sabato 19 gennaio 2013
Giorno Memoria: quest'anno dedicato alla resistenza ebraica
Giorno Memoria: quest'anno dedicato alla resistenza ebraica
Riccardi, tema Shoah cresciuto in coscienza nazionale
ROMA - La Shoah non fu accettazione passiva di un atroce e folle
disegno: gli ebrei si ribellarono e arrivarono anche a prendere le armi
contro i loro carnefici. A questo tema, cioé alla Resistenza ebraica e
alle rivolte nei ghetti e nei campi di sterminio, è dedicato quest'anno
il Giorno della Memoria, che si celebrerà il 27 gennaio.
Il tema della Shoah "é un tema che mi sta molto a cuore e che é molto
cresciuto nella coscienza nazionale" ha detto il ministro per
l'Integrazione e la Cooperazione, Andrea Riccardi, presentando stamani a
Palazzo Chigi gli eventi previsti quest'anno e patrocinati dal Comitato
di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah, istituito
presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
"Quest'anno - ha spiegato Riccardi - la giornata è dedicata agli
ebrei che resistettero con le armi ai nazisti. E' importante far
conoscere ai giovani aspetti meno noti della storia della distruzione
degli ebrei in Europa. E' giusto ricordare chi partecipò alla Resistenza
europea e italiana".
Una scelta, quella del tema di quest'anno, che deriva anche dalla
concomitanza con il 70.mo anniversario della rivolta del Ghetto di
Varsavia del 1943. Una rivolta, ha sottolineato lo storico della Shoah
Marcello Pezzetti, che non è stata l'unica fatta dagli ebrei. "Non è
vero, come dicono alcuni, che gli ebrei si sono fatti mandare al
massacro come pecore" ha detto, spiegando che le ribellioni nei ghetti
erano cominciate già nel 1942, per poi sfociare nelle rivolte del '43 e
del '44, non solo nei ghetti ma anche nei campi di sterminio.
Una rivolta che "é stata prima civile, ad esempio facendo fuggire i
bambini o insegnando loro la lingua ebraica, e poi armata". Secondo
Riccardi, "non bisogna dividere la resistenza attiva da quella passiva.
Ciascun gruppo resiste come sa e come può. La resistenza degli ebrei è
stata nel difendere i propri figli, nell'allontanare la morte, nel far
sopravvivere i valori, nella stessa preghiera, nell'autodifesa. Bisogna
far emergere, come senso di questa giornata, come si possa resistere
anche a mani nude". "Obiettivo del Giorno della memoria è non
dimenticare per non ripetere" ha aggiunto il ministro.
"Gli ebrei del Ghetto di Varsavia scelsero di morire con le armi in
pugno invece che passivamente - ha ricordato a sua volta il presidente
delle Comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna - anche se sapevano che
era una lotta senza speranza. Gli scontri durarono ben cinque mesi. E i
nazisti hanno vinto sul piano militare, ma secondo noi la vittoria
morale va ai combattenti del ghetto, che hanno dimostrato che lottare
contro il nazismo era possibile".
La risata del prefetto dell'Aquila
LA RISATA DEL PREFETTO IURATO “A L’AQUILA FINSI COMMOZIONE”
Inserito da admin - 18 gennaio 2013 -
Poco dopo il suo insediamento nella carica di Prefetto dell’Aquila, città sconvolta dal terremoto, Giovanna Iurato “scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani”. E’ quanto stigmatizzano i pm di Napoli commentando una telefonata del prefetto intercettata.
I magistrati napoletani – titolari dell’inchiesta sugli appalti per la sicurezza nell’ambito della quale Iurato è indagata per turbativa d’asta – fanno riferimento a una telefonata fra la stessa Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata il 28 maggio 2010.
“Commentando la sua prima giornata ufficiale – scrivono i pm – nella città martoriata dal terremoto (definita sarcasticamente da Iurato “una citta’ inesistente, che non c’e”), scoppiava a ridere, ricordando come si era (falsamente) commossa davanti alle macerie e ai bambini rimasti orfani. Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore, che avrebbero imposto al rappresentante del Governo di assumere comportamenti ben diversi e non certo (a proposito di cinismo) legati alla predisposizioni di condotte e strumenti atti a prevenire e/o scongiurare indagini in corso”.
La vicenda è riportata nella richiesta di misure cautelari firmata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dai pm della Dda Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli.
Le intercettazioni
“Appena metti piede in città, subito con una corona, vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente”. E’ il consiglio che Giovanna Iurato, appena nominata prefetto dell’Aquila, ricevette dal padre.
E’ uno dei passaggi della telefonata intercorsa il 28 maggio 2010 tra Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sugli appalti per la sicurezza. I pm partenopei esprimono severi giudizi sul tono della telefonata, in cui emergerebbe la falsa commozione del prefetto:
IURATO: Allora senti…sono andata…sono arrivata, subito mio padre, che è quello che mi da i consigli, quelli più mirati…
GRATTERI: Si lo so.
IURATO: …perchè è un uomo di mondo, saggio, dice: “…appena metti piede in città subito con una corona vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente…”.
GRATTERI: Brava IURATO: Eh allora sono arrivata là, nonostante la mia…cosa che volevo…insomma essere compita (fonetico)…mi pigliai, mi caricai questa corona e la portai fino a…
GRATTERI: Ti mettesti a piangere…sicuramente!
IURATO:Mi misi a piangere.
GRATTERI: Ovviamente, non avevo dubbi (ride).
IURATO: Ed allora subito…subito…lì i giornali: “le lacrime del Prefetto”.
GRATTERI: Non avevo dubbi (eh, eh ride).
IURATO: Ehhhhhhh (scoppia a ridere) i giornali : “le lacrime del Prefetto”.
GRATTERI: Non avevo dubbi (eh, eh ride).
IURATO: Poi si sono avvicinati i giornalisti: “perchè è venuta qua?”. Perchè voglio cominciare da qui, dove la città si è fermata perchè voglio essere utile a questo territorio. Punto.
GRATTERI: Eh.
IURATO: L’indomani conferenza stampa con tutti i giornalisti.
Gli avvocati
Gli avvocati Claudio Botti e Renato Borzone, difensori del prefetto Iurato, commentano: “Siamo molto stupiti che sia stata emessa la misura nonostante le oltre sei ore di interrogatorio e di puntuali chiarimenti forniti al giudice in quella sede. E siamo certi che, quanto prima, si riuscirà a dimostrare l’assoluta estraneità ai fatti della nostra assistita. E’ sempre fuorviante cogliere frammenti di lunge conversazioni intercettate: il prefetto in oltre due anni di presenza sul territorio dell’Aquila ha dato prova di grande abnegazione e disponibilità senso del dovere nei confronti di quella realtà e dei suoi cittadini”.
Il prefetto Izzo
E’ stata intanto disposta dal giudice di Napoli l’ordinanza di interdizione dal servizio chiesta nei confronti dell’ex capo della polizia Nicola Izzo e del prefetto Giovanna Maria Iurato dalla Procura di Napoli nell’inchiesta sugli appalti per la sicurezza. I due alti dirigenti sono indagati per turbativa d’asta nel capitolo che riguarda l’appalto per il centro Cen di Capodimonte.
Mercoledì Izzo aveva fatto sapere al giudice che non si sarebbe presentato all’interrogatorio ritenendo l’autorità giudiziaria napoletana non competente per territorio sulla base di quanto affermato dalla Procura generale della Cassazione nel provvedimento di risposta a un’istanza della difesa. La Iurato invece aveva risposto per oltre sette ore alle domande del giudice respingendo tutte le accuse. Izzo è assistito dagli avvocati Bruno La Rosa e Franco Coppi, che preparano appello contro la misura per riproporre la questione di competenza e sostenere la carenza di indizi ed esigenze cautelari. Prepara ricorso in appello anche l’avvocato Claudio Botti, legale del prefetto Iurato. Le indagini sono condotte dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e coordinate dai pm Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli con il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo.
Inserito da admin - 18 gennaio 2013 -
Poco dopo il suo insediamento nella carica di Prefetto dell’Aquila, città sconvolta dal terremoto, Giovanna Iurato “scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani”. E’ quanto stigmatizzano i pm di Napoli commentando una telefonata del prefetto intercettata.
I magistrati napoletani – titolari dell’inchiesta sugli appalti per la sicurezza nell’ambito della quale Iurato è indagata per turbativa d’asta – fanno riferimento a una telefonata fra la stessa Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata il 28 maggio 2010.
“Commentando la sua prima giornata ufficiale – scrivono i pm – nella città martoriata dal terremoto (definita sarcasticamente da Iurato “una citta’ inesistente, che non c’e”), scoppiava a ridere, ricordando come si era (falsamente) commossa davanti alle macerie e ai bambini rimasti orfani. Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore, che avrebbero imposto al rappresentante del Governo di assumere comportamenti ben diversi e non certo (a proposito di cinismo) legati alla predisposizioni di condotte e strumenti atti a prevenire e/o scongiurare indagini in corso”.
La vicenda è riportata nella richiesta di misure cautelari firmata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dai pm della Dda Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli.
Le intercettazioni
“Appena metti piede in città, subito con una corona, vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente”. E’ il consiglio che Giovanna Iurato, appena nominata prefetto dell’Aquila, ricevette dal padre.
E’ uno dei passaggi della telefonata intercorsa il 28 maggio 2010 tra Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sugli appalti per la sicurezza. I pm partenopei esprimono severi giudizi sul tono della telefonata, in cui emergerebbe la falsa commozione del prefetto:
IURATO: Allora senti…sono andata…sono arrivata, subito mio padre, che è quello che mi da i consigli, quelli più mirati…
GRATTERI: Si lo so.
IURATO: …perchè è un uomo di mondo, saggio, dice: “…appena metti piede in città subito con una corona vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente…”.
GRATTERI: Brava IURATO: Eh allora sono arrivata là, nonostante la mia…cosa che volevo…insomma essere compita (fonetico)…mi pigliai, mi caricai questa corona e la portai fino a…
GRATTERI: Ti mettesti a piangere…sicuramente!
IURATO:Mi misi a piangere.
GRATTERI: Ovviamente, non avevo dubbi (ride).
IURATO: Ed allora subito…subito…lì i giornali: “le lacrime del Prefetto”.
GRATTERI: Non avevo dubbi (eh, eh ride).
IURATO: Ehhhhhhh (scoppia a ridere) i giornali : “le lacrime del Prefetto”.
GRATTERI: Non avevo dubbi (eh, eh ride).
IURATO: Poi si sono avvicinati i giornalisti: “perchè è venuta qua?”. Perchè voglio cominciare da qui, dove la città si è fermata perchè voglio essere utile a questo territorio. Punto.
GRATTERI: Eh.
IURATO: L’indomani conferenza stampa con tutti i giornalisti.
Gli avvocati
Gli avvocati Claudio Botti e Renato Borzone, difensori del prefetto Iurato, commentano: “Siamo molto stupiti che sia stata emessa la misura nonostante le oltre sei ore di interrogatorio e di puntuali chiarimenti forniti al giudice in quella sede. E siamo certi che, quanto prima, si riuscirà a dimostrare l’assoluta estraneità ai fatti della nostra assistita. E’ sempre fuorviante cogliere frammenti di lunge conversazioni intercettate: il prefetto in oltre due anni di presenza sul territorio dell’Aquila ha dato prova di grande abnegazione e disponibilità senso del dovere nei confronti di quella realtà e dei suoi cittadini”.
Il prefetto Izzo
E’ stata intanto disposta dal giudice di Napoli l’ordinanza di interdizione dal servizio chiesta nei confronti dell’ex capo della polizia Nicola Izzo e del prefetto Giovanna Maria Iurato dalla Procura di Napoli nell’inchiesta sugli appalti per la sicurezza. I due alti dirigenti sono indagati per turbativa d’asta nel capitolo che riguarda l’appalto per il centro Cen di Capodimonte.
Mercoledì Izzo aveva fatto sapere al giudice che non si sarebbe presentato all’interrogatorio ritenendo l’autorità giudiziaria napoletana non competente per territorio sulla base di quanto affermato dalla Procura generale della Cassazione nel provvedimento di risposta a un’istanza della difesa. La Iurato invece aveva risposto per oltre sette ore alle domande del giudice respingendo tutte le accuse. Izzo è assistito dagli avvocati Bruno La Rosa e Franco Coppi, che preparano appello contro la misura per riproporre la questione di competenza e sostenere la carenza di indizi ed esigenze cautelari. Prepara ricorso in appello anche l’avvocato Claudio Botti, legale del prefetto Iurato. Le indagini sono condotte dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e coordinate dai pm Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli con il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo.
Liste PD
La commissione di garanzia del Pd lascia fuori dalle liste Crisafulli, Papania e Nicola Caputo
Vladimiro Crisafulli
Fuori dalle liste Mirello Crisafulli e Antonio Papania (senatori uscenti, il primo big di Enna e indagato per reati amministrativi, il secondo in odore di contiguità con la mafia), Nicola Caputo (indagato per truffa nell'ambito dell'inchiesta sulle spese dell'assemblea del Centro direzionale, ma anche il più votato a Caserta alle primarie).
È quanto ha deciso la Commissione nazionale di garanzia del Partito Democratico, presieduta da Luigi Berlinguer sul dossier liste pulite. La Commissione ha inoltre preso atto di due rinunce volontarie alla da parte di Bruna Brembilla e Antonio Luongo". La Commissione ha inoltre preso atto di due rinunce volontarie alla da parte di Bruna Brembilla e Antonio Luongo.
La Commissione nazionale di garanzia del Partito democratico - ha sottolineato Berlinguer - ha voluto mantenere fermi due principi tra di loro in difficile equilibrio: da un lato quello costituzionale che si fonda sulla presunzione di innocenza del singolo e, dall'altro, quello che impone alla commissione che presiedo la tutela dell'immagine e della stessa onorabilità di quel grande corpo collettivo che è un partito di massa come il Pd".
"Di fronte a polveroni mediatici e a sommari processi di piazza (magari via web) che creano un irrespirabile clima di intolleranza e di generiche accuse all'intero sistema democratico - ha detto Berlinguer -, la Commissione di garanzia ha scelto sulla base dell'interpretazione severa di codice etico, statuto, leggi dello Stato. Questo ci ha portato a ottenere 2 rinunce volontarie e a deliberare l'esclusione, con motivazioni tra loro diverse, di tre candidati dalle liste del partito".
Vladimiro Crisafulli
Fuori dalle liste Mirello Crisafulli e Antonio Papania (senatori uscenti, il primo big di Enna e indagato per reati amministrativi, il secondo in odore di contiguità con la mafia), Nicola Caputo (indagato per truffa nell'ambito dell'inchiesta sulle spese dell'assemblea del Centro direzionale, ma anche il più votato a Caserta alle primarie).
È quanto ha deciso la Commissione nazionale di garanzia del Partito Democratico, presieduta da Luigi Berlinguer sul dossier liste pulite. La Commissione ha inoltre preso atto di due rinunce volontarie alla da parte di Bruna Brembilla e Antonio Luongo". La Commissione ha inoltre preso atto di due rinunce volontarie alla da parte di Bruna Brembilla e Antonio Luongo.
La Commissione nazionale di garanzia del Partito democratico - ha sottolineato Berlinguer - ha voluto mantenere fermi due principi tra di loro in difficile equilibrio: da un lato quello costituzionale che si fonda sulla presunzione di innocenza del singolo e, dall'altro, quello che impone alla commissione che presiedo la tutela dell'immagine e della stessa onorabilità di quel grande corpo collettivo che è un partito di massa come il Pd".
"Di fronte a polveroni mediatici e a sommari processi di piazza (magari via web) che creano un irrespirabile clima di intolleranza e di generiche accuse all'intero sistema democratico - ha detto Berlinguer -, la Commissione di garanzia ha scelto sulla base dell'interpretazione severa di codice etico, statuto, leggi dello Stato. Questo ci ha portato a ottenere 2 rinunce volontarie e a deliberare l'esclusione, con motivazioni tra loro diverse, di tre candidati dalle liste del partito".
venerdì 18 gennaio 2013
Prete anticamorra al Pdl, non mi candido Sacerdote, 'visti i nomi che girano scelgo chiesa'
Prete anticamorra al Pdl, non mi candido
Sacerdote, 'visti i nomi che girano scelgo chiesa'

(ANSA) - NAPOLI, 18 GEN - ''Un sacerdote non puo' dire bugie.
Si', e' vero ho incontrato Silvio Berlusconi che mi ha proposto una candidatura. Ma visto i nomi che girano, che non rappresentano il cambiamento, non mi candido'': dopo 7 giorni, don Luigi Merola, parroco anticamorra di Napoli, ha deciso di continuare il suo impegno nel sociale e a servizio della chiesa rinunciando alla politica. Il sacerdote ha anche riferito che il colloquio con Berlusconi e' stato ''lungo e cordiale''.
Si', e' vero ho incontrato Silvio Berlusconi che mi ha proposto una candidatura. Ma visto i nomi che girano, che non rappresentano il cambiamento, non mi candido'': dopo 7 giorni, don Luigi Merola, parroco anticamorra di Napoli, ha deciso di continuare il suo impegno nel sociale e a servizio della chiesa rinunciando alla politica. Il sacerdote ha anche riferito che il colloquio con Berlusconi e' stato ''lungo e cordiale''.
Scoperta centrale del falso d'autore Recuperate da carabinieri tele contraffatte di Guttuso e Schifano
Scoperta centrale del falso d'autore
Recuperate da carabinieri tele contraffatte di Guttuso e Schifano

Una centrale del falso d'autore e 232 dipinti abilmente contraffatti di artisti contemporanei come Renato Guttuso, Eliano Fantuzzi, Mario Schifano, Sergio Scatizzi, Enotrio Pugliese, sono stati sequestrati dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza. Le opere, realizzate da T.T., di Lamezia Terme, del valore di 800 mila euro, venivano commercializzate in tutta Italia con falsi certificati di autenticita' realizzati a Lamezia.
Napoli calcio
CORTE FEDERALE ANNULLA -2 AL NAPOLI
La Corte di giustizia della Federcalcio ha accolto il ricorso del Napoli e ha tolto alla squadra di Mazzarri i 2 punti di penalizzazione in classifica, inflitti dalla Disciplinare per il processo calcioscommesse relativo a Samp-Napoli.
La Corte di giustizia federale ha assolto Paolo Cannavaro e Gianluca Grava dall'accusa di omessa denuncia nel processo calcioscommesse. In primo grado i due difensori del Napoli erano stati squalificati per 6 mesi. Ridotta a 21 mesi la squalifica di Matteo Gianello. Per il Napoli resta un'ammenda che passa da 70 mila a 50 mila euro.
RISCRITTA CLASSIFICA, NAPOLI AGGANCIA LAZIO A 42 PUNTI - Con la cancellazione della penalizzazione di due punti, decisa dalla Corte federale, il Napoli torna al secondo posto in classifica a 42 punti in condominio con la Lazio alle spalle della Juventus, capolista con 45 punti.
AVV.GIANELLO, COSI'ABBIAMO SALVATO IL NAPOLI - "Abbiamo salvato il Napoli perché abbiamo contribuito in maniera decisiva alla revoca della penalizzazione e al proscioglimento di Grava e Cannavaro". Eduardo Chiacchio, legale di Matteo Gianello, commenta così la sentenza della Corte di Giustizia federale che ha accolto il ricorso del Napoli, contro la penalizzazione di due punti inflitta dalla Commissione Disciplinare per la tentata combine di Samp-Napoli. "Era l'unica strada per ottenere la revoca della penalizzazione - ha rilevato l'avvocato riferendosi alla richiesta di derubricazione dell'illecito del suo assistito in violazione dell'articolo 1 del CGS (slealtà sportiva) -. La responsabilità oggettiva resiste ma per la violazione dell'articolo 1 la sanzione è l'ammenda, per l'illecito invece la penalizzazione. Sembra poco, ma c'é l'abUisso". Soddisfatto anche per la riduzione della squalifica del suo assistito in 21 mesi (in primo grado aveva rimediato 3 anni e 3 mesi): "Va benissimo, cancellare l'infamia dell'illecito sportivo per un calciatore è tutto. Non l'ho ancora sentito, ma sarà felicissimo. Ha sbagliato, è giusto che paghi.E' stato facilone ma non ha commesso illecito", ha concluso Chiacchio.
Classifica del campionato di Serie A dopo la decisione della Corte di Giustizia federale sul Napoli: Juventus 45; Napoli e Lazio 42; Inter 38; Fiorentina 35; Roma 32; Milan 31; Udinese e Parma 30; Catania 29; Chievo 24; Torino (-1) 23; Atalanta (-2) 22; Bologna e Sampdoria (-1) 21; Pescara 20; Cagliari 19; Genoa 17; Palermo 15; Siena (-6) 11.
N.B.: Sampdoria e Torino penalizzate di 1 punto. Atalanta penalizzata di 2 punti. Siena penalizzato di 6 punti.
MANGANELLI, NOVITA' NEI PROSSIMI GIORNI - "Non vi dico cosa prevedo accadrà nei prossimi giorni sul fronte calcioscommesse, altrimenti sarà la notizia di domani e oscurerà questa conferenza". Lo ha detto il capo della polizia, Antonio Manganelli, nel corso della conferenza di Interpol sul calcioscommesse. Il riferimento del capo della polizia, a quanto si apprende, sarebbe a possibili sviluppi delle inchieste aperte da diverse procure sulle partite truccate.
La Corte di giustizia della Federcalcio ha accolto il ricorso del Napoli e ha tolto alla squadra di Mazzarri i 2 punti di penalizzazione in classifica, inflitti dalla Disciplinare per il processo calcioscommesse relativo a Samp-Napoli.
La Corte di giustizia federale ha assolto Paolo Cannavaro e Gianluca Grava dall'accusa di omessa denuncia nel processo calcioscommesse. In primo grado i due difensori del Napoli erano stati squalificati per 6 mesi. Ridotta a 21 mesi la squalifica di Matteo Gianello. Per il Napoli resta un'ammenda che passa da 70 mila a 50 mila euro.
RISCRITTA CLASSIFICA, NAPOLI AGGANCIA LAZIO A 42 PUNTI - Con la cancellazione della penalizzazione di due punti, decisa dalla Corte federale, il Napoli torna al secondo posto in classifica a 42 punti in condominio con la Lazio alle spalle della Juventus, capolista con 45 punti.
AVV.GIANELLO, COSI'ABBIAMO SALVATO IL NAPOLI - "Abbiamo salvato il Napoli perché abbiamo contribuito in maniera decisiva alla revoca della penalizzazione e al proscioglimento di Grava e Cannavaro". Eduardo Chiacchio, legale di Matteo Gianello, commenta così la sentenza della Corte di Giustizia federale che ha accolto il ricorso del Napoli, contro la penalizzazione di due punti inflitta dalla Commissione Disciplinare per la tentata combine di Samp-Napoli. "Era l'unica strada per ottenere la revoca della penalizzazione - ha rilevato l'avvocato riferendosi alla richiesta di derubricazione dell'illecito del suo assistito in violazione dell'articolo 1 del CGS (slealtà sportiva) -. La responsabilità oggettiva resiste ma per la violazione dell'articolo 1 la sanzione è l'ammenda, per l'illecito invece la penalizzazione. Sembra poco, ma c'é l'abUisso". Soddisfatto anche per la riduzione della squalifica del suo assistito in 21 mesi (in primo grado aveva rimediato 3 anni e 3 mesi): "Va benissimo, cancellare l'infamia dell'illecito sportivo per un calciatore è tutto. Non l'ho ancora sentito, ma sarà felicissimo. Ha sbagliato, è giusto che paghi.E' stato facilone ma non ha commesso illecito", ha concluso Chiacchio.
Classifica del campionato di Serie A dopo la decisione della Corte di Giustizia federale sul Napoli: Juventus 45; Napoli e Lazio 42; Inter 38; Fiorentina 35; Roma 32; Milan 31; Udinese e Parma 30; Catania 29; Chievo 24; Torino (-1) 23; Atalanta (-2) 22; Bologna e Sampdoria (-1) 21; Pescara 20; Cagliari 19; Genoa 17; Palermo 15; Siena (-6) 11.
N.B.: Sampdoria e Torino penalizzate di 1 punto. Atalanta penalizzata di 2 punti. Siena penalizzato di 6 punti.
MANGANELLI, NOVITA' NEI PROSSIMI GIORNI - "Non vi dico cosa prevedo accadrà nei prossimi giorni sul fronte calcioscommesse, altrimenti sarà la notizia di domani e oscurerà questa conferenza". Lo ha detto il capo della polizia, Antonio Manganelli, nel corso della conferenza di Interpol sul calcioscommesse. Il riferimento del capo della polizia, a quanto si apprende, sarebbe a possibili sviluppi delle inchieste aperte da diverse procure sulle partite truccate.
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