martedì 3 aprile 2012

Caro Bossi anche tu come gli altri ..anzi peggio perche' hai il trota


Lega Nord, indagato il tesoriere Francesco Belsito per appropriazione indebita e truffa

Un blitz della Guardia di Finanza e dei Carabinieri è stato effettuato nella sede della Lega Nord a via Bellerio al fine di acquisire documenti.
L’indagine sui finanziamenti illeciti della Lega, di cui fa parte l’operazione, è diretta congiuntamente dalle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria, coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robredo, i pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini, i pm di Napoli Henry John Woodcock e Piscitellie il pm Lombardo di Reggio Calabria.
Il Tesoriere del Carroccio Francesco Belsito è indagato per appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato. Insieme a lui, sarebbero finite nel mirino degli inquirenti anche altre persone che gestivano le tanto discusse operazioni finanziarie a Cipro e in Tanzania.

Pinterest, tutti i cloni del social più copiato del momento


Pinterest, tutti i cloni del social più copiato del momento

Pinterest, tutti i cloni del social più copiato del momento
Da qualche mese non si fa che parlare di lui. Il successo di Pinterest, al di là dei grandi numeri che ha fatto regsitrare e che lo proiettano di diritto tra le novità più interessanti del 2012, si misura anche con il numero di siti che stanno nascendo a sua immagine e somiglianza.Venture Beat, oltre a darvi due dritte su un paio distrumenti che possono tornare utili nel caso pensiate di creare un vostro servizio di visual bookmarking, propone una lista di cloni scovati in rete. Ma a differenza di quello originale, quelli che seguono sono tutti dedicati a particolari nicchie di interesse.
Come si intuisce facilmente, uno dei settori che più si prestano in questo senso è quello dei viaggi. Se Trippy si limita a dare la possibilità di condividere le foto dei luoghi visitati o di quelli solo sognati, Wanderfly invece va oltre e immagina un servizio di raccomandazione da parte di viaggiatori che consideriamo fidati. Gtrot si spinge ancora più in là in questo senso ed utilizza il lato social per aiutare gli utenti a costruire la propria esperienza di viaggio in una determinata città.
Pinterest piace soprattutto alle donne, almeno questo raccontano i dati. Per questo in diversi hanno provato a creare qualcosa che potesse stimolare maggiormente l'interesse degli uomini. Due esempi su tutti Manteresting e Gentlemint, che danno la possibilità di pinnare e repinnare foto di accessori maschili, dopobarba extraforti e chi più ne ha più ne metta. Non si può non citare Snatchly, il Pinterest per il porno che in meno di due mesi ha già conquistato 15.000 utenti circa.
Proseguendo nella lista stilata da Venture Beat se ne trovano di tutti i colori, da quelli dedicati a luoghi specifici come Singterest (il Pinterest di Singapore) a quelli per cuori solitari, fino a strane creature del web nate dall'incontro di due social come Pingram, che permette di condividere le foto scattate con Instagram in un'ambiente costruito sul modello di quello di Pinterest.

Ormai siamo alla follia: Isole Tremiti: dietro l’asta sui terreni, l’ombra della cementificazione

Isole Tremiti: dietro l'asta sui terreni, l'ombra cementificazione
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Isole Tremiti: dietro l’asta sui terreni, l’ombra della cementificazione

E' alto il rischio di un probabile cambio di destinazione d'uso dei terreni che saranno messi all'asta e che , se così fosse, permetterebbe ai futuri acquirenti di potervi costruire alberghi, villaggi turistici e strutture ricettive

di redazione 02/04/2012

Isole Tremiti
Isole Tremiti
Sono quattro e non sette gli ettari di terreno delle Isole Tremiti che andranno all'asta: su quei suoli sorgeranno case popolari e il ricavato servirà ad evitare il dissesto finanziario del Comune, commissariato da mesi e dove il 6 e 7 maggio prossimi si voterà di nuovo. Lo ribadisce in una nota il commissario prefettizio Carmela Palumbo.
Dopo il pericolo scampato (?) delle trivellazioni, un'altra vicenda potrebbe spingere gli isolani ad alzare le barricate. Cresce infatti la preoccupazione di una possibile cementificazione delle isole di San Nicola e San Domino.
In molti denunciano il rischio di un probabile cambio di destinazione d'uso dei terreni che saranno messi all'asta e che , se così fosse, permetterebbe ai futuri acquirenti di potervi costruire alberghi, villaggi turistici e strutture ricettive.
Ma il commissario prefettizio continua a respingere tale ipotesi: "Si tratta di terreni edificabili che ricadono nei Piani di edilizia economica popolare approvati dalla Regione Puglia".
"Pubblicando il bando, e con l'apertura delle buste il 26 aprile - ribadisce il commissario prefettizio - chiuderemo una procedura già definita da tempo. Ho cercato in tutti i modi di recuperare crediti vantati dal Comune per limitare il deficit di cassa e sarebbe stato un peccato dover toccare qualcosa del grande patrimonio pubblico che le Isole Tremiti possiedono".
Palumbo ha spiegato anche che la sua non è stata una decisione unilaterale. "Abbiamo fatto un incontro pubblico - riferisce - con le forze politiche e la comunità. Non solo non sono state sollevate eccezioni, ma mi è stato anche chiesto di far tutto prima di andar via e lasciare il timone alla nuova amministrazione".
Ufficialmente non viene detto a quanto ammonti il deficit economico delle Isole Tremiti, ma si spera che con il ricavato l'attività amministrativa possa ripartire con un pizzico di serenità in più. Sempre che il paradiso naturale decantato da Dalla resista fino in fondo ai tentativi, sempre in agguato, di     speculazioni.
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Fornero vai a casa ..stai distruggendo lo stato sociale italiano ma per chi?? l'europa??sei sicura??o per le lobbyes??


 1 giovane su 3 senza lavoro? Con la riforma Fornero sarà peggio


IL CASO/ Cazzola: 1 giovane su 3 senza lavoro? Con la riforma Fornero sarà peggio

La recessione si fa sentire pesantemente sul lavoro: il tasso di disoccupazione a febbraio è salito al 9,3% e di 1,2 punti su base annua. Nel rendere noti questi dati l’Istat si sofferma a sottolinearne i riferimenti con altre epoche particolarmente complesse della storia nazionale recente. E sempre più spesso viene evocato quel 1992, in cui la bancarotta del Paese fu evitata in extremis e grazie a una coraggiosa stagione di sacrifici e di riforme.
L’andamento della disoccupazione giovanile nelle coorti comprese tra 15 e 24 anni (prima o poi verrà pure il momento di assumere dei riferimenti più credibili per il mondo del lavoro giovanile) svetta al di sopra del 30% e ciò non può che destare una viva preoccupazione nell’assistere alla ripetuta conferma di un fenomeno (che non è solo italiano, ma che da noi è più accentuato che in altri Paesi) di cui non si riesce a invertire la tendenza.
Eppure il mercato del lavoro non è del tutto fermo. Lo dimostrano le ricostruzioni di Pietro Ichino nei suoi brillanti articoli su Il Corriere della Sera (è veramente singolare che tocchi a un insigne studioso prestato alla politica sviluppare e interpretare dei dati altrimenti trascurati dai tanti agitatori di luoghi comuni); ma soprattutto lo mettono in evidenza le stesse statistiche (provvisorie) dell’Istat che tanta eco hanno avuto nel dibattito. In effetti, non solo aumenta il numero dei lavoratori adulti (+164mila), ma anche quello degli stranieri (+170mila), anche se il loro tasso di occupazione scende di quasi un punto.
Siamo avvertiti del fatto che occorre prudenza nel valutare i dati riguardanti i lavoratori stranieri perché spesso includono gli effetti di regolarizzazioni che non denotano occupazione aggiuntiva. Ma i numeri contano e sono significativi. Va poi da sé che molte statistiche sulla disoccupazione nelle regioni del Sud nascondano sacche di lavoro sommerso che concorrono comunque a determinare un reddito ben visibile negli stili di vita.
Ma come ha reagito il governo a fronte dell’ennesimo monito proveniente dalla recessione dell’economia e dai suoi effetti sull’occupazione? Chissà perché Monti e i suoi ministri sembrano convinti che il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro rappresenti la risposta ai problemi dell’occupazione, di quella giovanile soprattutto. Ci permettiamo di dubitarne; anzi siamo proprio convinti che - così come è impostato nel documento sulle linee guida - il progetto del governo non favorirà affatto l’occupazione e ostacolerà la ripresa economica.
Basta mettersi nei panni di una qualsiasi impresa che scruti all’orizzonte qualche timido e incerto segnale di ripresa, che veda muoversi il portafoglio-ordini con nuove commesse, tali da assicurare qualche mese di attività con l’apporto di maestranze aggiuntive. Per fare fronte ai picchi produttivi la nostra azienda vorrebbe assumere lavoratori con contratti a termine: si accomodi pure, ma deve sostenere un costo più elevato perché questa tipologia lavorativa viene scoraggiata. Può ricorrere alla somministrazione: ma chi gli garantisce che alla fine, dopo aver sostenuto gli oneri previsti, non gli facciano causa agitando il cosiddetto “causalone” (il motivo generalgenerico richiesto per fare ricorso alla somministrazione di lavoro a termine) per ottenere l’assunzione a tempo indeterminato?
Le medesime preoccupazioni potrebbero ripetersi in altre fattispecie lavorative. Così alla fine verrebbe spontanea una domanda: ha un senso irrigidire il mercato del lavoro - mettendo le briglie alla cosiddetta flessibilità in entrata a fronte di una modifica dell’articolo 18 invero modesta - proprio nel momento in cui si profila una crisi che si è inevitabilmente scaricata sull’occupazione? È credibile che l’alternativa alla disoccupazione giovanile si trovi forzatamente nel contratto di lavoro “prevalente” a tempo indeterminato?
Ci auguriamo che i segnali di dialogo tra le più importanti forze politiche si concretizzino e assumano quello spessore che consentirà al Parlamento di correggere una discutibile riforma.

ReCaptcha, Google fa identificare agli utenti i numeri civici di Street View


ReCaptcha, Google fa identificare agli utenti i numeri civici di Street View

ReCaptcha, Google fa identificare agli utenti i numeri civici di Street View

Ormai capita a tutti di imbattersi in un codiceReCaptcha: quelle "strane" combinazioni di lettere e numeri che servono per accertare la presenza umana dietro un tentativo di accedere a una pagina Web. Fino a qui, niente di nuovo. Eppure, qualche utente forse è già incappato nell'ultima novità di Big G.: accanto al solito testo "contorto" appare anche una serie di numeri che non somigliano affatto al solito codice, ma sembrano piuttosto... fotografie di numeri civici.
Chi ha pensato a questo non sbaglia, perché Google ha recentemente implementato un nuovo sistema di ReCaptcha che permette ai signori di Mountain View di prendere due piccioni con una fava: da una parte evitare lo spam, dall'altra "farsi aiutare" dagli utenti a decifrare i numeri civici fotografati in giro per il mondo dalle Googlecar.
In pratica sono gli occhi degli stessi utenti a stabilire di che numero, indirizzo o segnale si tratta, in modo da migliorare il servizio di Google Street View tramite un riconoscimento di indirizzi e esercizi commerciali sempre più preciso. E, come sottolineano a Google, il sistema è immune dalla lettura a riconoscimento ottico, quindi a prova di bot e di spam.

Ali Farzat, torna a disegnare il fumettista siriano cui avevano rotto le mani


Ali Farzat, torna a disegnare il fumettista siriano cui avevano rotto le mani 

Ali Farzat è il celebre vignettista siriano cui le forze di sicurezza governative avevamo sequestrato i disegni e lo avevano picchiato a Damasco, mentre usciva dal suo studio,spezzandogli entrambe le mani, nell'agosto del 2011.
"Li sentivo mentre dicevano 'spezzategli le mani così non potrò sfidare il governo mai più. Mi ferirono le mani in maniera così brutale che ancora oggi i movimenti sono limitati"
Lui stesso aveva così raccontato del pestaggio e aveva dichiarato che probabilmente non sarebbe mai più stato capace di disegnare come prima. Ma invece adesso torna e a 60 anni racconta la sua storia e ripensa alla Siria, la sua patria e al suo ritorno:
"Tutti i giorni mi dico che tornerò a Damasco. Tutti i giorni le persone mi chiedono di no tornare là, è troppo pericoloso. Uno di questi giorni lo farò e basta, perchè la verità è che non posso stare lontano dal mio paese ancora per molto"
Il lavoro dell'artista è diventato un manifesto della lotta per i diritti dei paesi mediorientali. Il vignettista con i suoi fumetti sferza il regime di Bashar Al Assad e ora, con una mostra a Londra, mostra quanto possa essere forte la resistenza e la rivoluzione nel suo paese. Ali Farzat spiega che il lavoro per lui è una missione:
"Documenterò la resistenza per le generazioni future, la rivolta ha già vinto quando ha rotto la barriera della paura"
Le sue opere vengono pubblicate sul suo sito e Ali Farzat non si arrende e cotinuerà la sua battaglia finché potrà tornare e vivere in pace in Siria. Uno degli ultimi disegni di Farzat mostra un piccolo fiore che cresce da un carro armato, segno di speranza.

Mare del Nord: sventato il pericolo di esplosione sulla piattaforma Elgin di Total?


Mare del Nord: sventato il pericolo di esplosione sulla piattaforma Elgin di Total?

Lo scorso agosto, una falla sulla piattaforma petrolifera Gannett Alpha, di proprietà di Shell, fece precipitare la Scozia nell'incubo del disastro ambientale: secondo le stime furono circa 1.300 i barili di greggio riversatisi in mare e, secondo gli esperti, si trattò del più grave incidente accaduto nel Mare del Nord dal 2000. 
Ora però il Regno Unito torna a guardare con timore al largo della costa scozzese diAberdeen, dove a 240 km dalla costa si trova Elgin, la piattaforma per l'estrazione di gas combustibili, di proprietà Total.

Il 25 marzo scorso un'improvvisa una fuga di gas sottomarina ha richiesto l'evacuazione del personale per il rischio di esplosione. Nessuno però, era rimasto sulla struttura per cercare di chiudere la falla e l'unica speranza era quella che si spegnesse da sola, fatto che poi si è verificato il 31 marzo, come dichiarato dai tecnici Total: 
"Abbiamo ricevuto la prima indicazione sullo spegnimento della fiamma alle 12.07 del 30 marzo, attraverso il primo volo di controllo della giornata. Il secondo volo delle 16.36 ha confermato l’avvistamento della mattinata. La conferma è arrivata con il terzo avvistamento delle 8.20 di questa mattina, la fiamma è spenta"
Sebbene sembri sventato il pericolo di un'esplosione, resta alta la guardia sul rischio didisastro ambientale: insieme alle autorità inglesi, la compagna petrolifera francese ha definito "trascurabili" i danni ambientali prodotti dalla fuga di gas e il rischio per l'area e per l'ecosistema marino sarebbe "minimo".
Tuttavia, secondo alcuni esperti la zona sarebbe comunque ad alta infiammabilità, vista la concentrazione di gas nell'area. Per questo motivo Greenpeace ha inviato una squadra per valutare la reale portata dell'incidente e gli ambientalisti hanno eseguito alcuni test sull'aria e sulla qualità dell'acqua.

Nel frattempo, la Total espone il piano per chiudere il pozzo sottomarino, che si trova a 4.000 metri di profondità dal fondale: l'idea sarebbe quella di creare dei pozzi "di sollievo" per creare alla fuga una sorta di bypass in mare.