lunedì 21 gennaio 2013

Gallinari, Rifondazione ai funerali. L’Idv: “Passo indietro o via da Lista Ingroia”

Gallinari, Rifondazione ai funerali. L’Idv: “Passo indietro o via da Lista Ingroia”

Alle esequie presenti il candidato di Rivoluzione Civile, Claudio Grassi, e il coordinatore provinciale di Reggio Emilia, Alberto Ferrigno. Interviene il segretario Paolo Ferrero: "Polemica incredibile. Conoscere una persona non significa condividerne le scelte violente"

Gallinari, Rifondazione ai funerali. L’Idv: “Passo indietro o via da Lista Ingroia”
Acque agitate nella Lista Ingroia dell’Emilia Romagna. Non è passata nemmeno mezza giornata dai funerali dell’ex Br Prospero Gallinari al cimitero di Goviolo alle porte di Reggio Emilia, che le due anime partitiche, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori, messe insieme dal magistrato siciliano si sono messe a litigare, paradossalmente, su un tema politico come la recente memoria storica del paese.
La presenza alle esequie del carceriere di Aldo Moro, sia di Alberto Ferrigno, coordinatore provinciale di Rifondazione a Reggio Emilia, sia di Claudio Grassi, già senatore di Rifondazione con l’Unione nel 2006 e ora candidato alla Camera per Rivoluzione Civile,  hanno fatto andare su tutte le furie Liana Barbati, consigliera regionale Idv, nonché omologa di Ferrigno  nel capoluogo reggiano: “Leggo con estrema perplessità e disappunto che Ferrigno e Grassi, membro della direzione nazionale, nonché ex deputato di Rifondazione Comunista, hanno partecipato ai funerali del brigatista. Chi ricopre cariche politiche o è candidato alle elezioni per rappresentare i cittadini, non dovrebbe neanche a titolo personale, partecipare al funerale di chi ha rappresentato un periodo così buio e triste per la nostra Repubblica”.
Le motivazioni della piccata presa di posizione della Barbati rispecchiano l’eterogeneità dell’arcobaleno politico elettorale targato Rivoluzione Civile: “Presenza inopportuna soprattutto in questo caso, in cui la compagine di elettori sarà composita e dichiaratamente non schierata a destra o a sinistra, ma semplicemente unita per ripristinare il rispetto delle istituzioni il nome del bene comune. Cosa che il periodo brigatista certo non rappresenta”.
“Per questo motivo, se poi Grassi sarà eletto in Emilia Romagna”, chiosa con decisione,  ”dico subito a “titolo personale” che non mi rappresenta di certo. Mi auguro a breve che ci sia una smentita o una parvenza di giustificazione. In caso contrario o fa un passo indietro, o Idv uscirà dal comitato provinciale a sostegno della Lista Ingroia, che si richiama a una rivoluzione civile, per l’appunto”.
In pochi minuti giungono subito le parole di Grassi, quinto in lista per la Camera, ma con i nomi di Ingroia, Di Pietro e Ilaria Cucchi davanti a lui già candidati in altri collegi, quindi possibile secondo deputato eletto dietro a Giovanni Favia: “Non credevo che partecipare ad un funerale di una persona che conoscevo potesse creare un caso politico. Vi ho partecipato -  come vi hanno partecipato tanti dei presenti – pur non condividendo nulla di quanto ha fatto Prospero Gallinari. Penso che quando si conosce una persona, anche se non se ne condividono le idee e ciò che ha fatto nella vita, nel momento in cui muore sia un atto di umanità partecipare ad un funerale. Così è stato per me”.
“Polemica pretestuosa e di bassissima lega, in Cambiare si può non li abbiamo mai visti tra l’altro si sono accodati all’ultimo momento”, afferma Ferrigno raggiunto telefonicamente dal FattoQuotidiano.it, “Su funerali e eventi privati non devo rispondere a nessuno, figuriamoci alla Barbati. Conoscevo la moglie di Gallinari e sono sempre stato contro la violenza. l’Idv non si può permettere polemiche di questo tipo”
“Trovo incredibile – e frutto di un fraintendimento – che la partecipazione di Claudio Grassi, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, al funerale di Prospero Gallinari, determini una polemica politica”, scrive su Facebook il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, “Grassi è di Reggio Emilia come Gallinari e si conoscevano da sempre. Nella politica e nella vita hanno fatto scelte opposte: Grassi il PCI, Gallinari le BR. La condanna di Grassi del terrorismo non sta rinchiusa solo nelle dichiarazioni verbali ma in una vita passata a costruire ed organizzare lotte e partecipazione democratica alla luce del sole, nel PCI e poi in Rifondazione Comunista. Il contrario del terrorismo. Ma Grassi non è solo un dirigente politico è anche una persona che ha conosciuto Gallinari e ha quindi scelto di partecipare al suo funerale. Questa partecipazione è una testimonianza della sua umanità e in nessun modo può essere confusa con altro. Un tempo si diceva “riposa in pace”, nella consapevolezza che almeno di fronte alla morte le polemiche dovevano – almeno per un minuto – cessare. Voglio sperare che questo briciolo di umanità possa resistere ancora oggi e si chiuda qui una polemica che non ha alcun fondamento, perché la nostra condanna del terrorismo è totale”.

Dna umano non solo a doppia elica, c'è anche quadrupla

Dna umano non solo a doppia elica, c'è anche quadrupla

   Dna umano non solo a doppia elica, c'è anche quadrupla


Sono passati ormai 60 anni dalla pubblicazione su Nature dell'articolo che descriveva per la prima volta la doppia elica del Dna, e sempre dalla stessa universita' arriva un'altra scoperta che dimostra come la visione degli scopritori James Watson e Francis Crick, anche se importantissima, era tutt'altro che completa, e anzi era solo la 'meta" della realta'.

Lo studio dell'italiana Giulia Biffi pubblicato da Nature Chemistry ha trovato che in certi momenti il Dna puo' invece assumere una forma a 'quadrupla elica', una scoperta che apre una nuova serie di interrogativi per i genetisti, il cui lavoro appare tutt'altro che finito.

Le strutture a quadrupla elica erano gia' state isolate in provetta, ma nessuno era mai riuscito a vederle nelle cellule umane. Per scovarle i ricercatori hanno costruito degli anticorpi sintetici fluorescenti in grado di legarsi alle quadruple eliche del genoma umano. Testandoli su cellule di tumori, dall'osteosarcoma al cancro della cervice, e' emerso che le strutture a quadrupla sono piu' numerose negli istanti in cui il Dna si replica prima della divisione cellulare.

Questo, spiega Biffi, suggerisce gia' un primo utilizzo della scoperta. "A mio parere anche nelle cellule normali si formano queste strutture - sottolinea la ricercatrice, arrivata a Cambridge da Pavia per un dottorato - ma ovviamente le cellule tumorali replicano continuamente e quindi se i 'quadruplex' sono importanti durante la replicazione del Dna potrebbero avere effetti piu' rilevanti nelle cellule tumorali.

Gia' in studi precedenti si e' visto che si possono usare piccole molecole sintetizzate per 'traghettare' queste strutture, e questo ha un effetto anti-proliferativo sulla cellula". La conferma dell'esistenza della quadrupla elica nel genoma umano costringera' i genetisti a un 'superlavoro', sottolinea Carlo Alberto Redi, biologo dell'universita' di Pavia, secondo il quale ora sara' piu' facile capire come si forma la vita.

domenica 20 gennaio 2013

Quanti sono gli uomini della scorta di Monti (e chi li paga?)


Quanti sono gli uomini della scorta di Monti (e chi li paga?)

Quanti sono gli uomini della scorta di Monti

 Milano. 19 gennaio 2012. Alle 17.55 scendo dal Freccia Rossa proveniente da Roma. Mi avvio verso la fine dei binari, camminando parallelamente al convoglio fermo. Con una mano mi tiro dietro il trolley con le valigie. Sento qualcuno che mi tocca. Mi giro, è un poliziotto. Non sembra interessato a me. Sta guardando qualcos'altro, poco più indietro. Lì per lì non capisco, mi volto e continuo a camminare. Dopo pochi secondi volgo lo sguardo alla mia sinistra. C'è un uomo che mi cammina affianco. Lo guardo bene. E' a mezzo metro da me. Io sono alla sua destra e il treno è alla sua sinistra. Ha una valigetta in mano. Guarda avanti, dritto davanti a sé. Nei lunghi, interminabili istanti in cui procediamo affiancati, inizia ad affiorare alla mia coscienza la consapevolezza che lo sconosciuto che mi cammina accanto, quasi che fosse un vecchio amico, o un semplice viaggiatore appena sceso dal treno, possa essere lui, il presidente del Consiglio. Lo guardo bene. E non c'è più alcun dubbio: è Mario Monti. 

 Se lui è Mario Monti io però sono io. E in rete sono uno dei suoi peggiori nemici. Ho raccontato fin dal primo giorno della Trilaterale, del Bilderberg. Ho radiografato le sue frasi, ogni sua dichiarazione. Quelle rilasciate a Roma come quelle rilasciate a Bruxelles. Quelle rilasciate a Washington come quelle provenienti dalla Cina. Ho smontato pezzo per pezzo i trattati europei che ha contribuito a scrivere e poi a ratificare, dal Mes al Fiscal Compact. Ho denunciato il suo progetto di costruzione degli Stati Uniti d'Europa, usando la crisi come arma di ricatto. Ho raccontato uno ad uno i suoi legami con le banche e le leggi con le quali l'ha favorite. E' stato l'oggetto delle mie attenzioni continue per oltre un anno. E adesso è lì, a meno di mezzo metro. Potrei toccarlo semplicemente alzando un braccio. Forse anche muovendo una mano. Cammina al mio fianco, e si fa strada in me la sensazione che sia una specie di occasione. Non so bene quale. 

 Pochi istanti per razionalizzare. Pensieri veloci. Valutazioni e controvalutazioni da portare a termine nel brevissimo tempo che ci si mette a percorrere la lunghezza di un locomotore. Potrei approfittare della situazione. Dovrei forse dirgli qualcosa, qualsiasi cosa, con la speranza quasi perversa che, alzando lo sguardo per capire chi lo sta apostrofando, incrociando i miei occhi lui possa in qualche modo avere un guizzo, un lampo, riconoscermi, e dare così un senso a tutto questo mio urlare alla luna. "Golia sa dell'esistenza di Davide".

 Ma sono solo. Non c'è nessuno che possa riprendere, magari da lontano o anche solo in bella vista, a garanzia e tutela dei fatti di cronaca. Dovrei tirare fuori il telefonino. E questo richiede tempo, anche perché sono pieno di valigie. E anche riuscendoci in un tempo accettabile, il probabile risultato sarebbe essere malmenati e la rottura dello smartphone, o la sua requisizione. Un conto è un giornalista con un cameramen alle spalle: ci sono dei testimoni, riprendono tutto. Monti non avrebbe risposto comunque, come fa sempre, ma nessuno avrebbe osato fare il prepotente davanti agli obiettivi di una televisione. Un conto, invece, è un anonimo passante, così pericolosamente vicino al capo del Governo da poterlo toccare in qualsiasi momento, che inizia ad armeggiare con le tasche e manifesta intenzioni non meglio identificate. Ma, certamente, se avessi avuto una statuina del Duomo di Milano in tasca, per non dire di peggio, e se fossi stato un Tartaglia qualsiasi, avrei avuto lunghi, interminabili secondi per attentare alla vita del presidente del Consiglio. E questo, permettetemi, non mi sembra il massimo della sicurezza.

 In ogni caso, dopo avere così valutato ho rallentato, ho estratto lo smatphone e li ho seguiti. Volevo che li vedeste anche voi. Volevo contare insieme a voi il numero di agenti di scorta che Mario Monti si porta appresso, probabilmente occupando tutta una carrozza del Freccia Rossa Roma-Milano. Non so se sia giusto o sbagliato: forse è necessario. Ma certamente non è economico. Una carrozza Business ha una cinquantina di posti a 116€ l'uno. Circa 6000€. Se c'è la prima carrozza denominata Executive, i costi sono forse anche superiori. A questo vanno aggiunti i costi della scorta. Un viaggio può arrivare a costare facilmente cifre a cinque zeri. Dieci, venti, trentamila euro? Chi può dirlo! Tenetelo a mente, quando vi raccontano che sono parsimoniosi e "viaggiano in treno". Anche perché Monti stava andando a Bergamo, ad aprire la sua campagna elettorale. Un'attività non certamente istituzionale. Pagheremo noi anche quella?

E, dunque, quanti sono gli uomini della scorta di Monti? Contateli anche voi:guardate il video (alcuni probabilmente sono agenti della polizia ferroviaria solo temporaneamente assegnati a scortarlo dal treno alla limousine).

Cade valanga, un morto nel bellunese


Cade valanga, un morto nel bellunese

Incidente sui monti di Casera Razzo



(ANSA) - BELLUNO, 20 GEN - Quattro persone, di cui una e' morta e un'altra e' rimasta gravemente ferita, sono state travolte da una valanga nella zona di Casera Razzo, nel territorio di Vigo di Cadore (Belluno). La vittima e' Luciano Mazzier, 51enne di Calalzo, e faceva parte di un gruppo di sci alpinisti che sono stati investiti da una valanga probabilmente provocata dal loro passaggio. Per recuperarli lungo lavoro per gli uomini del Soccorso alpino.

Tibet, nuova immolazione

Tibet, nuova immolazione

la seconda in una settimana

 (ANSA) - PECHINO, 20 GEN - Un giovane tibetano si è immolato per protestare contro la dominazione cinese sulla regione autonoma del Tibet. E' il secondo caso in una settimana, portando il totale delle immolazioni a 97 dal 2009. Lo rendono noto una organizzazione di difesa dei diritti umani e Radio Free Asia.

Un uomo di 28 anni, di cui si conosce soltanto il nome, Dupciuc, si è dato fuoco venerdì pomeriggio a Drachen, nello Sichuan secondo quando rivelato oggi da Free Tibet.

Valanga in Scozia, 4 morti e un ferito

Valanga in Scozia, 4 morti e un ferito

Alpinisti travolti durante scalata, maltempo in tutta Europa

 

 (ANSA) - LONDRA, 20 GEN - Quattro persone sono morte e una e' rimasta ferita gravemente al seguito di una valanga nelle Highlands in Scozia. Lo ha reso noto la polizia britannica precisando che le vittime facevano parte di un gruppo di alpinisti che stavano scalando il Bidean nam Bian, una montagna di 1.150 metri dell'ovest del Paese. Con le quattro vittime in Scozia sale a 13 il bilancio delle vittime del maltempo in Europa.


Dell'Utri: non mi candido

, immunita' ormai non serve

'Se il Pdl perde non voglio responsabilità'

 Marcello Dell'Utri in aula al Senato

 

''Finisce qui, ritiro la mia candidatura''. Lo annuncia il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri in una intervista al Fatto Quotidiano, spiegando che ''Silvio continua a dirmi che possiamo trovare una soluzione, che c'e' tempo fino a lunedi' sera. Ma ho deciso: non mi presento alle elezioni''. ''Ci ho riflettuto bene - dice - il Pdl sta salendo nei sondaggi, la vittoria non e' impossibile, ma e' improbabile. Non voglio fare da capro espiatorio, non voglio che si dica: 'Abbiamo perso per colpa di Dell'Utri' ''.
La scelta e' maturata anche perche' ''siamo al capolinea. Se non fossi stato in Parlamento, e' vero, sarei gia' finito in galera. Ma ora non serve piu' a niente'' perche' in caso di condanna definitiva ''non c'e' scudo che tenga, nemmeno quello parlamentare''. ''Io comunque - aggiunge Dell'Utri - sono ottimista, spero che i giudici capiscano che quelle accuse non esistono'' e in ogni caso ''sono abituato a cose forti, non ho paura''. ''Il mio - conclude - e' un gesto di amicizia. Certo che non mi conviene, ma dopotutto, ripeto, la storia e' arrivata alla fine. E' il momento di chiudere. La mia candidatura non serve più a nessuno. Nemmeno a me''.