Foggia, nasce l'associazione antiracket: la guiderà la wedding planner Cristina Cucci
Il figlio di Giovanni Panunzio presidente onorario
Ora è ufficiale: il 6 ottobre, alle ore 11, nella Sala Conferenze della Prefettura di Foggia sarà ufficialmente presentata l’associazione antiracket di Foggia. E sarà intitolato a Giovanni Panunzio, imprenditore ammazzato nel novembre 1992 (LEGGI E GUARDA VIDEO E FOTO).
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LA PRESENTAZIONE. All’iniziativa interverranno – oltre ai vertici istituzionali locali – anche il commissario nazionale Santi Giuffrè e il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, con il sottosegretario Ivan Scalfarotto. Saranno ovviamente presenti anche i familiari di Panunzio e il figlio Lino ricoprirà il ruolo di presidente onorario. Dopo Vieste, questa è la seconda associazione della FAI (Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura) nel Foggiano.
LA PRESIDENZA. A guidare l’associazione sarà la presidente Cristina Cucci, titolare di un’azienda che si occupa di “wedding event planner”. Nel 2013 – spiega il sito ufficiale dell’associazione evidenziando la storia della Cucci - le arrivò una telefonata e la voce maschile dall’altro capo della cornetta arrivò subito al dunque: “Tu sei nuova qui. Se vuoi lavorare prepara 2000 euro, altrimenti ti facciamo saltare in aria il negozio”. Alle 13,30 rispose al telefono e alle due meno un quarto era già in caserma per raccontare tutto ai carabinieri. “Mi scosse l’idea – afferma Cucci- che a Foggia può capitare che uno si sveglia la mattina e decide di mettere a segno un’estorsione. Un fatto grave. Dopo la denuncia non ho avuto più problemi: ma so bene che resta ancora tanto da fare, e per questo ho deciso di scendere in campo con tutti gli altri”.
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martedì 30 settembre 2014
Finalmente anche a Foggia, nasce l'associazione antiracket
WhatsApp: ecco le funzioni utili che nessuno conosce
WhatsApp: ecco le funzioni utili che nessuno conosce
Non tutti sanno che WhatsApp nasconde delle funzioni segrete che consentono all’utente di personalizzare la propria esperienza con l’applicazione, ad esempio evitando di mostrare la data e l’orario dell’ultimo accesso o bloccando un utente indesiderato.
Selezionando IMPOSTAZIONI e poi ACCOUNT è possibile scegliere la sezione PRIVACY e quindi decidere se l’ultimo accesso può essere visualizzato da tutti, dai soli contatti salvati o da nessuno. Questa è una opzione molto utile qualora volessimo evitare che qualcuno possa indagare troppo sulle nostre attività. Da tenere presente che la dicitura ONLINE comparirà comunque se ad un contatto capita di leggere la nostra conversazione mentre siamo collegati all’app.
Un’altra delle funzioni segrete di WhatsApp è la possibilità di bloccare un utente affinché non possa più interagire con noi. Basta entrare nella conversazione, selezionare il tasto con le opzioni e scegliere BLOCCA. Se volessimo bloccare più utenti, dalle IMPOSTAZIONI scegliere ACCOUNT, poi PRIVACY, dunque MESSAGGI ed indicare una lista di contatti da bloccare.
E’ possibile creare una scorciatoia per le conversazioni con utenti che contattiamo con una certa frequenza, al fine di risparmiare tempo. Si entra nella conversazione, si preme il tasto delle opzioni, si sceglie ALTRO, quindi si seleziona AGGIUNGI SHORTCUT.
Talvolta può capitare che non si abbia a disposizione molto traffico dati residuo. In questi casi inviare o scaricare una foto, un video, un suono attraverso WhatsApp può risultare il colpo di grazia alla propria connessione internet e farci pagare il traffico eccedente alla nostra opzione tariffaria. Si può quindi decidere di bloccare lo scaricamento automatico degli allegati. Basta selezionare IMPOSTAZIONI, IMPOSTAZIONI CHAT, SCARICA MEDIA AUTOMATICAMENTE e in questa sezione effettuare la modifica.
Alcune conversazioni sono particolarmente importanti e si potrebbe decidere di inviarle ad un indirizzo di posta elettronica. In questo caso è possibile scegliere di inoltrare solo il testo o anche i contenuti mediali. Si seleziona IMPOSTAZIONI, IMPOSTAZIONI CHAT, INVIA CONVERSAZIONE VIA MAIL e dunque si seleziona la conversazione desiderata.
Whatsapp nasconde alcune importanti funzioni segrete, di cui quelle elencate sono le principali che vale la pena conoscere. E’ però possibile anche effettuare il cambiamento del numero associato all’applicazione, oppure leggere le statistiche di utilizzo, o anche effettuare un backup completo delle conversazioni da caricare su un nuovo smartphone o sullo stesso dopo un ripristino.
La foto della Nasa che fa paura al Nord Italia
La foto della Nasa che fa paura al Nord Italia
La zona padana sotto una cappa di nanoparticelle

La Nasa ha fornito una foto scattata che mostra la pianura padana vista dall’alto e sotto una cappa di nanoparticelle. La foto è stata scattata da un satellite.
Ma cosa sono le nanoparticelle? Progetto Upupa monitora questo tipo di inquinante nell’area di Piacenza. Come mostra una sua elaborazione, si tratta di particelle ultrafini di particolato che fanno male alla salute, e che sono più piccole di un capello. Ancora più piccole delle famigerate polveri sottili.
Scrive il Corriere:
Le polveri ultrafini peggiorano ulteriormente la salute della pianura padana. A rivelarlo i risultati del progetto Upupa (Ultrafine Particles in Urban Piacenza Area) del Laboratorio Energia e ambiente Piacenza (Leap) – centro di ricerche del Politecnico di Milano – presentati il 22 gennaio e incentrati sul particolato delle polveri sottili. Tre anni di ricerca, sostenuti dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, per dimostrare la minaccia rappresentata da quelle componenti ultrafini (migliaia di nanoparticelle come, per esempio, solfato e nitrato di ammonio e tracce di metalli presenti nella massa delle polveri) che non solo attualmente non trovano posto in nessuna normativa, ma che proprio per la loro ridottissima dimensione (inferiore di cento volte a una particella di Pm10) sono estremamente pericolose per la salute umana. Peggiorando un quadro già di suo non certo piacevole.
Sola andata, un futuro da migranti. Garantisce il Pd
Sola andata, un futuro da migranti. Garantisce il Pd
Ne ha scritto la stampa italiana, ne hanno scritto il “Guardian” e “Le Monde”, ma noi che continuiamo a leggere restiamo ancora senza parole: il sindaco di Elmas, Valter Piscedda, paga il viaggio di sola andata ai giovani disoccupati che se ne vogliono andare. Sembra una barzelletta, invece è la realtà della classe politica sarda nel 2014. Eppure io me lo ricordo cosa scriveva Valter Piscedda, il sindaco di Elmas, nel suo sito istituzionale da candidato Pd alle elezioni regionali: «Il pensiero va anche ai più giovani: pensiamo a quei ragazzi che nonostante i loro studi non vedono prospettive. Questa situazione non è più sostenibile. Ecco perché ho deciso di candidarmi, è necessario invertire la rotta. Con Francesco Pigliaru presidente possiamo fare in modo che questa Sardegna riparta con rinnovata speranza». Quell’“invertire la rotta” suona oggi ironico, visto che la rotta suggerita da Valter Piscedda ai giovani di Elmas è quella che li porta fuori dalla Sardegna con un biglietto di sola andata e dita incrociate per un lieto futuro da emigrati.
Chi ha votato Francesco Pigliaru presidente e Valter Piscedda come suo consigliere regionale forse non aveva capito che la Sardegna che aspettava di
“ripartire con rinnovata speranza” lo avrebbe poi fatto con un bando che le regalava un viaggio di sola andata per emigrare. Il gesto del sindaco di Elmas significa solo una cosa: «Andatevene: qui non c’è speranza, non solo perché non c’è lavoro, ma anche perché chi vi governa, cioè io nel paese e la mia maggioranza in Regione, non ha la minima idea di come cambiare le vostre condizioni». Un atto di resa politica avvilente e offensivo, che fa venire voglia di chiedere a Valter Piscedda e al Partito Democratico sardo: ma se non avevi idea di come provare a risolvere il problema della disoccupazione, perché diamine ti sei candidato sindaco? Se la tua giunta non ha alcuna risposta da dare ai giovani disoccupati, perché diamine vi siete fatti eleggere al governo della Sardegna?
“ripartire con rinnovata speranza” lo avrebbe poi fatto con un bando che le regalava un viaggio di sola andata per emigrare. Il gesto del sindaco di Elmas significa solo una cosa: «Andatevene: qui non c’è speranza, non solo perché non c’è lavoro, ma anche perché chi vi governa, cioè io nel paese e la mia maggioranza in Regione, non ha la minima idea di come cambiare le vostre condizioni». Un atto di resa politica avvilente e offensivo, che fa venire voglia di chiedere a Valter Piscedda e al Partito Democratico sardo: ma se non avevi idea di come provare a risolvere il problema della disoccupazione, perché diamine ti sei candidato sindaco? Se la tua giunta non ha alcuna risposta da dare ai giovani disoccupati, perché diamine vi siete fatti eleggere al governo della Sardegna?
Se il tuo partito non sa come dare ai sardi risposte diverse da quelle dell’emigrazione, della militarizzazione e dei tagliai finanziamenti per la ripresa, perché avete promesso alle persone che avreste risolto la situazione? Se queste sono le vostre risposte, dimettetevi. Non siete stati eletti per mandare via i sardi dall’isola mentre i militari e gli imprenditori dalla trivella facile si preparano a sbarcarci con la benedizione del decreto “Sblocca Italia” voluto dal vostro governo. Queste le domande. Per le risposte, leggete cosa ha scritto Matteo Bellu Ticca sul sito di “Sardegna Possibile”. Sono troppe le cose che di questa giunta non tornano ed è tempo di cominciare a mostrare che qualcosa di diverso, a volerlo davvero, lo si sarebbe potuto fare.
lunedì 29 settembre 2014
Gros: scordatevi la ripresa, la Germania la impedirà
Gros: scordatevi la ripresa, la Germania la impedirà
Non crediate di riuscire a risollevarvi: l’austerità ha vinto e il dogma tedesco che l’ha imposta, condannando il resto d’Europa, non sarà mai intaccato. La “voce del padrone” è quella di un economista leader a Berlino, Daniel Gros, direttore del “Centre for European Policy Studies”: dal suo think-tank, centro studi di politica europea, Gros ammette di fatto che è un solo paese – la Germania – a dettare le sue regole a tutti gli altri partner della cosiddetta Unione Europea. Regole che affliggono il continente, e che non cambieranno: gli Stati come l’Italia continueranno ad avere amputazioni alla spesa pubblica, destinate a sabotare il sistema-paese trasformandolo in terra di profughi economici e di salariati a basso costo, secondo uno schema funzionale soltanto al “made in Germany”. Per Gros, lo scambio a distanza tra Renzi il guardiano dell’austerità europea, il finlandese Jyrki Katainen, segna la fine del dibattito sulla flessibilità nei conti pubblici perché «sancisce la definitiva incomunicabilità fra le due scuole di pensiero che si fronteggiano in Europa».
Non sarà mai sconfessata «la linea della Germania, di contrasto alla crisi del debito», prende nota il blog di Gad Lerner commentando l’intervista a
“Repubblica” concessa da Gros all’indomani del vertice dell’Ecofin e dell’Eurogruppo a Milano il 13 settembre, riunioni caratterizzate dal duello tra il premier italiano e Katainen, vicepresidente in pectore della Commissone Europea presieduta dal lussemburghese Jean-Claude Juncker, nominato dalla Merkel. L’incontro di Milano sarà da ricordare, dice Gros, perchè «probabilmente rappresenta la fine delle speranze dell’Italia di ottenere questo sospirato allentamento da parte della Germania». La prova, secondo Daniel Gros, è la nuova manovra di bilancio approntata da Berlino: la grande coalizione tra Angela Merkel e i socialdemocratici dell’Spd ha ridotto gli investimenti pubblici per realizzare una finanziaria senza nuovi debiti, «un obiettivo condiviso praticamente da tutti i partiti tedeschi presenti al Bundestag, con l’eccezione della sinistra radicale», la Linke. Una manovra che «spegne le richieste di chi chiedeva a Berlino la maggior mobilitazione di risorse pubbliche al fine di stimolare la crescita nell’Eurozona».
“Repubblica” concessa da Gros all’indomani del vertice dell’Ecofin e dell’Eurogruppo a Milano il 13 settembre, riunioni caratterizzate dal duello tra il premier italiano e Katainen, vicepresidente in pectore della Commissone Europea presieduta dal lussemburghese Jean-Claude Juncker, nominato dalla Merkel. L’incontro di Milano sarà da ricordare, dice Gros, perchè «probabilmente rappresenta la fine delle speranze dell’Italia di ottenere questo sospirato allentamento da parte della Germania». La prova, secondo Daniel Gros, è la nuova manovra di bilancio approntata da Berlino: la grande coalizione tra Angela Merkel e i socialdemocratici dell’Spd ha ridotto gli investimenti pubblici per realizzare una finanziaria senza nuovi debiti, «un obiettivo condiviso praticamente da tutti i partiti tedeschi presenti al Bundestag, con l’eccezione della sinistra radicale», la Linke. Una manovra che «spegne le richieste di chi chiedeva a Berlino la maggior mobilitazione di risorse pubbliche al fine di stimolare la crescita nell’Eurozona».
«Da questa posizione di ortodosso rispetto del rigore la Germania non si muoverà», osserva Lerner, e secondo Daniel Gros la composizione della nuova Commissione Juncker evidenzia come non è possibile attendersi alcuna svolta. «I toni concilianti dell’Ecofin sono poco credibili, almeno quanto le rassicurazioni italiane», dice il tecnocrate tedesco. «Certo, la Germania non ammette neanche un intervento d’emergenza, ma l’Italia, come la Francia che forse preoccupa anche di più, non aiuta con i comportamenti la comprensione reciproca». L’Italia ha un debito pubblico al 136%? «Non so come faccia a poter spendere di più: potrebbe anche smetterla di chiedere aperture o flessibilità”». Quanto al ricatto delle “riforme” neoliberiste, ispirate dal mercantilismo neoclassicista dell’export – massima competitività derivante dalla compressione salariale per tagliare i costi di produzione, sacrificando alla legge dell’export i consumi interni e il benessere sociale della nazione – per il dottor Gros si tratta di una speranza vana, perché il “no” della Germania non cambierebbe. «Non credo che la risposta di Berlino sarebbe diversa da quella di oggi. Il passato continuerebbe a pesare come un macigno. Per questo mi sembrano ipocriti tutti questi abbracci alla Spagna, un paese che ha il 25% di disoccupazione, solo per un paio di riforme fatte».
venerdì 26 settembre 2014
Il mondo produce beni, loro dollari. O così, o è guerra
Il mondo produce beni, loro dollari. O così, o è guerra
Nel 1974 Richard Nixon strinse un accordo con l’Arabia Saudita, che potremmo definire come la più grande truffa nellastoria degli Stati Uniti. In cambio di armi e di protezione, i sauditi avrebbero dovuto vendere il loro petrolio in dollari, che poi avrebbero dovuto di nuovo investire negli Stati Uniti. Si trattava di una questione di vita o di morte per il dollaro, in quel momento. Nixon aveva chiuso la finestra del sistema aureo tre anni prima, e ne era seguita una massiccia svalutazione del dollaro. Garantirsi che tutte le merci che venivano scambiate nel mondo e che sarebbero state commerciate in dollari, pagate in dollari, era l’unico sistema in grado di poter veramente puntellare il valore della valuta. Guardando indietro, fu una mossa strategica estremamente brillante. Il resto dell’Opec seguì lo stesso sistema e questo fu l’affare che ha determinato la supremazia finanziaria, politica e militare degli Stati Uniti per decenni. Erano nati i petrodollari.
Oggi, il petrolio resta il bene largamente più commercializzato in tutto il mondo. E dato che tutte le nazioni acquistano o vendono petrolio, questo
significa che ogni nazione deve possedere dei dollari. Però, per comodità, le banche estere, i governi e lebanche centrali, anziché starsene sedute a controllare montagne di banconote, hanno preferito comprare dei buoni del Tesoro Usa, cioè hanno comprato un pezzetto del debito degli Stati Uniti. Ma questo significa anche che il governo degli Stati Uniti ha una scorta quasi illimitata di stranieri che vogliono impegnarsi e comprare i suoi dollari, i suoi debiti e il suo deficit. Tutto il resto del mondo deve faticare per produrre qualcosa: lavorano nei campi, fabbricano prodotti industriali, estraggono petrolio o gas dal terreno. Gli Stati Uniti, invece dal canto loro, stampano dollari. E poi usano questa carta per scambiarla con la roba che gli stranieri hanno prodotto e per la quale hanno dovuto lavorare veramente.
significa che ogni nazione deve possedere dei dollari. Però, per comodità, le banche estere, i governi e lebanche centrali, anziché starsene sedute a controllare montagne di banconote, hanno preferito comprare dei buoni del Tesoro Usa, cioè hanno comprato un pezzetto del debito degli Stati Uniti. Ma questo significa anche che il governo degli Stati Uniti ha una scorta quasi illimitata di stranieri che vogliono impegnarsi e comprare i suoi dollari, i suoi debiti e il suo deficit. Tutto il resto del mondo deve faticare per produrre qualcosa: lavorano nei campi, fabbricano prodotti industriali, estraggono petrolio o gas dal terreno. Gli Stati Uniti, invece dal canto loro, stampano dollari. E poi usano questa carta per scambiarla con la roba che gli stranieri hanno prodotto e per la quale hanno dovuto lavorare veramente.
E’ una truffa incredibile. Si sarebbe tentati di pensare che il governo degli Stati Uniti dovrebbe essere grato, e dovrebbe inviare almeno un cesto di frutta a tutti i paesi stranieri del mondo, trattandoli come amici a cui dare sempre il benvenuto. Ma non è questo, quello che fanno. In modo arrogante, il governo degli Stati Uniti dà ordini a tutte le banche del mondo che devono far riferimento all’Irs, buttano le bombe, mandano i droni e invadono paesi stranieri. Spiano sia i loro nemici che gli alleati, congelano i beni gestiti fuori dal sistema bancario Usa e multano lebanche straniere che si permettono di fare affari con paesi “non graditi”. E’ una cosa incredibilmente stupida, è un comportamento che praticamente implora gli stranieri di abbandonare il
sistema del dollaro e degli Stati Uniti. E questo sta cominciando ad accadere, proprio davanti ai nostri occhi.
sistema del dollaro e degli Stati Uniti. E questo sta cominciando ad accadere, proprio davanti ai nostri occhi.
Gli Stati Uniti hanno dimostrato di essere disposti ad andare in guerra pur di sostenere questo sistema basato sui petrodollari (Saddam Hussein ebbe il sostegno delle Nazioni Unite nei primi anni 2000 per vendere il suo petrolio in euro, ma poco dopo… se n’era andato). Quindi il fatto che in questo momento si cominci a intravedere un certo rilassamento della situazione è molto preoccupante, particolarmente se si considera che il campo di battaglia è già pronto in Ucraina.
Aloe contro Tumori e malattie
Aloe contro Tumori e malattie: Diffusa la ricetta del gel miracoloso da fare a casa senza costi
L’Aloe Vera aiuta a migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di tumore e sempre più viene consigliata dagli stessi oncologi nella terapia di sostegno agli ammalati di cancro, in chemioterapia, perché ne riduce gli effetti collaterali.
La foglia succosa dell’aloe è una specie di dispensa che racchiude tutto quello che serve alla pianta per sopravvivere in climi estremi dove l’acqua e i nutrienti essenziali alla vita scarseggiano. Questo aiuta a capire perché il gel di aloe è tanto ricco di sostanze preziose che:
1) hanno un effetto calmante e rinfrescante sui tessuti infiammati (riducendo il dolore);
2) favoriscono la cicatrizzazione dei tessuti aumentando la sintesi del collagene e la riproduzione cellulare;
3) stimolano il sistema immunitario.
Quest’ultimo è un effetto decisivo perché le difese immunitarie giocano un ruolo fondamentale nella lotta contro i tumori, le malattie autoimmuni ed i problemi intestinali.
Ecco la ricetta “facile facile” di Padre Romano Zago per preparare in casa (risparmiando un bel gruzzolo di euro) questo prezioso succo:
INGREDIENTI
Aloe foglie (prelevate da una pianta di almeno 4 anni) 350g
Miele 500 g
Cognac (o brandy) un bicchierino (circa 50 cc)
PREPARAZIONE In una stanza con poca luce, pulite le foglie con un panno umido, rimuovetene i margini laterali spinosi con un coltello e grattate via, con un coltello o con un pela-patate, il primo ed il secondo strato, cercando di lasciare integro il “filetto” centrale (parenchima), ricco di gel.
Tagliate a pezzi le foglie e ponetele in un frullatore insieme al miele ed al cognac.
Frullate e conservate il gel ottenuto in una bottiglia di vetro oscuro.
Conservate in frigorifero e consumate la preparazione in un periodo massimo di 15 giorni
DOSAGGI
Uso interno: 3 – 6 Cucchiai di succo diluito in acqua o puro, possibilmente lontano o prima dei pasti.
INDICAZIONI
Per uso interno, il succo di aloe è utilissimo per chi disturbi digestivi (gastrite, reflusso gastro- esofageo, stitichezza ) – infezioni batteriche, virali fungine – artrite – epatite – diabete- problemi della pelle – tumori- condizioni di immunodeficienza (Sindrome da fatica cronica, Candidosi sistemica, infezione da HIV), acne, herpes simplex, piede d’atleta, verruche, condilomi vaginali, infezioni delle vie respiratorie ( bronchite cronica e asma).
Per uso esterno, il gel di aloe è un ottimo per : ferite e scottature- eritemi solari, orticarie ed escoriazioni, lesioni da radiazioni ( radioterapia) e malattie della pelle (acne, psoriasi, micosi, herpes, verruche)- vaginiti, prurito anale, ulcere delle gambe.
Problematiche odontoiatriche: gengivite, afte, ascessi.
Applicate sulla pelle il puro gel, 2-3 volte al giorno
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