premier aveva ripetuto che una decisione sbagliata del voto sul piano avrebbe portato a un "catastrofico default, all'isolamento e all'uscita dall'euro". Papademos aveva quindi notato che "la ragione principale di questa crisi è che lo stato greco, per molti anni, ha speso più di quel che incassava". Negli ultimi due anni, ha quindi aggiunto, la Grecia ha riguadagnato un terzo della produttività che aveva perso negli ultimi dieci anni. E ha ribadito che, se verranno attuate le misure e avviate le riforme, la Grecia dovrebbe tornare a crescere nella seconda metà del 2013. Intanto nella capitale greca si rincorrono voci su un possibile, imminente, rimpasto di governo. Il voto è giunto al termine di una giornata segnata dalle violenze, ma anche dalla protesta di decine di migliaia di persone di ogni settore della società greca contro i nuovi tagli nella piazza Syntagma ma anche altrove nel Paese. La situazione è precipitata attorno alle 17, una colonna di manifestanti attrezzati con passamontagna e maschere antigas, che issavano le bandiere rosse e nere degli anarchici (nessuno qui li chiama Black Bloc, ma si somigliano in tutto e per tutto), è arrivata lungo la centralissima via Stadiou e ha puntato diretta al cordone di polizia. E' stato il pandemonio, violentissimo, nel giro di pochi minuti. Ordigni artigianali fatti con bombolette di gas e molotov sono volati contro gli agenti, un attacco contro il quale la polizia ha risposto con cariche e lacrimogeni. La piazza è stata scossa da boati che venivano uditi anche all'interno del Parlamento, dove a un certo punto è entrato anche il fumo acre dei gas. La folla si è in gran parte spostata dalla piazza, dove in serata è però tornata (nel bel mezzo degli scontri è stata anche notata la presenza del compositore ed attivista politico Mikis Theodorakis, 88 anni, che ha detto che Il Parlamento "sta votando la morte della Grecia)), mentre gli scontri si frammentavano. Battaglie corpo a corpo nella via dello shopping Ermou, fuochi in terra ovunque, scontri nella parte di Syntagma più lontana dal parlamento, fermate dei bus date alle fiamme in via Panepistimiou, bloccata da ogni sorte di oggetto, poi dato alle fiamme. I feriti, secondo fonti ospedaliere, sono stati una sessantina, tra dimostranti ed agenti. Non è stato precisato il numero degli arrestati, si parla di una quarantina di persone. Poi, gli incendi, mentre continuavano gli scontri nel centro cittadino. Non sono note nel dettaglio le misure di austerità: nel piano ci sono di certo il taglio di 15.000 addetti nel settore pubblico, liberalizzazioni delle leggi sula lavoro e taglio dello stipendio minimo da 751 a 600 euro al mese, mandato per il negoziato con le banche per il taglio del debito. Il voto apre la strada a quei 130 miliardi, senza i quali la Grecia non potrebbe pagare il prossimo 20 marzo gli interessi sul debito, che ammontano a 14,5 miliardi. Ma anche alla possibilità di usufruire di 35 miliardi di prestiti dal fondo temporaneo salva-Stati Efsf, che andranno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi dei ricavi dalle privatizzazioni e ai risparmi
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Google, l’azienda più green secondo Greenpeace nella classifica Cool it

Google, l’azienda più green secondo Greenpeace nella classifica Cool it
© JACQUES BRINON/AFP
Greenpeace ha pubblicato i dati della ricerca Cool It, il ranking delle aziende tech che più si impegnano per l' ambiente con: politiche di approvvigionamento energetico e di efficienza, disponibilità ad assumere impegni e sviluppare soluzioni per ridurre l’impronta energetica, impegno nella promozione delle fonti pulite.
Google ha strappato il podio a Cisco, scivolata al secondo posto rispetto all'anno scorso. Facendo scorrere la classifica si incontrano molti colossi dell'ambito tech come Ericsson, Softbank, Ibm, Microsoft, Telefonica e altre aziende, tutte giudicate per il loro impegno in favore dell'ambiente. Il primato di Google si deve soprattutto ai 915 milioni di dollari investiti da BigG in numerosi progetti per le energie rinnovabili.
Apple e Facebook sono escluse dalla classifica, la prima esclusa per
“Non aver mostrato alcuna leadership nel settore energetico, né deciso di sfruttare opportunità e soluzioni già adottate da alcune aziende concorrenti nonostante i profitti record e le numerose disponibilità di fondi da investire, mentre per il social network si tratterà di aspettare la prossima visto il cambiamento radicale delle sue politiche energetiche avvenuto proprio in seguito alla campagna di Greenpeace"
Facebook si è impegnata ad utilizzare energia da fonti rinnovabili perciò verrà inserita nella prossima Cool IT.
Tra le aziende che primeggiano in classifica, insieme a Google anche Cisco e Dell, che sono riuscite a rendere più efficienti le loro infrastrutture e ad utilizzare almeno il 20% di energia proveniente da fonti rinnovabili. Anche Softbank, azienda giapponese di telecomunicazioni è stata giudicata virtuosa abbandonando subito dopo Fukushima il nucleare in favore di fonti pulite e sicure.
In fondo alla classifica si collocano NEC, Telefonica e TCS per le loro
“Scarse performance nello sviluppo di soluzioni tecnologiche ed energetiche non impattanti sul clima, nell’abbattimento di emissioni di gas serra, nella disponibilità a sostenere pubblicamente l’energia pulita".

Bilancio del Quirinale: fondo di dotazione a 228 milioni di euro, come nel 2008

Bilancio del Quirinale: fondo di dotazione a 228 milioni di euro, come nel 2008
© FILIPPO MONTEFORTE/AFP
Il Quirinale ha pubblicato la nota di bilancio del 2012.
"Esaminando più analiticamente l'andamento della spesa per il personale in servizio e in quiescenza, che costituisce l'88,3% della spesa complessiva, si rileva che la spesa per il personale in servizio registra un calo rispetto al bilancio assestato del 2011, passando da 136,1 a 132,8 milioni di euro (53,07% della spesa complessiva). Il dato del bilancio 2011 risultava peraltro in aumento rispetto all'iniziale bilancio di previsione dello stesso anno (129,4 milioni), a causa degli adeguamenti retributivi connessi alla concentrazione di numerosi passaggi di qualifica da parte del personale a seguito di selezioni interne e soprattutto del minore ricorso al pensionamento anticipato per effetto della relativa riforma"
La presidenza della Repubblica rende quindi noti i conti e con soddisfazione visto che le spese a carico dello Stato per il funzionamento dell'istituzione Quirinale non sono variate di un euro rispetto al 2008. Ma anzi nel settennato sono stati risparmiati oltre 60 milioni di euro. Il contenimento delle spese è stato reso possibile, spiegano dal Colle, grazie a una serie di provvedimenti di riforma dell'ordinamento interno e di riorganizzazione amministrativa adottati dall'inizio del settennato. Tale "contenimento" ammonterebbe ad appunto 60,5 milioni di euro di risparmi. Tra i provvedimenti adottati blocco del turn over del personale di ruolo, introduzione del regime pensionistico contributivo, blocco degli stipendi e delle pensioni al livello del 2008 fino al 2013, soppressione di alcune indennità, revisione della spesa per beni e servizi.
Il Quirinale ha poi annunciato che a partire dal 2014 il fondo di dotazione non potrà essere ulteriormente bloccato, anche in considerazione dell'inflazione e della necessità di conseguire un definitivo riequilibrio tra entrate e spese.

Lettera aperta agli scrittori di tutto il mondo, di Khaled Khalifa

Khaled Khalifa è nato ad Aleppo nel 1964, è un romanziere, poeta e sceneggiatore per la tv e per il cinema. Nel 2008 il suo romanzo Elogio dell’odio, in Italia edito da Bompiani, è entrato a far parte della rosa dei finalisti dell’International Prize for Arabic Fiction, il più importante riconoscimento letterario nel mondo arabo. Il romanzo, censurato in patria, è stato tradotto in molte lingue.
Lo scrittore ha pubblicato una lettera, per richiamare l'attenzione sulla Siria e sulla strage in atto. Khalifa si rivolge a tutti i cittadini del mondo, a tutte le persone di buona volontà, invitandoci a manifestare solidarietà nei confronti dei siriani, che si sentono orfani del nostro appoggio.
Di seguito alcune parti della lettera che si può trovare tradotta in italiano sul blog Nazione Indiana, in inglese sull'Huffington Post e in francese su Rue89:
"Da una settimana a questa parte le forze del regime siriano hanno intensificato i loro attacchi alle città insorte, e in particolare Homs, Zabadani, Rastan, la provincia di Damasco, Madaya, Wadi Barada, Figeh, Idlib e i paesini del Monte Zawiya. Durante questa settimana, e fino ad ora, mentre vi scrivo queste righe, sono caduti più di mille martiri, tra cui molti bambini, e centinaia di case sono crollate addosso ai loro abitanti.
La cecità di cui soffre il resto del mondo ha incoraggiato il regime a cercare di far piazza pulita della rivoluzione pacifica in Siria con una brutalità senza eguali. L’appoggio di Russia, Cina e Iran, e il silenzio del resto del mondo nei confronti dei crimini perpetrati alla luce del sole, hanno consentito al regime di decimare il mio popolo durante gli ultimi undici mesi, ma in quest’ultima settimana, dal 2 febbraio a oggi, i segni della carneficina si sono fatti più evidenti.
Il mio popolo è un popolo di pace, di caffè e musica che mi auguro un giorno possiate gustare anche voi, e di rose di cui spero possiate sentire il profumo, affinché sappiate che il cuore del mondo è oggi vittima di un genocidio e che il modo intero è complice nello spargimento del nostro sangue"
La lettere finisce con una richiesta e esortando il mondo a non tacere:
"Non riesco a spiegare nulla di più in questi momenti cruciali, ma spero di avervi esortati a mostrare la vostra solidarietà al mio popolo con i mezzi che riterrete più opportuni. So che la scrittura è impotente e nuda di fronte al frastuono dei cannoni, dei carri armati e dei missili russi che bombardano città e civili inermi, ma non mi va che anche il vostro silenzio sia complice dello sterminio del mio popolo".

Smentita la notizia sul vertice segreto tra Mario Monti e Susanna Camusso

Smentita la notizia sul vertice segreto tra Mario Monti e Susanna Camusso
© ALBERTO PIZZOLI/AFP
Palazzo Chigi ha smentito la notizia secondo cui il presidente del Consiglio e il capo della Cgil si erano incontrati per un faccia a faccia:
"Nei giorni scorsi non vi è stato nessun incontro nè colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Monti e il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Peraltro, se tale incontro fosse avvenuto, non sarebbe stato il primo faccia a faccia Susanna Camusso e Mario Monti si erano infatti incontrati nel novembre scorso al momento della formazione del nuovo Governo"
Già nelle prime ore di domenica la CGIL aveva definito"assolutamente infondato" l’incontro segreto fra il premier Mario Monti e il leader Cgil Susanna Camusso. La smentita era arrivata attraversoTwitter: 
"Ripetiamo. Quanto riporta oggi @repubblicait circa incontro #Camusso e #Monti è assolutamente falso. Su #art18 nostra posizione è chiara"
Secondo Repubblica il premier aveva raggiunto un’intesa con la Cgil sulle misure del Governo.
Ma Ezio Mauro conferma la notizia riportata da Repubblica e su Twitter ribadisce:
"Cgil e Monti: "Nessun incontro" ma Repubblica conferma il vertice