venerdì 27 aprile 2012

Immaginate cosa fanno agli animali per testare i prodotti


Jacqueline Traide, una studentessa in vetrina contro i test dei cosmetici sugli animali - Fotogallery

Jacqueline Traide, una studentessa in vetrina contro i test dei cosmetici sugli animali
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Dieci ore in vetrina a subire quello che gli animali subiscono in laboratorio tutti i giorni: un'azione d'effetto quella che si è tenuta nella vetrina del negozio Lush in Regent Street, a Londra. Con la collaborazione di un attore che giocava il ruolo dello scienziato la 24enne Jacqueline Traide si è sottoposta a una serie di esperimenti di routine. La bocca aperta da un divaricatore, la ragazza ha inghiottito ogni sorta disostanze, si è fatta spalmare prototipi di creme sul viso e ha subito le scosse di elettrodi, il tutto sotto gli occhi attoniti della folla impegnata nello shopping. 
Colliri urticanti e capelli rasati dal vivo, una scena alla Arancia Meccanica che fa parte di una campagna internazionale contro la vivisezione di Humane Society. 
"Spero di aver piantato il seme di una nuova consapevolezza nelle persone perché inizino a pensare a cosa comprano e cosa succede quanto queste cose vengono prodotte"
ha dichiarato la ragazza al Daily Mail. I test di cosmetici sugli animali nell'Unione Europea sono stati aboliti tre anni fa, ma in Gran Bretagna è ancora possibile vendere prodotti così testati che arrivano da altre parti del mondo, come USA, Canada e Cina (dove questo tipo di test è richiesto dalla legge).

Guarda che ti fa Mustafà, lo show a Porta Portese tra carote e patate

Guarda che ti fa Mustafà, lo show a Porta Portese tra carote e patate

Con il suo banchetto nel mercato romano di Porta Portese, Mustafà riesce a vendere la sua merce conquistando i suoi clienti con battute esilaranti.
Il video, postato su Youtube da un videoamatore, ha avuto un effetto virale sul web, ed è arrivato in pochi giorni a superare le 10.000 visualizzazioni e arrivando dopo dieci giorni alle 216.664 visite.

Bypass burger, il panino killer che demolisce il cuore

Bypass burger, il panino killer che demolisce il cuore

Si chiama bypass burger ma il nome non è bastato a mettere in guardia gli avventori del fast food. Il panino killer, venduto in un locale di Las Vegas, ha già fatto due vittime, entrambe decedute per infarto dopo aver divorato quel concentrato di grassi e calorie.
Le prime avvisaglie delle pesanti ripercussioni sulla salute risalgono a circa un anno fa, quando un ragazzo di 29 anni ha rischiato di rimetterci le penne dopo aver addentato il panino. La prima vittima però è stata registrata a febbraio: a Las Vegas, un uomo ha avuto un infarto che gli è stato fatale proprio mentre consuma il bypass burger in versione triple. Di recente, la stessa sorte è toccata a una donna di 40 anni, anche lei uccisa dal panino, ma in versione double.
Nonostante la serie di lutti, il ristorante continua a fare affari d'oro: il locale è pieno di consumatori e va fiero del suo panino. Chissà se qualcuno è mai sopravvissuto all'hamburger da Guinness dei Primati, il quadruple bypass burger?

Una vacanza a Barcellona costa un occhio della testa -

Una vacanza a Barcellona costa un occhio della testa 

Una vacanza a Barcellona costa un occhio della testa
Nicola era in Spagna da qualche mese quando è sceso in strada a vedere i festeggiamenti per la vittoria dei Mondiali di calcio 2010, e quello è stato l'ultimo evento che ha visto con entrambi gli occhi. Il ragazzo è stato infatti raggiunto a un occhio da uno dei proiettili di gomma tanto usati dalla polizia catalana, e come lui altre 25 persone dal 1990 a oggi hanno perso la vista a un occhio per essere state nel posto sbagliato al momento sbagliato.
A riportare sotto i riflettori la questione è stata la dura repressione dei moti dello scorso sciopero generale del 29 marzo, che ha fatto perdere la vista ad altri due italiani. Sotto al nome Stop Bales de Goma Nicola ha aperto nel 2010 un'associazione contro questa prassi della polizia, chiedendo con una petizione l'intervento della diplomazia italiana:
"Chiediamo al Ministero degli Esteri di impegnarsi attivamente, mediante tutti i canali ufficiali diplomatici affinché sia fatta luce sull’accaduto e vengano puniti i responsabili. Chiediamo inoltre che vengano messi al bando i proiettili di gomma, usati dalle polizie spagnole, proiettili che, a Bilbao, hanno di recente causato la morte di Iñigo Cabacas Liceranzu, 28 anni. Sono armi improprie, da bandire".

The Economist, infografica sulla mortalità adolescenziale

The Economist, infografica sulla mortalità adolescenziale

The Economist, infografica sulla mortalità adolescenziale
L'Economist ha pubblicato un’infografica che mostra il tasso di mortalità degli adolescenti nei diversi paesi industrializzati.
Lo studio è stato portato avanti grazie ai dati del professor George Murdoch dell’Università di Melbourne, in Australia, i cui risultati sono stati pubblicati su Lancet il 25 aprile. La fascia di età delle persone analizzate da George Murdoch va dai 10 ai 24 anni.
LEGGI ANCHE: CHIRURGIA ESTETICA, IN ITALIA È RECORD DI RITOCCHI
Nella classifica si nota subito che il paese industrializzato con il tasso di mortalità più alto sono gli Stati Uniti, che raggiungono quasi 60 decessi ogni 100.000, il doppio dell’Italia, che nella classifica generale si trova al 20esimo posto, con un tasso di 31 decessi ogni 100.000. Il nostro paese però, proporzionalmente registra un alto numero di morti per incidenti stradali, mentre le morti violente e i suicidi hanno tassi bassi, che si aggirano tra l’1 e il 3 ogni 100.000.
In Grecia i suicidi sono bassi, ma risultano tantissimi i casi di incidenti stradali, in Finlandia invece vale la situazione opposta. La Nuova Zelanda è seconda, dopo gli USA, con poco più di 50 morti, mentre terzo è il Portogallo, con 47 morti ogni 100.000.
Il grafico mostra anche le tre cause di morte più comuni tra i giovani occidentali: incidenti stradali, suicidi e violenza. Gli Stati Uniti, il Portogallo e la Grecia sono i paese che registrano il maggior numero di morti in incidenti stradali. I tre paesi con il tasso di suicidi più alto sono l’Islanda, la Finlandia e il Giappone, mentre il maggior numero di morti violente si registra ne gli Stati Uniti.

 

"Ho trovato il punto G"

"Ho trovato il punto G", Adam Ostrzenski svela il segreto del piacere femminile?



È uno dei grandi misteri della sessualità femminile, citato da tutti ma mai individuato effettivamente. Da oltre cento anni scienziati e medici con la passione per le questioni irrisolte vanno in cerca del punto G come se si trattasse del sacro Graal. Oggi un ginecologo e chirurgo plastico dell'Università di Varsavia aggiunge il suo personale contributo al sapere legato al luogo misterioso del corpo delle donne.
Adam Ostrzenski ha compiuto uno studio, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, che gli ha permesso di arrivare a quella che considera la conclusione di un dibattito lungo decenni. "Il punto G è lungo 8,1 millimetri, largo 3,6 e spesso 0,4", scrive Ostrzenski, e si trova "sulla membrana dorsale perineale, a 16,5 millimetri dalla parte superiore del meato uretrale, orientato a 35 gradi rispetto al bordo laterale dell'uretra".
Per arrivare a tanta precisione nel mettere a disposizione di tutti gli appassionati coordinate così precise il ginecologo ha effettuato una semplice autopsia sul cadavere di una donna di 83 anni, individuando la "struttura anatomica con forma di sacco ben delineata e pareti che assomigliano al tessuto erettile". Adesso si attendono nuovi sviluppi di una disputa destinata a continuare all'infinito.

giovedì 26 aprile 2012

Trent’anni fa nasceva lo ZX Spectrum


Trent’anni fa nasceva lo ZX Spectrum

Notizia di 4 ore fa
Trent’anni fa nasceva lo ZX SpectrumFoto
Si è appena celebrato il trentesimo anniversario della nascita dello ZX Spectrum, uno dei più popolari ed economici home computer mai prodotti. Per capire la sua importanza basti pensare che può essere considerato l’equivalente UK del Commodore 64 made in USA.